ATTO SECONDO
Filippo,poiAlessandro,poiElisa
Filippo
(in maniche di camicia, col grembiale azzurro, spolvera i mobili; ad Alessandro che entra dalla sinistra) Oh! signor padrone! Si è alzato senza chiamarmi? Non vuole il caffè?
Alessandro
Sì. Che ora è?
Filippo
È presto, non sono suonate ancora le sette. (Alla finestra) Grandi preparativi in istrada. I bottegai coprono le insegne. Ànno paura dei coriandoli. Si aspettano grandi cose. Si sa che il Circolo prepara una gran mascherata. (Avvicinandosi)Signor padrone, à da essere una cosa in grande, eh? Mi diceva l'albergatore dell'Aquila d'oro che non à più una camera disponibile. Tutta la provincia è arrivata tra jersera e stamane. Qualcuno è perfino venuto da Milano. Oh! a proposito, sul balcone mettiamo fuori il drappo rosso? (Alessandro non l'ode. S'avvicina) Signor padrone?
Alessandro
Che c'è?
Filippo
Dicevo.... Eh! Si capisce: deve aver tante cose per la testa, lei, oggi! dicevo se debbo esporre il drappo rosso....
Alessandro
No.... più tardi.
Filippo
Perchè chissà quanta gente verrà oggi per vedere il corso mascherato. La signora Eva è già qui per ajutare a far gli onori di casa, eh?
Alessandro
Sì.... è venuta.... jersera.... È già.... alzata? L'ài vista?
Filippo
Nossignore, non l'ò ancora veduta.
Alessandro
E il signor Flaviano?
Filippo
È uscito. Cioè, è rientrato un'ora fa, deve essere stato al veglione, e invece d'andare a letto è tornato fuori subito. Avevano portato una lettera per lui, dalla fabbrica....
Alessandro
Vai a bussare alla stanza della signora Eva....
Filippo
Quale?
Alessandro
Quella che occupava da ragazza. Quale?!... Se è alzata dille che venga qui subito.
Elisa
(che è entrata dalla destra) Alessandro.... un momento.... scusa....
Alessandro
Cosa c'è?
Elisa
Prima.... di chiamare Eva....
Alessandro
Ma che! (A Filippo) Dille che l'aspettiamo per prendere il caffè.
(Filippo esce).
Alessandro — Elisa
Elisa
Volevo parlarti, prima.
Alessandro
A che scopo? E mi credi in uno stato d'animo tale da poter attendere ancora? Non l'ò interrogata subito, stanotte, perchè dubitavo di me, del mio coraggio, delle mie forze.... Dio! che notte ò passata!
Elisa
(umile, con un fil di voce) Non fu allegra neppur la mia, te lo giuro.
Alessandro
(con ira) La tua! la tua! Ma io ti consiglio di dolertene! di venire da me a farti consolare, a farti compassionare, da me!.... Ma per quel dio che mi à maledetto, ringraziami che non ammazzo te e lei e me stesso, per farla finita,una buona volta. Perchè non è la voglia che mi manca....
Elisa
(implorando) Alessandro!....
Alessandro
Lévamiti dai piedi! (Un silenzio) Non viene? Non viene? Dovrò dunque andare io da lei? (Si dirige furioso al fondo).
Elisa
(accorrendo) Alessandro, ti scongiuro, ascoltami: non è colpevole come la credi.
Alessandro
La difendi?! Oh! oh! dovevo aspettarmelo! La difendi tu! Chi può difenderla meglio di te? La giustifichi, forse, la scusi.... trovi naturale quello che à fatto!.... Non l'ài fatto anche tu? Ma bada! Fui così babbèo io.... T'avessi ammazzata quel giorno! Bada, a Giovanni sarò io che dirò: non perdonare, tu, no! finiamola con questa razza dannata!.... Io, glielo dirò, io, suo padre!....
Elisa
Alessandro, che orrore! che orrore! Pensa a quello che dici....
Alessandro
Taci! taci! taci! Non ài il diritto di parlare tu!
Elisa
Ebbene, sì, lo ò! Sono sua madre. Come moglie, ò fallato, fa di me quello che vuoi! E vent'anni che sono a' tuoi piedi, umiliata, avvilita; ed è giusto, ed è giusto....! Ma la madre no! Non ài nulla a rimproverarmi.
Alessandro
(sordamente) Ò da rimproverarti d'aver messo al mondo una figlia come te!
Elisa
(pronta, con impeto) Non lo è! (Poi, cogli occhi al cielo, angosciosamente) Dio! assistimi, dammi coraggio!.... guarda, guarda, come espìo!
Alessandro
Non lo è? E come lo affermi?
Elisa
(affettuosa) Alessandro, ti scongiuro, un po' di calma. Lasciami parlare. Se l'ira ti trascina, è finita.... sarà la rovina di tutti noi. È giusta, è giusta la tua ira, lo so! è il passato che ritorna.... ài ragione.... Ma a che avranno servito vent'anni di sofferenze....
Alessandro
(interr.) Io solo ò sofferto!
Elisa
Sì, sì, parlo di te, delle tue sofferenze, dei tuoi sacrifici.... Ebbene, a che avranno servito, se oggi, che è il giorno della gran prova, ti dimentichi, distruggi tutto?
Alessandro
Ma cosa temi? Che vada a dire a mia figlia: “sei come tua madre!„ Ma se ò aspettato a parlarle appunto per paura di dirglielo, iersera, nell'impeto dell'ira, sotto l'impressione del colpo ricevuto!
Elisa
Oh! ti giuro che se la mia vergogna rivelata a mia figlia, potesse essere utile ad evitare una disgrazia, sarei pronta anche a questo! Mi ammazzerei, forse, dopo; troverei questo coraggio che non ò trovato finora! Non importa, pur di salvarla, pur di farne una donna onesta per tutta la vita, se ora fosse sul punto di fallare. Sarei pronta a dirle: non essere quella che sono stata io, per non divenire una infelice per tutta la vita, come me. Dio! dopoquesta prova terribile, credo che morrei perdonata!
Alessandro
Frasi! frasi! Basta colle chiacchiere! Voglio saper tutto. Chiama Eva.
Elisa
Aspetta, ti dirò tutto io!
Alessandro
Ma cosa? Eri a parte della tresca, tu?
Elisa
Oh! ti scongiuro, non usar più di queste parole. Si tratta di tua figlia, della tua Eva, per la quale ài sofferto tanto!
Alessandro
Parla!
Elisa
Stanotte ò vegliato con lei....
Alessandro
Dovevo immaginarlo.
Elisa
Sì, dovevi immaginarlo. Sono la sua mamma, è il mio sangue che adoro; ed essa mi ama.
Alessandro
(con amara ironia) Già!....
Elisa
Glielo ài permesso tu di amarmi.
Alessandro
Avanti!
Elisa
E non potevo, lo capisci bene, non potevo dominarmi come te, e aver il coraggio e la forza di aspettar delle ore a sapere quello che era avvenuto.
Alessandro
Ebbene? Chi è.... costui?.... Chi è?....
Elisa
(titubante) Se te lo dico....
Alessandro
C'è proprio, dunque, un uomo di mezzo! (Con amarezza) Stanotte, stanco di martoriarmi, ci fu un momento, perfino, in cui ebbi un lampo di speranza.... Un equivoco.... che so?.... Ma dovevo bene immaginare che non era possibile. Giovanni è troppo buono, è troppo serio, per un sospetto soltanto non avrebbe fatto quello che à fatto, e proprio jeri, un giorno.... che egli credeva sacro per me. Oh! non dovevo lusingarmi, neppure per un attimo. Suvvia, parla! Chi è costui?
Elisa
(titubante) Marinelli.
Alessandro
Il ragazzo?! Quel bellimbusto di vent'anni? Sempre così! L'amante non vale un dito del marito!
Elisa
(sdegnata) L'amante!.... Non lo è.
Alessandro
Te l'à detto lei? Ah! è qualcosa. C'è da credere a tua figlia....
Elisa
A nostra figlia!.... Oh! si direbbe, ad udirti, che non si tratta di lei!
Alessandro
Avanti!
Elisa
È un cattivo soggetto, quel ragazzo, lo sai. Tant'è vero che suo padre lo manda in marina....
Alessandro
Sì, ò parlato ieri col Conte.... Ah! il contino!... è il titolo che à ferito il cuore e la fantasia di tua figlia!....
Elisa
Tu sai.... cioè no, non sai, non te ne òparlato mai per non inquietarti.... Quando era ragazza, Eva ebbe un momento di debolezza.... no.... una simpatia, insomma, da bambina, per lui.... La seguiva in istrada.... Appena ò scoperta la cosa, ò parlato seriamente all'Eva, le ò fatto capire che era assurdo.... un ragazzo più giovane di lei, un fannullone, un poco di buono.... Eva capì la ragione....
Alessandro
Perchè non me ne parlasti?
Elisa
Te l'ò detto: per non inquietarti inutilmente. Avrei ricorso a te se Eva avesse persistito. Poco dopo si concluse il matrimonio con Giovanni. Eva, interrogata da me, si dichiarò contenta: la sua prima passioncella era guarita perfettamente. Ma l'altro tornò alla carica, dopo, si capisce, con più entusiasmo di prima. Cavalcava sotto le finestre, le mandò dei fiori che essa nascondeva senza dir nulla a Giovanni....
Alessandro
E perchè?
Elisa
Non voleva mettergli una pulce nell'orecchio....sperava che quell'altro si sarebbe stancato....
Alessandro
La finzione, sempre, vojaltre!
Elisa
Infine egli osò di scriverle. E qui fu l'errore di Eva. Dopo la seconda o terza lettera in cui minacciava romanticamente di uccidersi, essa si spaventò, si lasciò impressionare, e non osò parlarne a Giovanni. Una di quelle lettere diceva: non avete respinto i miei fiori, dunque posso sperare.... Ebbe paura di mostrarla. E allora fece la sciocchezza di rispondere, pregandolo di lasciarla tranquilla, di non pensare più a lei....
Alessandro
Doveva parlarne a me, almeno.... o.... a te.... Avresti avuto, spero, l'onestà di informarmi.... Non sapevi nulla tu?
Elisa
Nulla, ti giuro.
Alessandro
E poi? E jersera? Presto!
Elisa
Jeri l'altro le aveva scritto annunciandolela sua partenza, voluta dal padre. Implorava un abboccamento, il primo e l'ultimo, un addio....
Alessandro
E glie l'à accordato!
Elisa
A fin di bene!.... È una bambina, senza esperienza, ancora! Voleva ridargli le sue lettere, incoraggiarlo a partire, a dimenticarla.... Egli la minacciava, se non le accordava questo colloquio, di ribellarsi a suo padre, di non partire.... Essa, spaurita, gli rispose di trovarsi là, dietro l'orto, di sera, appena fuori della porticina. E finse di non voler venir qui per la malattia del bambino. Là si credeva quasi sicura, sulla porta di casa, pronta a rientrare, a chiamare ajuto, alla minima minaccia o violenza. Insomma un'imprudenza da bambina paurosa e inesperta delle nequizie del mondo....
Alessandro
(dopo un silenzio) Il piano di difesa è concertato bene.... L'avete ideato assieme?....
Elisa
Oh! Alessandro! un po' di pietà.... Pensa, è tua figlia!.... Quello che ti ò detto è la verità.
Alessandro
(con uno scoppio di commozione) Oh! se vorrei credere: ò bisogno di credere! Perchè è mia figlia, la mia figliola! C'è anche il mio sangue nelle sue vene; ed io sono onesto, e un po' della mia onestà deve averla nel sangue!.... La mia figliola! La mia figliola! Dio! Dio! fammi morire se tutto questo che ò udito non è la verità! Fammi morire piuttosto, perchè ò sofferto abbastanza....
Elisa
È la verità, te lo giuro!
Alessandro
Oh! i tuoi giuramenti!.... Voglio udirla, lei. L'ò fatta chiamare: perchè non viene? Non osa, eh?
Elisa
No, non osa. Volle che ti parlassi prima io.
Alessandro
À più confidenza in te!... Chiamala! Chiamala! Che venga adesso.
Elisa
Sì, la chiamerò.... ma....
Alessandro
Chiamala!!
Elisa
(implora col gesto, collo sguardo, ed esce a destra).
Alessandro, Filippo,poiMarzotti
Filippo
(dal fondo, col servizio da caffè) Ecco il caffè. Ne ò fatte 3 tazze. Va bene? C'è di là il signor Marzotti.
Alessandro
Marzotti?
Filippo
Sì, tutto scalmanato.... à urgente bisogno di parlarle. Mi à chiesto se era già levato.
Alessandro
E gli ài detto di sì?
Filippo
Naturalmente.
Alessandro
Non ò voglia, non ò tempo. Digli che....
Filippo
Ma dev'essere per la faccenda della mascherata.
Marzotti
(entrando) Gloria ad Alleluja! Perdoni se entro senza permesso. Ma la cosa è così importante e così urgente che ogni indugio sarebbe fatale. Una disgrazia enorme. Se non ci ajuta lei siamo fritti. Ecco qua. Il carro è pronto. Si è lavorato tutta notte. Una meraviglia! Il Bacco fa ridere solo a vederlo. Ma.... c'è da sudare a pensarci. Si sono sbagliate le misure, di pochi centimetri, e il carro non passa dalla porta.
Alessandro
Senta....
Marzotti
Un momento. Per l'altezza, presto fatto: si leva il Bacco e lo s'inchioda dopo, quando il carro è fuori: questo era già calcolato. Ma la larghezza? Ma la larghezza? Per 5 centimetri non si passa. Il carro è nel cortile e non si può farlo uscire. (Disperato) Invece di condurlo attorno per la città, bisognerà invitar la gente a girargli attorno!
Alessandro
Ecco! giustissimo.
Marzotti
Lei scherza! C'è da far ridere i polli.
Alessandro
Ma cosa vuole da me? L'ò fatto io il carro?
Marzotti
No, il carro l'ò fatto io sui suoi disegni. Ò sbagliate le misure di 5 centimetri, deve essere la mia morte? Devo impiccarmi?
Alessandro
Senta, signor Marzotti, sono dolente, ma non ò proprio nè tempo nè voglia....
Marzotti
Come?!!
Alessandro
Ò mio nipotino molto malato....
Marzotti
Oh! davvero? Quanto mi dispiace!
Alessandro
Capirà....
Marzotti
Senta, io non le chiedo che un quarto d'ora...
Alessandro
Impossibile!
Marzotti
Venga con me dal Galli, l'oste.
Alessandro
A far che cosa?
Marzotti
Ecco: l'unico rimedio — e non faccio per vantarmi, l'ò trovato io — è di pigliare un piccone e buttar giù 3 centimetri di porta per lato, un po' d'intonaco e un mattone.
Alessandro
Benissimo. Arrivederla.
Marzotti
Ma l'oste non ne vuol sapere. “È già anche troppo che vi ho prestato il cortile — dice — e me l'avete ridotto un arsenale. Ora volete buttarmi giù la casa. Neanche venisse Domeneddio a pregarmi in ginocchio.„
Alessandro
Allora!....
Marzotti
Un momento. Neanche Domeneddio, lo credo! Ma se ci viene lei, il nostro presidente, a pregarlo! Perchè, poi, che danno gli si arreca? Domani un muratore in mezzora gli rimette la porta in ordine...
Alessandro
Senza contare che se il carro non esce, lafolla gli invaderà il cortile, la casa, l'osteria, per vederlo; nascerà un putiferio, e l'oste avrà maggior danno.
Marzotti
Bravo! Non c'è che lei per trovare le ragioni convincenti. Se lo dicevo io! — Venga, venga con me.
Alessandro
Senta, vada lei, e lo preghi a mio nome.
Marzotti
Non vuol udir ragioni, da me. Venga lei.
Alessandro
Debbo recarmi subito alla fabbrica....
Marzotti
Bravo! A meraviglia! Montiamo in vettura, passiamo dal Galli....
Alessandro
Verrò nel ritorno. Intanto cerchi lei....
Marzotti
(disperato) Ò capito! Lei ci abbandona! Oh! che figura ci facciamo! C'è da prendere il treno e scappare. La cittadinanza ci piglierà a torsi di cavolo....
Alessandro
(seccato, avviandosi) Infine! come vuole! Io nonò tempo! Non ò voglia! Non so che dirle. Arrivederla.
Marzotti
Mi permetta di dirle, signor Fara, che questo non è il modo di agire. Chi organizza, chi briga, chi fa tutto? Lei! Poi quando c'è un intoppo, un guajo, si ritira! Bella figura ci fa fare! Quando si à una carica, quando si prende un'iniziativa, bisogna sopportarne il peso, e andare fino in fondo!.... Suo nipote.... va bene! ma non è lei che lo guarirà, e non morrà se tarderà cinque minuti a vederlo. Tanto tempo che si discute: fosse venuto subito, a quest'ora era un affare finito. E poi, si ànno dei doveri anche verso i propri concittadini, e non si assumono quando non si può adempirli!
Alessandro
Senta, signor Marzotti....
Marzotti
Senza contare poi che nella Società, e lei lo sa meglio di me, abbiamo un partito che ci è avverso, che trova tutto mal fatto quello che facciamo noi, che vuol buttarci giù per andar esso al potere. Sono pochi, d'accordo, ma diverranno maggioranza oggi, e domani ilTiraboschi sarà presidente, il Tomarelli vice-presidente, e io e lei potremo andarci a nascondere. E laSquillapoi, quel giornale libello....
Alessandro
(interr.) Senta, glie lo chiedo in grazia, mi lasci tranquillo, adesso. Non ò testa.... Vada dal Galli, tenti ancora. Se non riuscirà, verrò io, parola d'onore.
Marzotti
Quello che posso accordarle è questo: mi scriva due righe pel Galli: glie le porterò.... ma se neppur....
Alessandro
Sì, sì, va bene. Glie le scrivo subito. (Siede al tavolo e scrive).
Alessandro, Marzotti, Elisa, Eva
Marzotti
Oh! signora, buon giorno! Come? Anche lei, signora Eva? Il signor Fara mi à detto adesso della malattia del suo piccino. Speriamo che sia cosa passeggiera. Già i bambini fanno tanto presto ad aggravarsi e a migliorare.... E come mai lo à lasciato?
Alessandro
Ma.... si deve fargli una piccola operazione.... alla gola.... Non ò voluto io che assistesse. L'ò condotta qui e la ricondurrò tra poco....
Marzotti
(a Eva) Via, non si rattristi così, signora Eva. La scienza à fatti tali progressi!.... Bisogna darsi coraggio, e sperar bene. Nevvero, signora Elisa?... Proprio oggi! Peccato! Oggi chedoveva essere giorno di festa, il trionfo di papà....
Alessandro
(venendo colla lettera) Ecco.
Marzotti
A meraviglia! Speriamo di riuscire. Dunque, arrivederci, e tanti augurii. A proposito! Perdoni, caro signor Fara, capisco che lei à altro per la testa, ma sono benedette combinazioni! Senta: il giurì, come sa, aveva scelto il suo balcone, che è nella migliore posizione del corso. Vuole che si cambi?
Alessandro
Sì, mi fa un vero favore.
Marzotti
Potrebbe andare all'Aquila d'oro, se il balcone non è già affittato.
Alessandro
Ecco: ora che ò questa disgrazia in casa.... Sa, non si saprebbe far gli onori....
Marzotti
Vuol dire che abbiamo 4 o 5 ore dinanzi a noi. Se il bambino migliorerà, come non dubito, ella ci avvertirà. Che vuole? Siamo alservizio della patria, bisogna sacrificarsi, vittime del proprio dovere! Di nuovo.... Allora passerò più tardi a prendere notizie, e a dire l'esito del tentativo col Galli.... Arrivederci. (Esce).
Alessandro, Elisa, Eva
Alessandro
(lo accompagna. Sulla soglia) Filippo? Filippo?
Filippo
(di dentro) Comanda?
Alessandro
Non ci sono per nessuno. Ài capito? Nessuno, assolutamente, finchè ti avvertirò io. (Chiude la porta. Un silenzio. Poi, fissando Eva) Eva, giurami che quello che ài detto a tua madre, e che essa mi à riferito, è la verità.
Eva
(corre a lui e s'inginocchia) Sì, papà, te lo giuro.
Alessandro
(rialzandola) Su, su, niente lagrime, niente sentimentalismi, adesso. Non c'è da implorare, non c'è da impietosirmi. Quello che ài fatto è male, molto male. Ma può essere un erroresenza gravi conseguenze, non un fallo irreparabile. Se è un errore, non sono io che devo perdonarlo. È tuo marito. Io, il perdono, non potrò che implorarlo per te. Ma perchè possa implorarlo bisogna che sia convinto, io, che lo meriti. Guardami in faccia. Capiscimi bene. Se ài fallato, se sei venuta meno ai tuoi doveri, se non ài il diritto di fissare in viso tuo padre, tuo padre.... se senti e capisci che non avresti il diritto di abbracciare tuo figlio, ora, se fosse qui.... vattene! non avremmo più altro da dirci. Oh! non avresti da temere che la tua vergogna. Un padre non impreca e non alza la mano sulla propria creatura. Se invece il tuo errore è quale l'ài confessato a tua madre....
Elisa
Te l'à giurato, dobbiamo crederle, Alessandro....
Alessandro
(à un impeto, subito trattenuto. Lancia uno sguardo severo a Elisa, e, dominandosi) Ti prego di lasciar parlare me. (Un silenzio) Bada, Eva, non cerco di meglio che di poterti credere. Sei mia figlia!... Ma guai se m'inganni per salvarti. Già, l'inganno durerebbe assaipoco! E quando lo scoprissi, non avresti a sperare misericordia da me. Saresti morta per tuo padre. Non mi vedresti più. Ti.... affiderei.... a tua madre, perchè.... perchè le madri ànno tutti i doveri.... e la tua saprebbe imporsi anche questo. (Un silenzio) Ora io andrò in cerca di tuo marito, gli parlerò, gli ripeterò quello che tu ài confessato. Come provarglielo? Non so!.... Ma ò fede che ti perdonerà.... Io.... perdonerei! Ma bada! non ò mentito mai in vita mia, e non voglio mentire neppure per amor tuo. E non sarebbe neppure amor di padre. Sarebbe vigliaccheria.... in me, sarebbe l'eternare un inganno atroce, sarebbe rendermene complice, in odio di un uomo onesto — e gli onesti non devono essere ingannati. Debbono perdonare, se possono perdonare, sapendo quello che perdonano.... Ò dunque bisogno di essere convinto che la causa da difendere è buona, e che ò il diritto e il dovere di difenderla. Ò bisogno di esserne convinto, anzitutto per rispetto di me stesso.... Capiscimi bene! apprezza che alto sentimento inspira tuo padre in questo momento, e siane degna; ne ò bisogno poi, perchè la causa è difficile a vincersi,perchè lo scandalo ci fu, quasi pubblico, giacchè siamo nelle mani di un farabutto che può farci del male molto più di quello che ci à fatto finora; perchè dovrò vincere delle giuste, assai giuste incredulità, (le apparenze sono contro di te), e dovrò guarire una terribile ferita nel cuore di Giovanni. Dovrò evitare, se è possibile, o dovremo sopportare le conseguenze, forse, di un duello....
Eva
Un duello?!!
Alessandro
Sì, tutto quello di meglio che la società à saputo inventare per restaurare l'onore di un uomo quando sua moglie glie lo à compromesso. Oh! non è il duello in sè stesso che spaventa, nelle sue conseguenze materiali.... Sono le ferite dell'anima che un simile duello produce, inevitabilmente, e che non si cicatrizzano più. Tu capisci dunque che parte dolorosa mi è riserbata, oggi. (Eva si è accasciata sul divano. Va a lei, le prende le mani, la rialza) Eva: guardami: posso e debbo farlo?
Eva
(con slancio) Io, io stessa implorerò....
Alessandro
No, tocca a me, prima! Tocca a me perchè.... ò cinquant'anni, ò l'esperienza dolorosa della vita, e nessuno, oggi, potrebbe farlo come io lo farò. Nessuno! neppure.... tua madre.... tua madre che piange e che sei stata tu a far piangere colla tua leggerezza, colla tua mancanza di sincerità. Guardala! vedi il male che ài fatto, e poi scruta in fondo alla coscienza. E, per l'ultima volta: Siami sincera, leale, quale io ò creduto di allevarti, con tutto il mio grande amore di padre. Posso e devo difenderti?
Eva
Sì, lo devi!... Mi ài chiesto se potrei abbracciare mio figlio. Sì; oh! fosse qui, il mio bambino, mi vedresti abbracciarlo con tanta tenerezza.
Alessandro
Coll'affetto, soltanto, della mamma, che sopravvive a tutti i traviamenti, o colla dignità della madre?
Eva
(gettandosi tra le braccia di Elisa) Come la mia mamma può abbracciarmi e mi abbraccia in questo momento.
(Elisa à uno scoppio di pianto, e sotto lo sguardo di Alessandro, quasi non osa abbracciare Eva. Alessandro si copre la faccia colle mani.)
Alessandro
(dopo una pausa) Sta bene. Ora ritorna nella tua stanza e non muoverti di là. Tua madre rimarrà con te. Io escirò tra poco. Durante la mia assenza non dovrete ricevere nè vedere nessuno. Darò gli ordini a Filippo. Andate.
Eva
(si scioglie dall'abbraccio di Elisa, tituba un momento, poi corre ad Alessandro e gli butta le braccia al collo).
Alessandro
(la prende alle braccia e arresta il movimento di lei. Poi le prende la testa tra le mani, la fissa e avvicina la sua faccia a quella di Eva, interrogando) Sì?....
(Ad Eva si riempiono gli occhi di lagrime, e l'emozione le toglie la parola).
Alessandro
(convinto) Sì! (e le stampa un bacio in fronte) Vai.
(Eva esce a destra accompagnata da Elisa).
Alessandro,poiFilippo
(Alessandro sta un momento a guardare pensieroso la porta dalla quale uscirono Elisa ed Eva, Entra Filippo).
Filippo
Signore, viene il signor Giovanni.
Alessandro
(vivamente) Giovanni?
Filippo
L'ò visto attraversare la corte. Siccome mi à detto che non voleva nessuno....
Alessandro
Ah! ma Giovanni sì....
Filippo
È col signor Flaviano.
Alessandro
(colpito) Con Flaviano! (A sè) (Dovevo immaginarlo! me n'ero dimenticato di quello là!)(a Filippo) Se vengono qui tutti due, falli entrare.
Filippo
Sissignore. (Esce dal fondo).
Giovanni, Flaviano, Alessandro
Flaviano
(entrando pel primo, e parlando sottovoce a Giovanni.) La situazione te l'ò già posta nettamente dinanzi agli occhi. Sai quello che ài da dire, da fare, da pretendere. (Vede Alessandro, si ferma, saluta con un cenno del capo).
Giovanni
(dopo aver esitato un poco, come dominato da Flaviano, si dirige ad Alessandro e gli stende la mano. Poi, commosso, a bassa voce) Perdonami.... Ti ò dato un gran dolore, jersera.... Non dovevo, jeri, un giorno di tanta letizia per te....
Flaviano
(a sè) (È meraviglioso! Gli è ancora debitore lui!)
Giovanni
(c. s.) Che vuoi, ò perduta la testa.... Il dolore e l'ira mi ànno accecato.... Ma il colpo fu troppo forte.... Non me lo meritavo.... Le ò voluto tanto bene, ò fatto per lei tutto quanto ò potuto.... le ò dedicato tutto me stesso.... Non me lo meritavo, non ce la meritavamo, io e tu, tale ricompensa.... (Piange).
Flaviano
(seccato, per intervenire) Ora....
Alessandro
Figliuolo mio, ebbene: poichè la paura fu più che il danno.... (Flaviano straluna gli occhi, stupito) ed ora tutto deve dimenticarsi, mettiamo d'aver fatto un brutto sogno...
Flaviano
Un momento, signor Fara. (Allontana Giovanni da Alessandro e si mette in mezzo).
Alessandro
Ma mi lasci parlare. Ò delle cose importanti da dire, delle spiegazioni....
Flaviano
Delle spiegazioni, naturalmente; siamo qui per questo. Soltanto, il nostro colloquio deve essere avviato su un tono diverso da quelloche avea preso causa la delicatezza — che io apprezzo — di mio fratello. E non vorrei che il giusto e retto criterio, indispensabile nell'esaminare dolorose circostanze come questa, venisse smarrito per dar luogo al sentimento, anzi al sentimentalismo. Dunque....
Alessandro
(che si è seccato da un pezzo) Dunque, io avrei una preghiera da farle, e che credo aver il diritto di farle. Quella cioè di lasciarci sbrigar la faccenda tra me e Giovanni. Noi soli vi siamo interessati.
Flaviano
Le perdono queste parole, caro signore, in considerazione dello stato d'animo in cui deve naturalmente trovarsi. È l'onore di mio fratello che è in gioco; ed ò il diritto e il dovere di essergli vicino e di assisterlo in questo momento gravissimo della sua esistenza....
Alessandro
Adesso soltanto, se ne ricorda che à un fratello!
Flaviano
Adesso sì, che à bisogno di me, sono al suo fianco. Senza nascondere poi che la sua proverbialedebolezza à bisogno dell'ajuto della mia esperienza e del mio retto criterio.
Alessandro
(che l'à seguito attento, pauroso, scrutandolo) Ma.... a cosa vuol venirne lei? Si spieghi, lo dica presto, per carità....
Flaviano
Se me ne lascia il tempo.
Alessandro
Perchè temo di capire....
Flaviano
Se non mi lascia parlare....
Alessandro
Temo di capire.... (commosso, spaventato) che ella pensa tutto debba essere finito tra Giovanni ed Eva.... È questo a cui vuol venire? Questo à.... deciso lei, e à fatto decidere a Giovanni?!.... (Volgendosi a Giovanni) Di', di' tu, parla, figliuolo mio.... Non è possibile, di'?....
Giovanni
Non so, non so.... non interrogarmi. La mia mente si perde.... Io non le conoscevo le nequizie del mondo.... Non supponevo neppure che simili infamie fossero possibili!.... Il mio lavoro, la mia casa, il mio bambino.... eccotutta la mia vita.... Ed ora.... a un tratto.... Dio! Dio! Ah! ma, te lo giuro, se Eva mi à tradito, questo lo so, questo lo sento, l'ammazzerò come un cane!
Alessandro
No, no, Giovanni! Tu non conosci ancora la verità.... Quando saprai, quando ti avrò detto.... (A Flaviano) Per fortuna, signor mio, i fatti sono fatti, ed ò delle ragioni tali....
Flaviano
Ne ò anch'io.... più che ella non creda. Vedremo quali saranno le migliori. Del resto, ella disse benissimo: i fatti son fatti, ed i fatti sono questi. Da vario tempo mio fratello riceveva delle lettere anonime....
Alessandro
Anonime!
Flaviano
Anonime, sì, vale a dire senza valore sinchè i fatti non vi corrispondono, ma che ne acquistano uno grandissimo quando i fatti le confermano.
Alessandro
Ma che fatti?!
Flaviano
(calmo) O mi lascia dire, o non mi lascia dire. (Alessandro siede, quasi volgendogli le spalle).
Flaviano
A quelle lettere, mio fratello non diede alcuna importanza. Gli si diceva: guardatevi da vostra moglie, curatela, c'è il tale che passeggia sotto le sue finestre ed essa sta dietro i vetri a spiarne l'arrivo....
Alessandro
Be', è inutile tirar le cose tanto per le lunghe. La verità è questa.... (moto di Flaviano) mi lasci dire per Iddio, ò il diritto di difendere la mia figliola....
Flaviano
Dopo aver udita l'accusa.
Alessandro
La conosco l'accusa, me la immagino. La verità è questa.... Ascoltami Giovanni.... Quel mascalzone di Marinelli le à fatta la corte in tutti i modi, à tentato con tutti i mezzi di farla venir meno ai suoi doveri, inutilmente. Eva respinse le sue dichiarazioni non ne volle sapere, di lui, lo scongiurò anzi di lasciarla in pace....
Giovanni
E perchè non parlarne con me?
Alessandro
Ecco il suo errore! Glie l'ò rimproverato anch'io. Ebbe paura di darti un dolore, delle noje. Suppose, da bambina inesperta, di riuscire essa senza provocare un guajo.... Ma è innocente; non c'è che un malinteso di mezzo, delle apparenze....
Flaviano
E jersera? Sa cosa è accaduto jersera?
Alessandro
Sì, perfettamente. Eva à confessato tutto sinceramente.
Flaviano
Sfido! Fu colta sul fatto....
Alessandro
L'ò già ammesso: le apparenze sono contro di lei. Il Marinelli invocò un colloquio prima di partire. Minacciava di ribellarsi a suo padre, di non partire più, di tormentarla ancora. Ed ella, credendo di far bene, per evitare un guajo a Giovanni, supponendo di convincerlo a partire, a dimenticarla.... Glielo accordò, lì sull'uscio di casa.... Ancora una volta, le apparenzesono contro di lei, ma prima di condannare, prima di decidere, per carità, è un padre che ve lo chiede, esaminiamo le cose, cerchiamo, indaghiamo.... Ed io ò la profonda convinzione che la verità verrà a galla, sono convinto — senza di che, ve lo giuro, non implorerei, non chiederei misericordia — sono convinto che Giovanni potrà, dovrà perdonare un'imprudenza di bambina inesperta.
Flaviano
Perdonare! C'era da aspettarselo. Non à mai saputo far altro in vita sua!
Alessandro
(colpito) Cioè? (Dà un'occhiata a Giovanni, fa un passo verso Flaviano). Che vuol dire?
Flaviano
Voglio dire che parlar di perdono, adesso, nel momento nel quale ci troviamo, è assurdo. Perchè, non si faccia illusioni, il sistema di difesa suo e di sua figlia, potrà essere basato sulla verità, ma nulla per ora ci autorizza a ritenerlo tale.
Alessandro
Ma perchè lei ci mette tanto accanimento ad escluderlo?
Flaviano
Io? Nessun accanimento. Lei piuttosto ci mette troppo calore nel sostenerlo, ed è quello che mi spaventa....
Alessandro
(ognor più dubbioso e presago) Ma difendo la mia figliola.
Flaviano
Ed io l'onore di mio fratello. Via! Le ragioni del sangue si equivalgono.
Alessandro
Ma come mai può supporre che invocherei un perdono se non fossi convinto che è giusto invocarlo? (Tremante d'emozione) Perchè à detto che perdonare è tutto ciò che ò saputo fare in vita....
Flaviano
Oh Dio, una frase qualunque, sfuggitami nella foga del dire. Sono pronto a ritirarla. Infine, concludiamo. La ragione della nostra visita era molto semplice. Informarla per doveroso riguardo, che Giovanni va a provvedere come è suo obbligo alla tutela del proprio onore, partendo con me per Genova, col direttodel pomeriggio. Siamo sicuri di raggiungervi il Marinelli.
Alessandro
Un duello?!
Flaviano
La stupisce?
Alessandro
Ma è questo duello che bisogna evitare!
Flaviano
Come?!!
Alessandro
Ma sicuro! Si metta una mano sulla coscienza. Ne vale la pena? Un biricchino di vent'anni, che fugge! ma non gli si fa l'onore di misurarsi con lui. Un uomo onesto, un lavoratore, un padre di famiglia, un uomo infine la cui vita è preziosa e non appartiene a lui solo, non l'arrischia mica per una futilità come questa.
Flaviano
Vede! Torniamo al punto di prima. Ella la considera una futilità. Oh! gliene faccio una colpa relativa. Perchè, mi permetta di dirglielo: ciò dipende dal suo carattere.... fortunato. Ella vede le cose attraverso quella lentedi ottimismo e di buon umore che le à sempre permesso di dare un'importanza relativa alle cose più gravi: che le à permesso sempre in vita sua, di affogare i dispiaceri nell'allegria, di dimenticare le disgrazie.... e gli affronti in una burla agli amici o.... in una mascherata da martedì grasso!... (Alessandro si frena a stento, colpito, anche, dalle sottolineature di Flaviano) Ma noi dobbiamo considerare ben altrimenti le cose. L'offesa ci fu e bisogna lavarla. Non ci chieda di venir meno alle leggi dell'onore.
Alessandro
Non ci sono venuto mai meno, io, e non lo chiederei a nessuno. Ma non si tratta dell'onore, qui. L'onore di Giovanni non fu compromesso da sua moglie....
Flaviano
È la sua opinione!
Alessandro
Ed è questo primo passo falso che bisogna evitare. Dopo il duello, qualunque ne sia l'esito, come sarà difficile veder chiare le cose! Come muteranno, inevitabilmente, i sentimenti di Giovanni verso Eva! Oh! un duello comequesto causa ferite ben più gravi che quelle prodotte dalla spada! Metterà una barriera morale, insormontabile forse, tra Giovanni e sua moglie!...
Flaviano
In tal caso, vorrà dire ch'era giusto e doveroso per Giovanni il dar vittoria alla ragione sul sentimento.
Alessandro
(perdendo la calma) Ed ella ci conta su questo?!... Ma in nome d'Iddio, che interesse à a provocar tanta rovina? Dica, in nome d'Iddio! da che proviene tanto accanimento?
Flaviano
(per prorompere; si frena) Davvero che se la discussione continua così io finirò per aver torto, per passare per un tiranno persino agli occhi di mio fratello.... Gli è che Ella può usare di tutti i suoi argomenti; io non posso usare tutti i miei. (Alessandro lo fissa colpito, dubbioso) Le chiedo di non insistere e di lasciare a me, come mi spetta, di essere giudice sulla condotta di Giovanni. Andiamo.
Alessandro
No! no! no! Adesso sono io che la pregodi restare. I suoi argomenti, à detto.... Ebbene li esponga.
Flaviano
Di nuovo, la prego, la scongiuro di non insistere....
Alessandro
Invece insisto! Parli, parli! dica quello che pensa.... Lo dica!....
Giovanni
Flaviano?
Alessandro
(angosciosamente) Parli, dica quello che sa....
Flaviano
(imbarazzato) Non riguarda la quistione.... o per dir meglio la persona di cui si tratta.... È inutile quindi. La prego.... Andiamo Giovanni....
Alessandro
(c. s.) No! no! Giovanni.... Giovanni.... non uscire! (Torna alla porta di destra e si assicura che nessuno ascolta. Un silenzio. Commosso straziato, a Flaviano) L'ò capito perfettamente. Ella conosce il passato, e pensa, e vorrebbe dire che....
Flaviano
No, è inutile....
Alessandro
Che le figlie....
Flaviano
Le giuro che non avrei mai voluto....
Alessandro
Che importa? Non l'avrebbe detto qui, in faccia a me; ma lo direbbe poi, a lui, per convincerlo se titubasse.... Oh! è troppo geloso del nome dei Conte, lei! Ella pensa che le figlie assomigliano alle madri.... (Giovanni fa un passo innanzi, dolorosamente stupito) Sì, figliuolo mio, poichè è venuto questo momento terribile di dirtelo, ebbene, sappilo. Non te lo avrei detto mai perchè era bene che tu amassi e rispettassi la madre di tua moglie, la nonna del tuo bambino. Ora è tuo fratello che mi spinge a parlare.... (Moto di Flaviano) Sì, è lei, perchè avrebbe detto tutto a Giovanni uscendo di qui. Preferisco di dirglielo io. Chissà che questo nuovo supplizio non serva a qualcosa! Perchè lei che à viaggiato, che à girato il mondo, à saputa la sventura mia, non solo, ma à imparato delle belle cose. È uno scienziato, lei, chissà, ci à fatto degli studii profondi, lei, su questa nuova scopertadella scienza, la legge dell'atavismo! È su questo che si basa lei, per tentar di farmi del male; è questo il grande argomento, l'argomento peregrino che avea da contrapporre ai miei argomenti dettati dal cuore e dal senso comune!... Ebbene, sì, mia moglie mi à tradito, vent'anni fa; e mi sono battuto con colui, e gli ò data una sciabolata che gli avrà levata la voglia di far altre vittime in vita sua. Oh! magra soddisfazione per me, glie lo assicuro! Tornando a casa, dopo il duello, avrei dovuto strozzare mia moglie, o scacciarla. Ma avevo una figliola.... E poichè diventava, sventuratamente, la figlia di una donna adultera, volli che ciò rimanesse un segreto, perchè il mondo è birbone e fa scontare alle figlie le colpe delle madri; e volli che fosse un segreto per lei, per Eva, perchè non potesse mai dirmi un giorno, “à fatto così anche mia madre!„ Ed ò rinunciato alla vendetta, e mi sono sacrificato alla mia Eva, e ò fatto che crescesse adorando la mamma come la più santa delle donne. E ò finto.... e fui.... Alleluja, un nomignolo che provoca il suo disprezzo, signor Flaviano. Ma lei è un uomo serio, lei, è un uomod'onore, è un uomo che non transige.... Lei avrebbe ammazzato, sicuro che i giudici l'avrebbero assolto, ma sua figlia sarebbe stata una vittima; che importa? Purchè l'onore del nome fosse salvo.... Una macchia sul nome dei Conte? Ah! giammai de la vita!... (Cambiando tono, singhiozzando, per finire in uno scoppio di pianto) E del resto avrebbe avuto ragione! A che à servito il mio supplizio? A che à servito il mio sacrificio? Ecco distrutto tutto quanto, adesso, in un minuto!
(Lunga pausa. Giovanni, stupito, accasciato, si è lasciato cadere su una sedia, in fondo alla stanza, la testa tra le mani. Flaviano è a destra, in piedi, appoggiato al tavolo).
Flaviano
Sono profondamente addolorato, signor Fara, che le circostanze dolorosissime in cui ci troviamo l'abbiano obbligata ad una confessione, della quale io non avevo bisogno e che, glie lo assicuro, non avrei mai provocata di progetto, anzi avrei voluto evitare. Le ripeto, ne sono addolorato. Ma perchè, come Ella disse, non sono l'uomo dalle mezze misure, nè dai pietosi inganni, io stimo che.... adesso.... forse...sia meglio, infine, che le cose sieno nettamente conosciute da chi.... deve prendere una importante decisione la quale può aver tanta influenza sull'avvenire.
Alessandro
(alzandosi, ritto, fissandolo) Senta! Giovanni, lei, per dir meglio, deciderà quello che vuole. Ma se deciderà nel modo crudele ed ingiusto che propugna e consiglia....
Flaviano
Perdoni....
Alessandro
(con forza) Sì! che propugna e consiglia, badi! non mi venga mica a dire che lo fa, più che per quello che è accaduto, per il timore di quello che potrà accadere in avvenire. Non mi venga a parlare di sangue, di tradizioni, di ricorrenze atavistiche. L'educazione, gli esempi ci fanno onesti o malvagi. Giovanni! Giovanni! una parola buona, un impeto buono del cuore.... Non t'inganno, non vorrei ingannarti.... Ti amo.... quanto mia figlia.... Credimi, suvvia! una parola buona.... Il mio strazio, il mio martirio, non te l'ispira.... non te lo suggerisce?.... Giovanni!....
Giovanni
(si alza, tien gli occhi bassi, indeciso tra la ragione e il sentimento. Si sente dominato dal fratello).
Alessandro
No? No?
Flaviano
(pigliando Giovanni sotto braccio) A più tardi, signore. Non è il momento di decidere adesso. Al nostro ritorno da Genova....
Alessandro
No, no! Adesso voglio la parola buona, la parola che irrompe dal cuore. So di meritarla, adesso, di essermela conquistata a prezzo di angoscie e di umiliazioni terribili.... Adesso, Giovanni. Non andartene così, o una barriera, insormontabile forse, si eleva tra di noi.... Giovanni!
(Giovanni à uno scoppio di pianto, si copre la faccia colle mani. Flaviano lo circonda, gli fa volgere le spalle e lo trascina fuori).
Alessandro
(sta come ipnotizzato a fissare la porta dalla quale uscirono Giovanni e Flaviano; poi si volge, à un impeto di commozione e ricade su unapoltrona, disperatamente. Lunga pausa. A un tratto si scuote, si solleva). No, no! non così, non così. Agire, bisogna, non disperarsi. (Si dirige a destra) Elisa? Elisa? (Esce a destra. Cala la tela).
Fine del II. Atto.