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Amico Carissimo,«Avete promesso di non meravigliarvi di nulla e di non chieder nulla. Perciò vi scrivo.«Ora, vi prego di perdonarmi il dolore che proverete udendo ch'io lascio definitivamente voi, gli amici ed il mondo. Mi faccio monaca.«Ciò parrà a molti una follìa. Può essere che lo sia. Ma la mia vita e l'anima mia hanno d'uopo di ciò, per l'appunto, nulla di meno sarebbe bastevole nè giovevole per me. Di ciò sono, oggi, profondamente convinta. Quali, quanti siano i motivi di questa mia risoluzione, come si sia creata, invigorita in me, sarebbe lungo, inutile il dirvi. Di questo solo vi accerto, che la tempesta fu forte, troppo forte per me... che ho bisognodi toccare un porto, anche prima che sia finito il viaggio. Non accuso nè il caso, nè me stessa, nè persona alcuna, mi congedo dal mondo senza amarezza di sorta.... Stanca soltanto... con un assoluto bisogno di riposo.«Prima di scordarmi, un quarto d'ora prima, il nostro piccolo mondo riderà un poco di me. Ma questo che m'importa? Ero tra la guerra e la pace, ho eletta la pace, ero malata, mi guarisco con una vecchia ricetta, che ora non si usa più, ma che per certe anime giova ancora. Avrei potuto far altre cose, ma ho scelto di far questa: un matrimonio di capriccio... con Dio, ecco tutto. Ma credo che non ci pentiremo... nè io... nè lui.«Fra molti, foste il mio migliore amico. Ier l'altro quando mi offriste voi stesso, pensai che vi dovevo qualcosa, e risolsi di darvi quanto mi restava di vita nel mondo. Perciò passai con voi la giornata di ieri. Credevo che fosse più facile passarla così, tutta con voi. Ma ora so che non torneròpiù indietro. È l'una di notte, scrivo e vi odo passeggiare sul balcone.«Siete il primo a sapere della mia risoluzione, ditela pure a tutti, anche a Tremiati. Non temete, non diventerò nè pettegola, nè bigotta. Non cercate nè di vedermi, nè di scrivermi, ma pensate a me con affetto.«Tutto ciò è molto:old style, veramente. Povera Rita, come piangeva, nevvero?«Rammentatevi di me, questo sì. Se vi garba, comprate la mia cavallina nera. Amerei saperla in mani vostre. Vi ringrazio di tutto. Non mi difendete quando mi accuseranno... quando udrete i loro perchè della mia risoluzione. Non importa, sapete? tutto ciò che finisce è si breve!...«Addio, amico carissimo. Se vi ho fatto del male, perdonatemi. Mi pare però di non avervene fatto... tanto. — Ho fatto testamento; a voi lascio le nostre rose del viaggio.«Buona notte, Leo.»Costanza Varalli di Terbeno.

Amico Carissimo,

«Avete promesso di non meravigliarvi di nulla e di non chieder nulla. Perciò vi scrivo.

«Ora, vi prego di perdonarmi il dolore che proverete udendo ch'io lascio definitivamente voi, gli amici ed il mondo. Mi faccio monaca.

«Ciò parrà a molti una follìa. Può essere che lo sia. Ma la mia vita e l'anima mia hanno d'uopo di ciò, per l'appunto, nulla di meno sarebbe bastevole nè giovevole per me. Di ciò sono, oggi, profondamente convinta. Quali, quanti siano i motivi di questa mia risoluzione, come si sia creata, invigorita in me, sarebbe lungo, inutile il dirvi. Di questo solo vi accerto, che la tempesta fu forte, troppo forte per me... che ho bisognodi toccare un porto, anche prima che sia finito il viaggio. Non accuso nè il caso, nè me stessa, nè persona alcuna, mi congedo dal mondo senza amarezza di sorta.... Stanca soltanto... con un assoluto bisogno di riposo.

«Prima di scordarmi, un quarto d'ora prima, il nostro piccolo mondo riderà un poco di me. Ma questo che m'importa? Ero tra la guerra e la pace, ho eletta la pace, ero malata, mi guarisco con una vecchia ricetta, che ora non si usa più, ma che per certe anime giova ancora. Avrei potuto far altre cose, ma ho scelto di far questa: un matrimonio di capriccio... con Dio, ecco tutto. Ma credo che non ci pentiremo... nè io... nè lui.

«Fra molti, foste il mio migliore amico. Ier l'altro quando mi offriste voi stesso, pensai che vi dovevo qualcosa, e risolsi di darvi quanto mi restava di vita nel mondo. Perciò passai con voi la giornata di ieri. Credevo che fosse più facile passarla così, tutta con voi. Ma ora so che non torneròpiù indietro. È l'una di notte, scrivo e vi odo passeggiare sul balcone.

«Siete il primo a sapere della mia risoluzione, ditela pure a tutti, anche a Tremiati. Non temete, non diventerò nè pettegola, nè bigotta. Non cercate nè di vedermi, nè di scrivermi, ma pensate a me con affetto.

«Tutto ciò è molto:old style, veramente. Povera Rita, come piangeva, nevvero?

«Rammentatevi di me, questo sì. Se vi garba, comprate la mia cavallina nera. Amerei saperla in mani vostre. Vi ringrazio di tutto. Non mi difendete quando mi accuseranno... quando udrete i loro perchè della mia risoluzione. Non importa, sapete? tutto ciò che finisce è si breve!...

«Addio, amico carissimo. Se vi ho fatto del male, perdonatemi. Mi pare però di non avervene fatto... tanto. — Ho fatto testamento; a voi lascio le nostre rose del viaggio.

«Buona notte, Leo.»

Costanza Varalli di Terbeno.

················

Leo lesse, rilesse... tornò a rileggere.

Davanti a lui, sul tavolino, le rose mandavano ancora un lieve profumo.....

Fine.

INDICEDilemmaPag.1Spiraglio71Zenit99Metempsicosi133Vecchia celia245Gita Estiva293

Nota del TrascrittoreOrtografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.Copertina elaborata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.

Copertina elaborata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.


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