CDLXV

CDLXVAnno diCristoCDLXV. IndizioneIII.Ilariopapa 5.Leoneimperadore 9.Severoimperadore 5.ConsoliFlavio BasiliscoedErmenerico.Amendue questi consoli furono creati da Leone imperadore d'Oriente:Basiliscoperchè era fratello diVerinaimperadrice, moglie d'esso Leone, uomo che divenne poi famoso per le sue iniquità;Ermenericoera figliuolo d'Asparepatrizio e generale delle armi in Oriente, colla cui spada vedemmo che Leone era salito all'imperio. In quest'anno nel dì primo di settembre, o pur nel secondo, per attestato di Marcellino conte[Marcell. Comes, in Chron.]e dalla Cronica Alessandrina[Chron. Alexandrinum.], succedette unospaventoso incendio in Costantinopoli. Nella Vita di san Daniele Stilita[Apud Surium ad diem 11 decembris.]si racconta, che il fuoco prese e consumò la maggior parte dell'augusta città, con durar sette giorni, e ridurre in una massa di pietre infinite case, palagi e chiese. Evagrio[Evagr., lib. 2, cap. 13.]ci dipinge anche più grande quest'eccidio. Bisogna credere che le case fossero la maggior parte di legno, come dicono che son tuttavia, per la poca comodità che è in quelle parti, di materiali da fabbricare. E però Zenone successor di Leone ordinò poi che le case nuove si facessero in isola, con lasciar dodici piedi di spazio tra l'una e l'altra: il che tuttavia si suol praticare da molti Turchi non tanto per magnificenza, quanto per difendersi dagli incendii. Abbiamo inoltre da Idacio[Idacius, in Chron.]sotto il presente anno (se pure non fu nel precedente), che, secondo il suo costume, l'armata navale di Genserico re de' Vandali passò dall'Africa in Sicilia a farvi i soliti saccheggi. Ma per buona ventura si trovò ritornato al governo di quell'isolaMarcellino, ossiaMarcelliano, uomo valoroso, del quale abbiamo parlato di sopra. Questi sì coraggiosamente con quelle milizie che potè raccogliere fece testa a quei Barbari, che, dopo averne messi non pochi a fil di spada, il rimanente fu costretto a mettere la sua salvezza nella fuga. IntantoSeveroimperadore, dopo aver regnato quasi quattro anni, nel dì 15 d'agosto diede fine ai suoi giorni e al suo imperio, secondo la testimonianza della Cronica pubblicata dal Cuspiniano[Chronologus Cuspiniani.]e dal Panvinio; e ciò vien confermato da Idacio, da Marcellino conte e da altri scrittori. Giordano[Jordan., de Regnor. success.]istorico il tratta da tiranno. E benchè gli altri il dicano mancato di morte naturale, pure Cassiodoro[Cassiod., in Chron.], persona che merita quimolta considerazione, scrive essere stata fama ch'egli per frode diRicimerepatrizio morisse di veleno. Noi per altro sappiamo poco de' fatti suoi; ma se cosa alcuna di luminoso avesse operato, verisimilmente ne avremmo qualche lume dalla storia, per altro scarsa e meschina in questi tempi. Venne anche a morte probabilmente nell'anno presenteEgidioconte e generale dell'armata romana nelle Gallie, di cui s'è favellato ne' precedenti anni. Idacio a noi il rappresenta come personaggio dotato di rare virtù, e scrive che alcuni l'asserivano morto per insidie a lui tese, ed altri per veleno. Dall'autore delle Gesta de' Franchi[Gesta Francor., tom. 1 Du-Chesne.]è chiamatodux Romanorum, tyrannus, perchè i Franchi, siccome abbiamo veduto, dopo il ritorno di Childerico re loro, avevano cacciato esso Egidio, e il riguardavano con occhio bieco. Aggiugne il medesimo autore che i Franchi circa questi tempi presero la città di Colonia con grande strage de' Romani, cioè della parte d'Egidio, il quale potè appena salvarsi, e poco dopo morì, con lasciare un figliuolo per nomeSiagrio. Questi prese il generalato, e mise la sua residenza in Soissons. Ma i Franchi, che non più erano ritenuti dal timore d'Egidio, ed aveano già passato il Reno e desolata più che non era prima la città di Treveri, si mossero con un potente esercito, e vennero fino ad Orleans, con dare guasto a tutto il paese. Da un'altra parte sboccò pure nelle Gallie per mareOdoacreduca de' Sassoni, e giunse fino alla città d'Angiò, con uccidervi molto popolo, e ricevere ostaggi da quella e da altre città. Childerico coi Franchi, nel tornare indietro da Orleans, s'impadronì della stessa città d'Angiò, essendo restato morto in quella occasionePaoloconte governatore di essa città. Ma qui non son ristrette tutte le calamità delle Gallie. Idacio[Idacius, in Chron.]aggiugne, che dopo esser mancato di vita il prode Egidio conte, ancora i Goti abitanti in quella che oggidì chiamiamoLinguadoca, sotto il re Teoderico, s'avventarono anch'essi addosso alle provincie romane, che prima erano sotto il governo d'Egidio. Gregorio Turonense[Gregor. Turon., lib. 2, cap. 18.]fa anch'egli menzione di queste turbolenze, con aggiugnere, che Paolo conte insieme coi Romani e Franchi mosse guerra ai Goti: ma ch'esso Paolo fu tagliato a pezzi nella presa d'Angiò fatta dai Franchi medesimi. Scrive di più, che i Britanni furono cacciati fuori della provincia del Berry, con esserne stati uccisi non pochi. Notizia che ci fa intendere come era già venuta della gran Bretagna a cercar ricovero nelle Gallie una copiosa moltitudine di que' popoli, giacchè i Sassoni entrati in quell'isola faceano guerra troppo fiera agli antichi abitanti. Questi poi col tempo diedero il nome diBretagna minorea quel paese dove si stabilirono, e tuttavia ritengono buona parte del linguaggio degli antichissimi Britanni.

Consoli

Flavio BasiliscoedErmenerico.

Amendue questi consoli furono creati da Leone imperadore d'Oriente:Basiliscoperchè era fratello diVerinaimperadrice, moglie d'esso Leone, uomo che divenne poi famoso per le sue iniquità;Ermenericoera figliuolo d'Asparepatrizio e generale delle armi in Oriente, colla cui spada vedemmo che Leone era salito all'imperio. In quest'anno nel dì primo di settembre, o pur nel secondo, per attestato di Marcellino conte[Marcell. Comes, in Chron.]e dalla Cronica Alessandrina[Chron. Alexandrinum.], succedette unospaventoso incendio in Costantinopoli. Nella Vita di san Daniele Stilita[Apud Surium ad diem 11 decembris.]si racconta, che il fuoco prese e consumò la maggior parte dell'augusta città, con durar sette giorni, e ridurre in una massa di pietre infinite case, palagi e chiese. Evagrio[Evagr., lib. 2, cap. 13.]ci dipinge anche più grande quest'eccidio. Bisogna credere che le case fossero la maggior parte di legno, come dicono che son tuttavia, per la poca comodità che è in quelle parti, di materiali da fabbricare. E però Zenone successor di Leone ordinò poi che le case nuove si facessero in isola, con lasciar dodici piedi di spazio tra l'una e l'altra: il che tuttavia si suol praticare da molti Turchi non tanto per magnificenza, quanto per difendersi dagli incendii. Abbiamo inoltre da Idacio[Idacius, in Chron.]sotto il presente anno (se pure non fu nel precedente), che, secondo il suo costume, l'armata navale di Genserico re de' Vandali passò dall'Africa in Sicilia a farvi i soliti saccheggi. Ma per buona ventura si trovò ritornato al governo di quell'isolaMarcellino, ossiaMarcelliano, uomo valoroso, del quale abbiamo parlato di sopra. Questi sì coraggiosamente con quelle milizie che potè raccogliere fece testa a quei Barbari, che, dopo averne messi non pochi a fil di spada, il rimanente fu costretto a mettere la sua salvezza nella fuga. IntantoSeveroimperadore, dopo aver regnato quasi quattro anni, nel dì 15 d'agosto diede fine ai suoi giorni e al suo imperio, secondo la testimonianza della Cronica pubblicata dal Cuspiniano[Chronologus Cuspiniani.]e dal Panvinio; e ciò vien confermato da Idacio, da Marcellino conte e da altri scrittori. Giordano[Jordan., de Regnor. success.]istorico il tratta da tiranno. E benchè gli altri il dicano mancato di morte naturale, pure Cassiodoro[Cassiod., in Chron.], persona che merita quimolta considerazione, scrive essere stata fama ch'egli per frode diRicimerepatrizio morisse di veleno. Noi per altro sappiamo poco de' fatti suoi; ma se cosa alcuna di luminoso avesse operato, verisimilmente ne avremmo qualche lume dalla storia, per altro scarsa e meschina in questi tempi. Venne anche a morte probabilmente nell'anno presenteEgidioconte e generale dell'armata romana nelle Gallie, di cui s'è favellato ne' precedenti anni. Idacio a noi il rappresenta come personaggio dotato di rare virtù, e scrive che alcuni l'asserivano morto per insidie a lui tese, ed altri per veleno. Dall'autore delle Gesta de' Franchi[Gesta Francor., tom. 1 Du-Chesne.]è chiamatodux Romanorum, tyrannus, perchè i Franchi, siccome abbiamo veduto, dopo il ritorno di Childerico re loro, avevano cacciato esso Egidio, e il riguardavano con occhio bieco. Aggiugne il medesimo autore che i Franchi circa questi tempi presero la città di Colonia con grande strage de' Romani, cioè della parte d'Egidio, il quale potè appena salvarsi, e poco dopo morì, con lasciare un figliuolo per nomeSiagrio. Questi prese il generalato, e mise la sua residenza in Soissons. Ma i Franchi, che non più erano ritenuti dal timore d'Egidio, ed aveano già passato il Reno e desolata più che non era prima la città di Treveri, si mossero con un potente esercito, e vennero fino ad Orleans, con dare guasto a tutto il paese. Da un'altra parte sboccò pure nelle Gallie per mareOdoacreduca de' Sassoni, e giunse fino alla città d'Angiò, con uccidervi molto popolo, e ricevere ostaggi da quella e da altre città. Childerico coi Franchi, nel tornare indietro da Orleans, s'impadronì della stessa città d'Angiò, essendo restato morto in quella occasionePaoloconte governatore di essa città. Ma qui non son ristrette tutte le calamità delle Gallie. Idacio[Idacius, in Chron.]aggiugne, che dopo esser mancato di vita il prode Egidio conte, ancora i Goti abitanti in quella che oggidì chiamiamoLinguadoca, sotto il re Teoderico, s'avventarono anch'essi addosso alle provincie romane, che prima erano sotto il governo d'Egidio. Gregorio Turonense[Gregor. Turon., lib. 2, cap. 18.]fa anch'egli menzione di queste turbolenze, con aggiugnere, che Paolo conte insieme coi Romani e Franchi mosse guerra ai Goti: ma ch'esso Paolo fu tagliato a pezzi nella presa d'Angiò fatta dai Franchi medesimi. Scrive di più, che i Britanni furono cacciati fuori della provincia del Berry, con esserne stati uccisi non pochi. Notizia che ci fa intendere come era già venuta della gran Bretagna a cercar ricovero nelle Gallie una copiosa moltitudine di que' popoli, giacchè i Sassoni entrati in quell'isola faceano guerra troppo fiera agli antichi abitanti. Questi poi col tempo diedero il nome diBretagna minorea quel paese dove si stabilirono, e tuttavia ritengono buona parte del linguaggio degli antichissimi Britanni.


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