Chapter 9

Accorre a questo puntoEmma, dalla comune, gridando spaventata:

Accorre a questo puntoEmma, dalla comune, gridando spaventata:

Emma

Signora! signora! Dio mio.... signora....

Onoria

Che cos'è?

Ludovico

Lei?

Emma

Sissignore.... è tornata....

Grotti

E dov'è?

Onoria

Dov'è?

Emma

Come una morta.... Appena ho aperto.... è caduta, con la valigia....

Ludovico

Il veleno.... ah Dio, nella valigia aveva il veleno....

Mentre fanno per accorrere appareErsiliadalla comune: cadaverica, ma calma, dolce, quasi sorridente.

Mentre fanno per accorrere appareErsiliadalla comune: cadaverica, ma calma, dolce, quasi sorridente.

Onoria

(arretrando, con gli altri)

Oh.... eccola....

Grotti

(prorompendo)

Ersilia.... Ersilia.... che hai fatto?

Franco

(quasi tra sè)

Ecco che s'è tradito!

Ludovico

(accorrendo, come per sorreggerla)

Signorina.... signorina....

Onoria

(con raccapriccio, quasi tra sè)

Oh Dio.... di nuovo?

Ersilia

Niente. Zitti.... Questa volta, niente.... (fa segno col dito davanti alla bocca).

Grotti

(con un grido)

No! No.... Dio, Dio! Bisogna darle ajuto subito! Portarla via, subito!

Onoria

(spaventata)

Ma sì! Subito, subito!

Ludovico

(accorrendo a lei)

Sì, sì.... venga, venga....

Ersilia

(schermendosi)

No: non voglio! — Basta! Per carità....

Grotti

(accorrendo anche lui)

Ma sì! Vieni, vieni con me! Ti condurrò io!

Ersilia

(c. s.)

Non voglio, ti dico....

Ludovico

(c. s.)

Ma sì, si lasci persuadere, si lasci condurre, signorina!

Onoria

Mando per una vettura!

Ersilia

Per carità, basta, vi dico.... Sarebbe inutile!

Grotti

Ma chi lo dice? Non bisogna perder tempo piuttosto!

Ersilia

È inutile! Non c'è più rimedio. Zitti, per carità. Lasciatemi tranquilla. Se lei, signor Nota, e lei signora.... — non sarà subito, purtroppo.... ma spero presto....

Ludovico

Dica, sì.... — che desidera? che desidera?

Ersilia

Il suo letto.

Ludovico

Ma sì, subito, venga!

Onoria

Venga, venga!

Grotti

(di nuovo prorompendo con violenta commozione)

Che hai fatto? che hai fatto?

Ersilia

Basta. Andate, andate....

Ludovico

Poteva pensare, signorina, che c'ero io! poteva restare qua, con me!

Ersilia

Se non l'avessi fatto, nessuno mi avrebbe più creduto.

Franco

(con orgasmo, commosso)

Ma che cosa, che cosa dovevamo credere?

Ersilia

(pacata)

Che non mentii per vivere. Questo.

Franco

E perchè allora?

Ersilia

Ma per morire. Ecco. Vedi? — Te lo gridai, che quando dissi quella menzogna per me doveva essere tutto finito, e che la dissi appunto per questo. Tu non l'hai voluto credere; e hai ragione, sì, perchè non pensai a te — proprio per nulla — hai ragione, non pensai che t'avrei turbato, sconvolto così.... — Ma mi disprezzavo tanto!

Franco

Ma come? M'accusavi....

Ersilia

No.

Franco

Come no?

Ersilia

No, no.... È così difficile dirlo... — figurati, crederlo. — Ma ora ti dirò. Mi disprezzavo tanto, che non credetti che t'avrei cagionato tutto questo danno. — Puoi credermi. Vedi, ho voluto acquistarmi prima, apposta, questo diritto d'esser creduta: per dirtelo. T'ho cagionato tutto questo sconvolgimento, e anche alla tua fidanzata, e sapevo, sapevo di non doverlo fare; che non avevo più nessun diritto di farlo, perchè.... (guarda verso il Grotti, poi si rivolge di nuovo a Franco) L'hai saputo? — Da sua moglie, è vero?

Franco

(quasi senza voce)

Sì.

Ersilia

L'ho preveduto. E lui è venuto qua a negare, è vero?

Franco

(c. s.)

Sì.

Ersilia

Ecco, vedi? (Lo guarda e fa un gesto di sconsolata pietà, aprendo appena le mani; gesto che dice senza parole la ragione per cui l'umanità martoriata sente il bisogno di mentire. Dolcissimamente aggiunge:) E anche tu....

Franco

(commosso, con impeto di sincerità, intendendo il gesto)

Sì, anch'io, anch'io!

Ersilia

(sorridendo, quasi d'un sorriso lontano)

Hai detto il sogno.... non so.... cose belle. — E sei accorso qua per riparare. — Sì, come lui — per riparare — ha negato. (Il Grotti scoppia in violenti singhiozzi. E allora ella turbandosi e facendogli cenno di frenarsi e di smettere) No, no, per carità! — È che ciascuno, ciascuno vuol fare una bella figura. — Più si è.... più si è.... (vuol dire «laidi», ma ne prova schifo e insieme ancora tanta pietà, che quasi non le viene di dirlo) — e più ci vogliamo far belli, ecco. (E sorride) Dio mio sì, coprirci con un abitino decente, ecco. — Io non ne avevo più nessuno per ricomparirti davanti. Ma seppi che anche tu.... sì, t'eri strappato quell'abito bello di marinajo. E allora mi vidi.... mi vidi per la strada, senza più nulla.... — e.... (s'infosca al ricordo di quella sera per la strada, uscita dall'alberguccio) — sì, ancora un altro po' di fango addosso, a finire d'insudiciarmi. — Dio, che schifo! che nausea! — E allora.... e allora volli farmela per la morte, almeno, una vestina decente. — Ecco, vedete perchè mentii? Per questo, vi giuro! — Non avevo potuto averne mai una per la vita, da poter figurare in qualchemodo, che non mi fosse strappata dai tanti cani.... dai tanti cani che mi sono saltati sempre addosso, per ogni via, che non mi fosse imbrattata da tutte le miserie più basse e più vili — me ne volli fare una — bella — per la morte — la più bella — quella che era stata per me come un sogno, là — e che mi fu strappata subito, anch'essa — quella di fidanzata; ma per morirci, per morirci, per morirci e basta — ecco — con un po' di rimpianto di tutti, e basta. — Ebbene, no! no! Non ho potuto avere neanche questa! Lacerata addosso, strappata anche questa! No! Morire nuda! Scoperta, avvilita, e spregiata! — Ecco qua: siete contenti? E ora andate, andate. Lasciatemi morire in silenzio: nuda. Andate! Lo posso ben dire, ora, mi pare, che non voglio più vedere, che non voglio più sentire nessuno? Andate, andatelo a dire, tu a tua moglie, tu alla tua fidanzata, che questa morta — ecco qua — non s'è potuta vestire.

TELA

Nota del TrascrittoreOrtografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.Copertina elaborata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.

Copertina elaborata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.


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