CDXLIAnno diCristoCDXLI. IndizioneIX.Leonepapa 2.TeodosioII imper. 40 e 34.ValentinianoIII imper. 17.ConsoleCirosolo.QuestoCirofu console in Oriente, nè si sa perchè in Occidente non fosse creato console alcuno per quest'anno. Era Ciro, per attestato di Suida[Suidas, in Lexico, verb.Cyrus.], da Pano città dell'Egitto, pagano di professione, e per la perizia in far versi entrò forte in grazia d'Eudocia imperadrice, giacchè anche essa si dilettava forte di far la poetessa. Con sì alta protezione salì egli ai gradi di general d'armata, di prefetto del pretorio d'Oriente, di prefetto della città di Costantinopoli, di console e di patrizio. Decaduta poi Eudocia, anch'egli cadde, ed abbracciata la religion di Cristo fu creato vescovo, come diremo. Ne parla anche Evagrio nella sua storia. Avendo veduto Teodosio che Genserico coll'invadere la Sicilia, minacciava ancora l'imperio orientale, e saputo che avea preso il titolo di re, determinò in quest'anno di portare contra di lui la guerra in Africa. San Prospero[Prosper, in Chron.]ci fa sapere che egli mise insieme una gran flotta, e la spinse in Sicilia. Erano duci dell'armataAriovindo,AnassilaeGermano. Ma costoro, ossia che apprendessero il ritorno di Genserico in Sicilia, o per ragione che si addurrà fra poco, non finirono mai di muoversi verso l'Africa; e però passò il presente anno senza operazione alcuna contra de' Vandali, e solamente con aggravio grande della Sicilia. Ma Teofane[Theoph., in Chronic.]riferisce questo fatto all'anno 449, con aggiugnere che la flotta imperiale consisteva in mille e cento navi: dal che atterrito Genserico, mandò ambasciatori a trattar di pace. Intanto esso re barbaro, sempre più temendo che i popoli cattolici dell'Africa si rivoltassero, maggiormente divenne crudele, e perseguitò massimamente i vescovi e il clero; ed assaissimi in tal occasione soffrirono il martirio, siccome abbiamo da sant'Isidoro[Isidorus, in Chronico Vandal.]. In quest'anno ancora, per attestato d'Idacio[Idacius, in Chron.], venne a morteErmericore degli Svevi in Ispagna, dopo essere stato infermo per sette anni. Egli avea già dichiarato re e successore suo nell'anno 438Rechilasuo figliuolo, il quale in questo medesimo anno stese di molto le sue conquiste, perchè s'impadronì di Siviglia e delle provincie della Betica e di Cartagena. Aggiugne esso storico che inviatoAsturioduce dell'una e dell'altra milizia (per quanto si può credere da Aezio generale dell'imperadore) nel territorio di Taragona in Ispagna, quivi disfece una gran moltitudine di Bacaudi, cioè di contadini e d'altri, che ribellatisi ai magistrati padroni, viveano di ladronecci ed assassinii. Prospero Tirone[Prosper Tiro, in Chron.]è poi testimonio che in questi dì Aezio suddetto, dopo aver pacificate le turbolenze della Gallia, se ne tornò in Italia, probabilmente richiamato per unirsi con l'armata di Teodosio contra di Genserico. Ma in questi tempi anche l'imperio greco patì delle disgrazie, come lasciò scrittoMarcellino conte[Marcell. Comes, in Chronico.]. Imperocchè ad un medesimo tempo si mossero i Persiani, i Saraceni, i Zanni, gl'Isauri e gli Unni, chi da una parte e chi dall'altra, e devastarono molte contrade de' cristiani sottoposte all'imperio suddetto. Teodosio Augusto spedì contra di costoroAnatolio, dianzi console, edAspare, suoi generali, la bravura de' quali mise freno a que' Barbari, e gl'indusse a far tregua per un anno. Ma in questa non dovettero entrare gli Unni, perchè seguita a dire lo stesso istorico, che costoro con grandi forze entrarono nell'Illirico, e diedero l'ultimo eccidio a Naisso, a Singiduno e a moltissime altre terre di quelle romane provincie. Racconta egli finalmente, e lo scrisse ancora l'autore della Cronica Alessandrina[Chronicum Alexandrinum ad hunc. ann.], come cosa notabile, che in quest'annoGiovanni, di nazione Vandalo, generale dell'imperadore, fu ucciso in Tracia, per frode diArnegisclo, ossiaArnegisco, generale della Dacia, oppur della Tracia, che restò poi morto in una battaglia contro gli Unni, siccome vedremo all'anno 447. Parimente Teofane[Theoph., in Chronograph.]racconta questo fatto, ma fuor di sito, cioè all'anno 38 di Teodosio Augusto. E più precisamente impariamo da lui che questo Giovanni, per soprannome Vandalo, avea cominciato in Roma a far da tiranno contra di Valentiniano Augusto. Ma che inviati da Teodosio AugustoAspareedArtaburiosuoi generali, costui fu sconfitto in una battaglia; ed essendosi egli sotto la lor parola dato in lor mano, fu condotto a Teodosio, e procurato che venisse provveduto di qualche posto. Ma Crisafio eunuco, allora potentissimo nella corte, con inganno il fece levar di vita: la quale iniquità Dio permise che da lì a poco restasse punita. Essendo succeduta nel 449, o piuttosto nel 450, la caduta di Crisafio, si scorge a qual tempo Teofane riferisca la morte di questo Vandalo: cosa che non può stare, perchè Arnegiscofu ucciso nell'anno 447. Strano è che in Roma succedesse la sollevazion di costui, e ch'egli fosse poi atterrato in un conflitto dai generali di Teodosio, e che gli antichi non abbiano messo meglio in chiaro questo notabil fatto. Pubblicò in questi tempi esso Augusto una legge[L. viris spectabil. Cod. Justinian. de Privil. Scholar.], in cui proibì ai conti delle scuole militari di battere e degradare gli uffiziali subalterni. Con altre leggi dichiarò che a niuno dei difensori delle città fosse permesso il depor la sua carica senza la licenza dell'imperadore; e che non si potesse opporre la prescrizione quando si trattava degli aggravii e delle imposte del pubblico.
Console
Cirosolo.
QuestoCirofu console in Oriente, nè si sa perchè in Occidente non fosse creato console alcuno per quest'anno. Era Ciro, per attestato di Suida[Suidas, in Lexico, verb.Cyrus.], da Pano città dell'Egitto, pagano di professione, e per la perizia in far versi entrò forte in grazia d'Eudocia imperadrice, giacchè anche essa si dilettava forte di far la poetessa. Con sì alta protezione salì egli ai gradi di general d'armata, di prefetto del pretorio d'Oriente, di prefetto della città di Costantinopoli, di console e di patrizio. Decaduta poi Eudocia, anch'egli cadde, ed abbracciata la religion di Cristo fu creato vescovo, come diremo. Ne parla anche Evagrio nella sua storia. Avendo veduto Teodosio che Genserico coll'invadere la Sicilia, minacciava ancora l'imperio orientale, e saputo che avea preso il titolo di re, determinò in quest'anno di portare contra di lui la guerra in Africa. San Prospero[Prosper, in Chron.]ci fa sapere che egli mise insieme una gran flotta, e la spinse in Sicilia. Erano duci dell'armataAriovindo,AnassilaeGermano. Ma costoro, ossia che apprendessero il ritorno di Genserico in Sicilia, o per ragione che si addurrà fra poco, non finirono mai di muoversi verso l'Africa; e però passò il presente anno senza operazione alcuna contra de' Vandali, e solamente con aggravio grande della Sicilia. Ma Teofane[Theoph., in Chronic.]riferisce questo fatto all'anno 449, con aggiugnere che la flotta imperiale consisteva in mille e cento navi: dal che atterrito Genserico, mandò ambasciatori a trattar di pace. Intanto esso re barbaro, sempre più temendo che i popoli cattolici dell'Africa si rivoltassero, maggiormente divenne crudele, e perseguitò massimamente i vescovi e il clero; ed assaissimi in tal occasione soffrirono il martirio, siccome abbiamo da sant'Isidoro[Isidorus, in Chronico Vandal.]. In quest'anno ancora, per attestato d'Idacio[Idacius, in Chron.], venne a morteErmericore degli Svevi in Ispagna, dopo essere stato infermo per sette anni. Egli avea già dichiarato re e successore suo nell'anno 438Rechilasuo figliuolo, il quale in questo medesimo anno stese di molto le sue conquiste, perchè s'impadronì di Siviglia e delle provincie della Betica e di Cartagena. Aggiugne esso storico che inviatoAsturioduce dell'una e dell'altra milizia (per quanto si può credere da Aezio generale dell'imperadore) nel territorio di Taragona in Ispagna, quivi disfece una gran moltitudine di Bacaudi, cioè di contadini e d'altri, che ribellatisi ai magistrati padroni, viveano di ladronecci ed assassinii. Prospero Tirone[Prosper Tiro, in Chron.]è poi testimonio che in questi dì Aezio suddetto, dopo aver pacificate le turbolenze della Gallia, se ne tornò in Italia, probabilmente richiamato per unirsi con l'armata di Teodosio contra di Genserico. Ma in questi tempi anche l'imperio greco patì delle disgrazie, come lasciò scrittoMarcellino conte[Marcell. Comes, in Chronico.]. Imperocchè ad un medesimo tempo si mossero i Persiani, i Saraceni, i Zanni, gl'Isauri e gli Unni, chi da una parte e chi dall'altra, e devastarono molte contrade de' cristiani sottoposte all'imperio suddetto. Teodosio Augusto spedì contra di costoroAnatolio, dianzi console, edAspare, suoi generali, la bravura de' quali mise freno a que' Barbari, e gl'indusse a far tregua per un anno. Ma in questa non dovettero entrare gli Unni, perchè seguita a dire lo stesso istorico, che costoro con grandi forze entrarono nell'Illirico, e diedero l'ultimo eccidio a Naisso, a Singiduno e a moltissime altre terre di quelle romane provincie. Racconta egli finalmente, e lo scrisse ancora l'autore della Cronica Alessandrina[Chronicum Alexandrinum ad hunc. ann.], come cosa notabile, che in quest'annoGiovanni, di nazione Vandalo, generale dell'imperadore, fu ucciso in Tracia, per frode diArnegisclo, ossiaArnegisco, generale della Dacia, oppur della Tracia, che restò poi morto in una battaglia contro gli Unni, siccome vedremo all'anno 447. Parimente Teofane[Theoph., in Chronograph.]racconta questo fatto, ma fuor di sito, cioè all'anno 38 di Teodosio Augusto. E più precisamente impariamo da lui che questo Giovanni, per soprannome Vandalo, avea cominciato in Roma a far da tiranno contra di Valentiniano Augusto. Ma che inviati da Teodosio AugustoAspareedArtaburiosuoi generali, costui fu sconfitto in una battaglia; ed essendosi egli sotto la lor parola dato in lor mano, fu condotto a Teodosio, e procurato che venisse provveduto di qualche posto. Ma Crisafio eunuco, allora potentissimo nella corte, con inganno il fece levar di vita: la quale iniquità Dio permise che da lì a poco restasse punita. Essendo succeduta nel 449, o piuttosto nel 450, la caduta di Crisafio, si scorge a qual tempo Teofane riferisca la morte di questo Vandalo: cosa che non può stare, perchè Arnegiscofu ucciso nell'anno 447. Strano è che in Roma succedesse la sollevazion di costui, e ch'egli fosse poi atterrato in un conflitto dai generali di Teodosio, e che gli antichi non abbiano messo meglio in chiaro questo notabil fatto. Pubblicò in questi tempi esso Augusto una legge[L. viris spectabil. Cod. Justinian. de Privil. Scholar.], in cui proibì ai conti delle scuole militari di battere e degradare gli uffiziali subalterni. Con altre leggi dichiarò che a niuno dei difensori delle città fosse permesso il depor la sua carica senza la licenza dell'imperadore; e che non si potesse opporre la prescrizione quando si trattava degli aggravii e delle imposte del pubblico.