CAPO XIX.

CAPO XIX.

Ritorno ad Alten per diversa strada. Isola di Maaso: suoi abitanti, e loro ospitalità. Vantaggio di chi viaggiando è tenuto per un principe. Hammerfest. Penisola Hwalmysling. Fregata inglese. Arrivo in Alten. Corsa a Felwig: gran mercato di pesce.

Ritorno ad Alten per diversa strada. Isola di Maaso: suoi abitanti, e loro ospitalità. Vantaggio di chi viaggiando è tenuto per un principe. Hammerfest. Penisola Hwalmysling. Fregata inglese. Arrivo in Alten. Corsa a Felwig: gran mercato di pesce.

Non ritornammo ad Alten per la strada tenuta dianzi: ma approfittando della occasione visitammo tutto quello che ci si era detto meritare attenzione nelle isole che sorgono presso la costa. La prima fu l’isola di Maaso, abitata da un ministro, da un mercante, e da una trentina di famiglie. Il mercante ci accolse colla più alta distinzione: ci offrì diverse qualità di liquori; ci regalò alcune delle spugne che trovansi sulle coste, di alcune conchiglie, e di un’alca, che suo figliuolo avea impagliata. Poscia ci fece vedere i contorni della sua abitazione, i quali non erano che semplici rupi, e caverne, ove andava a caccia di lontre. Alla nostra partenza alzò padiglione, e ci salutò con tre colpi di cannone. Questi segni di rispetto, e, se vuolsi, di sommissione, erano senza fallomeno l’effetto della semplice ospitalità, che un omaggio ch’egli credeva di rendere a due principi, i quali per curiosità viaggiassero in codesto paese inincognito, per godere di maggior libertà. Questo errore era fondato sopra un avvenimento precedente. Un figlio dell’ultimo duca d’Orleans dopo avere attraversata tutta la Norvegia, venne di là su questa costa montato sopra un vascello: da quest’isola passò ad Alten, e da Alten continuò la sua strada a cavallo, accompagnato da un giovine chiamatoMontjoye. Tutti e due seguivano a un di presso la stessa direzione, che tenemmo noi; e tutti e due viaggiavano sotto finti nomi; il primo sotto quello diMüller, e l’altro sotto quello diFröberg, che in alemanno significa lo stesso che il nome francese. L’anno appresso i mercanti furono informati dai loro corrispondenti, che uno d’essi era il principe d’Orleans; e da quel tempo in poi tanto in Norvegia, quanto sulla costa di Laponia si credeva che ogni forestiere accompagnato da un amico, e da due domestici, dovess’essere un principe viaggiatore o per propria istruzione, o per piacere. Per formarsi poi una giusta idea della ospitalità da noi ricevuta a Maaso sarebbe necessario sapere, se i due personaggi accennati ricevessero le stesse dimostrazioni di rispetto,che si usarono con noi. Io viaggiai in appresso col mio compatriotaBellottiattraverso della Norvegia, ove fummo trattati della stessa maniera, ricevendo i più distinti onori; e mi compiaccio di ricordare con viva riconoscenza l’ospitalità che in quel paese si praticò con noi. Se non che senza mancare alla verità non posso dispensarmi dal dire che dappertutto eravamo tolti per principi italiani venuti verso il Nord per passarvi il tempo delle turbolenze, che regnavano ne’ loro paesi; e cercavasi in tutti gli almanacchi che principi potessimo essere. Il mio compagno, di una complessione e di una ciera delicatissima, passava pel principe incognito; ed io, più forte e robusto, era il suo segretario, o il suo Mentore. Alcuni lo riguardavano come il figlio del duca di Parma; altri lo prendevano pel figlio di quello di Modena; ed alcuni più scrupolosi nelle loro ricerche, dicevano ne’ loro scrutinii genealogici, che confrontando la sua età con quella d’altri principi mentovati negli almanacchi, potevano con sicurezza asserire ciò che affermavasi della sua condizione. Voglio credere che questa opinione influisse sopra una certa classe di persone nelle principali città di Norvegia, ove passammo alquanti giorni.

Da Maaso andammo ad Hammerfest, luogo,ove sono due, o tre mercanti, un ministro, ed alcune famiglie. Tutti questi stabilimenti sulla costa hanno molta somiglianza fra loro. Dappertutto si vede la stessa sterilità, la nudità stessa, e lo stesso taglio delle rupi. In quest’ultimo sito scorre un fiumicello, che passa attraverso di una bella stretta ombreggiata di betulle; e vi si pescano sermoni eccellenti. Alla riva direttamente posta all’incontro di Hammerfest v’è una penisola chiamata Hwalmysling, in cui trovansi molte lepri, le pelli delle quali fruttano al padrone ogni anno i dugento e trecento risdalleri. Uno de’ mercanti di Hammerfest ci disse vagamente, che al tempo de’ suoi predecessori una fregata inglese, sette od otto anni all’incirca indietro, era venuta sulla costa con due astronomi, uno de’ quali inalzò un osservatorio sopra una montagna vicina, mentre l’altro, per quanto egli credeva, era andato a fissare la sua residenza per alcun tempo sul Capo-Nord. Ma non si ricordava nè in quale anno quella fregata inglese fosse comparsa colà, nè i nomi degli astronomi: tutto quello che sapeva dire, si era, che l’apparizione di quella fregata avea fatta tale impressione sugli abitanti della costa, che andarono tutti per vederla, e ritornaronsi colla terribile apprensione, che non forse portasse la guerra, e ladistruzione in tutto il loro circondario. Il ministro era sì grosso di persona, sì robusto, e di una statura sì gigantesca, che se il suo ingegno avesse potuto sostenere un parallelo colla statura, egli sarebbe stato il più gran teologo della età nostra. Egli parlava latino e tedesco; e pareva molto sollecito per sapere tutto ciò che appartenesse a politica. Gran piacere ebbe in veder noi, persuaso che potremmo dargli delle nuove più fresche di quelle ch’egli aveva. E si può farsi una idea della lenta comunicazione di questa parte del globo col rimanente d’Europa, da questo, che eravamo ai 19 di luglio del 1799, e il ministro di Hammerfest non aveva ancora udito parlare de’ grandi affari politici seguiti dopo la battaglia navale di Aboukir, accaduta nell’agosto del 1798.

Noi trovammo in Alten una persona, che io avea incaricata di farci una raccolta di piante e d’insetti, ed un’altra per darci un saggio della sua abilità in sonare il violino, onde poter conoscere lo stato della musica in questa parte d’Europa. Ivi ci fermammo parecchi giorni per fare i preparativi necessarii pel nostro ritorno verso il golfo di Botnia. Durante questa fermata facemmo una piccola corsa a Felwig colla intenzione di vedervi i Laponi, i quali vi capitavano da tutte le parti per venderei loro pesci. Chiamasi Felwig un piccolo porto tre miglia distante da Alten; e vicinissimo a quel porto è un villaggio abitato da alcuni mercanti, e da un ministro: vi si vede pure una chiesiuola.


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