CDXCIIAnno diCristoCDXCII. IndizioneXV.Gelasiopapa 1.Anastasioimperadore 2.Odoacrere 17.ConsoliFlavio Anastasio AugustoeRufo.Secondo il costume degli altri imperadori,Anastasioin Oriente nel primo gennaio del suo imperio prese il consolato.Rufosuo collega viene appellatocontedal Cronologo del Cuspiniano[Chronologus Cuspiniani.], e il Panvinio[Panvin., in Fast. Consul.]pretende ch'egli fosse console creato in Occidente, ma senza recarne pruova alcuna; apparendo nulladimeno che gl'imperadori d'Oriente talvolta in questi tempi crearono anche il console occidentale. Passò nel presente anno a dì 24 di febbraio a miglior vitaFelice papa, terzo di questo nome, che san Gregorio Magno chiama suoAtavo, pontefice, la cui memoria è gloriosa neiFasti ecclesiastici. Nel dì primo del susseguente marzo gli fu dato per successoreGelasiodi nazione africano, uno dei più riguardevoli pastori che abbiano riempiuta la sedia di san Pietro. Diede egli principio al suo pontificato con procacciare rimedii al miserabile stato delle chiese d'Oriente, giacchè l'eresia, in vece di cessare, andava crescendo a cagion della connivenza di Anastasio imperadore, il quale mostrava bensì dall'un canto d'esser cattolico, ma dall'altro fomentava non poco le turbolenze degli eretici, in guisa che veniva riputato anch'egli eretico o macchiato dell'eresia degli indifferenti: peste, che anche oggidì ha luogo fra certi popoli, che pure esteriormente professano la legge santissima di Cristo. Per quello nondimeno che riguarda il politico, si acquistò sulle prime esso Anastasio un buon nome; anzi sel confermò, giacchè scrive Cedreno[Cedren., in Annalib.]che ne' giuochi circensi essendo egli assiso, tutto il popolo ad una voce gridò:Come siete vivuto finora, signoreggiate ancor da qui innanzi, o signore. Confessano in fatti gli scrittori che Anastasio nella vita privata era solito a mezzanotte d'andar alla chiesa, con far ivi le sue preghiere, e spesso digiunava e dispensava di grandi limosine. Divenuto poi imperadore, cacciò via da Costantinopoli le spie, ed abolì il tributo chiamatocrisargiro, cioèoroargento, che fruttava all'erario cesareo un'incredibil somma di danaro, ma con aggravio intollerabile de' sudditi. Imperocchè qualsivoglia mendico, meretrice, ripudiata, servo e liberto era aggravato dal tributo ogni anno. E, secondochè abbiamo da Zonara[Zonar., in Annal.], ogni persona, maschio o femmina, pagava una moneta d'argento, altrettanto poi per ogni cavallo, mulo e bue; e sei folli (specie di moneta) per ciascun asino e cane. Fece Anastasio pubblicamente bruciar i libri di questo tributo, con suo gran plauso ed immensa consolazione del popolo.Volle eziandio, per attestato di Teodoro lettore[Theod. Lector, lib. 2.], che le cariche per l'addietro venali si dispensassero gratis in avvenire. Ma a così bei principii non corrispose il proseguimento della sua vita e del suo comando. È nondimeno da avvertire che Teofane[Theoph., in Chronogr.]riferisce abolito il suddetto tributo alquanti anni dipoi, e non già nei primi di questo imperadore, con aggiugnere ch'egli proibì ancora i combattimenti colle fiere nell'anfiteatro, che costavano la vita a molte persone. Appartiene bensì al presente anno, giusta la testimonianza del suddetto Teofane e di Marcellino conte[Marcell. Comes, in Chron.], il principio della guerra isaurica.Longinofratello del già defunto imperadore Zenone, perchè non avea potuto ottener di salire sul trono dopo di lui, inquietava forte la città di Costantinopoli. Se ne sbrigò Anastasio con farlo prendere ed inviare ad Alessandria d'Egitto, dove il costrinse a farsi prete, e dove da lì a sette anni pacificamente diede fine al suo vivere. Tolse ancora la carica di generale delle armate ad un altro Longino. Ma costui per la rabbia di vedersi degradato, unitosi con gl'Isauri, che erano della nazione sua stessa e del predefunto Zenone, ed usavano fiere prepotenze in addietro, si diede a fare alla peggio, commettendo mille disordini in Costantinopoli. Perciò Anastasio il cacciò via dalla città con tutta l'insolente e numerosa brigata degli Isauri. Se n'andò costui infuriato nell'Isauria, ed impadronitosi de' tesori che Zenone per sua cautela avea mandati in quel suo paese, fece sollevar que' popoli, con formare un'armata di essi, di Barbari e d'altri masnadieri, fin quasi a cento cinquantamila persone. Ninilingi governator dell'Isauria, creatura di Zenone Augusto, si mise alla testa di costoro. Ma spedito contra di loro da AnastasioGiovanni Scitacon un poderoso esercito, e data una battaglia, Ninilingirestò morto sul campo con una buona parte degli Isauri tagliata a pezzi, e il resto prese la fuga. Se i vittoriosi Romani, o vogliam dire i Greci, non si perdevano dietro alle spoglie, forse in quel dì avea fine questa ribellione. Ma gl'Isauri si rimisero in forze e in arnese, e continuarono dipoi la guerra per qualche anno. Noi non sappiamo che succedesse in questi giorni in Italia azione alcuna degna di memoria, se non che Teoderico ostinatamente continuò ad assediare Ravenna e Odoacre a difendersi in essa.
Consoli
Flavio Anastasio AugustoeRufo.
Secondo il costume degli altri imperadori,Anastasioin Oriente nel primo gennaio del suo imperio prese il consolato.Rufosuo collega viene appellatocontedal Cronologo del Cuspiniano[Chronologus Cuspiniani.], e il Panvinio[Panvin., in Fast. Consul.]pretende ch'egli fosse console creato in Occidente, ma senza recarne pruova alcuna; apparendo nulladimeno che gl'imperadori d'Oriente talvolta in questi tempi crearono anche il console occidentale. Passò nel presente anno a dì 24 di febbraio a miglior vitaFelice papa, terzo di questo nome, che san Gregorio Magno chiama suoAtavo, pontefice, la cui memoria è gloriosa neiFasti ecclesiastici. Nel dì primo del susseguente marzo gli fu dato per successoreGelasiodi nazione africano, uno dei più riguardevoli pastori che abbiano riempiuta la sedia di san Pietro. Diede egli principio al suo pontificato con procacciare rimedii al miserabile stato delle chiese d'Oriente, giacchè l'eresia, in vece di cessare, andava crescendo a cagion della connivenza di Anastasio imperadore, il quale mostrava bensì dall'un canto d'esser cattolico, ma dall'altro fomentava non poco le turbolenze degli eretici, in guisa che veniva riputato anch'egli eretico o macchiato dell'eresia degli indifferenti: peste, che anche oggidì ha luogo fra certi popoli, che pure esteriormente professano la legge santissima di Cristo. Per quello nondimeno che riguarda il politico, si acquistò sulle prime esso Anastasio un buon nome; anzi sel confermò, giacchè scrive Cedreno[Cedren., in Annalib.]che ne' giuochi circensi essendo egli assiso, tutto il popolo ad una voce gridò:Come siete vivuto finora, signoreggiate ancor da qui innanzi, o signore. Confessano in fatti gli scrittori che Anastasio nella vita privata era solito a mezzanotte d'andar alla chiesa, con far ivi le sue preghiere, e spesso digiunava e dispensava di grandi limosine. Divenuto poi imperadore, cacciò via da Costantinopoli le spie, ed abolì il tributo chiamatocrisargiro, cioèoroargento, che fruttava all'erario cesareo un'incredibil somma di danaro, ma con aggravio intollerabile de' sudditi. Imperocchè qualsivoglia mendico, meretrice, ripudiata, servo e liberto era aggravato dal tributo ogni anno. E, secondochè abbiamo da Zonara[Zonar., in Annal.], ogni persona, maschio o femmina, pagava una moneta d'argento, altrettanto poi per ogni cavallo, mulo e bue; e sei folli (specie di moneta) per ciascun asino e cane. Fece Anastasio pubblicamente bruciar i libri di questo tributo, con suo gran plauso ed immensa consolazione del popolo.Volle eziandio, per attestato di Teodoro lettore[Theod. Lector, lib. 2.], che le cariche per l'addietro venali si dispensassero gratis in avvenire. Ma a così bei principii non corrispose il proseguimento della sua vita e del suo comando. È nondimeno da avvertire che Teofane[Theoph., in Chronogr.]riferisce abolito il suddetto tributo alquanti anni dipoi, e non già nei primi di questo imperadore, con aggiugnere ch'egli proibì ancora i combattimenti colle fiere nell'anfiteatro, che costavano la vita a molte persone. Appartiene bensì al presente anno, giusta la testimonianza del suddetto Teofane e di Marcellino conte[Marcell. Comes, in Chron.], il principio della guerra isaurica.Longinofratello del già defunto imperadore Zenone, perchè non avea potuto ottener di salire sul trono dopo di lui, inquietava forte la città di Costantinopoli. Se ne sbrigò Anastasio con farlo prendere ed inviare ad Alessandria d'Egitto, dove il costrinse a farsi prete, e dove da lì a sette anni pacificamente diede fine al suo vivere. Tolse ancora la carica di generale delle armate ad un altro Longino. Ma costui per la rabbia di vedersi degradato, unitosi con gl'Isauri, che erano della nazione sua stessa e del predefunto Zenone, ed usavano fiere prepotenze in addietro, si diede a fare alla peggio, commettendo mille disordini in Costantinopoli. Perciò Anastasio il cacciò via dalla città con tutta l'insolente e numerosa brigata degli Isauri. Se n'andò costui infuriato nell'Isauria, ed impadronitosi de' tesori che Zenone per sua cautela avea mandati in quel suo paese, fece sollevar que' popoli, con formare un'armata di essi, di Barbari e d'altri masnadieri, fin quasi a cento cinquantamila persone. Ninilingi governator dell'Isauria, creatura di Zenone Augusto, si mise alla testa di costoro. Ma spedito contra di loro da AnastasioGiovanni Scitacon un poderoso esercito, e data una battaglia, Ninilingirestò morto sul campo con una buona parte degli Isauri tagliata a pezzi, e il resto prese la fuga. Se i vittoriosi Romani, o vogliam dire i Greci, non si perdevano dietro alle spoglie, forse in quel dì avea fine questa ribellione. Ma gl'Isauri si rimisero in forze e in arnese, e continuarono dipoi la guerra per qualche anno. Noi non sappiamo che succedesse in questi giorni in Italia azione alcuna degna di memoria, se non che Teoderico ostinatamente continuò ad assediare Ravenna e Odoacre a difendersi in essa.