Chapter 16

PARTITA A SCACCHI.

Scena II, pag. 32. — Nella parlata di Fernando, dopo il verso:

M'era fonte d'orgoglio la solitudin mia,

M'era fonte d'orgoglio la solitudin mia,

M'era fonte d'orgoglio la solitudin mia,

gli attori passano subito a quello che dice:

Son forte, la tua spada nessuna al mondo agguaglia,

Son forte, la tua spada nessuna al mondo agguaglia,

Son forte, la tua spada nessuna al mondo agguaglia,

e così seguitano la parlata, sino all'ultimo verso della stampa, dopo il quale risalgono a questo:

Ed or che, me volente, s'appiana il mio sentiero, ecc., ecc.

Ed or che, me volente, s'appiana il mio sentiero, ecc., ecc.

Ed or che, me volente, s'appiana il mio sentiero, ecc., ecc.

per serbarsi, come chiusa della parlata, il verso:

No, no, no, non lo posso: per tanti anni ho taciuto.

No, no, no, non lo posso: per tanti anni ho taciuto.

No, no, no, non lo posso: per tanti anni ho taciuto.

Nella stessa Scena, pag. 33. Variante:

RenatoPer Dio, soverchio ardire sopportar non mi giova.Bada non mi sovvenga di metterti alla prova,Che, se falli!...Fernando.Signore, io non temo gli attacchiTanto di mille spade(vede la scacchiera preparata sul tavolo, ed indicandola)Che di un giuoco di scacchi.Renato.A te, figliuola, insegnagli, nè sarà poca gloria.... ecc., ecc.

Renato

Renato

Per Dio, soverchio ardire sopportar non mi giova.Bada non mi sovvenga di metterti alla prova,Che, se falli!...

Per Dio, soverchio ardire sopportar non mi giova.

Bada non mi sovvenga di metterti alla prova,

Che, se falli!...

Fernando.

Fernando.

Signore, io non temo gli attacchiTanto di mille spade

Signore, io non temo gli attacchi

Tanto di mille spade

(vede la scacchiera preparata sul tavolo, ed indicandola)

(vede la scacchiera preparata sul tavolo, ed indicandola)

Che di un giuoco di scacchi.

Che di un giuoco di scacchi.

Renato.

Renato.

A te, figliuola, insegnagli, nè sarà poca gloria.... ecc., ecc.

A te, figliuola, insegnagli, nè sarà poca gloria.... ecc., ecc.


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