LI.La sommossa diventa ribellione.

LI.La sommossa diventa ribellione.

Il gabinetto in cui erano stati mandati d’Artagnan e Porthos era separato dal salone ove trovavasi la regina, soltanto da cortine di drappo di tappezzeria; sicchè la poca grossezza della divisione permetteva di udir tutto, e l’apertura esistente fra le due portiere concedeva di vedere ogni cosa.

La sovrana stava in piedi, pallida per la collera; eppure aveva tanto potere sopra sè stessa che avremmo detto non provasse emozione veruna. Dietro di lei erano Comminges, Villequier e Guitaut, e dietro agli uomini le donne.

Davanti alla regina, il cancelliere Seguier, quello stesso che venti anni prima l’aveva perseguitata tanto, raccontava che la sua carrozza era stata fatta in pezzi, ch’egli era stato inseguito, che si era ricovrato nel palazzo d’O...., che il palazzo erasi tosto ingombrato, devastato, saccheggiato; egli per fortuna aveva avuto tempo di cacciarsi in uno stanzino celato dai parati, dove una vecchia lo aveva rinchiuso insieme col suo fratello vescovo di Meaux. Là il pericolo era divenuto sì terribile, e i forsennati si avvicinavano allo stanzino con tali minacce, che il cancelliere avea creduta giunta per lui l’ultim’ora, e si era confessato a suo fratello onde esser pronto a morire qualora fosse scoperto. Per buona sorte ciò non era accaduto; il popolo, supponendolo fuggito da qualche porta di dietro, ritirandosi gli aveva lasciato la libertà di andarsene. Allora egli si era travestito con gli abiti del marchese d’O...., ed era uscito dal palazzo, saltando sulla pancia ad un suo birro e a due guardie rimaste uccise nel voler difendere il portone di strada.

Durante codesto racconto, Mazzarino entrato senza far rumore, si accostava alla sovrana ed ascoltava.

«Ebbene? domandò Anna quando il cancelliere ebbe terminato, che pensate di tutto questo?

«Ch’è un affare gravissimo.

«Che consiglio mi proponete?

«Ne proporrei uno a Vostra Maestà, ma non ardisco.

«Ardite, ardite, signore, disse la regina con un amaro sorriso; vi ardiste pure a ben altro!»

Seguier arrossì e balbettò alcune parole.

«Non si tratta del passato, ma del presente, replicò Anna; diceste che avevate un consiglio a darmi: qual è?

«Signora, fece titubando Seguier, sarebbe di liberare Broussel».

La regina digià pallida lo divenne maggiormente.

«Liberar Broussel! essa rispose, no, mai!»

Nell’istante si udì camminare nella sala contigua, e senza essere annunziato comparve sulla soglia il maresciallo di la Meilleraye.

«Ah! maresciallo, siete qua! esclamò Anna lietissima; spero che abbiate ridotta alla ragione tutta quella canaglia?

«Signora, ho lasciati tre uomini al Ponte-Nuovo, quattro ai mercati, sei sul canto di via dell’Albero secco e due alla porta del vostro palazzo, quindici in tutto; riconduco meco dieci o dodici feriti; il mio cappello è rimasto non so dove portato via da una palla, e secondo ogni probabilità sarei restato senza ferrajuolo se non fosse venuto il signor Coadjutore a darmi ajuto e levarmi dall’impaccio.

«Già! fece la regina, mi avrebbe fatto meraviglia di non vedere quel cagnuolo colle gambe torte intricato in questa faccenda!

«Maestà, soggiunse ridendo la Meilleraye, non ne dite molto male davanti a me, giacchè il servizio che mi ha renduto è ancora caldo caldo.

«Va bene, siategli grato quanto volete, ma io non sono obbligata a niente; siete sano e salvo, ed ecco quel che bramavo; siate dunque non solo ben venuto, ma anche ben tornato.

«Sì, ma ben tornato con un patto, cioè di trasmettere alla Maestà Vostra i voleri del popolo.

«Voleri! disse Anna inarcando le ciglia. Oh! signor maresciallo, bisogna che vi siate trovato in grandissimo rischio per incaricarvi di sì strana ambasciata!»

Tali parole furono pronunziate con un tuono d’ironia, di che ben si accorse la Meilleraye.

«Perdonate, signora, ei rispose, io non sono avvocato, son uomo di guerra, e in conseguenza forse comprendo malamente il valore delle parole:desiderio, e nonvolere, del popolo, avrei dovuto dire. In quanto a ciò che mi fate l’onore di rispondermi, credo intendiate dirmi che ho avuto paura».

La regina sorrise.

«Ebbene! sì, ho avuto paura; è questa la terza volta in vita mia che tanto mi accade; eppure mi sono trovato a dodici grandi battaglie e non so quanti fra combattimenti escaramucce; sì, ho avuto timore, e mi è più caro esser davanti a Vostra Maestà, sebbene sia molto minaccioso il suo sorriso, che davanti a quei demoni dell’inferno che mi hanno accompagnato sin qua e che scaturivano neppur so di dove.

«Bravo! disse sotto voce d’Artagnan a Porthos, bella risposta!

«Orsù, seguitò la regina mordendosi le labbra frattanto che i cortigiani si guardavano attoniti, che desiderio è quello del mio popolo?

«Che gli si renda Broussel, fece il maresciallo.

«No, mai! no, mai.

«Vostra Maestà è la padrona».

La Meilleraye s’inchinava e muoveva un passo indietro.

«Dove andate, Maresciallo?

«Vo a dar la risposta di Vostra Maestà a quei che l’attendono.

«Trattenetevi: io non voglio mostrare di trattare con dei ribelli.

«Signora, ho data la mia parola.

«Come sarebbe a dire?....

«Che se voi non mi fate arrestare, io sono in obbligo di scendere».

Dalle pupille di Anna schizzaron fuori due lampi.

«Oh! non v’è difficoltà, signor mio; ne ho fatti arrestare più grandi di voi.... Guitaut!»

Mazzarino si slanciò.

«Signora! ei disse, se osassi io adesso darvi un consiglio?

«E parimente di restituire Broussel? in tal caso, potete dispensarvene.

«No, fece Mazzarino, quantunque sarebbe da stare a petto a qualche altro.

«E qual è, dunque?

«Di chiamare il Coadjutore.

«Il Coadjutore! ripetè la sovrana, quel tremendo imbroglione! egli è che ha fatta tutta la sommossa.

«Ragion di più: se l’ha fatta, può disfarla....

«Oh, Maestà! interruppe Comminges che guardava da una finestra; ecco, l’occasione è ottima; appunto dà la benedizione sulla piazza del Palazzo Reale».

La regina corse al balcone.

«È vero! esclamò, messer ipocrita! guardate là!

«Vedo, disse Mazzarino, che dinanzi a lui tutti s’inginocchiano benchè non sia altro che Coadjutore, mentre s’io fossi nelle sue veci mi farebbero a pezzi. Quindi persisto nel miodesiderio(e il ministro calcava su questo vocabolo) che Vostra Maestà riceva il Coadjutore.

«Perchè non dite anche voi nel vostrovolere? replicò piano la regina».

Mazzarino s’inchinò.

Anna stette alquanto pensosa. Indi alzando la testa:

«Maresciallo, andate a chiamare il Coadjutore, e a me conducetelo.

«E che dirò al popolo? domandò La Meilleraye.

«Che abbia pazienza; ne ho tanta io!»

Nel tuono della superba Spagnuola eravi un che d’imperioso a tal segno, che il maresciallo uscì senza far veruna osservazione.

D’Artagnan si volse così a Porthos:

«Come finirà?

«Lo vedremo» ribattè Porthos tranquillamente.

Intanto Anna avvicinatasi a Comminges gli favellava sommesso.

Mazzarino inquieto guatava alla parte dov’erano d’Artagnan e Porthos.

Gli altri individui là presenti ricambiavano qualche discorso.

Fu riaperta la porta; venne il maresciallo, e lo seguiva Gondy.

La sovrana mosse quattro passi a incontrarlo e si fermò, fredda, severa, immobile e sporgendo sprezzantemente il labbro inferiore.

Gondy fece una rispettosa riverenza.

«Ebbene, gli chiese la regina, che dite di questa sommossa?

«Maestà, che non è più semplice sommossa, ma bensì ribellione.

«La ribellione sta in coloro che pensano che il mio popolo possa ribellarsi! gridò Anna incapace di dissimulare davanti al Coadjutore, cui considerava, e forse con ragione, come promotore di tutta l’agitazione. Ribellione! ecco come quei che la bramano chiamano il movimento cagionato da loro stessi; ma aspettate! vi porrà buon ordine l’autorità del re.

«Per dirmi forse codesto, rispose freddamente Gondy, Vostra Maestà mi ha ammesso all’onore della sua presenza?

«No, caro Coadjutore, riprese Mazzarino; era per domandarvi il vostro parere nella spiacevole circostanza in cui siamo.

«È vero, seguitò di Gondy fingendosi maravigliato, che Sua Maestà mi abbia chiamato per domandarmi consiglio?

«Sì, replicò la regina, così hanno voluto».

Il Coadjutore s’inchinò.

«Sua Maestà dunque desidera?...

«Che le diciate ciò che fareste ne’ suoi piedi» sollecitossi a terminare Mazzarino.

Di Gondy fissò in volto la sovrana, la quale fe’ un cenno affermativo.

«Nei piedi di Sua Maestà, non esiterei punto, e renderei Broussel.

«E se non lo rendo, gridò ella, che credete che succeda?

«Io credo, disse il maresciallo, che domani in Parigi non vi sarà una pietra sull’altra.

«Non interrogo voi, ripicchiò Anna aspramente e senza tampoco girarsi, ma il signor di Gondy.

«Se Sua Maestà interroga me, rispose con tutta calma il Coadjutore, dichiarerò essere appieno del sentimento del signor maresciallo».

Salì il rossore sul volto alla regina; i begli occhi turchini sembravano sul punto di uscirle dal posto, le labbra di corallo, di cui i poeti dell’epoca fecero sì magnifiche comparazioni, si scolorirono tremando di rabbia: ella mise persino spavento a Mazzarino, che però era avvezzo ai furori domestici di quella casa tanto tormentata.

«Render Broussel! ella esclamò finalmente con un sorriso da far paura; bel consiglio, davvero! degno di chi osa avanzarlo!»

Gondy stette saldo; pareva che le ingiurie del giorno scorressero leggiere su di lui come i sarcasmi del dì precedente, ma l’odio e la vendetta si accumulavano in fondo al suo cuore nel silenzio e a stilla a stilla. Guardò freddamente la sovrana, la quale spingeva Mazzarino per far sì che dicesse egli pure qualche cosa.

Il ministro, al suo solito, pensava molto e parlava poco.

«Eh eh! disse, buon consiglio, da amico.... Anch’io lo restituirei, quel caro Broussel, o vivo o morto, e sarebbe finito tutto.

«Se lo rendeste morto, sarebbe finito tutto come voi dite, monsignore; ma diversamente da quel che voi intendete.

«Ho detto morto o vivo? riprese Mazzarino, è un modo di parlare; sapete che io capisco malamente il francese, che voi signor Coadjutore comprendete e scrivete tanto bene.

«Ecco un consiglio di Stato, osservò d’Artagnan a Porthos; ma noi li tenevamo migliori a La Rochelle con Athos ed Aramis.

«Al bastione San Gervasio, continuò Porthos.

«E là ed altrove».

Il Coadjutore lasciò passare il diluvio, e indi soggiunse con la medesima flemma:

«Se Vostra Maestà non gusta l’opinione che io le sottopongo, è di certo perchè ne ha qualcuna di meglio a cui attenersi;io conosco troppo la saviezza della regina e de’ suoi consiglieri per immaginarmi che si lasci molto tempo la città capitale in un’agitazione che può portare alla rivoluzione.

«Sicchè, secondo voi altri, seguitò la Spagnuola stringendo le labbra per l’ira estrema, la sommossa di jeri, che oggi è ribellione, può diventar rivoluzione domani?

«Sì, Maestà, rispose gravemente di Gondy.

«Ma a sentir voi, i popoli sarebbero dimentichi d’ogni freno?

«È una cattiva annata per i re! disse Gondy tentennando la testa; guardate un po’ in Inghilterra, signora.

«Sì, rispose la regina; ma per buona sorte in Francia non abbiamo un Oliviero Cromvello.

«Chi sa?... gli uomini sono simili al fulmine: non si conoscono se non quando colpiscono».

Ciascuno rabbrividì, e fuvvi un momento di silenzio.

Frattanto Anna si teneva ambo le mani sul petto; si scorgeva che tentava reprimere i palpiti precipitosi del cuore.

«Porthos, mormorò d’Artagnan, mirate attento il Coadjutore.

«Lo vedo.... ebbene?

«Ebbene! è un uomo».

Porthos meravigliato fissò gli occhi sul tenente dei moschettieri; era evidente che non lo capiva.

«Vostra Maestà, continuò senza pietà di Gondy, prenderà dunque le misure opportune; ma io le preveggo terribili e tali da irritare maggiormente i rivoltosi.

«Or bene; allora, voi signor Coadjutore che avete un sì gran potere su di loro, e siete nostro amico, disse ironicamente la sovrana, li calmerete dando ad essi le vostre benedizioni.

«Sarà forse troppo tardi, disse Gondy sempre di ghiaccio, ed è probabile che abbia perduta io pure ogni influenza: laddove restituendo Broussel, la Maestà Vostra tronca la radice a qualunque sedizione, ed acquista il diritto di punire crudelmente ogni nuovo principio di ribellione.

«E non l’ho, questo diritto? esclamò Anna.

«Se lo avete, prevaletevene, fece Gondy.

«Capperi! disse d’Artagnan a Porthos, ecco uno di quei caratteri come piacciono a me. Perchè non è ministro, e perchè non son io il suo d’Artagnan invece di esser di quel furfante di Mazzarino? Per Bacco! che bei colpi faremmo insieme!

«Sì» rispose Porthos.

La regina con un cenno licenziò la corte, eccettuato Mazzarino.

Gondy inchinandosi era per ritirarsi al pari degli altri.

«Trattenetevi! gli ordinò Anna.

«Bene! pensò di Gondy, ora cede.

«Ora lo fa ammazzare, disse d’Artagnan a Porthos, ma in ogni caso non sarà mai per mio mezzo. Giuro, anzi, sopra a Dio! che se alcuno gli va addosso, io piombo addosso agli assalitori.

«Anch’io, confermò Porthos.

«Bene! bucinò Mazzarino prendendo una sedia, ne vedremo delle nuove».

La regina seguiva con gli occhi le persone che uscivano. Quando l’ultima di esse ebbe chiusa la porla, ella si voltò. Si scorgeva che si sforzava all’eccesso onde frenare lo sdegno: si faceva vento, annasava ghiandine odorose, andava in su ed in giù. Mazzarino restava assiso mostrando riflettere. Gondy, che principiava a sgomentarsi, scandagliava collo sguardo tutti i parati, palpeggiava l’usbergo che teneva sotto la toga, e tratto tratto si cercava in seno il manico di un buon pugnale spagnuolo che si teneva nascosto a portata della mano.

«Animo, signor Coadjutore, disse la regina, animo, or che siamo soli, ripetete il vostro suggerimento.

«Eccolo, Maestà; fingere di averci pensato meglio, convenire pubblicamente di un abbaglio, nel che sta la forza dei governi forti; fare uscire Broussel dal suo carcere e renderlo al popolo.

«Oh! esclamò Anna, umiliarmi in tal guisa! Sono io, sì o no, la regina? tutta quella canaglia che strepita è ella, sì o no, una turba di miei sudditi? ho io amici, ho io guardie? Ah per Nostra Donna! come diceva la regina Caterina, piuttosto che dar loro l’infame Broussel, lo scannerei colle mie mani!»

E si scagliò chiudendo il pugno verso Gondy, cui in quel momento aborriva di certo almeno quanto Broussel.

Gondy non si mosse; non agì verun muscolo del suo volto: se non che il gelido suo sguardo s’incrociò come un brando collo sguardo furibondo della sovrana.

«Questo è un uomo bell’e morto, disse il Guascone, se in corte v’è ancora qualche Vitry e il Vitry capita adesso, ma io, prima che tocchi quel buon Coadjutore, ammazzo il Vitry!... messer Mazzarino me ne sarà grato al sommo.

«Zitto! disse Porthos, state a sentire.

«Signora, esclamò il ministro afferrando pel braccio la regina e tirandola indietro, signora, che fate mai?»

Poscia soggiunse in ispagnuolo:

«Anna, siete pazza? fate qui dispute da particolari, da borghesi, voi una regina! e non vedete che avete dinanzi, nella persona del Coadjutore, tutto il popolo di Parigi che in questo punto è pericolosissimo lo insultare, e che se il Coadjutore vuol così, fra un’ora non avrete più corona? Animo, animo! in appresso, in altra occasione starete ferma, ma oggi non è il momento; oggi accarezzate e lusingate, o che siete soltanto una donna volgare».

Dalle prime parole di questo discorso, d’Artagnan aveva preso per un braccio Porthos e glielo andava vieppiù stringendo; indi, quando il ministro si tacque, egli disse piano:

«Porthos, non dite mai davanti a Mazzarino ch’io intendo lo spagnuolo, o che sono un uomo rovinato e voi pure.

«Bene» fece Porthos.

Quella forte ramanzina, ornata di una certa eloquenza, che caratterizzava Mazzarino quando ei parlava italiano o spagnuolo, e che perdeva affatto quando parlava in francese, fu pronunziata con un aspetto impenetrabile, il quale non diede sospetto a Gondy, quantunque abilissimo fisionomista, d’altro che di un mero avvertimento ad esser più moderata.

La regina così strapazzata, dal canto suo si fe’ più mite; lasciò, diremmo, cadersi dagli occhi il fuoco, e dalle guancie il sangue, e dalle labbra la collera loquace: si assise, e con voce molle dal pianto, buttando giù le braccia, disse tosto:

«Perdonatemi, signor Coadjutore, e attribuite l’impeto mio a quel che soffro. Donna, e in conseguenza soggetta alle debolezze del mio sesso, mi sbigottisco della guerra civile; regina ed assuefatta ad essere obbedita, mi adiro alla prima resistenza.

«Vostra Maestà s’inganna, rispose dolcemente di Gondy, qualificando come resistenza il mio sincero suggerimento. Vostra Maestà non ha se non sudditi rispettosi e sottomessi. Il popolo non ha rancore contro la regina, chiama Broussel, e non altro, fortunatissimo di vivere sotto le leggi della Maestà Vostra.... ove però Ella gli renda Broussel» aggiungeva sorridendo Gondy.

Mazzarino all’udireil popolo non ha rancore contro la reginaaveva già drizzate le orecchie, credendo che il Coadjutore fosse per discorrere delle grida:abbasso il Mazzarino!egli fu anzi grato della soppressione fatta, e con la ciera sua più sdolcinata e gentile disse:

«Signora, date ascolto al Coadjutore ch’è uno dei più abili politici che abbiamo; il primo cappello di cardinale vacante sembra fatto per la nobile sua testa.

«Ah briccone! tu hai bisogno di me! disse fra sè di Gondy.

«E che cosa prometterà a noi, disse d’Artagnan, il giorno in cui vorranno ucciderlo? Per Diana! se dà a questo modo dei cappelli, prepariamoci, Porthos, e chiediamo ciascuno un reggimento domani subito.... Cospettone! duri soltanto un anno la guerra civile, e fo indorare a nuovo per me la spada di connestabile!

«Ed io? domandò Porthos.

«A te? ti farò dare il bastone di maresciallo del signor di La Meilleraye, che in questo punto non mi par molto in favore.

«Dunque, riprese la sovrana, voi temete sul serio l’agitazione popolare?

«Sul serio, replicò Gondy meravigliato di non esser avanzato di più; temo, allorchè il torrente ha rotto l’argine, che cagioni gravissimi danni.

«Ed io, replicò Anna, stimo che in questo caso gli si debbano opporre argini nuovi».

Gondy guardò attonito il Mazzarino; il Mazzarino si accostò alla sovrana onde discorrerle; all’istante si udì orribile tumulto sulla piazza del Palazzo Reale.

Gondy sorrise, alla regina s’infiammarono le pupille, a Mazzarino impallidì la faccia.

«Che altro v’è egli? chiese quest’ultimo».

Entrò in sala precipitosamente Comminges.

«Perdonate, Maestà, esso disse; ma il popolo ha pestate le sentinelle a ridosso ai cancelli, ed ora forza le porte: che ordinate?

«Ascoltate!» disse Gondy alla regina.

Il mugghiare delle onde, lo strepito del fulmine, il fragore di un vulcano infiammato, non sono da paragonarsi alla tempesta di grida che sorse in tal momento.

«Quel che ordino? disse Anna.

«Sì, il tempo stringe.

«Quanti uomini all’incirca avete al Palazzo Reale?

«Seicento.

«Ponetene cento attorno al re, e col rimanente sgombrate quella plebaglia.

«Ah signora! che fate? osservava Mazzarino.

«Andate!» comandò Anna.

Comminges uscì con l’obbedienza passiva del soldato.

S’intese un rumore spaventevole; cominciava una porta a cadere.

«Oh Maestà! urlò il ministro, ci perderete tutti, il re, voi e me!»

A quel grido partitosi dall’anima del ministro sgomentato ebbe paura ancor la regina; richiamò indietro Comminges.

«È troppo tardi! disse Mazzarino strappandosi i capelli, è troppo tardi!»

La porta cessò di resistere. Si udirono urli di allegrezza della plebe. D’Artagnan mise mano alla spada, ed accennò a Porthos d’imitarlo.

«Salvate la regina! strillò Mazzarino al Coadjutore».

Gondy corse al balcone e lo aprì; riconobbe Louvieres alla testa di una truppa di forse tre o quattro mila uomini.

«Non muovete un passo di più! egli disse, la regina sottoscrive.

«Che dite? domandò Anna.

«La verità, rispose il ministro porgendole carta e penna; così fa d’uopo....»

Ed aggiunse:

«Anna, firmate, ve ne prego, voglio così!»

La sovrana cadde sopra una sedia, e firmò.

Il popolo frenato da Louvieres non avea fatto un passo di più, ma sempre continuava il tremendo mormorio che dà indizio dello sdegno della moltitudine.

La regina scrisse:

«Il custode della prigione di San Germano porrà in libertà il consigliere Broussel».

Ed appose il suo nome.

Il Coadjutore, che cogli occhi si divorava ogni menomo suo movimento, prese subito il foglio, tornò alla finestra, ed agitandolo con la mano, esclamò:

«Ecco l’ordine!»

Parve che tutta Parigi desse unanime un gran grido di gioja; indi si udì:

«Evviva Broussel! evviva il Coadjutore!

«Evviva la regina! disse il Coadjutore».

Alcune voci ripeterono questo, ma rade e fiacche. Forse di Gondy aveva dato quell’urlo unicamente per far sentire ad Anna quanto ella fosse debole.

«E adesso, essa disse, che avete ciò che voleste, andate, signor di Gondy.

«Quando la regina avrà bisogno di me, rispose inchinandosi il Coadjutore, Sua Maestà sa che sono a’ suoi cenni».

Mazzarino le si avvicinava.

«Lasciatemi! ella strillò, voi non siete un uomo».

Ed uscì.

«Voi, non siete una donna! brontolò il ministro».

Indi, avendo pensato un poco ei si rammentò che d’Artagnane Porthos dovevano esser colà e in conseguenza aver visto ed inteso tutto. Aggrottò le ciglia, andò prontamente verso il parato e lo sollevò: il gabinetto era vuoto.

Alle ultime parole della regina, d’Artagnan preso per mano Porthos, lo trascinava verso la galleria.

Mazzarino, pure entrò nella galleria e trovò i due amici che passeggiavano.

«Perchè vi siete partiti dal gabinetto? chiese il ministro.

«Perchè, rispose d’Artagnan, Sua Maestà ha ordinato a tutti di andarsene, ed io ho pensato che l’ordine fosse per noi come per gli altri.

«Talchè siete qui da....

«Da un quarto d’ora circa, replicò il tenente accennando a Porthos non ismentirlo».

Mazzarino si accorse del segno fatto, si convinse che il Guascone avesse veduto e udito ogni cosa, ma gli fu grato della bugia.

Laonde gli disse:

«Signor d’Artagnan, siete assolutamente l’uomo ch’io cercava, e potete ugualmente, che il vostro amico, contare sopra di me».

E salutatili entrambi col suo più grazioso sorriso, se ne tornò più quieto nel proprio gabinetto, sendochè alla partenza di Gondy era cessato come per incanto lo schiamazzo.


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