CDLXXIX

CDLXXIXAnno diCristoCDLXXIX. IndizioneII.Simpliciopapa 12.Zenoneimperadore 6.Odoacrere 4.ConsoleFlavio Zenone Augustoper la terza volta, senza collega.Passò ancora quest'anno senza che in Occidente fosse creato console alcuno, secondochè si costumava in addietro. Per testimonianza di Marcellino conte[Marcell. Comes, in Chron.],TeodericoAmalo, figliuolo di Teodomiro re degli Ostrogoti, che fu poi re d'Italia, mosse guerra in questi tempi all'imperio d'Oriente, con devastar la Grecia, e giugnere fino alla città di Durazzo, di cui si impadronì, come abbiamo dai frammenti di Malco istorico[Malch., in Hist. Byzant., tom. 1, pag. 81.]. Toccò a Zenone Augusto, uomo dappoco, la fortuna di aver per suo generale nell'Illirico un personaggio sommamente lodato dal suddetto storico Marcellino, cioèSabiniano, il quale per la rara sua prudenza e valore, e spezialmente per avere rimesso in piedi la disciplina militare, si potè paragonare agli antichi capitani della repubblica romana. Questo Sabiniano adunque, con quelle poche milizie che potè raunare, si oppose ai progressi di Teoderico; e più coll'ingegno che colla forza l'indusse a desistere da quelle violenze, con fargli sperare onori e vantaggi dall'imperador Zenone. In fatti era anche tale il desiderio di Teoderico, narrando il suddetto Malco ch'egli si esibì pronto a posar le armi, oppur di far guerra aTeodericofigliuolo, di Triario, capo di un'altra parte di Goti che si era stabilita nella Tracia, esigendo poi in ricompensa d'essere creato generale d'armata in luogo del suddetto Teoderico suo emulo, d'essere ammesso come cittadino in Costantinopoli, e di potere aver parte negli uffizii del pubblico. Aggiunse inoltre che egli era pronto,se l'imperadore comandava,di passare in Dalmazia, per cacciare di colà Nipote: parole che ci fanno abbastanza intendere cheNipotegià imperador d'Occidente, benchè avesse perduta l'Italia, non lasciava però di tener salda sotto il suo dominio la Dalmazia. Sotto quest'anno rapporta Vittor Turonense[Victor Turonensis, in Chron.]la fiera persecuzione che di sopra accennammo, fatta daUnnericore de' Vandali in Africa ai cattolici; ma di questa parleremo più abbasso. Egli è ben certo, per attestato di Ennodio[Ennod., in vita S. Epiph. Ticin. Episc.], che in questi tempi sant'Epifaniovescovo di Pavia, confidato nell'aiuto di Dio e del popolo, si applicò a riedificare il duomo della sua città, rovinato nell'entrata violenta de' Barbari, come di sopra si è detto. E gli venne fatto. Nè contento di avere adornata coi sacri edifizii essa città, procurò ancora ed ottenne da Odoacre l'esenzion dei tributi ai cittadini suoi per cinque anni avvenire, affinchè potessero riaversi dagl'immensi danni patiti nella presa della città. E perciocchèPelagioprefetto del pretorio per esso re Odoacre faceva pagare ai popoli della Liguria nei contratti il doppio di quel tributo che si pagava per l'addietro con intollerabil gravezza de' sudditi, ricorsi quei popoli al santo prelato per aiuto, egli in persona andò, dimandò, ed ottenne la giusta moderazione di quegli aggravii. Probabilmente succedette in questi tempi la sedizione mossa contra di Zenone Augusto daMarciano, figliuolo del già imperador d'OccidenteAntemio, e cognato d'esso Zenone. Aveva per moglieLeonziafigliuola del già Leone Augusto, e di Verina imperadrice; e saltatogli in pensiero che ad essa sua moglie appartenesse l'imperio d'Oriente, per esser ella nata, mentre Leone suo padre era imperadore, laddoveAriannamoglie di Zenone Augusto era venuta alla luce prima che il padre avesse ottenuta l'imperiale dignità: mosse perciò guerra a Zenone, aiutato dai propri fratelliRomoloeProcopio[Theoph., in Chronogr. Evagrius, lib. 3, cap. 26.]. Seguì una battaglia entro la stessa città di Costantinopoli, in cui le truppe di Zenone ebbero la peggio, e furono astrette a ritirarsi nel palazzo, e poco mancò che Marciano anch'egli non vi mettesse il piede. Ma non seppe Marciano profittar del buon vento. Passò egli la notte in cenar bene e dormir meglio; ed intanto Illo general di Zenone con doni guadagnò buona parte dei di lui soldati, di modo che la seguente mattina Marciano accortosi che gli erano state tagliate le penne, altro spediente non trovò che di scapparsene in chiesa. Per ordine di Zenone fu dipoi ordinato prete, e mandato a Papurio castello della Cappadocia in esilio. I suoi fratelli Romolo e Procopio, colti la notte da Illo, mentre si lavavano, ed appresso fuggiti dalle di lui mani, si ritirarono a Roma. Ma abbiamo da Malco[Malchus, tom. 1 Hist. Byz. pag. 87.], da Candido istorico[Candidus, apud. Pothium, Cod. 79.], che Procopio si rifugiò presso diTeodericofigliuolo di Triario re di una parte dei Goti, e non è più probabile che Odoacre avesse sì facilmente ammesso in Roma chi vantava per padre un imperadore. Scrisse lo stesso Malco che il suddetto Teoderico, udita ch'ebbe le sedizione eccitata da Marciano, mosse la sua armata verso Costantinopoli sotto pretesto di aiutar Zenone. Ma Zenone conoscendo con che volpe avea a fare, gli spedì incontroPelagio, il quale parte colle minacce, parte con regali a Teoderico, e con profusione di molto danaro ai suoi Goti, lo indusse a tornarsene indietro. Vedremo all'anno seguente una simil mossa di Teoderico verso Costantinopoli, con lasciarmi in qualche dubbio, se piuttosto a quello che a questo anno si avesse da riferire la raccontata sedizion di Marciano. Ma sì Evagrio che Malco e Teodoro lettore[Theodorus Lector, lib. 1 Histor. Eccl.]assai dimostrano che questo affare succedette molto tempo prima che il suddettoTeoderico venisse a morte, e però qui par meglio il dar luogo ad un tale avvenimento.

Console

Flavio Zenone Augustoper la terza volta, senza collega.

Passò ancora quest'anno senza che in Occidente fosse creato console alcuno, secondochè si costumava in addietro. Per testimonianza di Marcellino conte[Marcell. Comes, in Chron.],TeodericoAmalo, figliuolo di Teodomiro re degli Ostrogoti, che fu poi re d'Italia, mosse guerra in questi tempi all'imperio d'Oriente, con devastar la Grecia, e giugnere fino alla città di Durazzo, di cui si impadronì, come abbiamo dai frammenti di Malco istorico[Malch., in Hist. Byzant., tom. 1, pag. 81.]. Toccò a Zenone Augusto, uomo dappoco, la fortuna di aver per suo generale nell'Illirico un personaggio sommamente lodato dal suddetto storico Marcellino, cioèSabiniano, il quale per la rara sua prudenza e valore, e spezialmente per avere rimesso in piedi la disciplina militare, si potè paragonare agli antichi capitani della repubblica romana. Questo Sabiniano adunque, con quelle poche milizie che potè raunare, si oppose ai progressi di Teoderico; e più coll'ingegno che colla forza l'indusse a desistere da quelle violenze, con fargli sperare onori e vantaggi dall'imperador Zenone. In fatti era anche tale il desiderio di Teoderico, narrando il suddetto Malco ch'egli si esibì pronto a posar le armi, oppur di far guerra aTeodericofigliuolo, di Triario, capo di un'altra parte di Goti che si era stabilita nella Tracia, esigendo poi in ricompensa d'essere creato generale d'armata in luogo del suddetto Teoderico suo emulo, d'essere ammesso come cittadino in Costantinopoli, e di potere aver parte negli uffizii del pubblico. Aggiunse inoltre che egli era pronto,se l'imperadore comandava,di passare in Dalmazia, per cacciare di colà Nipote: parole che ci fanno abbastanza intendere cheNipotegià imperador d'Occidente, benchè avesse perduta l'Italia, non lasciava però di tener salda sotto il suo dominio la Dalmazia. Sotto quest'anno rapporta Vittor Turonense[Victor Turonensis, in Chron.]la fiera persecuzione che di sopra accennammo, fatta daUnnericore de' Vandali in Africa ai cattolici; ma di questa parleremo più abbasso. Egli è ben certo, per attestato di Ennodio[Ennod., in vita S. Epiph. Ticin. Episc.], che in questi tempi sant'Epifaniovescovo di Pavia, confidato nell'aiuto di Dio e del popolo, si applicò a riedificare il duomo della sua città, rovinato nell'entrata violenta de' Barbari, come di sopra si è detto. E gli venne fatto. Nè contento di avere adornata coi sacri edifizii essa città, procurò ancora ed ottenne da Odoacre l'esenzion dei tributi ai cittadini suoi per cinque anni avvenire, affinchè potessero riaversi dagl'immensi danni patiti nella presa della città. E perciocchèPelagioprefetto del pretorio per esso re Odoacre faceva pagare ai popoli della Liguria nei contratti il doppio di quel tributo che si pagava per l'addietro con intollerabil gravezza de' sudditi, ricorsi quei popoli al santo prelato per aiuto, egli in persona andò, dimandò, ed ottenne la giusta moderazione di quegli aggravii. Probabilmente succedette in questi tempi la sedizione mossa contra di Zenone Augusto daMarciano, figliuolo del già imperador d'OccidenteAntemio, e cognato d'esso Zenone. Aveva per moglieLeonziafigliuola del già Leone Augusto, e di Verina imperadrice; e saltatogli in pensiero che ad essa sua moglie appartenesse l'imperio d'Oriente, per esser ella nata, mentre Leone suo padre era imperadore, laddoveAriannamoglie di Zenone Augusto era venuta alla luce prima che il padre avesse ottenuta l'imperiale dignità: mosse perciò guerra a Zenone, aiutato dai propri fratelliRomoloeProcopio[Theoph., in Chronogr. Evagrius, lib. 3, cap. 26.]. Seguì una battaglia entro la stessa città di Costantinopoli, in cui le truppe di Zenone ebbero la peggio, e furono astrette a ritirarsi nel palazzo, e poco mancò che Marciano anch'egli non vi mettesse il piede. Ma non seppe Marciano profittar del buon vento. Passò egli la notte in cenar bene e dormir meglio; ed intanto Illo general di Zenone con doni guadagnò buona parte dei di lui soldati, di modo che la seguente mattina Marciano accortosi che gli erano state tagliate le penne, altro spediente non trovò che di scapparsene in chiesa. Per ordine di Zenone fu dipoi ordinato prete, e mandato a Papurio castello della Cappadocia in esilio. I suoi fratelli Romolo e Procopio, colti la notte da Illo, mentre si lavavano, ed appresso fuggiti dalle di lui mani, si ritirarono a Roma. Ma abbiamo da Malco[Malchus, tom. 1 Hist. Byz. pag. 87.], da Candido istorico[Candidus, apud. Pothium, Cod. 79.], che Procopio si rifugiò presso diTeodericofigliuolo di Triario re di una parte dei Goti, e non è più probabile che Odoacre avesse sì facilmente ammesso in Roma chi vantava per padre un imperadore. Scrisse lo stesso Malco che il suddetto Teoderico, udita ch'ebbe le sedizione eccitata da Marciano, mosse la sua armata verso Costantinopoli sotto pretesto di aiutar Zenone. Ma Zenone conoscendo con che volpe avea a fare, gli spedì incontroPelagio, il quale parte colle minacce, parte con regali a Teoderico, e con profusione di molto danaro ai suoi Goti, lo indusse a tornarsene indietro. Vedremo all'anno seguente una simil mossa di Teoderico verso Costantinopoli, con lasciarmi in qualche dubbio, se piuttosto a quello che a questo anno si avesse da riferire la raccontata sedizion di Marciano. Ma sì Evagrio che Malco e Teodoro lettore[Theodorus Lector, lib. 1 Histor. Eccl.]assai dimostrano che questo affare succedette molto tempo prima che il suddettoTeoderico venisse a morte, e però qui par meglio il dar luogo ad un tale avvenimento.


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