CDLXXVIII

CDLXXVIIIAnno diCristoCDLXXVIII. IndizioneI.Simpliciopapa 11.Zenoneimperadore 5.Odoacrere 3.ConsoleIllo, senza collega.In questi tempi noi troviamo un solo console, creato in Oriente, perchè Zenone Augusto adirato contra di Odoacre usurpator della Italia, nol volea riconoscere per re o signore legittimo; e Odoacre all'incontro procedendo colle buone, non voleva crear consoli in Occidente, per mostrar di non presumere troppo, e che non aveva animo di cozzare coll'imperadore d'Oriente. Fors'anche abborriva la dignità de' consoli, perchè tuttavia si conservava in essi un'ombra di molta autorità. QuestoIlloè nominato da Teofane, Zonara e Cedreno, per avere tradito Basilisco tiranno, ed ajutato Zenone Augusto a risalire sul trono. Egli ne ebbe in quest'anno per guiderdone il consolato, e da lì a qualche altro anno la morte. Erano intanto fieramente turbate dagli eretici eutichiani le chiese d'Oriente, e specialmente le patriarcali di Alessandria ed Antiochia. Peròpapa Simplicionon omise diligenza e premura alcuna, affinchè si reprimesse l'audacia di coloro. IndusseAcaciopatriarca di Costantinopoli a raunare un concilio, in cui condannò Timoteo Eluro, Pietro Fullone ed altri capi di quella eresia e perturbazione. Altrettanto fece in Roma anche lo stesso pontefice Simplicio; ma con poco frutto, perciocchè Acacio non diceva davvero, ed in breve si venne a scoprire che lo stesso Zenone Augusto favoriva gli eretici. Nulla di più aggiungo, perchè intorno a questi affari son da leggere gli Annali del cardinal Baronio e del padre Pagi. Non si sa che Odoacre re d'Italia stendesse fuori d'essa la sua signoria; nè che popolo alcuno della Gallia o della Spagnaprestasse a lui ubbidienza, come aveano fatto in addietro agl'imperadori romani. E quantunque ci manchino lumi per questi tempi intorno allo stato delle provincie oltramontane; pure resta assai fondamento per poter dire, che cominciando dalle Alpi marittime che dividono l'Italia dalla Gallia, si stendeva il dominio de' Visigoti per tutta la parte meridionale di essa Gallia, e di là dai Pirenei, abbracciando la Catalogna, l'Aragona e la Navarra, continuando poi fino a Siviglia. La Gallizia gemeva sotto il giogo degli Svevi col Portogallo. Nella parte poi della Gallia che cominciava dal giogo delle Alpi Cozie colla Savoia e Borgogna, che era allora più ampia d'oggidì, signoreggiava il re e la nazione de' Borgognoni, i quali erano collegati coi Romani. Anche i Britanni, già venuti dalla gran Bretagna nella Gallia, aveano quivi formata una signoria con dar titolo di re al principe loro. L'altre provincie settentrionali, giacchè non poteano aver più comunicazione coi padroni dell'Italia, si governavano da sè stesse, senza riconoscere signore alcuno. E Zosimo[Zosim., lib. 6 Histor.]scrive, che ne' primi anni del secolo quinto, dappoichè seguì la ribellione di Costantino tiranno della Gallia, molte di quelle provincie si rimisero in libertà, e, cacciati i magistrati romani, cominciarono a governarsi coi proprii. Che se qualche città vi restava che amasse di stare all'ubbidienza dell'imperio romano, questa non si volle sottomettere al barbaro Odoacre, come vedremo nell'anno 480. Nè sussiste già, come hanno osservato uomini dotti, che il popolo de' Franchi prima di questi tempi avesse fermato il piede nelle Gallie suddette. Passarono ben qualche volta i Franchi il Reno, e devastarono il paese, ma se ne ritornarono addietro. Però a Clodoveo loro re si riferisce la conquista delle Gallie, siccome, andando avanti, verremo intendendo.

Console

Illo, senza collega.

In questi tempi noi troviamo un solo console, creato in Oriente, perchè Zenone Augusto adirato contra di Odoacre usurpator della Italia, nol volea riconoscere per re o signore legittimo; e Odoacre all'incontro procedendo colle buone, non voleva crear consoli in Occidente, per mostrar di non presumere troppo, e che non aveva animo di cozzare coll'imperadore d'Oriente. Fors'anche abborriva la dignità de' consoli, perchè tuttavia si conservava in essi un'ombra di molta autorità. QuestoIlloè nominato da Teofane, Zonara e Cedreno, per avere tradito Basilisco tiranno, ed ajutato Zenone Augusto a risalire sul trono. Egli ne ebbe in quest'anno per guiderdone il consolato, e da lì a qualche altro anno la morte. Erano intanto fieramente turbate dagli eretici eutichiani le chiese d'Oriente, e specialmente le patriarcali di Alessandria ed Antiochia. Peròpapa Simplicionon omise diligenza e premura alcuna, affinchè si reprimesse l'audacia di coloro. IndusseAcaciopatriarca di Costantinopoli a raunare un concilio, in cui condannò Timoteo Eluro, Pietro Fullone ed altri capi di quella eresia e perturbazione. Altrettanto fece in Roma anche lo stesso pontefice Simplicio; ma con poco frutto, perciocchè Acacio non diceva davvero, ed in breve si venne a scoprire che lo stesso Zenone Augusto favoriva gli eretici. Nulla di più aggiungo, perchè intorno a questi affari son da leggere gli Annali del cardinal Baronio e del padre Pagi. Non si sa che Odoacre re d'Italia stendesse fuori d'essa la sua signoria; nè che popolo alcuno della Gallia o della Spagnaprestasse a lui ubbidienza, come aveano fatto in addietro agl'imperadori romani. E quantunque ci manchino lumi per questi tempi intorno allo stato delle provincie oltramontane; pure resta assai fondamento per poter dire, che cominciando dalle Alpi marittime che dividono l'Italia dalla Gallia, si stendeva il dominio de' Visigoti per tutta la parte meridionale di essa Gallia, e di là dai Pirenei, abbracciando la Catalogna, l'Aragona e la Navarra, continuando poi fino a Siviglia. La Gallizia gemeva sotto il giogo degli Svevi col Portogallo. Nella parte poi della Gallia che cominciava dal giogo delle Alpi Cozie colla Savoia e Borgogna, che era allora più ampia d'oggidì, signoreggiava il re e la nazione de' Borgognoni, i quali erano collegati coi Romani. Anche i Britanni, già venuti dalla gran Bretagna nella Gallia, aveano quivi formata una signoria con dar titolo di re al principe loro. L'altre provincie settentrionali, giacchè non poteano aver più comunicazione coi padroni dell'Italia, si governavano da sè stesse, senza riconoscere signore alcuno. E Zosimo[Zosim., lib. 6 Histor.]scrive, che ne' primi anni del secolo quinto, dappoichè seguì la ribellione di Costantino tiranno della Gallia, molte di quelle provincie si rimisero in libertà, e, cacciati i magistrati romani, cominciarono a governarsi coi proprii. Che se qualche città vi restava che amasse di stare all'ubbidienza dell'imperio romano, questa non si volle sottomettere al barbaro Odoacre, come vedremo nell'anno 480. Nè sussiste già, come hanno osservato uomini dotti, che il popolo de' Franchi prima di questi tempi avesse fermato il piede nelle Gallie suddette. Passarono ben qualche volta i Franchi il Reno, e devastarono il paese, ma se ne ritornarono addietro. Però a Clodoveo loro re si riferisce la conquista delle Gallie, siccome, andando avanti, verremo intendendo.


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