CDLXIXAnno diCristoCDLXIX. IndizioneVII.Simpliciopapa 2.Leoneimperadore 13.Antemioimperadore 3.ConsoliMarcianoeZenone.Il primo di questi consoli, cioèMarciano, era figliuolo di Antemio Augusto. Il secondo, cioèZenone, era genero di Leone imperadore, perchè marito diAriannafigliuola d'esso Augusto, e godeva la dignità di duca dell'Oriente. Nel precedente anno, o pur nel presente, Leone Augusto dichiaròCesareuno de' figliuoli d'Aspare, per nomePatricio, chiamato da altriPatriciolo: titolo che istradava alla succession dell'imperio e recava seco una partecipazione dell'autorità e del comando; perciocchè ancora i Cesari portavano la porpora e l'altre insegne dell'imperio, a riserva della corona d'oro, come si ha da Metafraste[Metaphrastes, in Vita s. Marcelli Archimandritae.]. Per quanto scrive Teofane[Theoph., in Chronog.], ciò fu fatto da Leone, perchè questa beneficenza servisse a ritirar suo padre dall'eresia d'Ario, e a maggiormente impegnarlo nel buon servigio dell'imperio. Dopo di che esso Patricio fu inviato con apparato di gran magnificenza ad Alessandria. Gli fu anche promessa in moglieLeonziafigliuola d'esso imperador Leone. Il cardinal Baronio all'anno precedente fa una querela contra d'esso Augusto, perch'egli tenesse in corte e tollerasseAspare, uomo ariano e traditore: dal che procedette l'infelice successo della spedizione in Africa. Ma conviene osservare meglio la positura di quei tempi ed affari. Talmente era cresciuta e salita in alto la potenza d'Asparein Oriente e quella diRicimerein Occidente, che faceva paura agli stessi imperadori, perchè costoro aveano gran partito, e specialmente alla lor divozione stavano glieserciti, composti in buona parte di Barbari, cioè della nazione d'essi due Patrizii. Però bisognava inghiottir molte cose disgustose e camminar con destrezza, perchè troppo pericoloso si scorgeva il voler opprimere questi domestici serpenti. Vedremo in breve quanto costasse ad Antemio Augusto l'essersi dichiarato mal soddisfatto di Ricimere, senza prender meglio le sue misure. Perciò per politica necessità s'indusse Leone Augusto a promuovere alla dignità cesarea Patricio figliuolo d'Aspare, a fine di guadagnarsi la benevolenza di suo padre, come scrive Evagrio[Evagr., lib. 2, cap. 16.], oppur di addormentarlo con questo boccone, e di far poi quello che diremo più sotto. Lo stesso cardinal annalista, citando la vita di san Marcello archimandrita, che espressamente racconta la soverchia potenza diAsparee diArdaburiosuo figliuolo, e come per necessità di Leone condiscese a crear Cesare il fratello d'esso Ardaburio, poteva ancora conoscere che Leone Augusto non volontariamente sofferiva quegli eretici, e che per forza si accomodava ai tempi, con aspettar miglior congiuntura di liberarsi da coloro. Aggiungasi ciò che vien narrato da Cedreno[Cedrenus, in Hist.], cioè che avendo Leone sui principii del suo governo promesso ad Aspare di far prefetto di Costantinopoli una persona da lui raccomandata, ne fece poi un'altra. Non andò molto che Aspare insolentemente presa la veste dell'imperadore, gli disse:Non è conveniente che dica bugie chi va ammantato di questa porpora. Al che Leone rispose:Ma è anche conveniente che un imperadore non ceda, nè sia suggetto ad alcuno, massimamente con incomodo e danno del pubblico. Tuttavia per meglio conoscere che non fu già un buon volere, ma sì bene un tiro politico di Leone l'innalzamento di questo giovane, s'ha eziandio da ricordare ch'essoPatricio, non men del padre e degli altri suoi fratelli, era di setta ariano; e perciò uditosiin Costantinopoli che Leone disegnava di crearlo Cesare, si sollevò un tumulto, e san Marcello archimandrita[Surius, in Vita s. Marcelli Archimandritae. Zonar., in Histor.], alla testa d'un corpo di buoni cattolici, andò a fare istanza ad esso imperadore che Patricio abbracciasse la vera religione, o lasciasse la dignità cesarea. Lo promise Leone, principe sommamente cattolico; ma, siccome osserva l'autore della vita di quel santo abbate, l'imperadorecedebat tempori Asparis et Ardaburii, e covava pensieri, che dipoi vennero alla luce. Intanto i Barbari, cioè gli Unni, infestavano la Tracia; e però contra d'essi fu spedito da Leone con competente esercitoZenonesuo genero per metterli in dovere. Ma non piacque una tale elezione ad Aspare per gelosia, cioè per timore che Zenone potesse contrastare a suo figliuolo la succession dell'imperio dopo la morte del suocero Augusto. Perciò segretamente concertò coi soldati di farlo uccidere; ma il colpo non venne fatto. Zenone, accortosi della trama, se ne fuggì a Serdica città della Dacia novella. Questo affare fece maggiormente crescere i sospetti dell'imperadore contra di Aspare. Una bella legge[L. 31. C. de Episcop. et Cleric.]fu pubblicata in quest'anno dal medesimo Augusto contra qualunque simoniacamente salisse ad un vescovato, con prescrivere la forma già stabilita nei canoni di eleggere i vescovi e dichiarare privato di tale onore, reo di lesa maestà, e perpetuamente infame, chi con regali si procacciasse una sedia episcopale, o eleggesse o consacrasse per denari alcuno. In questi giorni, o poco appresso,Idaciovescovo di Lemica nella Gallicia diede fine alla sua Cronica. All'anno precedente narra l'autore della Cronica Alessandrina[Chron. Alexandr.], che durante la guerra de' Romani con gli Unni nella Tracia, riuscì adAnagasto, generale dell'imperadore, di uccidere Dengisich, uno de' figliuoli d'Attila, il cuicapo fu inviato a Costantinopoli, mentre si faceano i giuochi circensi, e portato per mezzo alla piazza con gran plauso di tutto il popolo. Marcellino conte[Marcellin. Comes, in Chron.]riferisce all'anno presente questo fatto, e con più verisimiglianza, perchè pare che solamente in esso anno si accendesse la guerra con gli Unni.
Consoli
MarcianoeZenone.
Il primo di questi consoli, cioèMarciano, era figliuolo di Antemio Augusto. Il secondo, cioèZenone, era genero di Leone imperadore, perchè marito diAriannafigliuola d'esso Augusto, e godeva la dignità di duca dell'Oriente. Nel precedente anno, o pur nel presente, Leone Augusto dichiaròCesareuno de' figliuoli d'Aspare, per nomePatricio, chiamato da altriPatriciolo: titolo che istradava alla succession dell'imperio e recava seco una partecipazione dell'autorità e del comando; perciocchè ancora i Cesari portavano la porpora e l'altre insegne dell'imperio, a riserva della corona d'oro, come si ha da Metafraste[Metaphrastes, in Vita s. Marcelli Archimandritae.]. Per quanto scrive Teofane[Theoph., in Chronog.], ciò fu fatto da Leone, perchè questa beneficenza servisse a ritirar suo padre dall'eresia d'Ario, e a maggiormente impegnarlo nel buon servigio dell'imperio. Dopo di che esso Patricio fu inviato con apparato di gran magnificenza ad Alessandria. Gli fu anche promessa in moglieLeonziafigliuola d'esso imperador Leone. Il cardinal Baronio all'anno precedente fa una querela contra d'esso Augusto, perch'egli tenesse in corte e tollerasseAspare, uomo ariano e traditore: dal che procedette l'infelice successo della spedizione in Africa. Ma conviene osservare meglio la positura di quei tempi ed affari. Talmente era cresciuta e salita in alto la potenza d'Asparein Oriente e quella diRicimerein Occidente, che faceva paura agli stessi imperadori, perchè costoro aveano gran partito, e specialmente alla lor divozione stavano glieserciti, composti in buona parte di Barbari, cioè della nazione d'essi due Patrizii. Però bisognava inghiottir molte cose disgustose e camminar con destrezza, perchè troppo pericoloso si scorgeva il voler opprimere questi domestici serpenti. Vedremo in breve quanto costasse ad Antemio Augusto l'essersi dichiarato mal soddisfatto di Ricimere, senza prender meglio le sue misure. Perciò per politica necessità s'indusse Leone Augusto a promuovere alla dignità cesarea Patricio figliuolo d'Aspare, a fine di guadagnarsi la benevolenza di suo padre, come scrive Evagrio[Evagr., lib. 2, cap. 16.], oppur di addormentarlo con questo boccone, e di far poi quello che diremo più sotto. Lo stesso cardinal annalista, citando la vita di san Marcello archimandrita, che espressamente racconta la soverchia potenza diAsparee diArdaburiosuo figliuolo, e come per necessità di Leone condiscese a crear Cesare il fratello d'esso Ardaburio, poteva ancora conoscere che Leone Augusto non volontariamente sofferiva quegli eretici, e che per forza si accomodava ai tempi, con aspettar miglior congiuntura di liberarsi da coloro. Aggiungasi ciò che vien narrato da Cedreno[Cedrenus, in Hist.], cioè che avendo Leone sui principii del suo governo promesso ad Aspare di far prefetto di Costantinopoli una persona da lui raccomandata, ne fece poi un'altra. Non andò molto che Aspare insolentemente presa la veste dell'imperadore, gli disse:Non è conveniente che dica bugie chi va ammantato di questa porpora. Al che Leone rispose:Ma è anche conveniente che un imperadore non ceda, nè sia suggetto ad alcuno, massimamente con incomodo e danno del pubblico. Tuttavia per meglio conoscere che non fu già un buon volere, ma sì bene un tiro politico di Leone l'innalzamento di questo giovane, s'ha eziandio da ricordare ch'essoPatricio, non men del padre e degli altri suoi fratelli, era di setta ariano; e perciò uditosiin Costantinopoli che Leone disegnava di crearlo Cesare, si sollevò un tumulto, e san Marcello archimandrita[Surius, in Vita s. Marcelli Archimandritae. Zonar., in Histor.], alla testa d'un corpo di buoni cattolici, andò a fare istanza ad esso imperadore che Patricio abbracciasse la vera religione, o lasciasse la dignità cesarea. Lo promise Leone, principe sommamente cattolico; ma, siccome osserva l'autore della vita di quel santo abbate, l'imperadorecedebat tempori Asparis et Ardaburii, e covava pensieri, che dipoi vennero alla luce. Intanto i Barbari, cioè gli Unni, infestavano la Tracia; e però contra d'essi fu spedito da Leone con competente esercitoZenonesuo genero per metterli in dovere. Ma non piacque una tale elezione ad Aspare per gelosia, cioè per timore che Zenone potesse contrastare a suo figliuolo la succession dell'imperio dopo la morte del suocero Augusto. Perciò segretamente concertò coi soldati di farlo uccidere; ma il colpo non venne fatto. Zenone, accortosi della trama, se ne fuggì a Serdica città della Dacia novella. Questo affare fece maggiormente crescere i sospetti dell'imperadore contra di Aspare. Una bella legge[L. 31. C. de Episcop. et Cleric.]fu pubblicata in quest'anno dal medesimo Augusto contra qualunque simoniacamente salisse ad un vescovato, con prescrivere la forma già stabilita nei canoni di eleggere i vescovi e dichiarare privato di tale onore, reo di lesa maestà, e perpetuamente infame, chi con regali si procacciasse una sedia episcopale, o eleggesse o consacrasse per denari alcuno. In questi giorni, o poco appresso,Idaciovescovo di Lemica nella Gallicia diede fine alla sua Cronica. All'anno precedente narra l'autore della Cronica Alessandrina[Chron. Alexandr.], che durante la guerra de' Romani con gli Unni nella Tracia, riuscì adAnagasto, generale dell'imperadore, di uccidere Dengisich, uno de' figliuoli d'Attila, il cuicapo fu inviato a Costantinopoli, mentre si faceano i giuochi circensi, e portato per mezzo alla piazza con gran plauso di tutto il popolo. Marcellino conte[Marcellin. Comes, in Chron.]riferisce all'anno presente questo fatto, e con più verisimiglianza, perchè pare che solamente in esso anno si accendesse la guerra con gli Unni.