CDLXI

CDLXIAnno diCristoCDLXI. IndizioneXIV.Ilariopapa 1.Leoneimperadore 5.Severoimperadore 1.ConsoliSeverinoeDagalaifo.Severinofu console per l'imperio occidentale,Dagalaifoper l'orientale. Secondo Teofane[Theoph., in Chronogr.], questi era figliuolo d'Ariobindogenerale d'armata sotto Teodosio minore, e stato console nell'anno 454. Per quanto si ricava da una lettera di Apollinare[Sidon., lib. 1, ep. 11.], Majoriano Augusto era già tornato dalla Spagna nelle Gallie. Ed anche Idacio[Idacius, in Chronic.]lasciò scritto, non so se sul fine del precedente anno o nel principio del presente, ch'esso Augusto s'era messo in viaggio verso l'Italia. Ma si dovette fermare ad Arles nella Gallia, perchè Sidonio suddetto racconta d'essere intervenuto ad un solenne convito di esso imperadore in quella città, e ai giuochicircensi, probabilmente celebrati per l'anno quinquennale d'esso imperadore, che ebbe principio nel primo dì d'aprile dell'anno corrente. Di là passò il buono, ma infelice Augusto in Italia, e venne a trovar la morte.Ricimere, Barbaro di nazione, ed ariano di credenza, appellato in una legge a lui indirizzata dallo stesso Majoriano,conte, generale delle armate e patrizio, quel medesimo che aveva cooperato alla di lui esaltazione, e faceva la prima figura dopo lui nell'imperio di Occidente: quegli fu che, mosso da invidia verso di un principe cattolico, e di tanto senno ed attività, attizzato anche da altre malvagie persone, congiurò conSeveropatrizio per levarlo di vita. Non sì tosto fu giunto Majoriano a Tortona, che Ricimere coll'esercito sotto specie di onore venne a trovarlo; e disposte tutte le cose, per quanto s'ha dal Cronologo pubblicato dal Cuspiniano[Chronologus Cuspiniani.]e dal Panvinio, nel dì 2 d'agosto l'obbligò colla forza a deporre la porpora; e poscia condottolo al fiume Iria, dove al presente è Voghera, una voltaVicus Iriae, quivi nel dì 7 del medesimo mese barbaramente gli tolse la vita. Procopio[Procop., de Bell. Vandal., lib. 1, cap. 8.]il fa morto di dissenteria, dopo averlo sommamente lodato per le sue virtù. Ma di un male più spedito che quello della dissenteria perì questo degnissimo principe. Null'altra particolarità di questa iniqua azione ci è stata conservata dall'antica istoria. Credette il cardinal Baronio[Baron., Annal. Eccl.]che la sua morte seguisse pressoa Dertona città della Spagna; ma egli confuseDertosadi Spagna conDertonadella Liguria, colonia dei Romani, oggidì chiamataTortona. L'indegnoSevero, appellato da alcuniSeveriano, a segreta requisizione di cui fu commessa tanta iniquità, non usurpò già subito l'imperio. Volle probabilmente prima scandagliare l'animo di Leone imperador d'Oriente, e guadagnar i voti del senato romano, giacchènon gli mancavano quei dell'esercito. Finalmente nel dì 19 di novembre dell'anno presente egli fu dichiarato imperadore in Ravenna. Idacio scrive, col consentimento del senato. Costui da Cassiodoro[Cassiod., in Chron.]è chiamatonatione Lucanus, cioè di quella provincia che oggidì nel regno di Napoli si chiama Basilicata. Nè apparisce quai gradi illustri egli avesse fin allora goduti. Nelle medaglie[Mediobarb., Numismat. Imperat.]presso il Mezzabarba egli è chiamato D. N. LIBIUS SEVERUS P. F. AUG., e non giàVibius, come il padre Pagi[Pagius, in Crit. Baron.]ha creduto.Libiussembra detto in vece diLivius. Venne in quest'anno a mancare di vitasan Leoneromano pontefice, uno de' più insigni pastori che abbia avuto la Chiesa di Dio, e a cui pochi altri vanno del pari. Pontefice per le sue eminenti virtù ed azioni, pel suo infaticabil zelo in difesa della vera religione, e per la maestosa sua eloquenza, ben degno del titolo di magno, ossia di grande, che neppure l'antichità gli ha negato. Pretende il padre Pagi che la sua morte accadesse nel dì 4 di novembre; e però la festa, che ora di lui facciamo nell'undecimo giorno di aprile, riguardi una traslazione del suo sacro corpo, e non già il tempo in cui finì di vivere al mondo. Dopo sette giorni di sede vacante ebbe per successoreIlario, di nazione Sardo, che già fu inviato a Costantinopoli legato da san Leone nell'anno 449 al concilio d'Efeso, che poi terminò in uno scandaloso conciliabolo. Questi appena consecrato[Anastas., in Vit. Hilarii.]spedì le sue circolari per tutta la cristianità con quivi condannare Nestorio ed Eutichete, ed approvare i concili niceno, efesino e calcedonese, e le opere di san Leone suo antecessore. Nulla dice il cardinal Baronio intorno all'aver egli tralasciato il costantinopolitano, che pur fu universale. Così già non fece san Gregorio Magno.

Consoli

SeverinoeDagalaifo.

Severinofu console per l'imperio occidentale,Dagalaifoper l'orientale. Secondo Teofane[Theoph., in Chronogr.], questi era figliuolo d'Ariobindogenerale d'armata sotto Teodosio minore, e stato console nell'anno 454. Per quanto si ricava da una lettera di Apollinare[Sidon., lib. 1, ep. 11.], Majoriano Augusto era già tornato dalla Spagna nelle Gallie. Ed anche Idacio[Idacius, in Chronic.]lasciò scritto, non so se sul fine del precedente anno o nel principio del presente, ch'esso Augusto s'era messo in viaggio verso l'Italia. Ma si dovette fermare ad Arles nella Gallia, perchè Sidonio suddetto racconta d'essere intervenuto ad un solenne convito di esso imperadore in quella città, e ai giuochicircensi, probabilmente celebrati per l'anno quinquennale d'esso imperadore, che ebbe principio nel primo dì d'aprile dell'anno corrente. Di là passò il buono, ma infelice Augusto in Italia, e venne a trovar la morte.Ricimere, Barbaro di nazione, ed ariano di credenza, appellato in una legge a lui indirizzata dallo stesso Majoriano,conte, generale delle armate e patrizio, quel medesimo che aveva cooperato alla di lui esaltazione, e faceva la prima figura dopo lui nell'imperio di Occidente: quegli fu che, mosso da invidia verso di un principe cattolico, e di tanto senno ed attività, attizzato anche da altre malvagie persone, congiurò conSeveropatrizio per levarlo di vita. Non sì tosto fu giunto Majoriano a Tortona, che Ricimere coll'esercito sotto specie di onore venne a trovarlo; e disposte tutte le cose, per quanto s'ha dal Cronologo pubblicato dal Cuspiniano[Chronologus Cuspiniani.]e dal Panvinio, nel dì 2 d'agosto l'obbligò colla forza a deporre la porpora; e poscia condottolo al fiume Iria, dove al presente è Voghera, una voltaVicus Iriae, quivi nel dì 7 del medesimo mese barbaramente gli tolse la vita. Procopio[Procop., de Bell. Vandal., lib. 1, cap. 8.]il fa morto di dissenteria, dopo averlo sommamente lodato per le sue virtù. Ma di un male più spedito che quello della dissenteria perì questo degnissimo principe. Null'altra particolarità di questa iniqua azione ci è stata conservata dall'antica istoria. Credette il cardinal Baronio[Baron., Annal. Eccl.]che la sua morte seguisse pressoa Dertona città della Spagna; ma egli confuseDertosadi Spagna conDertonadella Liguria, colonia dei Romani, oggidì chiamataTortona. L'indegnoSevero, appellato da alcuniSeveriano, a segreta requisizione di cui fu commessa tanta iniquità, non usurpò già subito l'imperio. Volle probabilmente prima scandagliare l'animo di Leone imperador d'Oriente, e guadagnar i voti del senato romano, giacchènon gli mancavano quei dell'esercito. Finalmente nel dì 19 di novembre dell'anno presente egli fu dichiarato imperadore in Ravenna. Idacio scrive, col consentimento del senato. Costui da Cassiodoro[Cassiod., in Chron.]è chiamatonatione Lucanus, cioè di quella provincia che oggidì nel regno di Napoli si chiama Basilicata. Nè apparisce quai gradi illustri egli avesse fin allora goduti. Nelle medaglie[Mediobarb., Numismat. Imperat.]presso il Mezzabarba egli è chiamato D. N. LIBIUS SEVERUS P. F. AUG., e non giàVibius, come il padre Pagi[Pagius, in Crit. Baron.]ha creduto.Libiussembra detto in vece diLivius. Venne in quest'anno a mancare di vitasan Leoneromano pontefice, uno de' più insigni pastori che abbia avuto la Chiesa di Dio, e a cui pochi altri vanno del pari. Pontefice per le sue eminenti virtù ed azioni, pel suo infaticabil zelo in difesa della vera religione, e per la maestosa sua eloquenza, ben degno del titolo di magno, ossia di grande, che neppure l'antichità gli ha negato. Pretende il padre Pagi che la sua morte accadesse nel dì 4 di novembre; e però la festa, che ora di lui facciamo nell'undecimo giorno di aprile, riguardi una traslazione del suo sacro corpo, e non già il tempo in cui finì di vivere al mondo. Dopo sette giorni di sede vacante ebbe per successoreIlario, di nazione Sardo, che già fu inviato a Costantinopoli legato da san Leone nell'anno 449 al concilio d'Efeso, che poi terminò in uno scandaloso conciliabolo. Questi appena consecrato[Anastas., in Vit. Hilarii.]spedì le sue circolari per tutta la cristianità con quivi condannare Nestorio ed Eutichete, ed approvare i concili niceno, efesino e calcedonese, e le opere di san Leone suo antecessore. Nulla dice il cardinal Baronio intorno all'aver egli tralasciato il costantinopolitano, che pur fu universale. Così già non fece san Gregorio Magno.


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