NOTE:1.La guerra de' Milanesi e de' Comaschi fu rozzamente descritta in un poema latino dal contemporaneo Anonimo Cumano, che vuolsi dell'illustre casa Raimondi; e l'eccidio di Como fu nobilmente cantato dal Conte Carlo Castone della Torre di Rezzonico in un poemetto italiano stampato nel tom. II, p. 135 delle di lui opere.2.Nella fortezza di Baradello morì miseramente nell'anno 1278 Napo Torriani, fattovi rinchiudere da Otton Visconti in una gabbia di travi. La morte di Napo somministrò l'argomento d'una tragedia al sig. Giovanni Battista Nasi attual R. I. Direttore delle Poste in Como, Pastor Arcade, e Socio di varie accademie. Al sig. Nasi non si può negare facil vena in poesia.3.I Veronesi sforzansi di contrastare a' Comaschi la pertinenza di Plinio Seniore; ma iscorge affatto vani i loro sforzi chiunque voglia appena consultare le Pliniane disquisizioni del Conte Anton Gioseffo Rezzonico. La pubblica opinione però rese giustizia a Como, e questo Plinio leggesi Comasco nelle tavole cronologiche inserite nel Compendio di Geografia Universale del Guthrie.4.Vedesi la morte di Plinio dipinta sul sipario del nuovo Teatro di Como. Per altro Plinio su d'un sipario, ed un sipario rappresentante una morte le sono cose, che a molti non sanno troppo quadrare.5.Sono già otto secoli che l'illustre Casato dei Giovj gode singolari diritti e distinzioni. Federico Barbarossa gli concesse di portar nello stemma l'Aquila Romana; Carlo Quinto Imperadore vi aggiunse le colonne d'Ercole; e Leon X. gli accordò d'inserirvi l'arme Medicee.6.A Martignoni fece l'elogio il sig. Luigi Catenazzi. Dalla maniera ond'è scritto quest'elogio, si riconosce agevolmente in Catenazzi il professore del bel dire.7.Alcuni portano opinione che le dette colonne non sieno altrimenti di marmo greco, ma bensì di marmo delle montagne del Lario.8.È da notarsi l'enorme inesattezza del Nuovo Dizionario Geografico, stampato da Giovanni Bernardoni, Milano 1813, ove alla voceComorestringesi la popolazione di questa Città a 7278 abitanti.9.Bened. Jovii. Hist. Patr. p. 206. =Portus, qui nunc habetur, haud ita non multo ante tam frequens erat, sed alius portus fuit, qui modo Episcopatus appellatur, anno Domini XXV. supra M. et CC. conditus, qui, quia aucto lacu semiobrutus esset, alium construxere. Ad hunc autem antiquiorem portum, illac, ubi nunc horti sunt Episcopi, recta procedebant, unde Divi Probini ædem incursu ripæ ædificatam legimus, quo tempore regio illa frequentissima erat. Sed postquam in civitatula ab Azone Vicecomite condita fuit clausa, paucos habuit incolas, et vero per tempora libertatis Mediolanensis destructa, frequentior fieri cœpit.10.Questa fu testè demolita, essendosi aperta la nuova strada di Lecco.L'Editore.11.Fralle inedite lettere del Borsieri avvene una a Lodovico Carretti, in cui vedesi che gli Scalzi faceano pratiche per aver sul nostro territorio una solitudine da fabbricarvi un chiostro. Il Borsieri proponeva la Valle d'Intelvi, ma soggiungeva pure =Chi sa che non cerchin da lunge per trovar d'appresso? = E così fu, divennero essi pochi anni dopo possessori delGiardinodel Borsieri. In altra di lui lettera al conte Costanzo d'Adda se ne legge la descrizione. V'eran dentro pitture del vecchio Luino, di Calisto Lodigiano, di Carlo Cremasco, di Giacomo Bassano, di Giacomo Tintoretto, di Giacomo Palma, di Camillo Boccaccino, di Domenico ed Andrea Pellegrini, di Pier Francesco Morazzone. Non vi mancavano belle ajuole con fiori, ombrose selve, industri fonti, armadj con libri eletti. Aveva poi anche il Borsieri nelle case di città qualche raccolta di marmi antichi. Ma Como può ripetere quel verso del Petrarca =Ben fera stella fu sotto ch'io nacqui= tutte si dispersero più volte le cose belle radunate da qualche egregio suo cittadino. Il Vescovo Archinti pria, poscia l'altro suo Vescovo Lazzaro Carafino lo spogliarono di molte iscrizioni che arricchirono Milano e Cremona. — Questo ritiro è stato soppresso.L'Editore.12.Paolo Giovio in principio del volume =Elogia Virorum literis illustrium= nella descrizione del Museo ad Ottavio Farnese fa cenno dell'isoletta =Insula exsurgit firmissimo pariete circumsepta, jucundaque eminentibus pomiferis arboribus.13.Larius Sigismondi Boldoni =Neque ego quemquam esse tam barbarum putarim, qui, si illac transiens surgentem novarum ædium molem aspexerit, atque inde disturbatos sæva pietate muros, et jacentem tot eruditorum operum congeriem et obliteratas imagines contempletur, lacrymas tam insigni ruina manantes tenere possit.14.Fra le inedite lettere del Borsieri ve ne hanno al geografo Magini, ed allo stesso abate Marco Gallio, e da quelle scopresi il furore che avea quell'abate di cancellare la memoria di Paolo e de' Giovj, cui pur doveasi la sorte della di lui famiglia. Così operò pure per Balbiano e a forza d'oro fece che qualche tedesco desse il nome d'Alvito alla celebre Isola Comacina. Nella pubblica biblioteca Comense de' Dottor Collegiati avvi un Codice della Storia Patria di Benedetto Giovio, e in più luoghi nel margine del libro in cui de' templi si tratta e de' chiostri, viene malmenato il Gallio, e in un passo quasi a colmo di delitto si aggiunge =qui etiam Jovianum Museum funditus evertit.15.Nella lettera al Domenichi del 1543 ai 17 luglio, e nell'altra al conte Agostino Landi del 20 del detto mese ed anno.16.Veggasi l'itinerario dello Scoto, e il Salmon, e più altri. Fra questi il conte Giambattista Giovio nell'elogio di Monsignor Paolo Giovio in tutta quella parte del testo che corrisponde alle note dall'ottantesima quinta alla centesima sesta.17.Qui ha principio la strada carrozzabile fatta costruire da S. A. R. la Principessa di Galles, e che termina alla di lei Villa d'Este dopo Cernobio.L'Editore.18.Veggasi il volume delle Ordinazioni Decurionali scorrente dal 1577 al 1581. Ivi sotto il 5 d'agosto del 1578 leggesi la concessione perchè quelle acque =Villæ Grumelli magnifice ædificatæ ad hilaritatem fere publicam, maximam sint allaturæ hilaritatem.19.Borsieri Descrizione manoscritta del territorio Comasco = Ballarini, Croniche pag. 316 = Rusca Luigi ne' suoi Madrigali sul Lario = Lettere di Francesco Vicedomini in Como pel Turato 1623, sul fin del volume.20.Lettera dei conte Abate Giambattista Roberti al cavaliere conte Giambattista Giovio, e risposta del medesimo sopra Giacomo da Ponte pittore detto il Bassan Vecchio. Lugano 1777 alla pag. 58 e seguenti.21.Ora villa deliziosa del sig. Configliachi Professore nell'I. R. Università di Pavia.L'Editore.22.Una questa è delle espressioni care e ghiotte adoperate dal conte Magalotti nella lettera, in cui descrisse con istile sì bello, la sua villa di Lonchio.23.Vedi lanota 1alla pag. 12.L'Editore.24.Presentemente la Villa d'Este di S. A. R. la Principessa di Galles.L'Editore.25.Nume assai poco noto, a cui Roma attribuì la sua salvezza, poichè favoleggiossi che parlasse fra il silenzio della notte, ed annunziasse ai Magistrati l'avvicinarsi dei Galli. Veggasi Tulliode Divinatione.26.Eccole. =Matronis P. Cæsius. Archigenes. V. S. L. M.=Jovi. O. M. P. Cæsius. Archigenes. V. S. L. M.Furon queste due memorie tra quelle raccolte dal Vescovo di Como Lazaro Carafino, e che poi da' suoi eredi vennero trasportate a Cremona. Ivi tuttora esistono con molte altre nostre, come può scorgersi dal volume del chiaro D. Isidoro Bianchi intitolato iMarmi Cremonesi, a cui potrebbe aggiungersi anchee Comaschi. Quai fossero le matrone è controversia lunga. Se fossero quelle iGenjdelle donne, come ancor leGiunoniod altro, si disputa dagli eruditi, ma come anche il dottissimo marchese Maffei trovò tenebroso un tal punto, noi non pretenderemo di schiarirlo.27.È noto che i Romani avean prenome, nome e cognome, e in quell'ordine appunto che noi pronunziamo le paroleMarco Tullio Cicerone, ovveroCajo Plinio Secondo. Quindi scorgesi la debolezza di quelli, che per torci Plinio il naturalista, lo fanno pazzamente della famiglia Seconda, quando ilSecondonon eranomedi genti, macognomedi persona.28.Si sa per altro, che poco i Greci restaron fra noi; pure il P. Stampa nella suaAccademiade'Nocchierimanoscritta accenna l'opinione.29.Bella prova potria darne la scuola di disegno, ch'era già stata destinata per ispecial privilegio a questa Valle dalla sovrana munificenza, non che il collegio di Laino che vi fiorì molti anni sotto la saggia direzione di quel Prevosto.L'Editore.30.Quest'isola tenuta più volte per inespugnabile e celebre tanto dal secolo VI al XII forse fu denominataComacinafino dai tempi dell'itinerario di Antonino. Non ben si scopre navigando, mentre il di lei dorso confondesi colle montagne sorgenti sul vicin lido. In essa dell'antica grandezza sua nulla ora resta, e sola avvi una chiesa nel di lei colmo. Sarebbe lungo il riferire gli assedj gravissimi e le ostinate difese che la resero celebre a' tempi de' re longobardi e di Federico Imperador Barbarossa; laonde rimettiamo il curioso lettore a Paolo Diacono, al Sigonio nel regno d'Italia, al Muratori negli Annali, alla storia patria di Benedetto Giovio ed a quella del Marchese Rovelli, i quali hanno fatto cenno chi d'una, chi d'altra notizia.L'Editore.31.Fummi comunicata dal dotto padre abate Casati, a cui dobbiamo l'edizione delle latine lettere del Cicerejo, ossia Ciceri. Nella lapida dopo la parolaconsecravit, avvi scolpito un cuore, come appunto costumavano i Gentili nelle are che dedicavano agli Iddj. Questi cuori negli epitafi indicano talora la fine del vocabolo, ma talora anche l'intersecano. Ecco anche quiGenjeMatrone.32.Parole tratte dall'opera del Porcacchi impressa nel 1568 in Venezia da Gabriel Giolito de' Ferrari, ed intitolatala Nobiltà di Como. Libro secondo pagina 101. Veggasi pure Paolo GiovioDescriptio Larii.33.Il Giuspadronato è però laicale, e ne fu infatti ministro d'anni 12 nel 1720 il conte Francesco Giovio, nel 1710 Giambattista, nel 1662 Giulio padre, avo e bisavolo del cavaliere conte Giambattista. Quindi può anche rilevarsi l'inerudito errore del monaco Roberto Rusca, il quale credette che Leone X. facesse dono dell'ospedale di S. Maria Maddalena a Paolo Giovio. Vedasi l'elogio d'esso Paolo scritto dal conte G. B. Giovio alla nota 3 e 4, come pure l'elogio del Vescovo Paolo Giovio il giovane scritto dal medesimo autore in quella parte del testo che corrisponde alle note 57 e 58.34.Pauli Jovii Descriptio Larii Lacus =Balbianum, quod Insulæ suburbanum fuit, ubi Majorum nostrorum reliquias, fundum scilicet, et ruinosas magnificentiæ singularis ædes possidemus.35.N'è ora possessore il Conte Luigi Porro-Lambertenghi, il quale eresse non ha guari nella sua villa presso Fino la grande filanda de' bozzoli a vapori.L'Editore.36.Ora professore di fisica generale e sperimentale nell'I. R. Liceo di Como.L'Editore.37.Boldoni nel Lario dubita che laCommediafosse a Lierna, ma soggiungenisi Pauli Jovii doctissimi viri aliter sentientis auctoritas deterreret... summi viri auctoritatem, eruditionem, doctrinam atque illam cum optimis quibusque priscorum conferendam eloquentiam reveriti ultro manus damus atque illius coelessis hominis sententiæ acquiescimus.Vedi Plinio lettera VII. del libro IX. Da essa quanto non ricavasi a favore della sentenza di Paolo Giovio? Basta osservarvi la piacevole concavità di quel seno, di cui l'autore ragiona. Aggiungasi inoltre, che Lenno non era punto povero d'anticaglie, e infatti Boldoni istesso scrisse nel suo Lario =Durat adhuc incorruptum ab omni temporis contumelia... templum... Ratio igitur illius fani, non quæ nunc est, sed quam periti quique Architectorum fuisse conjectantur, antequam imperitorum manibus tangeretur, illa erat, quæ Vitruvio dicitur Peripteros, et a fronte et a tergo et a lateribus cincta porticibus... sed rudis et ignara posteritas apertis ad latera templi parietibus obstructisque pilaram intervallis interiores fecit, quæ prius exterius sitæ erant porticus, innumerasque ex marmore tabulas, quibus sepulchrorum epigrammata probatæ antiquitatis erant insculpta per summam vecordiam vel erasis vel commutatis litteris in propria epithaphia convertit.38.Questa strada da Campo sino alla Cadenabbia è stata assai bene riattata, ed è uno de' più bei passeggi, ove alla libertà campestre si vede andar unita l'eleganza di que' signori e signore che o vi dimorano, o villeggian ivi.L'Editore.39.Questa bellissima villa spetta ora al signor Sommariva, il quale vi va di giorno in giorno raccogliendo ampio tesoro di pitture sì antiche che moderne de' più celebri pennelli. Per lo che il passeggiero di questa nobil arte intelligente può impiegar ivi una giornata intera col più grande diletto.L'Editore.40.Agevolossi ora fra l'arena la strada, e meno incomoda si rese fino al borgo di Menaggio.L'Editore.41.Un Porto ampio e sicuro sorse a questi dì fabbricato a spese della signora Bellini-Riva. Vi si trova un Albergo elegantemente montato, con tutti i comodi pei signori viaggiatori, cui si diede il nome diLondon-Hôtelin omaggio dell'affluenza d'Inglesi, che nel visitare questo lago vi si fermano a preferenza degli altri alberghi. La situazione infatti è una delle più belle, ed offre dei punti di vista su tutto il lago veramente pittoreschi.L'Editore.42.La majolica si vuol detta da' FrancesiFayance, perchè l'arte s'inventasse a Faenza. Ora la terra inglese da pippe detta terraglia diede lo scacco molto alla majolica.43.Quasisanat ægros.44.Corpora procera... adde et sæviorem quam Hircanis feris rabiem... par et in fœminis durities animi, e soggiunge le imprese da pirati da costoro fatte a suoi dì, e represse soltanto da Ercole Sfondrato. Il Giovio pure scrisse =Caverniones... genus hominum ingenio factioso, sagaci maxime, cruento perpetuas dirasque in ea vicinia contentiones exercet.45.Jean Jacques Rousseau, Nouvelle Héloïse. P. 1. Lettre XXIII. parla de' monti del Valese e scrive =image trop vaine de l'ame du sage, dont l'exemple n'exista jamais, ou n'existe, qu'aux mêmes lieux, d'où l'on a tiré l'emblème.46.Nella parrocchiale di Cremia merita parziale attenzione un quadro bellissimo rappresentante S. Michele, che atterra l'angelo rubelle.L'Editore.47.Que' condottieri mantenevano soldati, il cui sangue e i servigi vendevano poscia ai Principi, i quali non accostumavano allora d'aver sempre armate al loro soldo.48.Avvi per altro presso il conte G. B. Giovio una lettera del marchese di Marignano, la cui sottoscrizione in mal carattere è di lui, e diceIo Jacobo de Medisi. In essa ragguaglia Monsignor Giulio Giovio ai 29 agosto 1554 dal Campo sopra Monterigioni della vittoria avuta contro il maresciallo di Francia Strozzi e contro Senesi.49.Allusione al verso 728 del libro VIII dell'EneideIndomitique Dahæ et pontem indignatus Araxes.50.Quivi le miniere di ferro e i forni del sig. Rubini possono arrestare alquanto il Viaggiatore ad ammirarvi que' seminudi ciclopi, che vi lavorano a fondere il ferro, e le macchine romorose de' magli. Senza punto detrarre agli altri stabilimenti di tal natura, questo è sicuramente il più perfetto e cospicuo di tutto il Regno.L'Editore.51.Ora spetta ai signori fratelli del Pero.L'Editore.52.Œuvres. Lyon. 1764.53.Ponte Sublicio appellavasi in Roma, od anche Emilio, il ponte di legno sul Tevere nel colle Aventino.54.Cioè nell'anno 1794.L'Editore.55.Ora la Valtellina forma una delle Province del Governo di Milano nel Regno nostro, sotto nome di Provincia di Sondrio, che n'è il Capo-Luogo.L'Editore.56.Qui ha principio la strada postale che attraversa la Valtellina sino a Tirano, e vi si trovano Diligenze giornaliere a comodo dei Viaggiatori.L'Editore.57.Il sig. Rouselin ha ottenuto dal Governo la proprietà delle paludi, che la maggior parte con sommo dispendio sono state asciugate e rese coltive, per cui l'aria è divenuta meno insalubre, e più ferace il territorio; mandando così ad effetto almen in parte l'augurio del nostro autore.L'Editore.58.»Ma il principe di tutti i nostri monti, disse altrove il nostro scrittore, è poi senza controversia ilLegnone. Assorti in meditazioni potremmo lassù sentirci sotto ai piedi muggire il tuono e guizzare la folgore. Qual vasta mole! oh magnificenza di creazione! Sfida ilLegnonecolla sublimità del suo capo il Pitchinca e il Coracon gioghi d'America? Dannosi alLegnonepiedi 7716 d'altezza perpendicolare sopra la riva del lago.«L'Editore.59.Che significa in questi greppi il nome di Corte Nuova? Sarebbe ella mai stata una Villa regia, come Corte d'Olona nel Pavese, e Cassano presso Adda detta Corte di S. Ambrogio nell'877? Tutto m'è scuro. Forse i Torriani, che signoreggiaron Valsasina, vi misero tal nome, perchè Moschino prese in moglie una figlia d'Ottone di Corte Nuova. Da questi Torriani per mezzo d'Areco, e d'Arechino deduceva la sua discendenza il nostro conte Anton Gioseffo della Torre di Rezzonico, come dimostrollo l'avvocato Giovanni Sironi di Scozia nella vita del Beato Antonio della Torre scritta dal P. Giambattista Cotta, ed impressa in Perugia nel 1730. Quindi anche il La Lande nel suo viaggio d'Italia favellando di Parma dice, che il sullodato Conte allor vivente a quella Corte venisse dai Torriani.60.Nello scorso anno 1816 si è nottetempo staccato un masso della montagna, che seco strascinò il suddescritto ponte.L'Editore.61.Larius =Ibi enim maxima latitudo Larii trifariam se in diversa proscindentis ad Pythagoreæ litteræ similitudinem. Pittagora servissi del simbolo della ypsilon per dinotare le due vie, che s'aprono innanzi agli uomini, quella della virtù, e quella del vizio. Per sapere che il Filosofo di Samo facesse uso di tal simbolo, mi convenne, come accade talvolta anche nelle cose più facili, scartabellare di molti libri, onde quasi per l'ypsilon sagrificar potrei il centesimo dell'Ecatombe(cento buoi), che svenò Pittagora alle muse pel problema sciolto dell'Ipotenusa.62.Qui presso avvi una bella fabbrica di lastre e di vasi di vetro d'ogni maniera, di proprietà de' signori Venini.L'Editore.63.In questa valle sul monte Codeno fu dove la nostra sig. Elena Perpenti trovò la nuova CampanulaRaineri, di cui veggasi la Bibl. Ital. fascicolo di novembre 1816.L'Edit.64.I signori fratelli Mauri hanno in Lecco recentemente ampliato il loro albergo all'insegna del Leon d'oro colla maggior possibile proprietà, comodi alloggi, scuderie, rimesse. Quindi vagheggiasi lungo tratto amenissimo del Lago.L'Editore.65.Così accostumarono d'appellarlo gli storici, ma egli era Marchese, e per vezzo usavasi il diminutivo. La di lui famiglia fiorisce in Cremona.66.Vedi le pagine 80 e 84.67.Opere T. VI ediz. di Livorno pag. 85 e 86. Può vedersi anche la nota 21 e 22 nell'Elogio del Palladio scritto dal Conte G. B. Giovio.68.Prima di giungere a queste due ville vedesi alto torreggiare il magnifico palagio del defunto Duca Melzi d'Eril. Quivi ammirasi un edifizio di gusto moderno, ornato di pitture a fresco dell'Appiani, del Bossi e d'altri pittori non inferiori molto, non che di una raccolta di carte de' migliori bulini. Negli ampli giardini poi ond'è cinto d'intorno, merita parziale attenzione la statua del celebre Professore Comolli rappresentante Beatrice che mena Dante in Paradiso, ed un busto del tragico d'Asti di veramente maestro scarpello.L'Editore.69.Il conte Taverna ha poi fabbricato una villa per buon gusto d'architettura e pei comodi molto elegante e pregievole.L'Edit.70.Stassi ora costruendo un'ampia strada atta alle carra ed a' cocchi che dalla Brianza mena comodamente a Bellagio, ed a quest'ora sarà praticabile.L'Editore.71.»Ivi per due miglia di giro avvi una prateria, la quale ha pure uno sbocco da Sormano per Asso e tutta vien cinta da più alte vette. Bello è vedervi fiorir gli anemoni e i ranomoli fra non rari sorbi da uccellatori. Le acque che vi si raccolgono hanno esito in mezzo al piano per ampia caverna. Vuolsi che anticamente ivi fosse uno stagno. La tradizione ci dice le gran novelle sul pian del Tivano. Il Ballarini nella parte 3 delle sue Croniche a pag. 320 vuol che ivi Andefleda moglie di Teodorico re fabbricasse per sue delizie un castello. Il Tatti nel tom. I degli Annali Sagri pag. 509 impugna il racconto, siccome non appoggiato ad antico scrittore. Ma il Ballarini narra poi come testimonio contemporaneo, che ivi cavandosi siansi rinvenute gemme e pezzi d'oro e medaglie d'Imperador diversi. Or per questi fatti non ha bisogno il Ballarini d'antichi scrittori. Anche a' tempi nostri si trovarono delle monete, disotterrate perfin dalle talpe. Ciò che più rileva si è, che copiosa ivi si trova la cacciagione d'ogni genere, e la vasta pianura posta su quella eminenza ci fa parere di vivere in tutt'altro clima, in tutt'altre terre.«L'Editore.72.Compendio delle Croniche di Como 1619. Pel Turato p. 315 e 316.73.Lo stesso a pag. 65, e il Tatti Annali di Como. T. III pag. 692.74.»La fonte che dai nomi de' due Plinj salì in tanta venerazione è degna di tutta l'attenzione. Si ritenne molto tempo che il crescere di lei ed il decrescere fosse così regolare che avvenisse sempre nel periodo d'un'ora. Accade bensì questo fenomeno, ma i periodi del flusso e riflusso sono affatto irregolari. Avvi anche memoria che siasi questa fonte veduta del tutto inaridirsi in un anno per mancanza di pioggia, e per lo contrario in un altro pel soverchio piovere farsi sì gonfia che nè il flusso serbasse degl'incrementi, nè il riflusso del decrescere. Nè è qui mio pensiero di entrare co' fisici a disvelare le cause che la natura prodigiosa mantengono di questo fonte; non riescirà però discaro il veder qui unita la traduzione della lettera di Plinio su questo proposito diretta a Licinio Sura: »Tu puoi assiderti sul di lui margine, e ber della freschissima onda, che or s'avanza, ritirasi ora. Ponivi un anello, o che che meglio t'aggradi, in luogo secco, e il vedrai tosto immolarsi dall'onda sorgente, e poi di nuovo restare in asciutto... qualche aria racchiusa in grembo della terra diserrerebbe ella, e chiuderia la sorgente di questa fontana o col premerla di fianco, o col partirne scacciata in quella guisa appunto, che veggiamo accadere nei fiaschi inversi, dai quali libera non n'esce l'acqua, ma con interrompimento di resistente fiato e simil quasi a singhiozzo? Oppure qual è dell'oceano l'indole, tal è del fonte? ed in quella foggia che l'oceano spignesi ed assorbesi, così il picciolo umor del fonte sopprimesi, o cacciasi fuora? Sarebbe egli mai d'esso, come de' fiumi, i quali al mare sen vanno, e ciò non ostante o dal contrasto dei venti o dall'incontro del flusso costringonsi a ritrocedere? Diremo noi, che nelle ascose vene abbiavi certa capacità, onde mentre vi si raccoglie lo sparso, impigrisca il rivo, e quando poi la capacità sia colma, fuor ne' zampilli più snello e rigonfio? o forse avvi qualche libramento arcano nell'antro del fonte di modo, che quando ei sia men colmo, più agevolmente ne scorrano le acque, e per lo contrario dal troppo impeto si trattengano quelle accresciute, e n'escano quasi bulicame? A Te s'aspetta di scoprire, a noi d'apprendere le cause del prodigio veraci. Io son pago, se il fatto t'esposi bene. Sta sano.»L'Editore.75.Ode XXI libro III.76.Come da un esemplare del Decreto Ducale e Senatorio presso di me.77.I begli arazzi, che pendono fra le arcate del nostro Duomo, voglionsi appunto fabbricati a Torno.L'Editore.78.Queste stazioni non esistono più, che nello Stato Elvetico.L'Editore.79.Vuolsi di più che una tal casa fosse quella, di cui sopra la Tanzi miransi ancora le muraglie di facciata su cui serpeggia l'ellera, e che formano un grato contrasto di anticaglia coll'elegante sottoposto edifizio.L'Editore.80.L'ultimo casino situato su questa estremità, dettoLa Roda, e che formava parte della Tanzi appartiene ora a madama Ribier. Un bel frutteto, un ameno viale di tigli e di platani, un comodo porto ed altri lavori, che già vi si veggono, opera di pochi mesi, fanno fede che sorgerà in breve altra villa emulatrice delle due veramente belle, cui è posta in mezzoLa Roda.L'Editore.81.IlVersaillesdel Ricci è convertito ora in una delle più belle ville, dettaSannazzaro, dal nome di quella signora Contessa che vi soggiorna. Oltre l'eleganza dell'abitazione, vi si ammira un giardino all'inglese veramente delizioso, dove è sì folto il boschetto, che anche di pien meriggio vi si può spaziar senza temer offesa dai raggi solari.L'Editore.82.Il marchese Cornaggia n'è l'attual possessore. Anche quivi avvi un passeggio benissimo sotto arbori arcate, che dalla casa giunge sino al cimitero, in cui si raccolsero gli avanzi degli appestati, di cui si disse sopra, e dal giardino sino alla Nocetta verso Como è continuato il viale fra ben coltivati campi e vigne; dove ilgennajosi scambia appunto inmaggio.L'Editore.83.Spetta ora all'illustre famiglia Giovio.L'Editore.
1.La guerra de' Milanesi e de' Comaschi fu rozzamente descritta in un poema latino dal contemporaneo Anonimo Cumano, che vuolsi dell'illustre casa Raimondi; e l'eccidio di Como fu nobilmente cantato dal Conte Carlo Castone della Torre di Rezzonico in un poemetto italiano stampato nel tom. II, p. 135 delle di lui opere.
1.La guerra de' Milanesi e de' Comaschi fu rozzamente descritta in un poema latino dal contemporaneo Anonimo Cumano, che vuolsi dell'illustre casa Raimondi; e l'eccidio di Como fu nobilmente cantato dal Conte Carlo Castone della Torre di Rezzonico in un poemetto italiano stampato nel tom. II, p. 135 delle di lui opere.
2.Nella fortezza di Baradello morì miseramente nell'anno 1278 Napo Torriani, fattovi rinchiudere da Otton Visconti in una gabbia di travi. La morte di Napo somministrò l'argomento d'una tragedia al sig. Giovanni Battista Nasi attual R. I. Direttore delle Poste in Como, Pastor Arcade, e Socio di varie accademie. Al sig. Nasi non si può negare facil vena in poesia.
2.Nella fortezza di Baradello morì miseramente nell'anno 1278 Napo Torriani, fattovi rinchiudere da Otton Visconti in una gabbia di travi. La morte di Napo somministrò l'argomento d'una tragedia al sig. Giovanni Battista Nasi attual R. I. Direttore delle Poste in Como, Pastor Arcade, e Socio di varie accademie. Al sig. Nasi non si può negare facil vena in poesia.
3.I Veronesi sforzansi di contrastare a' Comaschi la pertinenza di Plinio Seniore; ma iscorge affatto vani i loro sforzi chiunque voglia appena consultare le Pliniane disquisizioni del Conte Anton Gioseffo Rezzonico. La pubblica opinione però rese giustizia a Como, e questo Plinio leggesi Comasco nelle tavole cronologiche inserite nel Compendio di Geografia Universale del Guthrie.
3.I Veronesi sforzansi di contrastare a' Comaschi la pertinenza di Plinio Seniore; ma iscorge affatto vani i loro sforzi chiunque voglia appena consultare le Pliniane disquisizioni del Conte Anton Gioseffo Rezzonico. La pubblica opinione però rese giustizia a Como, e questo Plinio leggesi Comasco nelle tavole cronologiche inserite nel Compendio di Geografia Universale del Guthrie.
4.Vedesi la morte di Plinio dipinta sul sipario del nuovo Teatro di Como. Per altro Plinio su d'un sipario, ed un sipario rappresentante una morte le sono cose, che a molti non sanno troppo quadrare.
4.Vedesi la morte di Plinio dipinta sul sipario del nuovo Teatro di Como. Per altro Plinio su d'un sipario, ed un sipario rappresentante una morte le sono cose, che a molti non sanno troppo quadrare.
5.Sono già otto secoli che l'illustre Casato dei Giovj gode singolari diritti e distinzioni. Federico Barbarossa gli concesse di portar nello stemma l'Aquila Romana; Carlo Quinto Imperadore vi aggiunse le colonne d'Ercole; e Leon X. gli accordò d'inserirvi l'arme Medicee.
5.Sono già otto secoli che l'illustre Casato dei Giovj gode singolari diritti e distinzioni. Federico Barbarossa gli concesse di portar nello stemma l'Aquila Romana; Carlo Quinto Imperadore vi aggiunse le colonne d'Ercole; e Leon X. gli accordò d'inserirvi l'arme Medicee.
6.A Martignoni fece l'elogio il sig. Luigi Catenazzi. Dalla maniera ond'è scritto quest'elogio, si riconosce agevolmente in Catenazzi il professore del bel dire.
6.A Martignoni fece l'elogio il sig. Luigi Catenazzi. Dalla maniera ond'è scritto quest'elogio, si riconosce agevolmente in Catenazzi il professore del bel dire.
7.Alcuni portano opinione che le dette colonne non sieno altrimenti di marmo greco, ma bensì di marmo delle montagne del Lario.
7.Alcuni portano opinione che le dette colonne non sieno altrimenti di marmo greco, ma bensì di marmo delle montagne del Lario.
8.È da notarsi l'enorme inesattezza del Nuovo Dizionario Geografico, stampato da Giovanni Bernardoni, Milano 1813, ove alla voceComorestringesi la popolazione di questa Città a 7278 abitanti.
8.È da notarsi l'enorme inesattezza del Nuovo Dizionario Geografico, stampato da Giovanni Bernardoni, Milano 1813, ove alla voceComorestringesi la popolazione di questa Città a 7278 abitanti.
9.Bened. Jovii. Hist. Patr. p. 206. =Portus, qui nunc habetur, haud ita non multo ante tam frequens erat, sed alius portus fuit, qui modo Episcopatus appellatur, anno Domini XXV. supra M. et CC. conditus, qui, quia aucto lacu semiobrutus esset, alium construxere. Ad hunc autem antiquiorem portum, illac, ubi nunc horti sunt Episcopi, recta procedebant, unde Divi Probini ædem incursu ripæ ædificatam legimus, quo tempore regio illa frequentissima erat. Sed postquam in civitatula ab Azone Vicecomite condita fuit clausa, paucos habuit incolas, et vero per tempora libertatis Mediolanensis destructa, frequentior fieri cœpit.
9.Bened. Jovii. Hist. Patr. p. 206. =Portus, qui nunc habetur, haud ita non multo ante tam frequens erat, sed alius portus fuit, qui modo Episcopatus appellatur, anno Domini XXV. supra M. et CC. conditus, qui, quia aucto lacu semiobrutus esset, alium construxere. Ad hunc autem antiquiorem portum, illac, ubi nunc horti sunt Episcopi, recta procedebant, unde Divi Probini ædem incursu ripæ ædificatam legimus, quo tempore regio illa frequentissima erat. Sed postquam in civitatula ab Azone Vicecomite condita fuit clausa, paucos habuit incolas, et vero per tempora libertatis Mediolanensis destructa, frequentior fieri cœpit.
10.Questa fu testè demolita, essendosi aperta la nuova strada di Lecco.L'Editore.
10.Questa fu testè demolita, essendosi aperta la nuova strada di Lecco.L'Editore.
11.Fralle inedite lettere del Borsieri avvene una a Lodovico Carretti, in cui vedesi che gli Scalzi faceano pratiche per aver sul nostro territorio una solitudine da fabbricarvi un chiostro. Il Borsieri proponeva la Valle d'Intelvi, ma soggiungeva pure =Chi sa che non cerchin da lunge per trovar d'appresso? = E così fu, divennero essi pochi anni dopo possessori delGiardinodel Borsieri. In altra di lui lettera al conte Costanzo d'Adda se ne legge la descrizione. V'eran dentro pitture del vecchio Luino, di Calisto Lodigiano, di Carlo Cremasco, di Giacomo Bassano, di Giacomo Tintoretto, di Giacomo Palma, di Camillo Boccaccino, di Domenico ed Andrea Pellegrini, di Pier Francesco Morazzone. Non vi mancavano belle ajuole con fiori, ombrose selve, industri fonti, armadj con libri eletti. Aveva poi anche il Borsieri nelle case di città qualche raccolta di marmi antichi. Ma Como può ripetere quel verso del Petrarca =Ben fera stella fu sotto ch'io nacqui= tutte si dispersero più volte le cose belle radunate da qualche egregio suo cittadino. Il Vescovo Archinti pria, poscia l'altro suo Vescovo Lazzaro Carafino lo spogliarono di molte iscrizioni che arricchirono Milano e Cremona. — Questo ritiro è stato soppresso.L'Editore.
11.Fralle inedite lettere del Borsieri avvene una a Lodovico Carretti, in cui vedesi che gli Scalzi faceano pratiche per aver sul nostro territorio una solitudine da fabbricarvi un chiostro. Il Borsieri proponeva la Valle d'Intelvi, ma soggiungeva pure =Chi sa che non cerchin da lunge per trovar d'appresso? = E così fu, divennero essi pochi anni dopo possessori delGiardinodel Borsieri. In altra di lui lettera al conte Costanzo d'Adda se ne legge la descrizione. V'eran dentro pitture del vecchio Luino, di Calisto Lodigiano, di Carlo Cremasco, di Giacomo Bassano, di Giacomo Tintoretto, di Giacomo Palma, di Camillo Boccaccino, di Domenico ed Andrea Pellegrini, di Pier Francesco Morazzone. Non vi mancavano belle ajuole con fiori, ombrose selve, industri fonti, armadj con libri eletti. Aveva poi anche il Borsieri nelle case di città qualche raccolta di marmi antichi. Ma Como può ripetere quel verso del Petrarca =Ben fera stella fu sotto ch'io nacqui= tutte si dispersero più volte le cose belle radunate da qualche egregio suo cittadino. Il Vescovo Archinti pria, poscia l'altro suo Vescovo Lazzaro Carafino lo spogliarono di molte iscrizioni che arricchirono Milano e Cremona. — Questo ritiro è stato soppresso.L'Editore.
12.Paolo Giovio in principio del volume =Elogia Virorum literis illustrium= nella descrizione del Museo ad Ottavio Farnese fa cenno dell'isoletta =Insula exsurgit firmissimo pariete circumsepta, jucundaque eminentibus pomiferis arboribus.
12.Paolo Giovio in principio del volume =Elogia Virorum literis illustrium= nella descrizione del Museo ad Ottavio Farnese fa cenno dell'isoletta =Insula exsurgit firmissimo pariete circumsepta, jucundaque eminentibus pomiferis arboribus.
13.Larius Sigismondi Boldoni =Neque ego quemquam esse tam barbarum putarim, qui, si illac transiens surgentem novarum ædium molem aspexerit, atque inde disturbatos sæva pietate muros, et jacentem tot eruditorum operum congeriem et obliteratas imagines contempletur, lacrymas tam insigni ruina manantes tenere possit.
13.Larius Sigismondi Boldoni =Neque ego quemquam esse tam barbarum putarim, qui, si illac transiens surgentem novarum ædium molem aspexerit, atque inde disturbatos sæva pietate muros, et jacentem tot eruditorum operum congeriem et obliteratas imagines contempletur, lacrymas tam insigni ruina manantes tenere possit.
14.Fra le inedite lettere del Borsieri ve ne hanno al geografo Magini, ed allo stesso abate Marco Gallio, e da quelle scopresi il furore che avea quell'abate di cancellare la memoria di Paolo e de' Giovj, cui pur doveasi la sorte della di lui famiglia. Così operò pure per Balbiano e a forza d'oro fece che qualche tedesco desse il nome d'Alvito alla celebre Isola Comacina. Nella pubblica biblioteca Comense de' Dottor Collegiati avvi un Codice della Storia Patria di Benedetto Giovio, e in più luoghi nel margine del libro in cui de' templi si tratta e de' chiostri, viene malmenato il Gallio, e in un passo quasi a colmo di delitto si aggiunge =qui etiam Jovianum Museum funditus evertit.
14.Fra le inedite lettere del Borsieri ve ne hanno al geografo Magini, ed allo stesso abate Marco Gallio, e da quelle scopresi il furore che avea quell'abate di cancellare la memoria di Paolo e de' Giovj, cui pur doveasi la sorte della di lui famiglia. Così operò pure per Balbiano e a forza d'oro fece che qualche tedesco desse il nome d'Alvito alla celebre Isola Comacina. Nella pubblica biblioteca Comense de' Dottor Collegiati avvi un Codice della Storia Patria di Benedetto Giovio, e in più luoghi nel margine del libro in cui de' templi si tratta e de' chiostri, viene malmenato il Gallio, e in un passo quasi a colmo di delitto si aggiunge =qui etiam Jovianum Museum funditus evertit.
15.Nella lettera al Domenichi del 1543 ai 17 luglio, e nell'altra al conte Agostino Landi del 20 del detto mese ed anno.
15.Nella lettera al Domenichi del 1543 ai 17 luglio, e nell'altra al conte Agostino Landi del 20 del detto mese ed anno.
16.Veggasi l'itinerario dello Scoto, e il Salmon, e più altri. Fra questi il conte Giambattista Giovio nell'elogio di Monsignor Paolo Giovio in tutta quella parte del testo che corrisponde alle note dall'ottantesima quinta alla centesima sesta.
16.Veggasi l'itinerario dello Scoto, e il Salmon, e più altri. Fra questi il conte Giambattista Giovio nell'elogio di Monsignor Paolo Giovio in tutta quella parte del testo che corrisponde alle note dall'ottantesima quinta alla centesima sesta.
17.Qui ha principio la strada carrozzabile fatta costruire da S. A. R. la Principessa di Galles, e che termina alla di lei Villa d'Este dopo Cernobio.L'Editore.
17.Qui ha principio la strada carrozzabile fatta costruire da S. A. R. la Principessa di Galles, e che termina alla di lei Villa d'Este dopo Cernobio.L'Editore.
18.Veggasi il volume delle Ordinazioni Decurionali scorrente dal 1577 al 1581. Ivi sotto il 5 d'agosto del 1578 leggesi la concessione perchè quelle acque =Villæ Grumelli magnifice ædificatæ ad hilaritatem fere publicam, maximam sint allaturæ hilaritatem.
18.Veggasi il volume delle Ordinazioni Decurionali scorrente dal 1577 al 1581. Ivi sotto il 5 d'agosto del 1578 leggesi la concessione perchè quelle acque =Villæ Grumelli magnifice ædificatæ ad hilaritatem fere publicam, maximam sint allaturæ hilaritatem.
19.Borsieri Descrizione manoscritta del territorio Comasco = Ballarini, Croniche pag. 316 = Rusca Luigi ne' suoi Madrigali sul Lario = Lettere di Francesco Vicedomini in Como pel Turato 1623, sul fin del volume.
19.Borsieri Descrizione manoscritta del territorio Comasco = Ballarini, Croniche pag. 316 = Rusca Luigi ne' suoi Madrigali sul Lario = Lettere di Francesco Vicedomini in Como pel Turato 1623, sul fin del volume.
20.Lettera dei conte Abate Giambattista Roberti al cavaliere conte Giambattista Giovio, e risposta del medesimo sopra Giacomo da Ponte pittore detto il Bassan Vecchio. Lugano 1777 alla pag. 58 e seguenti.
20.Lettera dei conte Abate Giambattista Roberti al cavaliere conte Giambattista Giovio, e risposta del medesimo sopra Giacomo da Ponte pittore detto il Bassan Vecchio. Lugano 1777 alla pag. 58 e seguenti.
21.Ora villa deliziosa del sig. Configliachi Professore nell'I. R. Università di Pavia.L'Editore.
21.Ora villa deliziosa del sig. Configliachi Professore nell'I. R. Università di Pavia.L'Editore.
22.Una questa è delle espressioni care e ghiotte adoperate dal conte Magalotti nella lettera, in cui descrisse con istile sì bello, la sua villa di Lonchio.
22.Una questa è delle espressioni care e ghiotte adoperate dal conte Magalotti nella lettera, in cui descrisse con istile sì bello, la sua villa di Lonchio.
23.Vedi lanota 1alla pag. 12.L'Editore.
23.Vedi lanota 1alla pag. 12.L'Editore.
24.Presentemente la Villa d'Este di S. A. R. la Principessa di Galles.L'Editore.
24.Presentemente la Villa d'Este di S. A. R. la Principessa di Galles.L'Editore.
25.Nume assai poco noto, a cui Roma attribuì la sua salvezza, poichè favoleggiossi che parlasse fra il silenzio della notte, ed annunziasse ai Magistrati l'avvicinarsi dei Galli. Veggasi Tulliode Divinatione.
25.Nume assai poco noto, a cui Roma attribuì la sua salvezza, poichè favoleggiossi che parlasse fra il silenzio della notte, ed annunziasse ai Magistrati l'avvicinarsi dei Galli. Veggasi Tulliode Divinatione.
26.Eccole. =Matronis P. Cæsius. Archigenes. V. S. L. M.=Jovi. O. M. P. Cæsius. Archigenes. V. S. L. M.Furon queste due memorie tra quelle raccolte dal Vescovo di Como Lazaro Carafino, e che poi da' suoi eredi vennero trasportate a Cremona. Ivi tuttora esistono con molte altre nostre, come può scorgersi dal volume del chiaro D. Isidoro Bianchi intitolato iMarmi Cremonesi, a cui potrebbe aggiungersi anchee Comaschi. Quai fossero le matrone è controversia lunga. Se fossero quelle iGenjdelle donne, come ancor leGiunoniod altro, si disputa dagli eruditi, ma come anche il dottissimo marchese Maffei trovò tenebroso un tal punto, noi non pretenderemo di schiarirlo.
26.Eccole. =Matronis P. Cæsius. Archigenes. V. S. L. M.=Jovi. O. M. P. Cæsius. Archigenes. V. S. L. M.Furon queste due memorie tra quelle raccolte dal Vescovo di Como Lazaro Carafino, e che poi da' suoi eredi vennero trasportate a Cremona. Ivi tuttora esistono con molte altre nostre, come può scorgersi dal volume del chiaro D. Isidoro Bianchi intitolato iMarmi Cremonesi, a cui potrebbe aggiungersi anchee Comaschi. Quai fossero le matrone è controversia lunga. Se fossero quelle iGenjdelle donne, come ancor leGiunoniod altro, si disputa dagli eruditi, ma come anche il dottissimo marchese Maffei trovò tenebroso un tal punto, noi non pretenderemo di schiarirlo.
27.È noto che i Romani avean prenome, nome e cognome, e in quell'ordine appunto che noi pronunziamo le paroleMarco Tullio Cicerone, ovveroCajo Plinio Secondo. Quindi scorgesi la debolezza di quelli, che per torci Plinio il naturalista, lo fanno pazzamente della famiglia Seconda, quando ilSecondonon eranomedi genti, macognomedi persona.
27.È noto che i Romani avean prenome, nome e cognome, e in quell'ordine appunto che noi pronunziamo le paroleMarco Tullio Cicerone, ovveroCajo Plinio Secondo. Quindi scorgesi la debolezza di quelli, che per torci Plinio il naturalista, lo fanno pazzamente della famiglia Seconda, quando ilSecondonon eranomedi genti, macognomedi persona.
28.Si sa per altro, che poco i Greci restaron fra noi; pure il P. Stampa nella suaAccademiade'Nocchierimanoscritta accenna l'opinione.
28.Si sa per altro, che poco i Greci restaron fra noi; pure il P. Stampa nella suaAccademiade'Nocchierimanoscritta accenna l'opinione.
29.Bella prova potria darne la scuola di disegno, ch'era già stata destinata per ispecial privilegio a questa Valle dalla sovrana munificenza, non che il collegio di Laino che vi fiorì molti anni sotto la saggia direzione di quel Prevosto.L'Editore.
29.Bella prova potria darne la scuola di disegno, ch'era già stata destinata per ispecial privilegio a questa Valle dalla sovrana munificenza, non che il collegio di Laino che vi fiorì molti anni sotto la saggia direzione di quel Prevosto.L'Editore.
30.Quest'isola tenuta più volte per inespugnabile e celebre tanto dal secolo VI al XII forse fu denominataComacinafino dai tempi dell'itinerario di Antonino. Non ben si scopre navigando, mentre il di lei dorso confondesi colle montagne sorgenti sul vicin lido. In essa dell'antica grandezza sua nulla ora resta, e sola avvi una chiesa nel di lei colmo. Sarebbe lungo il riferire gli assedj gravissimi e le ostinate difese che la resero celebre a' tempi de' re longobardi e di Federico Imperador Barbarossa; laonde rimettiamo il curioso lettore a Paolo Diacono, al Sigonio nel regno d'Italia, al Muratori negli Annali, alla storia patria di Benedetto Giovio ed a quella del Marchese Rovelli, i quali hanno fatto cenno chi d'una, chi d'altra notizia.L'Editore.
30.Quest'isola tenuta più volte per inespugnabile e celebre tanto dal secolo VI al XII forse fu denominataComacinafino dai tempi dell'itinerario di Antonino. Non ben si scopre navigando, mentre il di lei dorso confondesi colle montagne sorgenti sul vicin lido. In essa dell'antica grandezza sua nulla ora resta, e sola avvi una chiesa nel di lei colmo. Sarebbe lungo il riferire gli assedj gravissimi e le ostinate difese che la resero celebre a' tempi de' re longobardi e di Federico Imperador Barbarossa; laonde rimettiamo il curioso lettore a Paolo Diacono, al Sigonio nel regno d'Italia, al Muratori negli Annali, alla storia patria di Benedetto Giovio ed a quella del Marchese Rovelli, i quali hanno fatto cenno chi d'una, chi d'altra notizia.L'Editore.
31.Fummi comunicata dal dotto padre abate Casati, a cui dobbiamo l'edizione delle latine lettere del Cicerejo, ossia Ciceri. Nella lapida dopo la parolaconsecravit, avvi scolpito un cuore, come appunto costumavano i Gentili nelle are che dedicavano agli Iddj. Questi cuori negli epitafi indicano talora la fine del vocabolo, ma talora anche l'intersecano. Ecco anche quiGenjeMatrone.
31.Fummi comunicata dal dotto padre abate Casati, a cui dobbiamo l'edizione delle latine lettere del Cicerejo, ossia Ciceri. Nella lapida dopo la parolaconsecravit, avvi scolpito un cuore, come appunto costumavano i Gentili nelle are che dedicavano agli Iddj. Questi cuori negli epitafi indicano talora la fine del vocabolo, ma talora anche l'intersecano. Ecco anche quiGenjeMatrone.
32.Parole tratte dall'opera del Porcacchi impressa nel 1568 in Venezia da Gabriel Giolito de' Ferrari, ed intitolatala Nobiltà di Como. Libro secondo pagina 101. Veggasi pure Paolo GiovioDescriptio Larii.
32.Parole tratte dall'opera del Porcacchi impressa nel 1568 in Venezia da Gabriel Giolito de' Ferrari, ed intitolatala Nobiltà di Como. Libro secondo pagina 101. Veggasi pure Paolo GiovioDescriptio Larii.
33.Il Giuspadronato è però laicale, e ne fu infatti ministro d'anni 12 nel 1720 il conte Francesco Giovio, nel 1710 Giambattista, nel 1662 Giulio padre, avo e bisavolo del cavaliere conte Giambattista. Quindi può anche rilevarsi l'inerudito errore del monaco Roberto Rusca, il quale credette che Leone X. facesse dono dell'ospedale di S. Maria Maddalena a Paolo Giovio. Vedasi l'elogio d'esso Paolo scritto dal conte G. B. Giovio alla nota 3 e 4, come pure l'elogio del Vescovo Paolo Giovio il giovane scritto dal medesimo autore in quella parte del testo che corrisponde alle note 57 e 58.
33.Il Giuspadronato è però laicale, e ne fu infatti ministro d'anni 12 nel 1720 il conte Francesco Giovio, nel 1710 Giambattista, nel 1662 Giulio padre, avo e bisavolo del cavaliere conte Giambattista. Quindi può anche rilevarsi l'inerudito errore del monaco Roberto Rusca, il quale credette che Leone X. facesse dono dell'ospedale di S. Maria Maddalena a Paolo Giovio. Vedasi l'elogio d'esso Paolo scritto dal conte G. B. Giovio alla nota 3 e 4, come pure l'elogio del Vescovo Paolo Giovio il giovane scritto dal medesimo autore in quella parte del testo che corrisponde alle note 57 e 58.
34.Pauli Jovii Descriptio Larii Lacus =Balbianum, quod Insulæ suburbanum fuit, ubi Majorum nostrorum reliquias, fundum scilicet, et ruinosas magnificentiæ singularis ædes possidemus.
34.Pauli Jovii Descriptio Larii Lacus =Balbianum, quod Insulæ suburbanum fuit, ubi Majorum nostrorum reliquias, fundum scilicet, et ruinosas magnificentiæ singularis ædes possidemus.
35.N'è ora possessore il Conte Luigi Porro-Lambertenghi, il quale eresse non ha guari nella sua villa presso Fino la grande filanda de' bozzoli a vapori.L'Editore.
35.N'è ora possessore il Conte Luigi Porro-Lambertenghi, il quale eresse non ha guari nella sua villa presso Fino la grande filanda de' bozzoli a vapori.L'Editore.
36.Ora professore di fisica generale e sperimentale nell'I. R. Liceo di Como.L'Editore.
36.Ora professore di fisica generale e sperimentale nell'I. R. Liceo di Como.L'Editore.
37.Boldoni nel Lario dubita che laCommediafosse a Lierna, ma soggiungenisi Pauli Jovii doctissimi viri aliter sentientis auctoritas deterreret... summi viri auctoritatem, eruditionem, doctrinam atque illam cum optimis quibusque priscorum conferendam eloquentiam reveriti ultro manus damus atque illius coelessis hominis sententiæ acquiescimus.Vedi Plinio lettera VII. del libro IX. Da essa quanto non ricavasi a favore della sentenza di Paolo Giovio? Basta osservarvi la piacevole concavità di quel seno, di cui l'autore ragiona. Aggiungasi inoltre, che Lenno non era punto povero d'anticaglie, e infatti Boldoni istesso scrisse nel suo Lario =Durat adhuc incorruptum ab omni temporis contumelia... templum... Ratio igitur illius fani, non quæ nunc est, sed quam periti quique Architectorum fuisse conjectantur, antequam imperitorum manibus tangeretur, illa erat, quæ Vitruvio dicitur Peripteros, et a fronte et a tergo et a lateribus cincta porticibus... sed rudis et ignara posteritas apertis ad latera templi parietibus obstructisque pilaram intervallis interiores fecit, quæ prius exterius sitæ erant porticus, innumerasque ex marmore tabulas, quibus sepulchrorum epigrammata probatæ antiquitatis erant insculpta per summam vecordiam vel erasis vel commutatis litteris in propria epithaphia convertit.
37.Boldoni nel Lario dubita che laCommediafosse a Lierna, ma soggiungenisi Pauli Jovii doctissimi viri aliter sentientis auctoritas deterreret... summi viri auctoritatem, eruditionem, doctrinam atque illam cum optimis quibusque priscorum conferendam eloquentiam reveriti ultro manus damus atque illius coelessis hominis sententiæ acquiescimus.Vedi Plinio lettera VII. del libro IX. Da essa quanto non ricavasi a favore della sentenza di Paolo Giovio? Basta osservarvi la piacevole concavità di quel seno, di cui l'autore ragiona. Aggiungasi inoltre, che Lenno non era punto povero d'anticaglie, e infatti Boldoni istesso scrisse nel suo Lario =Durat adhuc incorruptum ab omni temporis contumelia... templum... Ratio igitur illius fani, non quæ nunc est, sed quam periti quique Architectorum fuisse conjectantur, antequam imperitorum manibus tangeretur, illa erat, quæ Vitruvio dicitur Peripteros, et a fronte et a tergo et a lateribus cincta porticibus... sed rudis et ignara posteritas apertis ad latera templi parietibus obstructisque pilaram intervallis interiores fecit, quæ prius exterius sitæ erant porticus, innumerasque ex marmore tabulas, quibus sepulchrorum epigrammata probatæ antiquitatis erant insculpta per summam vecordiam vel erasis vel commutatis litteris in propria epithaphia convertit.
38.Questa strada da Campo sino alla Cadenabbia è stata assai bene riattata, ed è uno de' più bei passeggi, ove alla libertà campestre si vede andar unita l'eleganza di que' signori e signore che o vi dimorano, o villeggian ivi.L'Editore.
38.Questa strada da Campo sino alla Cadenabbia è stata assai bene riattata, ed è uno de' più bei passeggi, ove alla libertà campestre si vede andar unita l'eleganza di que' signori e signore che o vi dimorano, o villeggian ivi.L'Editore.
39.Questa bellissima villa spetta ora al signor Sommariva, il quale vi va di giorno in giorno raccogliendo ampio tesoro di pitture sì antiche che moderne de' più celebri pennelli. Per lo che il passeggiero di questa nobil arte intelligente può impiegar ivi una giornata intera col più grande diletto.L'Editore.
39.Questa bellissima villa spetta ora al signor Sommariva, il quale vi va di giorno in giorno raccogliendo ampio tesoro di pitture sì antiche che moderne de' più celebri pennelli. Per lo che il passeggiero di questa nobil arte intelligente può impiegar ivi una giornata intera col più grande diletto.L'Editore.
40.Agevolossi ora fra l'arena la strada, e meno incomoda si rese fino al borgo di Menaggio.L'Editore.
40.Agevolossi ora fra l'arena la strada, e meno incomoda si rese fino al borgo di Menaggio.L'Editore.
41.Un Porto ampio e sicuro sorse a questi dì fabbricato a spese della signora Bellini-Riva. Vi si trova un Albergo elegantemente montato, con tutti i comodi pei signori viaggiatori, cui si diede il nome diLondon-Hôtelin omaggio dell'affluenza d'Inglesi, che nel visitare questo lago vi si fermano a preferenza degli altri alberghi. La situazione infatti è una delle più belle, ed offre dei punti di vista su tutto il lago veramente pittoreschi.L'Editore.
41.Un Porto ampio e sicuro sorse a questi dì fabbricato a spese della signora Bellini-Riva. Vi si trova un Albergo elegantemente montato, con tutti i comodi pei signori viaggiatori, cui si diede il nome diLondon-Hôtelin omaggio dell'affluenza d'Inglesi, che nel visitare questo lago vi si fermano a preferenza degli altri alberghi. La situazione infatti è una delle più belle, ed offre dei punti di vista su tutto il lago veramente pittoreschi.L'Editore.
42.La majolica si vuol detta da' FrancesiFayance, perchè l'arte s'inventasse a Faenza. Ora la terra inglese da pippe detta terraglia diede lo scacco molto alla majolica.
42.La majolica si vuol detta da' FrancesiFayance, perchè l'arte s'inventasse a Faenza. Ora la terra inglese da pippe detta terraglia diede lo scacco molto alla majolica.
43.Quasisanat ægros.
43.Quasisanat ægros.
44.Corpora procera... adde et sæviorem quam Hircanis feris rabiem... par et in fœminis durities animi, e soggiunge le imprese da pirati da costoro fatte a suoi dì, e represse soltanto da Ercole Sfondrato. Il Giovio pure scrisse =Caverniones... genus hominum ingenio factioso, sagaci maxime, cruento perpetuas dirasque in ea vicinia contentiones exercet.
44.Corpora procera... adde et sæviorem quam Hircanis feris rabiem... par et in fœminis durities animi, e soggiunge le imprese da pirati da costoro fatte a suoi dì, e represse soltanto da Ercole Sfondrato. Il Giovio pure scrisse =Caverniones... genus hominum ingenio factioso, sagaci maxime, cruento perpetuas dirasque in ea vicinia contentiones exercet.
45.Jean Jacques Rousseau, Nouvelle Héloïse. P. 1. Lettre XXIII. parla de' monti del Valese e scrive =image trop vaine de l'ame du sage, dont l'exemple n'exista jamais, ou n'existe, qu'aux mêmes lieux, d'où l'on a tiré l'emblème.
45.Jean Jacques Rousseau, Nouvelle Héloïse. P. 1. Lettre XXIII. parla de' monti del Valese e scrive =image trop vaine de l'ame du sage, dont l'exemple n'exista jamais, ou n'existe, qu'aux mêmes lieux, d'où l'on a tiré l'emblème.
46.Nella parrocchiale di Cremia merita parziale attenzione un quadro bellissimo rappresentante S. Michele, che atterra l'angelo rubelle.L'Editore.
46.Nella parrocchiale di Cremia merita parziale attenzione un quadro bellissimo rappresentante S. Michele, che atterra l'angelo rubelle.L'Editore.
47.Que' condottieri mantenevano soldati, il cui sangue e i servigi vendevano poscia ai Principi, i quali non accostumavano allora d'aver sempre armate al loro soldo.
47.Que' condottieri mantenevano soldati, il cui sangue e i servigi vendevano poscia ai Principi, i quali non accostumavano allora d'aver sempre armate al loro soldo.
48.Avvi per altro presso il conte G. B. Giovio una lettera del marchese di Marignano, la cui sottoscrizione in mal carattere è di lui, e diceIo Jacobo de Medisi. In essa ragguaglia Monsignor Giulio Giovio ai 29 agosto 1554 dal Campo sopra Monterigioni della vittoria avuta contro il maresciallo di Francia Strozzi e contro Senesi.
48.Avvi per altro presso il conte G. B. Giovio una lettera del marchese di Marignano, la cui sottoscrizione in mal carattere è di lui, e diceIo Jacobo de Medisi. In essa ragguaglia Monsignor Giulio Giovio ai 29 agosto 1554 dal Campo sopra Monterigioni della vittoria avuta contro il maresciallo di Francia Strozzi e contro Senesi.
49.Allusione al verso 728 del libro VIII dell'EneideIndomitique Dahæ et pontem indignatus Araxes.
49.Allusione al verso 728 del libro VIII dell'Eneide
Indomitique Dahæ et pontem indignatus Araxes.
Indomitique Dahæ et pontem indignatus Araxes.
50.Quivi le miniere di ferro e i forni del sig. Rubini possono arrestare alquanto il Viaggiatore ad ammirarvi que' seminudi ciclopi, che vi lavorano a fondere il ferro, e le macchine romorose de' magli. Senza punto detrarre agli altri stabilimenti di tal natura, questo è sicuramente il più perfetto e cospicuo di tutto il Regno.L'Editore.
50.Quivi le miniere di ferro e i forni del sig. Rubini possono arrestare alquanto il Viaggiatore ad ammirarvi que' seminudi ciclopi, che vi lavorano a fondere il ferro, e le macchine romorose de' magli. Senza punto detrarre agli altri stabilimenti di tal natura, questo è sicuramente il più perfetto e cospicuo di tutto il Regno.L'Editore.
51.Ora spetta ai signori fratelli del Pero.L'Editore.
51.Ora spetta ai signori fratelli del Pero.L'Editore.
52.Œuvres. Lyon. 1764.
52.Œuvres. Lyon. 1764.
53.Ponte Sublicio appellavasi in Roma, od anche Emilio, il ponte di legno sul Tevere nel colle Aventino.
53.Ponte Sublicio appellavasi in Roma, od anche Emilio, il ponte di legno sul Tevere nel colle Aventino.
54.Cioè nell'anno 1794.L'Editore.
54.Cioè nell'anno 1794.L'Editore.
55.Ora la Valtellina forma una delle Province del Governo di Milano nel Regno nostro, sotto nome di Provincia di Sondrio, che n'è il Capo-Luogo.L'Editore.
55.Ora la Valtellina forma una delle Province del Governo di Milano nel Regno nostro, sotto nome di Provincia di Sondrio, che n'è il Capo-Luogo.L'Editore.
56.Qui ha principio la strada postale che attraversa la Valtellina sino a Tirano, e vi si trovano Diligenze giornaliere a comodo dei Viaggiatori.L'Editore.
56.Qui ha principio la strada postale che attraversa la Valtellina sino a Tirano, e vi si trovano Diligenze giornaliere a comodo dei Viaggiatori.L'Editore.
57.Il sig. Rouselin ha ottenuto dal Governo la proprietà delle paludi, che la maggior parte con sommo dispendio sono state asciugate e rese coltive, per cui l'aria è divenuta meno insalubre, e più ferace il territorio; mandando così ad effetto almen in parte l'augurio del nostro autore.L'Editore.
57.Il sig. Rouselin ha ottenuto dal Governo la proprietà delle paludi, che la maggior parte con sommo dispendio sono state asciugate e rese coltive, per cui l'aria è divenuta meno insalubre, e più ferace il territorio; mandando così ad effetto almen in parte l'augurio del nostro autore.L'Editore.
58.»Ma il principe di tutti i nostri monti, disse altrove il nostro scrittore, è poi senza controversia ilLegnone. Assorti in meditazioni potremmo lassù sentirci sotto ai piedi muggire il tuono e guizzare la folgore. Qual vasta mole! oh magnificenza di creazione! Sfida ilLegnonecolla sublimità del suo capo il Pitchinca e il Coracon gioghi d'America? Dannosi alLegnonepiedi 7716 d'altezza perpendicolare sopra la riva del lago.«L'Editore.
58.»Ma il principe di tutti i nostri monti, disse altrove il nostro scrittore, è poi senza controversia ilLegnone. Assorti in meditazioni potremmo lassù sentirci sotto ai piedi muggire il tuono e guizzare la folgore. Qual vasta mole! oh magnificenza di creazione! Sfida ilLegnonecolla sublimità del suo capo il Pitchinca e il Coracon gioghi d'America? Dannosi alLegnonepiedi 7716 d'altezza perpendicolare sopra la riva del lago.«L'Editore.
59.Che significa in questi greppi il nome di Corte Nuova? Sarebbe ella mai stata una Villa regia, come Corte d'Olona nel Pavese, e Cassano presso Adda detta Corte di S. Ambrogio nell'877? Tutto m'è scuro. Forse i Torriani, che signoreggiaron Valsasina, vi misero tal nome, perchè Moschino prese in moglie una figlia d'Ottone di Corte Nuova. Da questi Torriani per mezzo d'Areco, e d'Arechino deduceva la sua discendenza il nostro conte Anton Gioseffo della Torre di Rezzonico, come dimostrollo l'avvocato Giovanni Sironi di Scozia nella vita del Beato Antonio della Torre scritta dal P. Giambattista Cotta, ed impressa in Perugia nel 1730. Quindi anche il La Lande nel suo viaggio d'Italia favellando di Parma dice, che il sullodato Conte allor vivente a quella Corte venisse dai Torriani.
59.Che significa in questi greppi il nome di Corte Nuova? Sarebbe ella mai stata una Villa regia, come Corte d'Olona nel Pavese, e Cassano presso Adda detta Corte di S. Ambrogio nell'877? Tutto m'è scuro. Forse i Torriani, che signoreggiaron Valsasina, vi misero tal nome, perchè Moschino prese in moglie una figlia d'Ottone di Corte Nuova. Da questi Torriani per mezzo d'Areco, e d'Arechino deduceva la sua discendenza il nostro conte Anton Gioseffo della Torre di Rezzonico, come dimostrollo l'avvocato Giovanni Sironi di Scozia nella vita del Beato Antonio della Torre scritta dal P. Giambattista Cotta, ed impressa in Perugia nel 1730. Quindi anche il La Lande nel suo viaggio d'Italia favellando di Parma dice, che il sullodato Conte allor vivente a quella Corte venisse dai Torriani.
60.Nello scorso anno 1816 si è nottetempo staccato un masso della montagna, che seco strascinò il suddescritto ponte.L'Editore.
60.Nello scorso anno 1816 si è nottetempo staccato un masso della montagna, che seco strascinò il suddescritto ponte.L'Editore.
61.Larius =Ibi enim maxima latitudo Larii trifariam se in diversa proscindentis ad Pythagoreæ litteræ similitudinem. Pittagora servissi del simbolo della ypsilon per dinotare le due vie, che s'aprono innanzi agli uomini, quella della virtù, e quella del vizio. Per sapere che il Filosofo di Samo facesse uso di tal simbolo, mi convenne, come accade talvolta anche nelle cose più facili, scartabellare di molti libri, onde quasi per l'ypsilon sagrificar potrei il centesimo dell'Ecatombe(cento buoi), che svenò Pittagora alle muse pel problema sciolto dell'Ipotenusa.
61.Larius =Ibi enim maxima latitudo Larii trifariam se in diversa proscindentis ad Pythagoreæ litteræ similitudinem. Pittagora servissi del simbolo della ypsilon per dinotare le due vie, che s'aprono innanzi agli uomini, quella della virtù, e quella del vizio. Per sapere che il Filosofo di Samo facesse uso di tal simbolo, mi convenne, come accade talvolta anche nelle cose più facili, scartabellare di molti libri, onde quasi per l'ypsilon sagrificar potrei il centesimo dell'Ecatombe(cento buoi), che svenò Pittagora alle muse pel problema sciolto dell'Ipotenusa.
62.Qui presso avvi una bella fabbrica di lastre e di vasi di vetro d'ogni maniera, di proprietà de' signori Venini.L'Editore.
62.Qui presso avvi una bella fabbrica di lastre e di vasi di vetro d'ogni maniera, di proprietà de' signori Venini.L'Editore.
63.In questa valle sul monte Codeno fu dove la nostra sig. Elena Perpenti trovò la nuova CampanulaRaineri, di cui veggasi la Bibl. Ital. fascicolo di novembre 1816.L'Edit.
63.In questa valle sul monte Codeno fu dove la nostra sig. Elena Perpenti trovò la nuova CampanulaRaineri, di cui veggasi la Bibl. Ital. fascicolo di novembre 1816.L'Edit.
64.I signori fratelli Mauri hanno in Lecco recentemente ampliato il loro albergo all'insegna del Leon d'oro colla maggior possibile proprietà, comodi alloggi, scuderie, rimesse. Quindi vagheggiasi lungo tratto amenissimo del Lago.L'Editore.
64.I signori fratelli Mauri hanno in Lecco recentemente ampliato il loro albergo all'insegna del Leon d'oro colla maggior possibile proprietà, comodi alloggi, scuderie, rimesse. Quindi vagheggiasi lungo tratto amenissimo del Lago.L'Editore.
65.Così accostumarono d'appellarlo gli storici, ma egli era Marchese, e per vezzo usavasi il diminutivo. La di lui famiglia fiorisce in Cremona.
65.Così accostumarono d'appellarlo gli storici, ma egli era Marchese, e per vezzo usavasi il diminutivo. La di lui famiglia fiorisce in Cremona.
66.Vedi le pagine 80 e 84.
66.Vedi le pagine 80 e 84.
67.Opere T. VI ediz. di Livorno pag. 85 e 86. Può vedersi anche la nota 21 e 22 nell'Elogio del Palladio scritto dal Conte G. B. Giovio.
67.Opere T. VI ediz. di Livorno pag. 85 e 86. Può vedersi anche la nota 21 e 22 nell'Elogio del Palladio scritto dal Conte G. B. Giovio.
68.Prima di giungere a queste due ville vedesi alto torreggiare il magnifico palagio del defunto Duca Melzi d'Eril. Quivi ammirasi un edifizio di gusto moderno, ornato di pitture a fresco dell'Appiani, del Bossi e d'altri pittori non inferiori molto, non che di una raccolta di carte de' migliori bulini. Negli ampli giardini poi ond'è cinto d'intorno, merita parziale attenzione la statua del celebre Professore Comolli rappresentante Beatrice che mena Dante in Paradiso, ed un busto del tragico d'Asti di veramente maestro scarpello.L'Editore.
68.Prima di giungere a queste due ville vedesi alto torreggiare il magnifico palagio del defunto Duca Melzi d'Eril. Quivi ammirasi un edifizio di gusto moderno, ornato di pitture a fresco dell'Appiani, del Bossi e d'altri pittori non inferiori molto, non che di una raccolta di carte de' migliori bulini. Negli ampli giardini poi ond'è cinto d'intorno, merita parziale attenzione la statua del celebre Professore Comolli rappresentante Beatrice che mena Dante in Paradiso, ed un busto del tragico d'Asti di veramente maestro scarpello.L'Editore.
69.Il conte Taverna ha poi fabbricato una villa per buon gusto d'architettura e pei comodi molto elegante e pregievole.L'Edit.
69.Il conte Taverna ha poi fabbricato una villa per buon gusto d'architettura e pei comodi molto elegante e pregievole.L'Edit.
70.Stassi ora costruendo un'ampia strada atta alle carra ed a' cocchi che dalla Brianza mena comodamente a Bellagio, ed a quest'ora sarà praticabile.L'Editore.
70.Stassi ora costruendo un'ampia strada atta alle carra ed a' cocchi che dalla Brianza mena comodamente a Bellagio, ed a quest'ora sarà praticabile.L'Editore.
71.»Ivi per due miglia di giro avvi una prateria, la quale ha pure uno sbocco da Sormano per Asso e tutta vien cinta da più alte vette. Bello è vedervi fiorir gli anemoni e i ranomoli fra non rari sorbi da uccellatori. Le acque che vi si raccolgono hanno esito in mezzo al piano per ampia caverna. Vuolsi che anticamente ivi fosse uno stagno. La tradizione ci dice le gran novelle sul pian del Tivano. Il Ballarini nella parte 3 delle sue Croniche a pag. 320 vuol che ivi Andefleda moglie di Teodorico re fabbricasse per sue delizie un castello. Il Tatti nel tom. I degli Annali Sagri pag. 509 impugna il racconto, siccome non appoggiato ad antico scrittore. Ma il Ballarini narra poi come testimonio contemporaneo, che ivi cavandosi siansi rinvenute gemme e pezzi d'oro e medaglie d'Imperador diversi. Or per questi fatti non ha bisogno il Ballarini d'antichi scrittori. Anche a' tempi nostri si trovarono delle monete, disotterrate perfin dalle talpe. Ciò che più rileva si è, che copiosa ivi si trova la cacciagione d'ogni genere, e la vasta pianura posta su quella eminenza ci fa parere di vivere in tutt'altro clima, in tutt'altre terre.«L'Editore.
71.»Ivi per due miglia di giro avvi una prateria, la quale ha pure uno sbocco da Sormano per Asso e tutta vien cinta da più alte vette. Bello è vedervi fiorir gli anemoni e i ranomoli fra non rari sorbi da uccellatori. Le acque che vi si raccolgono hanno esito in mezzo al piano per ampia caverna. Vuolsi che anticamente ivi fosse uno stagno. La tradizione ci dice le gran novelle sul pian del Tivano. Il Ballarini nella parte 3 delle sue Croniche a pag. 320 vuol che ivi Andefleda moglie di Teodorico re fabbricasse per sue delizie un castello. Il Tatti nel tom. I degli Annali Sagri pag. 509 impugna il racconto, siccome non appoggiato ad antico scrittore. Ma il Ballarini narra poi come testimonio contemporaneo, che ivi cavandosi siansi rinvenute gemme e pezzi d'oro e medaglie d'Imperador diversi. Or per questi fatti non ha bisogno il Ballarini d'antichi scrittori. Anche a' tempi nostri si trovarono delle monete, disotterrate perfin dalle talpe. Ciò che più rileva si è, che copiosa ivi si trova la cacciagione d'ogni genere, e la vasta pianura posta su quella eminenza ci fa parere di vivere in tutt'altro clima, in tutt'altre terre.«L'Editore.
72.Compendio delle Croniche di Como 1619. Pel Turato p. 315 e 316.
72.Compendio delle Croniche di Como 1619. Pel Turato p. 315 e 316.
73.Lo stesso a pag. 65, e il Tatti Annali di Como. T. III pag. 692.
73.Lo stesso a pag. 65, e il Tatti Annali di Como. T. III pag. 692.
74.»La fonte che dai nomi de' due Plinj salì in tanta venerazione è degna di tutta l'attenzione. Si ritenne molto tempo che il crescere di lei ed il decrescere fosse così regolare che avvenisse sempre nel periodo d'un'ora. Accade bensì questo fenomeno, ma i periodi del flusso e riflusso sono affatto irregolari. Avvi anche memoria che siasi questa fonte veduta del tutto inaridirsi in un anno per mancanza di pioggia, e per lo contrario in un altro pel soverchio piovere farsi sì gonfia che nè il flusso serbasse degl'incrementi, nè il riflusso del decrescere. Nè è qui mio pensiero di entrare co' fisici a disvelare le cause che la natura prodigiosa mantengono di questo fonte; non riescirà però discaro il veder qui unita la traduzione della lettera di Plinio su questo proposito diretta a Licinio Sura: »Tu puoi assiderti sul di lui margine, e ber della freschissima onda, che or s'avanza, ritirasi ora. Ponivi un anello, o che che meglio t'aggradi, in luogo secco, e il vedrai tosto immolarsi dall'onda sorgente, e poi di nuovo restare in asciutto... qualche aria racchiusa in grembo della terra diserrerebbe ella, e chiuderia la sorgente di questa fontana o col premerla di fianco, o col partirne scacciata in quella guisa appunto, che veggiamo accadere nei fiaschi inversi, dai quali libera non n'esce l'acqua, ma con interrompimento di resistente fiato e simil quasi a singhiozzo? Oppure qual è dell'oceano l'indole, tal è del fonte? ed in quella foggia che l'oceano spignesi ed assorbesi, così il picciolo umor del fonte sopprimesi, o cacciasi fuora? Sarebbe egli mai d'esso, come de' fiumi, i quali al mare sen vanno, e ciò non ostante o dal contrasto dei venti o dall'incontro del flusso costringonsi a ritrocedere? Diremo noi, che nelle ascose vene abbiavi certa capacità, onde mentre vi si raccoglie lo sparso, impigrisca il rivo, e quando poi la capacità sia colma, fuor ne' zampilli più snello e rigonfio? o forse avvi qualche libramento arcano nell'antro del fonte di modo, che quando ei sia men colmo, più agevolmente ne scorrano le acque, e per lo contrario dal troppo impeto si trattengano quelle accresciute, e n'escano quasi bulicame? A Te s'aspetta di scoprire, a noi d'apprendere le cause del prodigio veraci. Io son pago, se il fatto t'esposi bene. Sta sano.»L'Editore.
74.»La fonte che dai nomi de' due Plinj salì in tanta venerazione è degna di tutta l'attenzione. Si ritenne molto tempo che il crescere di lei ed il decrescere fosse così regolare che avvenisse sempre nel periodo d'un'ora. Accade bensì questo fenomeno, ma i periodi del flusso e riflusso sono affatto irregolari. Avvi anche memoria che siasi questa fonte veduta del tutto inaridirsi in un anno per mancanza di pioggia, e per lo contrario in un altro pel soverchio piovere farsi sì gonfia che nè il flusso serbasse degl'incrementi, nè il riflusso del decrescere. Nè è qui mio pensiero di entrare co' fisici a disvelare le cause che la natura prodigiosa mantengono di questo fonte; non riescirà però discaro il veder qui unita la traduzione della lettera di Plinio su questo proposito diretta a Licinio Sura: »Tu puoi assiderti sul di lui margine, e ber della freschissima onda, che or s'avanza, ritirasi ora. Ponivi un anello, o che che meglio t'aggradi, in luogo secco, e il vedrai tosto immolarsi dall'onda sorgente, e poi di nuovo restare in asciutto... qualche aria racchiusa in grembo della terra diserrerebbe ella, e chiuderia la sorgente di questa fontana o col premerla di fianco, o col partirne scacciata in quella guisa appunto, che veggiamo accadere nei fiaschi inversi, dai quali libera non n'esce l'acqua, ma con interrompimento di resistente fiato e simil quasi a singhiozzo? Oppure qual è dell'oceano l'indole, tal è del fonte? ed in quella foggia che l'oceano spignesi ed assorbesi, così il picciolo umor del fonte sopprimesi, o cacciasi fuora? Sarebbe egli mai d'esso, come de' fiumi, i quali al mare sen vanno, e ciò non ostante o dal contrasto dei venti o dall'incontro del flusso costringonsi a ritrocedere? Diremo noi, che nelle ascose vene abbiavi certa capacità, onde mentre vi si raccoglie lo sparso, impigrisca il rivo, e quando poi la capacità sia colma, fuor ne' zampilli più snello e rigonfio? o forse avvi qualche libramento arcano nell'antro del fonte di modo, che quando ei sia men colmo, più agevolmente ne scorrano le acque, e per lo contrario dal troppo impeto si trattengano quelle accresciute, e n'escano quasi bulicame? A Te s'aspetta di scoprire, a noi d'apprendere le cause del prodigio veraci. Io son pago, se il fatto t'esposi bene. Sta sano.»L'Editore.
75.Ode XXI libro III.
75.Ode XXI libro III.
76.Come da un esemplare del Decreto Ducale e Senatorio presso di me.
76.Come da un esemplare del Decreto Ducale e Senatorio presso di me.
77.I begli arazzi, che pendono fra le arcate del nostro Duomo, voglionsi appunto fabbricati a Torno.L'Editore.
77.I begli arazzi, che pendono fra le arcate del nostro Duomo, voglionsi appunto fabbricati a Torno.L'Editore.
78.Queste stazioni non esistono più, che nello Stato Elvetico.L'Editore.
78.Queste stazioni non esistono più, che nello Stato Elvetico.L'Editore.
79.Vuolsi di più che una tal casa fosse quella, di cui sopra la Tanzi miransi ancora le muraglie di facciata su cui serpeggia l'ellera, e che formano un grato contrasto di anticaglia coll'elegante sottoposto edifizio.L'Editore.
79.Vuolsi di più che una tal casa fosse quella, di cui sopra la Tanzi miransi ancora le muraglie di facciata su cui serpeggia l'ellera, e che formano un grato contrasto di anticaglia coll'elegante sottoposto edifizio.L'Editore.
80.L'ultimo casino situato su questa estremità, dettoLa Roda, e che formava parte della Tanzi appartiene ora a madama Ribier. Un bel frutteto, un ameno viale di tigli e di platani, un comodo porto ed altri lavori, che già vi si veggono, opera di pochi mesi, fanno fede che sorgerà in breve altra villa emulatrice delle due veramente belle, cui è posta in mezzoLa Roda.L'Editore.
80.L'ultimo casino situato su questa estremità, dettoLa Roda, e che formava parte della Tanzi appartiene ora a madama Ribier. Un bel frutteto, un ameno viale di tigli e di platani, un comodo porto ed altri lavori, che già vi si veggono, opera di pochi mesi, fanno fede che sorgerà in breve altra villa emulatrice delle due veramente belle, cui è posta in mezzoLa Roda.L'Editore.
81.IlVersaillesdel Ricci è convertito ora in una delle più belle ville, dettaSannazzaro, dal nome di quella signora Contessa che vi soggiorna. Oltre l'eleganza dell'abitazione, vi si ammira un giardino all'inglese veramente delizioso, dove è sì folto il boschetto, che anche di pien meriggio vi si può spaziar senza temer offesa dai raggi solari.L'Editore.
81.IlVersaillesdel Ricci è convertito ora in una delle più belle ville, dettaSannazzaro, dal nome di quella signora Contessa che vi soggiorna. Oltre l'eleganza dell'abitazione, vi si ammira un giardino all'inglese veramente delizioso, dove è sì folto il boschetto, che anche di pien meriggio vi si può spaziar senza temer offesa dai raggi solari.L'Editore.
82.Il marchese Cornaggia n'è l'attual possessore. Anche quivi avvi un passeggio benissimo sotto arbori arcate, che dalla casa giunge sino al cimitero, in cui si raccolsero gli avanzi degli appestati, di cui si disse sopra, e dal giardino sino alla Nocetta verso Como è continuato il viale fra ben coltivati campi e vigne; dove ilgennajosi scambia appunto inmaggio.L'Editore.
82.Il marchese Cornaggia n'è l'attual possessore. Anche quivi avvi un passeggio benissimo sotto arbori arcate, che dalla casa giunge sino al cimitero, in cui si raccolsero gli avanzi degli appestati, di cui si disse sopra, e dal giardino sino alla Nocetta verso Como è continuato il viale fra ben coltivati campi e vigne; dove ilgennajosi scambia appunto inmaggio.L'Editore.
83.Spetta ora all'illustre famiglia Giovio.L'Editore.
83.Spetta ora all'illustre famiglia Giovio.L'Editore.
Nota del TrascrittoreOrtografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.
Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.