CDLXIVAnno diCristoCDLXIV. IndizioneII.Ilariopapa 4.Leoneimperadore 8.Severoimperadore 4.ConsoliRusticoeFlavio Anicio Olibrio.Olibrio, che in quest'anno fu console, quel medesimo è che fu marito diPlacidiafigliuola di Valentiniano II imperadore; e lui ancora vedremo fra poco imperadore d'Occidente. Crede il padre Pagi[Pagius, Crit. Baron.]che amenduni questi consoli fossero dichiarati tali in Oriente, e può stare; perchè in fine Olibrio era senatore romano, quantunque dopo il sacco dato a Roma da Genserico egli si fosse ritirato a Costantinopoli. Non sarebbe nondimeno inverisimile, ch'egli se ne fosse prima di ora ritornato a Roma anche per solennizzare il suo consolato. Abbiamo vari autori, cioè Cassiodoro[Cassiodor., in Chron.], Marcellino conte[Marcell. Comes, in Chron.]e il Cronologo del Cuspiniano[Chronologus Cuspin.], i quali attestano che nel presente annoBeorgorre degli Alani, credendosi di far qualche grosso bottino o conquista, calò dalle Gallie in Italia con un poderoso esercito. Ma gli fu alla vitaRicimerepatrizio e generale dell'armi romane, e non già re, come ha il testo di Marcellino, ed avendolo colto presso a Bergamo al piè del monte, sbaragliò la sua gente; e in tal conflitto vi lasciò la vita lo stesso re barbaro. Giordano istorico[Jordan., de Reb. Get., cap. 45.]rapporta questo fatto ai tempi d'Antemio imperadore, cioè al 467. Da lì innanzi non fecero più figura gli Alani, e pare che mancasse con questo re il regno loro. Dicemmo disopra all'anno 456 cheChildericore de' Franchi, venuto in odio al suo popolo per le violenze della sua disonestà, fu forzato a fuggirsene nella Toringia. Secondochè s'ha da GregorioTuronense[Gregor. Turonensis, lib. 2, cap. 12.], avea egli lasciatoViomado, persona fedele, che procurasse di raddolcire gli animi de' Franchi, i quali poco dopo presero per loro reEgidio[Gesta Reg. Franc., tom. 1 Du-Chesne.]conte, generale de' Romani nelle Gallie, mentovato all'anno precedente. Questo Viomado con dare a Childerico la metà d'una moneta tagliata per mezzo, gli disse di non tornar prima, se non gli era recata l'altra metà per ordine suo. E così avvenne dopo otto anni d'esilio. Viomado consigliò ad Egidio cose che il misero in disgrazia del popolo; ed allora spedì a Childerico la consaputa mezza moneta, con cui gli fece intendere la buona disposizione dei suoi popoli. Pertanto egli comparve fra loro, e fu da una parte d'essi ben accolto e rimesso in trono. Egidio conte tenne saldo finchè potè, e seguinne guerra fra loro, nella quale egli restò in fine perditore, e gli convenne ritirarsi. Vittore Tunonense[Victor Turonensis, in Chron.]mette in quest'anno la morte di Genserico re de' Vandali; ma questa succedette molti anni dipoi.
Consoli
RusticoeFlavio Anicio Olibrio.
Olibrio, che in quest'anno fu console, quel medesimo è che fu marito diPlacidiafigliuola di Valentiniano II imperadore; e lui ancora vedremo fra poco imperadore d'Occidente. Crede il padre Pagi[Pagius, Crit. Baron.]che amenduni questi consoli fossero dichiarati tali in Oriente, e può stare; perchè in fine Olibrio era senatore romano, quantunque dopo il sacco dato a Roma da Genserico egli si fosse ritirato a Costantinopoli. Non sarebbe nondimeno inverisimile, ch'egli se ne fosse prima di ora ritornato a Roma anche per solennizzare il suo consolato. Abbiamo vari autori, cioè Cassiodoro[Cassiodor., in Chron.], Marcellino conte[Marcell. Comes, in Chron.]e il Cronologo del Cuspiniano[Chronologus Cuspin.], i quali attestano che nel presente annoBeorgorre degli Alani, credendosi di far qualche grosso bottino o conquista, calò dalle Gallie in Italia con un poderoso esercito. Ma gli fu alla vitaRicimerepatrizio e generale dell'armi romane, e non già re, come ha il testo di Marcellino, ed avendolo colto presso a Bergamo al piè del monte, sbaragliò la sua gente; e in tal conflitto vi lasciò la vita lo stesso re barbaro. Giordano istorico[Jordan., de Reb. Get., cap. 45.]rapporta questo fatto ai tempi d'Antemio imperadore, cioè al 467. Da lì innanzi non fecero più figura gli Alani, e pare che mancasse con questo re il regno loro. Dicemmo disopra all'anno 456 cheChildericore de' Franchi, venuto in odio al suo popolo per le violenze della sua disonestà, fu forzato a fuggirsene nella Toringia. Secondochè s'ha da GregorioTuronense[Gregor. Turonensis, lib. 2, cap. 12.], avea egli lasciatoViomado, persona fedele, che procurasse di raddolcire gli animi de' Franchi, i quali poco dopo presero per loro reEgidio[Gesta Reg. Franc., tom. 1 Du-Chesne.]conte, generale de' Romani nelle Gallie, mentovato all'anno precedente. Questo Viomado con dare a Childerico la metà d'una moneta tagliata per mezzo, gli disse di non tornar prima, se non gli era recata l'altra metà per ordine suo. E così avvenne dopo otto anni d'esilio. Viomado consigliò ad Egidio cose che il misero in disgrazia del popolo; ed allora spedì a Childerico la consaputa mezza moneta, con cui gli fece intendere la buona disposizione dei suoi popoli. Pertanto egli comparve fra loro, e fu da una parte d'essi ben accolto e rimesso in trono. Egidio conte tenne saldo finchè potè, e seguinne guerra fra loro, nella quale egli restò in fine perditore, e gli convenne ritirarsi. Vittore Tunonense[Victor Turonensis, in Chron.]mette in quest'anno la morte di Genserico re de' Vandali; ma questa succedette molti anni dipoi.