CDLXXVII

CDLXXVIIAnno diCristoCDLXXVII. IndizioneXV.Simpliciopapa 10.Zenoneimperadore 4.Odoacrere 2.Senza consoli; e però l'anno fu notatoPost consulatum Basilisci II et Armati.Venne a morte in quest'annoGensericore dei Vandali in Africa. Il cardinal Baronio il reputa mancato di vita nel precedente; ma con più ragione il padre Pagi[Pagius, Crit. Baron.]riferisce la sua morte al dì 24 di gennajo dell'anno presente. Nè può essere altrimenti, stante il trattato che dicemmo seguito tra lui e Odoacre re d'Italia: al che fu necessario del tempo. Concorre del pari questa notizia a rendere più credibile la restituzione sul trono di Zenone Augusto sul fine dell'anno 475. Imperocchè Malco istorico[Malch. in Hist. Byzant., tom. 1, pag. 95.]scrive cheun anno dopo lo ristabilimento di Zenonevennero da Cartagine a Costantinopoli gli ambasciatori diUnnerico red'essi Vandali, succeduto a Genserico suo padre, chiedendo di stabilire una buona amicizia e pace con Zenone, ed offerendo di rinunziare a tutte le pretensioni passate per cagione diEudociafigliuola di Valentiniano III Augusto, già moglie sua. Fu accettata la esibizione, firmata la pace, e rimandati gli ambasciatori con molti regali. Se, come vuole il Pagi, Zenone avesse ricuperato l'imperio solamente circa l'agosto dell'anno presente 477, Unnerico un anno appresso, cioè circa l'agosto del 478, avrebbe spedita la sua ambasciata. Ma è ben più verisimile, che essendo morto Genserico nel gennajo del presente anno, il successore e figliuolo Unnerico non tardasse ad inviare gli ambasciatori a Costantinopoli, e per conseguente circa il febbrajo o marzo di quest'anno: apparendo perciò che era già corso un anno dappoichè Zenone aveva ricuperato iltrono, e non già che Zenone fosse tuttavia in esilio. Venne meno inGensericoariano un gran persecutore dei Cattolici in Africa, e in tutti i paesi, dove si stese la di lui crudeltà; e cessò ancora un gran flagello dell'Italia, e di altri paesi, che di tanto in tanto quel re barbaro andava infestando e rovinando colle sue flotte. Già di sopra all'anno 456 vedemmo annoverati da Vittore Vitense[Victor Vitens., lib. 1 de Persec.]questi paesi maltrattati da quel re divenuto corsaro. MaUnnericosuo figliuolo non amò l'infame mestier de' corsari; anzi datosi ai piaceri e ad una vita molle, senza più tenere in piedi l'armata che suo padre sempre aveva in pronto, fu, per quanto potè, alieno dalla guerra. Il suo furore adunque dopo alcuni anni si rovesciò tutto sopra i Cattolici dell'Africa, ch'egli perseguitò barbaramente con levar loro la vita, con esiliare quel piissimo clero e i loro vescovi, ed usar altre maniere di crudeltà contra di essi, descritte dal suddetto Vittore. Zenone imperadore d'Oriente, addottrinato dalle disavventure passate, e stimolato dalle forti preghiere e lettere di papa Simplicio, attese in questi tempi a sanar le piaghe che l'empio tiranno Basilisco avea fatto alla vera Chiesa di Dio col fomentar le varie eresie di que' tempi, e permesso ai vescovi eretici di occupar varie chiese di Oriente e d'Egitto. Poco nondimeno durò questo suo zelo. Intanto nell'anno presente un terribil tremuoto, per testimonianza di Teofane[Theoph., in Chronogr.]e di Cedreno[Cedren., in Histor.], recò immensi danni a Costantinopoli, con abbattere molte chiese e case, e restar sotto le rovine una gran moltitudine di persone. Marcellino conte[Marcellin. Comes, in Chron.]scrive succeduto questo flagello nell'anno 480; ed essendo sì imbrogliata la Cronologia di Teofane, chi sa che nonsia da prestar qui più fede a Marcellino scrittore più antico? DiOdoacrere d'Italia altro non si sa sotto quest'anno, se non che egli fece morireBracilaconte in Ravenna, siccome racconta il suddetto Marcellino conte.Bravilavien egli chiamato dal Cronologo del Cuspiniano[Chronolog. Cuspiniani.], che il dice ucciso da esso re nel dì 11 di luglio, ma senza che noi sappiamo altra particolarità di quel fatto. Dovette da lì innanzi attendere Odoacre a stabilire il suo governo nell'Italia, che avea sommamente patito nell'ingresso rovinoso di tanti Barbari. Ma intantoEuricore dei Visigoti, che signoreggiava nella parte meridionale della Gallia, seppe prevalersi del tempo, in cui l'Italia tutta si trovò sì sconvolta per la venuta di Odoacre. Giordano storico[Jordan., de Reb. Get., cap. 47.]scrive che egli (verisimilmente circa questi tempi) occupòArleseMarsilia; e potea ben farlo, perchè non v'era chi gli si opponesse. Anzi Procopio[Procop., de Bell. Goth., lib. 1, cap. 12.]lasciò scritto che dopo aver Odoacre occupata l'Italia, per conciliarsi l'amicizia de' Visigoti, si contentò che stendessero i confini del loro dominio sino alle Alpi che dividono l'Italia dalle Gallie. Ma non sussiste già che il suddetto Eurico soggiogassetutta la Gallia, e la Spagna, e i Borgognoni, come soggiugne il prefato storico Giordano. Una parte sì delle Gallie, ma non mai tutte quelle contrade conquistò egli. E sant'Isidoro[Isidor., in Chron. Gothor.]non parla neppur egli se non dell'acquisto delle suddette due città. Oltre di che, il regno de' Borgognoni andò piuttosto crescendo da lì innanzi, e all'anno di Cristo 500 vedremo che essi Borgognoni signoreggiavano un gran paese, e insinola provincia di Marsilia, come s'ha da Gregorio Turonense, se pure in ciò è sicura la di lui autorità.

Senza consoli; e però l'anno fu notatoPost consulatum Basilisci II et Armati.

Venne a morte in quest'annoGensericore dei Vandali in Africa. Il cardinal Baronio il reputa mancato di vita nel precedente; ma con più ragione il padre Pagi[Pagius, Crit. Baron.]riferisce la sua morte al dì 24 di gennajo dell'anno presente. Nè può essere altrimenti, stante il trattato che dicemmo seguito tra lui e Odoacre re d'Italia: al che fu necessario del tempo. Concorre del pari questa notizia a rendere più credibile la restituzione sul trono di Zenone Augusto sul fine dell'anno 475. Imperocchè Malco istorico[Malch. in Hist. Byzant., tom. 1, pag. 95.]scrive cheun anno dopo lo ristabilimento di Zenonevennero da Cartagine a Costantinopoli gli ambasciatori diUnnerico red'essi Vandali, succeduto a Genserico suo padre, chiedendo di stabilire una buona amicizia e pace con Zenone, ed offerendo di rinunziare a tutte le pretensioni passate per cagione diEudociafigliuola di Valentiniano III Augusto, già moglie sua. Fu accettata la esibizione, firmata la pace, e rimandati gli ambasciatori con molti regali. Se, come vuole il Pagi, Zenone avesse ricuperato l'imperio solamente circa l'agosto dell'anno presente 477, Unnerico un anno appresso, cioè circa l'agosto del 478, avrebbe spedita la sua ambasciata. Ma è ben più verisimile, che essendo morto Genserico nel gennajo del presente anno, il successore e figliuolo Unnerico non tardasse ad inviare gli ambasciatori a Costantinopoli, e per conseguente circa il febbrajo o marzo di quest'anno: apparendo perciò che era già corso un anno dappoichè Zenone aveva ricuperato iltrono, e non già che Zenone fosse tuttavia in esilio. Venne meno inGensericoariano un gran persecutore dei Cattolici in Africa, e in tutti i paesi, dove si stese la di lui crudeltà; e cessò ancora un gran flagello dell'Italia, e di altri paesi, che di tanto in tanto quel re barbaro andava infestando e rovinando colle sue flotte. Già di sopra all'anno 456 vedemmo annoverati da Vittore Vitense[Victor Vitens., lib. 1 de Persec.]questi paesi maltrattati da quel re divenuto corsaro. MaUnnericosuo figliuolo non amò l'infame mestier de' corsari; anzi datosi ai piaceri e ad una vita molle, senza più tenere in piedi l'armata che suo padre sempre aveva in pronto, fu, per quanto potè, alieno dalla guerra. Il suo furore adunque dopo alcuni anni si rovesciò tutto sopra i Cattolici dell'Africa, ch'egli perseguitò barbaramente con levar loro la vita, con esiliare quel piissimo clero e i loro vescovi, ed usar altre maniere di crudeltà contra di essi, descritte dal suddetto Vittore. Zenone imperadore d'Oriente, addottrinato dalle disavventure passate, e stimolato dalle forti preghiere e lettere di papa Simplicio, attese in questi tempi a sanar le piaghe che l'empio tiranno Basilisco avea fatto alla vera Chiesa di Dio col fomentar le varie eresie di que' tempi, e permesso ai vescovi eretici di occupar varie chiese di Oriente e d'Egitto. Poco nondimeno durò questo suo zelo. Intanto nell'anno presente un terribil tremuoto, per testimonianza di Teofane[Theoph., in Chronogr.]e di Cedreno[Cedren., in Histor.], recò immensi danni a Costantinopoli, con abbattere molte chiese e case, e restar sotto le rovine una gran moltitudine di persone. Marcellino conte[Marcellin. Comes, in Chron.]scrive succeduto questo flagello nell'anno 480; ed essendo sì imbrogliata la Cronologia di Teofane, chi sa che nonsia da prestar qui più fede a Marcellino scrittore più antico? DiOdoacrere d'Italia altro non si sa sotto quest'anno, se non che egli fece morireBracilaconte in Ravenna, siccome racconta il suddetto Marcellino conte.Bravilavien egli chiamato dal Cronologo del Cuspiniano[Chronolog. Cuspiniani.], che il dice ucciso da esso re nel dì 11 di luglio, ma senza che noi sappiamo altra particolarità di quel fatto. Dovette da lì innanzi attendere Odoacre a stabilire il suo governo nell'Italia, che avea sommamente patito nell'ingresso rovinoso di tanti Barbari. Ma intantoEuricore dei Visigoti, che signoreggiava nella parte meridionale della Gallia, seppe prevalersi del tempo, in cui l'Italia tutta si trovò sì sconvolta per la venuta di Odoacre. Giordano storico[Jordan., de Reb. Get., cap. 47.]scrive che egli (verisimilmente circa questi tempi) occupòArleseMarsilia; e potea ben farlo, perchè non v'era chi gli si opponesse. Anzi Procopio[Procop., de Bell. Goth., lib. 1, cap. 12.]lasciò scritto che dopo aver Odoacre occupata l'Italia, per conciliarsi l'amicizia de' Visigoti, si contentò che stendessero i confini del loro dominio sino alle Alpi che dividono l'Italia dalle Gallie. Ma non sussiste già che il suddetto Eurico soggiogassetutta la Gallia, e la Spagna, e i Borgognoni, come soggiugne il prefato storico Giordano. Una parte sì delle Gallie, ma non mai tutte quelle contrade conquistò egli. E sant'Isidoro[Isidor., in Chron. Gothor.]non parla neppur egli se non dell'acquisto delle suddette due città. Oltre di che, il regno de' Borgognoni andò piuttosto crescendo da lì innanzi, e all'anno di Cristo 500 vedremo che essi Borgognoni signoreggiavano un gran paese, e insinola provincia di Marsilia, come s'ha da Gregorio Turonense, se pure in ciò è sicura la di lui autorità.


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