SCENA V.

Alessandro,poiFilippo,poiElisa

Alessandro

(rimasto solo, si guarda attorno un momento, vede la pergamena, la svolge, l'osserva con amaro sorriso d'ironia).

Filippo

(entrato, vien dietro Alessandro e osserva anche lui) È proprio un bel lavoro, nevvero signor Padrone?

Alessandro

Sì, un bel lavoro.

Filippo

L'à fatta un pittore di Milano.

Alessandro

E costerà quattrini. Anno speso, i miei operai.... Poveretti.

Filippo

Sono tanti! Ànno fatta una sottoscrizione. Pochi centesimi a testa.

Alessandro

Meno male! (Glie la dà).

Filippo

Bisognerà farle una bella cornice, ed appenderla. Domattina la porterò io a quel negozio sul Corso dove fanno le cornici dorate.

Alessandro

No, lascia qui. (Glie la ritoglie) Spegni i lumi e va a letto.

Filippo

Tutti?

Alessandro

Lascia questa lucerna, qui sul tavolo. (Siede dinanzi al caminetto e carica la pipa).

Filippo

(dopo aver spento) Buona notte.

Alessandro

Buona notte.

Filippo

(esce dal fondo).

Elisa

(si affaccia alla porta di destra).

Alessandro

Come? Sei ancora su? Ti credevo a lettoda un pezzo. (Un silenzio) Non ài sonno? Io ci vado, sai? (Un silenzio) Cosa vuoi?

Elisa

(umile) Niente.

Alessandro

Bè, buona notte.

Elisa

Alessandro....

Alessandro

Che?

Elisa

(viene a lui. Vorrebbe parlare, non ci riesce. Giuntagli vicino cade in ginocchio).

Alessandro

Cos'è? Cos'è?

Elisa

Alessandro.... perdonami.

Alessandro

È vent'anni che ti ò perdonato!

Elisa

Alessandro.... non ti chiedo nulla...... non ò nulla da chiederti.... Ti benedico.... ti venero.... Ma una grazia, oggi....

Alessandro

Una grazia?

Elisa

È un giorno terribile.... è un anniversario terribile.... lo so....

Alessandro

Alzati....

Elisa

No, lasciami così.... non posso stare che così davanti a te. Poco fa, dinanzi a tutti, ài dovuto baciarmi.... Ò tremato in quel momento.... mi sono sentita mancare....

Alessandro

Àlzati....

Elisa

(con orgasmo crescente) No!.... Alessandro.... non ne posso più.... non posso durarla così.... Vorrei morire, oggi..... Tanto, la mia vita non serve più a nulla. Eva è collocata.... è felice.... i miei doveri di madre sono compiuti.... Vorrei morire, ma perdonata.... (Alessandro fa per parlare) Un perdono vero, completo, tra noi due, non per la folla.... un perdono dinanzi a Dio!.... È vent'anni che espio.... mi avessi ammazzata, allora, mi avessi scacciata, avrei sofferto meno.... il supplizio e il castigo sarebbero stati meno crudeli.... Non mi lagno no.... Vorrei morire, oggi, perdonata....

Alessandro

Lo sei....

Elisa

(alzandosi, lagrimando) No! no! no!

Alessandro

(dolorosamente) Non tormentarmi.... non tormentarmi di più.... Fu un'orribile giornata oggi....

Elisa

E sia l'ultima! Alessandro, ò espiato, ò espiato tanto.... Ò i capelli grigi, guarda, sono vecchia, siamo vecchi, Alessandro....

(S'ode un susurro in anticamera. Alessandro, imponendo silenzio col gesto ad Elisa, tende l'orecchio. Poi va alla porta nel fondo, che si apre e appare Rocco).

Alessandro, Elisa, Rocco

Alessandro

Non siete andati alla fabbrica? Cosa c'è?

Rocco

(fa un passo avanti. È turbatissimo, tremante).

Alessandro

Cosa c'è'?! Il bambino sta male?

Rocco

No; no!

Alessandro

Allora? Di', parla! Cosa ài? Tremi? Una disgrazia?

Rocco

No, no!...

Alessandro

E come mai sei qui a quest'ora? Il fuoco alla fabbrica? Parla! Parla!

Rocco

Vorrei parlare a.... lei solo.

Alessandro

Perchè a me solo? Cosa è stato?

Rocco

Niente di grave. Credevo trovarla qui solo... Credevo che la signora...

Alessandro

(a Elisa) Vattene.

Elisa

No, rimango. È una disgrazia, Rocco? Riguarda noi? Ò il diritto di sapere, anch'io. Parlate in nome d'Iddio.

Alessandro

Cosa è stato? Cosa è stato? Rocco?

Rocco

Siamo tornati alla fabbrica. Siccome è festa non c'era nessuno, altro che Teresa, mia moglie, in portineria. Essa ci accoglie con grande stupore, spaurita. Il signor Giovanni l'interroga, Teresa risponde: “Credevo rimanesse più a lungo dal signor padrone.„ Mi parve di notare un gran turbamento sulla faccia del signor Giovanni, come un presentimento. Egli infilò le scale di furia....

Alessandro

Ebbene?!

Rocco

La signora Eva.... non c'era. Io non avevo ancora potuto interrogare Teresa che il signor Giovanni era abbasso di nuovo. Investe mia moglie così di furia, con tanta violenza.... essa si smarrisce.... una bestia! una donnicciuola da due soldi!... poteva dire.... far credere...

Alessandro

(violento) Via, via, al fatto!... (dà un'occhiata feroce a Elisa, poi di nuovo a Rocco) al fatto!

Rocco

Mia moglie gli risponde che la signora non è uscita dalla fabbrica. L'aveva vista avviarsi giù in fondo alla terza corte. Dietro il fabbricato delle macchine. Il signor Giovanni non ascolta più, si mette a correre all'impazzata, ma silenzioso, anzi colla preoccupazione di non far rumore. Io appresso. Che so? Temevo una disgrazia. Giunto alla porticina dell'orto che dà sul viottolo nei campi, la trova socchiusa. Si avvicina ancora, ma inciampa in qualcosa e produce un rumore. Allora si ode un grido al di fuori, e si sente qualcuno che fugge a precipizio per la campagna. Il signorGiovanni si precipita fuori della porticina. Lì dietro al muro di cinta....

Alessandro

Parla!

Rocco

C'era la signora Eva. Egli l'afferra e la spinge dentro.... Poi quello che è avvenuto non so.... Il signor Giovanni aveva perduto il lume degli occhi.... non l'ò mai visto così....

Elisa

L'à ammazzata?!

Rocco

No, no, signora.... Di male.... non glie ne à fatto. Fu una scena breve, violenta. La povera signorina pareva morisse di paura.... non diceva niente.... L'à trascinata sino in portineria, poi è corso su in casa, lui solo, è ridisceso con un velo della signora. Glie lo à buttato addosso e le à detto: “Torna a casa tua!„ Il cavallo non era ancora staccato.... mi à ordinato di condurre qui la signora.... ò dovuto ubbidire.

Elisa

(si è lasciata cadere sul divano, affranta, annichilita).

Alessandro

È qui?! (Si dirige alla porta).

Rocco

(trattenendolo) No, senta.... La scongiuro, pei suoi poveri morti....

Alessandro

Lasciami....

Rocco

Senta, io giurerei che è un equivoco.

Elisa

(con un fil di voce) Alessandro....

Alessandro

(le lancia un'occhiata terribile) Taci, tu!

Rocco

È un malinteso, creda.... Il signor Giovanni non l'à neppure lasciata parlare.... le à fatta una paura.... Oh! come invocava il suo bambino, dopo, durante la strada! Non può aver fatto nulla di male. Io non volevo neppure condurla qui.... ma cosa fare? dove andare? Io non so....

Alessandro

(che si è dominato un poco) Dille che salga....

Elisa

(si alza, fa per uscire) Vado io....

Alessandro

No!! (A Rocco) Dille che salga. C'è suo padre.... c'è sua madre, qui, non à nulla a temere. (Rocco si avvia) E tu.... bada! non una parola!

Rocco

Oh! signor padrone! (Esce).

Alessandro, ElisapoiEva

Alessandro

(appena è uscito Rocco, à un impeto di furore, si precipita verso Elisa che si accascia di nuovo sul divano. Sta per batterla, ma si frena) Come te, come te, maledetta! (Poi, alzando il pugno al cielo) Dio! sei ingiusto e spietato con me!

Eva

(appare al fondo. À un momento di trepidazione. Alessandro fa un passo verso di lei. Eva, paurosa, lo evita, e corre a buttarsi ai ginocchi di Elisa) Mamma, sono innocente, non ò fatto nulla di male. Mamma!

Alessandro

(violento, l'afferra per un braccio, la solleva) A me, a me, a tuo padre.... (Non sa frenare il furore, la piglia alle braccia, la scuote, sta per batterla, poi, con uno sforzo, l'abbandona,e si domina. Una piccola pausa) Non ora! Avrei paura di.... Vai! Entra là.... (Le addita la porta a destra) e aspettami.

Eva

(tituba, vorrebbe parlare).

Alessandro

(col gesto, imperiosamente, le impone di uscire. Eva si avvia. Cala la tela).

Fine del I. atto.


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