CDLXVI

CDLXVIAnno diCristoCDLXVI. IndizioneIV.Ilariopapa 6.Leoneimperadore 10.ConsoliLeone Augustoper la terza volta, eTaziano.Se non avessimo Mario Aventicense[Marius Aventicens., in Chron.]e il Cronologo del Cuspiniano[Chronol. Cuspiniani.]che facessero menzione di questoTazianoconsole, si sarebbe creduto, come credette il cardinale Baronio, che questo fosse un console immaginario. Pretende il padre Pagi[Pagius, Crit. Baron.]che questo Taziano ricevesse e sostenesse il consolato in Oriente, il che non sembra ben certo, perchè abbiamo da Prisco istorico[Priscus, tom. 1 Hist. Byz., pag. 74.], chea' tempi di Leone imperadore, Taziano fu inviato ambasciatore per gl'Italiani a Genserico re de' Vandali. Che se pur egli fosse stato creato console, strano dovrebbeparere, come in una legge[L. 6, de his qui ad Eccl. confugiunt. Cod. Justin.]pubblicata in questo anno da Leone Augusto si legga il solo imperadore console, e lo stesso unicamente sia nominato nella Cronica Alessandrina[Chron. Alexandr.]e da Marcellino conte[Marcell. Comes, in Chron.], da Cassiodoro[Cassiod., in Chron.], da Vittor Tunonense[Victor Turonensis, Chron.]e dai Fasti fiorentini, senza far mai menzione di Tarziano preteso console anch'esso in Oriente. Quel che è più, in una iscrizione rapportata dall'Aringhi, dal Reinesio e da altri, e posta ad un cristiano seppellito a dì 9 di maggio, per disegnar l'anno solamente, è detto console LEONE AVGVSTO III. Forse Leone Augusto entrò solo console, e da lì a qualche mese prese per suo collega Taziano. Dappoichè fu morto Severo imperadore, è da credere che il senato romano e l'esercito pensassero a dargli un successore, e che non mancassero pretendenti. Contuttociò noi troviamo che neppure in tutto quest'anno alcuno imperador d'Occidente fu eletto, laonde restò vacante l'imperio in questa parte. Altra ragione non si può addurre, se non che i senatori più saggi, riflettendo alla miserabil positura dell'imperio occidentale, e che troppo importava il camminar d'accordo d'animo e di massime coll'imperadore d'Oriente, nulla volessero conchiudere senza l'approvazione e consentimento di Leone Augusto. Doveano andare innanzi e indietro lettere, maneggi e trattati. Sopra tuttiRicimerepatrizio, potentissimo tuttavia direttor degli affari, giacchè non poteva egli ottener l'imperio, cercava per altro verso i suoi privati vantaggi. Finalmente i Romani condiscesero totalmente alla volontà d'esso Leone, siccome vedremo nell'anno seguente. Pubblicò in quest'anno il suddetto Leone Augusto la precitata legge assai riguardevole in confermazione dell'asilo nelle chiese, con varii riguardi nondimeno,affinchè i creditori non restassero affatto abbandonati dal braccio della giustizia, abolendo spezialmente una anteriore, in cui venivano obbligate le chiese a pagare i debiti di chi si rifugiava in esse. Abbiam veduto di sopra che un'armata di Sassoni era entrata nelle Gallie. Pare che a quest'anno si possa riferire una battaglia seguita fra essi e i Romani, cioè i sudditi dell'imperio occidentale, che vien narrata da Gregorio Turonense[Gregor. Turonensis, lib. 2, cap. 19.], nella quale toccò ai Sassoni di voltare le spalle. Le loro isole nel fiume la Loire furono prese dai Franchi. PosciaOdoacreduce di que' Barbari si collegò conChildericore dei Franchi, ed unitamente sconfissero gli Alamanni ch'erano entrati in Italia. Nella vita di san Severino apostolo del Norico[Acta Sanctor. Bolland. ad diem 8 januar.]si legge che quell'uomo santo esortòGibuldore degli Alamanni,ut gentem suam a romana vastatione cohiberet. Par verisimile che questo medesimo re fosse quegli che fu sì ben disciplinato dai Franchi e Sassoni.

Consoli

Leone Augustoper la terza volta, eTaziano.

Se non avessimo Mario Aventicense[Marius Aventicens., in Chron.]e il Cronologo del Cuspiniano[Chronol. Cuspiniani.]che facessero menzione di questoTazianoconsole, si sarebbe creduto, come credette il cardinale Baronio, che questo fosse un console immaginario. Pretende il padre Pagi[Pagius, Crit. Baron.]che questo Taziano ricevesse e sostenesse il consolato in Oriente, il che non sembra ben certo, perchè abbiamo da Prisco istorico[Priscus, tom. 1 Hist. Byz., pag. 74.], chea' tempi di Leone imperadore, Taziano fu inviato ambasciatore per gl'Italiani a Genserico re de' Vandali. Che se pur egli fosse stato creato console, strano dovrebbeparere, come in una legge[L. 6, de his qui ad Eccl. confugiunt. Cod. Justin.]pubblicata in questo anno da Leone Augusto si legga il solo imperadore console, e lo stesso unicamente sia nominato nella Cronica Alessandrina[Chron. Alexandr.]e da Marcellino conte[Marcell. Comes, in Chron.], da Cassiodoro[Cassiod., in Chron.], da Vittor Tunonense[Victor Turonensis, Chron.]e dai Fasti fiorentini, senza far mai menzione di Tarziano preteso console anch'esso in Oriente. Quel che è più, in una iscrizione rapportata dall'Aringhi, dal Reinesio e da altri, e posta ad un cristiano seppellito a dì 9 di maggio, per disegnar l'anno solamente, è detto console LEONE AVGVSTO III. Forse Leone Augusto entrò solo console, e da lì a qualche mese prese per suo collega Taziano. Dappoichè fu morto Severo imperadore, è da credere che il senato romano e l'esercito pensassero a dargli un successore, e che non mancassero pretendenti. Contuttociò noi troviamo che neppure in tutto quest'anno alcuno imperador d'Occidente fu eletto, laonde restò vacante l'imperio in questa parte. Altra ragione non si può addurre, se non che i senatori più saggi, riflettendo alla miserabil positura dell'imperio occidentale, e che troppo importava il camminar d'accordo d'animo e di massime coll'imperadore d'Oriente, nulla volessero conchiudere senza l'approvazione e consentimento di Leone Augusto. Doveano andare innanzi e indietro lettere, maneggi e trattati. Sopra tuttiRicimerepatrizio, potentissimo tuttavia direttor degli affari, giacchè non poteva egli ottener l'imperio, cercava per altro verso i suoi privati vantaggi. Finalmente i Romani condiscesero totalmente alla volontà d'esso Leone, siccome vedremo nell'anno seguente. Pubblicò in quest'anno il suddetto Leone Augusto la precitata legge assai riguardevole in confermazione dell'asilo nelle chiese, con varii riguardi nondimeno,affinchè i creditori non restassero affatto abbandonati dal braccio della giustizia, abolendo spezialmente una anteriore, in cui venivano obbligate le chiese a pagare i debiti di chi si rifugiava in esse. Abbiam veduto di sopra che un'armata di Sassoni era entrata nelle Gallie. Pare che a quest'anno si possa riferire una battaglia seguita fra essi e i Romani, cioè i sudditi dell'imperio occidentale, che vien narrata da Gregorio Turonense[Gregor. Turonensis, lib. 2, cap. 19.], nella quale toccò ai Sassoni di voltare le spalle. Le loro isole nel fiume la Loire furono prese dai Franchi. PosciaOdoacreduce di que' Barbari si collegò conChildericore dei Franchi, ed unitamente sconfissero gli Alamanni ch'erano entrati in Italia. Nella vita di san Severino apostolo del Norico[Acta Sanctor. Bolland. ad diem 8 januar.]si legge che quell'uomo santo esortòGibuldore degli Alamanni,ut gentem suam a romana vastatione cohiberet. Par verisimile che questo medesimo re fosse quegli che fu sì ben disciplinato dai Franchi e Sassoni.


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