CDLXXXVI

CDLXXXVIAnno diCristoCDLXXXVI. IndizioneIX.Felice IIIpapa 4.Zenoneimperadore 13.Odoacrere 11.ConsoliDecioeLongino.Appartiene all'Occidente il primo di questi consoli Decio, e l'altro all'Oriente.EraLonginofratello di Zenone Augusto, siccome abbiam veduto disopra. Tornò ad essere console nel 490, e però da Teofane[Theoph., in Chronogr.]è chiamatodue volte console. Delle cose d'Italia neppure in quest'anno rimane memoria alcuna: segno che se non ci era da ridere, perchè non dovea giammai piacere agl'Italiani il giogo dei Barbari, almeno si dovea goder quiete. E tali erano in vero le forze di Odoacre, che i popoli confinanti stavano in dovere, nè osavano di oltraggiar gl'Italiani, nè tentar la fortuna contra di lui. Ma in questi tempi Clodoveo re de' Franchi cominciò a dilatare il suo regno di qua dal Reno. Per quanto abbiamo da Gregorio Turonense[Gregor. Turonensis, lib. 2, cap. 27.]e dall'autor della Cronica delle Gesta de' Franchi[Gesta Francorum.], egli attaccò lite conSiagrio, figliuolo già d'Egidio, che faceva la sua residenza in Soissons. Egli è chiamatoRomanorum rexda esso Turonense: il che porge indicio di aver egli governate le provincie tuttavia romane nella Gallia, con autorità e indipendenza da sovrano, senza volere riconoscere il re Odoacre. Clodoveo gli diede battaglia, e lo sconfisse; ed essendosi esso Siagrio ricoverato pressoAlaricore de' Visigoti in Tolosa, Clodoveo gliel dimandò, con intimargli la guerra, se il ricusava. Avutolo in mano, privollo di vita. Così vennero in potere de' Franchi le restanti provincie romane, cioè la Belgica prima, parte della seconda con Rems, Soissons ed altre città, ed arrivò il dominio dei Franchi sino al confine del regno de' Borgognoni.

Consoli

DecioeLongino.

Appartiene all'Occidente il primo di questi consoli Decio, e l'altro all'Oriente.EraLonginofratello di Zenone Augusto, siccome abbiam veduto disopra. Tornò ad essere console nel 490, e però da Teofane[Theoph., in Chronogr.]è chiamatodue volte console. Delle cose d'Italia neppure in quest'anno rimane memoria alcuna: segno che se non ci era da ridere, perchè non dovea giammai piacere agl'Italiani il giogo dei Barbari, almeno si dovea goder quiete. E tali erano in vero le forze di Odoacre, che i popoli confinanti stavano in dovere, nè osavano di oltraggiar gl'Italiani, nè tentar la fortuna contra di lui. Ma in questi tempi Clodoveo re de' Franchi cominciò a dilatare il suo regno di qua dal Reno. Per quanto abbiamo da Gregorio Turonense[Gregor. Turonensis, lib. 2, cap. 27.]e dall'autor della Cronica delle Gesta de' Franchi[Gesta Francorum.], egli attaccò lite conSiagrio, figliuolo già d'Egidio, che faceva la sua residenza in Soissons. Egli è chiamatoRomanorum rexda esso Turonense: il che porge indicio di aver egli governate le provincie tuttavia romane nella Gallia, con autorità e indipendenza da sovrano, senza volere riconoscere il re Odoacre. Clodoveo gli diede battaglia, e lo sconfisse; ed essendosi esso Siagrio ricoverato pressoAlaricore de' Visigoti in Tolosa, Clodoveo gliel dimandò, con intimargli la guerra, se il ricusava. Avutolo in mano, privollo di vita. Così vennero in potere de' Franchi le restanti provincie romane, cioè la Belgica prima, parte della seconda con Rems, Soissons ed altre città, ed arrivò il dominio dei Franchi sino al confine del regno de' Borgognoni.


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