CCCXLIAnno diCristoCCCXLI. IndizioneXIV.Giuliopapa 5.CostanzoeCostanteimperadori 5.ConsoliAntonio MarcellinoePetronio Probino.Un'iscrizione che si legge nella mia Raccolta[Thes. Novus Inscript., pag. 377.], quando pur sia indubitata reliquia dell'antichità, ci assicura dei nomi di questi consoli, in addietro ignoti.Aurelio Celsinodal dì 25 di febbraio cominciò ad esercitare la prefettura di Roma. Sul fine di giugno diede Costanzo Augusto una legge in Lauriaco[L. 31, de Decurion., Cod. Theodos.], creduto dal Gotofredo luogo della Batavia, ma che più verisimilmente fu il Lauriaco, luogo insigne e colonia de' Romani, posta alle parti superiori del Danubio. Era questo principe divenuto signor delle Gallie, e colà dovette accorrere[Idacius, in Fastis.], perchè i Franchi, passato il Reno, metteano a sacco le vicine contrade romane. Abbiamo da san Girolamo[Hieron., in Chron.]che seguironofra que' Barbari e le armate di Costante varii combattimenti, ma senza dichiararsi la fortuna per alcuna delle parti. Libanio[Liban., Orat. III.], descrivendo a lungo i costumi e il genio de' Franchi d'allora, li dipinge per gente turbolenta ed inquieta, a cui il riposo riusciva un supplizio. Solamente nell'anno seguente ebbe fine questa guerra. Tanto il medesimo san Girolamo che Idacio mettono sotto il presente anno spaventosi tremuoti che fecero traballare moltissime città dell'Oriente. Tennero in quest'anno gli ariani un conciliabolo in Antiochia, per alterare i decreti sacrosanti del concilio niceno. Appena terminata fu la sacrilega loro assemblea, che il tremuoto cominciò a scuotere orribilmente la misera città, siccome attestano Socrate[Socrates, Histor., lib. 2, cap. 11.]e Sozomeno[Sozomenus, Histor., lib. 3, cap. 6.], e quasi per un anno si andarono sentendo varie altre scosse. Non parla Teofane[Theophanes, in Chronogr.]se non di tre giorni, ne' quali probabilmente quella città fu in maggior pericolo. Lo stesso autore nota che circa questi tempiCostanzoAugusto cinse di forti mura e fortificò in altre guise Amida, città della Mesopotamia,situata presso il fiume Tigri, acciocchè servisse di antemurale contro ai Persiani. Ammiano[Ammianus, Histor., lib. 18, cap. 9.], scrittore di maggior credito, all'incontro, scrive che molto prima d'ora, cioè vivente ancora il padre, Costanzo Cesare con torri e mura fece divenir quel luogo un'importante fortezza, di cui sempre più crebbe la popolazione e la fama ne' tempi susseguenti. Durava tuttavia la guerra coi Persiani, ovvero, se Socrate[Socrat., Histor., lib. 2, cap. 25.]non s'inganna, essa ebbe principio in questi medesimi tempi; ma quali azioni militari si facessero, non è pervenuto a nostra notizia. Già abbiam detto che Costantino il Grande con varii editti e in altre guise si studiò di abolir le superstizioni del paganesimo, distrusse moltissimi templi de' gentili, vietò gli empii loro sagrifizii: il che vien confermato da Socrate[Idem, ibid., lib. 1, cap. 8.], da Teodoreto[Theodoret., in Histor. Eccl.], da Teofane[Theoph., Chronogr.]e da altri. Ma lo svellere dal cuore di tanta gente gli antichi errori e riti, difficil cosa riusciva nella pratica.CostanteAugusto nell'anno presente, siccome principe di massime cattoliche e di zelo cristiano, per eseguire eziandio ciò che il padre gli avea premurosamente raccomandato, pubblicò una legge, con cui, confermando gli editti paterni[L. 2, de Paganis., Cod. Theod.], sotto rigorose pene abolisce i sagrifizii de' pagani, e per conseguenza ancora il culto degl'idoli. Siffatti editti, e l'esempio de' principi seguaci della legge di Cristo, furono quegli arieti che diedero un gran tracollo al gentilesimo, con ridurlo a poco a poco all'ultima rovina. Ma se ad occhio veniva meno la falsa religion de' pagani, per cura massimamente dell'Augusto Costante, andavano ben crescendo in questi tempi le forze dell'arianismo in Oriente con discapito della Chiesa cattolica, per la protezion che avea preso di quella fazione l'Augusto Costanzo. Le insignisedie episcopali di Alessandria, Antiochia e Costantinopoli vennero in questi tempi occupate da' vescovi ariani[Socrat., lib. 5, cap. 7. Theoph. Cedr.]: e tutte le chiese d'essa città di Costantinopoli caddero in poter de' medesimi eretici. Ma intorno a ciò è da consultare la storia ecclesiastica. Grande solennità nel presente anno fu fatta in Antiochia per la dedicazione di questa magnifica cattedrale, cominciata da Costantino il Grande, e compiuta solamente ora per cura del suddetto imperadore Costanzo.
Consoli
Antonio MarcellinoePetronio Probino.
Un'iscrizione che si legge nella mia Raccolta[Thes. Novus Inscript., pag. 377.], quando pur sia indubitata reliquia dell'antichità, ci assicura dei nomi di questi consoli, in addietro ignoti.Aurelio Celsinodal dì 25 di febbraio cominciò ad esercitare la prefettura di Roma. Sul fine di giugno diede Costanzo Augusto una legge in Lauriaco[L. 31, de Decurion., Cod. Theodos.], creduto dal Gotofredo luogo della Batavia, ma che più verisimilmente fu il Lauriaco, luogo insigne e colonia de' Romani, posta alle parti superiori del Danubio. Era questo principe divenuto signor delle Gallie, e colà dovette accorrere[Idacius, in Fastis.], perchè i Franchi, passato il Reno, metteano a sacco le vicine contrade romane. Abbiamo da san Girolamo[Hieron., in Chron.]che seguironofra que' Barbari e le armate di Costante varii combattimenti, ma senza dichiararsi la fortuna per alcuna delle parti. Libanio[Liban., Orat. III.], descrivendo a lungo i costumi e il genio de' Franchi d'allora, li dipinge per gente turbolenta ed inquieta, a cui il riposo riusciva un supplizio. Solamente nell'anno seguente ebbe fine questa guerra. Tanto il medesimo san Girolamo che Idacio mettono sotto il presente anno spaventosi tremuoti che fecero traballare moltissime città dell'Oriente. Tennero in quest'anno gli ariani un conciliabolo in Antiochia, per alterare i decreti sacrosanti del concilio niceno. Appena terminata fu la sacrilega loro assemblea, che il tremuoto cominciò a scuotere orribilmente la misera città, siccome attestano Socrate[Socrates, Histor., lib. 2, cap. 11.]e Sozomeno[Sozomenus, Histor., lib. 3, cap. 6.], e quasi per un anno si andarono sentendo varie altre scosse. Non parla Teofane[Theophanes, in Chronogr.]se non di tre giorni, ne' quali probabilmente quella città fu in maggior pericolo. Lo stesso autore nota che circa questi tempiCostanzoAugusto cinse di forti mura e fortificò in altre guise Amida, città della Mesopotamia,situata presso il fiume Tigri, acciocchè servisse di antemurale contro ai Persiani. Ammiano[Ammianus, Histor., lib. 18, cap. 9.], scrittore di maggior credito, all'incontro, scrive che molto prima d'ora, cioè vivente ancora il padre, Costanzo Cesare con torri e mura fece divenir quel luogo un'importante fortezza, di cui sempre più crebbe la popolazione e la fama ne' tempi susseguenti. Durava tuttavia la guerra coi Persiani, ovvero, se Socrate[Socrat., Histor., lib. 2, cap. 25.]non s'inganna, essa ebbe principio in questi medesimi tempi; ma quali azioni militari si facessero, non è pervenuto a nostra notizia. Già abbiam detto che Costantino il Grande con varii editti e in altre guise si studiò di abolir le superstizioni del paganesimo, distrusse moltissimi templi de' gentili, vietò gli empii loro sagrifizii: il che vien confermato da Socrate[Idem, ibid., lib. 1, cap. 8.], da Teodoreto[Theodoret., in Histor. Eccl.], da Teofane[Theoph., Chronogr.]e da altri. Ma lo svellere dal cuore di tanta gente gli antichi errori e riti, difficil cosa riusciva nella pratica.CostanteAugusto nell'anno presente, siccome principe di massime cattoliche e di zelo cristiano, per eseguire eziandio ciò che il padre gli avea premurosamente raccomandato, pubblicò una legge, con cui, confermando gli editti paterni[L. 2, de Paganis., Cod. Theod.], sotto rigorose pene abolisce i sagrifizii de' pagani, e per conseguenza ancora il culto degl'idoli. Siffatti editti, e l'esempio de' principi seguaci della legge di Cristo, furono quegli arieti che diedero un gran tracollo al gentilesimo, con ridurlo a poco a poco all'ultima rovina. Ma se ad occhio veniva meno la falsa religion de' pagani, per cura massimamente dell'Augusto Costante, andavano ben crescendo in questi tempi le forze dell'arianismo in Oriente con discapito della Chiesa cattolica, per la protezion che avea preso di quella fazione l'Augusto Costanzo. Le insignisedie episcopali di Alessandria, Antiochia e Costantinopoli vennero in questi tempi occupate da' vescovi ariani[Socrat., lib. 5, cap. 7. Theoph. Cedr.]: e tutte le chiese d'essa città di Costantinopoli caddero in poter de' medesimi eretici. Ma intorno a ciò è da consultare la storia ecclesiastica. Grande solennità nel presente anno fu fatta in Antiochia per la dedicazione di questa magnifica cattedrale, cominciata da Costantino il Grande, e compiuta solamente ora per cura del suddetto imperadore Costanzo.