CDXLIVAnno diCristoCDXLIV. IndizioneXII.Leonepapa 5.TeodosioII imper. 43 e 37.ValentinianoIII imperad. 20.ConsoliTeodosio Augustoper la diciottesima volta edAlbino.Regnavano nella Scitia, ossia Tartaria, i due fratelliBledaedAttila, siccome è detto di sopra; e Bleda pare che avesse più popoli sottoposti che il fratello Attila. Ma potendo più nel cuor d'Attila l'ambizione che la ragione, e perchè egli non amava di aver compagno nel trono, fraudolentemente uccise Bleda, per quanto narra san Prospero, nel presente anno[Prosper, in Chronic.], e dopo lui Cassiodoro[Cassiod., in Chronic.], con forzar tutte quelle popolazioni a rendere ubbidienza a sè stesso. Lo attesta anche Giordano storico[Jordan., de Reb. Get., cap. 35.], con aggiugnere che questo re crudele mise insieme un'immensa armata, per desiderio di soggiogare i Romani e Visigoti; e correa voce che in questo terribil esercito si contassero cinquecento mila persone: numero probabilmente ingrandito dal timore di allora. Ciò può farci sospettare che Attila non fosse mai passato nella Gallia, comeparve di sopra che supponesse lo storico suddetto. Marcellino conte[Marcell. Comes, in Chron.]riferisce all'anno seguente la morte di Bleda. Attesta ancora questo scrittore che morì nell'anno presente, in età di quarantacinque anni,Arcadia, figliuola d'Arcadio imperadore, e sorella di Teodosio Augusto, la quale, seguendo le pie esortazioni di Pulcheria Augusta sua sorella, conservò la verginità fino alla morte. Ella godeva il titolo dinobilissima, e fabbricò in Costantinopoli le terme appellate Arcadiane. Gennadio[Gennad., de Script. Eccl.], in iscrivendo cheAttico, vescovo di Costantinopoli, indirizzò un libro della fede e verginitàalle regine figliuole d'Arcadio imperadore, vi comprende ancora questa principessa, molto lodata per la sua pietà e per altre virtù. Finì ancora di vivere nel presente anno sanCirillo, celebre vescovo d'Alessandria, e scrittore insigne della Chiesa di Dio, al cui zelo principalmente si dee l'abbattimento di Nestorio e della sua eresia. Era contra di lui esacerbatoTeodoreto, famoso vescovo di Ciro, e dopo la di lui morte ne sparlò non poco; ma le virtù di Cirillo sono sopra le appassionate dicerie di Teodoreto. Sotto questo anno mette l'autore della Cronica Alessandrina[Chron. Alexand.]la discordia nata fra Teodosio Augusto ed Eudocia sua moglie. Ma perchè il padre Pagi pretende ciò accaduto anche più tardi, ne parleremo più abbasso. Certo la cronologia si truova ben imbrogliata in questi tempi. San Leone papa seguitò nel presente anno a scoprire tutte le ribalderie de' manichei in Roma, e pubblicò il processo fatto contra di loro. Essendo poi stato in luogo di san Cirillo eletto vescovo di Alessandria Dioscoro, egli non tardò a spedire un'ambasceria al romano pontefice. Costui era creduto uomo di rara pietà, e certamente fu nemico di Nestorio; ma non tardò a scoprirsi sotto la pelle di agnello un lupo. Veggonsi in quest'annoalcune leggi di Teodosio e Valentiniano[Append. tom. 6, Cod. Theodos.]che riguardano le esenzioni e i tributi da pagarsi.
Consoli
Teodosio Augustoper la diciottesima volta edAlbino.
Regnavano nella Scitia, ossia Tartaria, i due fratelliBledaedAttila, siccome è detto di sopra; e Bleda pare che avesse più popoli sottoposti che il fratello Attila. Ma potendo più nel cuor d'Attila l'ambizione che la ragione, e perchè egli non amava di aver compagno nel trono, fraudolentemente uccise Bleda, per quanto narra san Prospero, nel presente anno[Prosper, in Chronic.], e dopo lui Cassiodoro[Cassiod., in Chronic.], con forzar tutte quelle popolazioni a rendere ubbidienza a sè stesso. Lo attesta anche Giordano storico[Jordan., de Reb. Get., cap. 35.], con aggiugnere che questo re crudele mise insieme un'immensa armata, per desiderio di soggiogare i Romani e Visigoti; e correa voce che in questo terribil esercito si contassero cinquecento mila persone: numero probabilmente ingrandito dal timore di allora. Ciò può farci sospettare che Attila non fosse mai passato nella Gallia, comeparve di sopra che supponesse lo storico suddetto. Marcellino conte[Marcell. Comes, in Chron.]riferisce all'anno seguente la morte di Bleda. Attesta ancora questo scrittore che morì nell'anno presente, in età di quarantacinque anni,Arcadia, figliuola d'Arcadio imperadore, e sorella di Teodosio Augusto, la quale, seguendo le pie esortazioni di Pulcheria Augusta sua sorella, conservò la verginità fino alla morte. Ella godeva il titolo dinobilissima, e fabbricò in Costantinopoli le terme appellate Arcadiane. Gennadio[Gennad., de Script. Eccl.], in iscrivendo cheAttico, vescovo di Costantinopoli, indirizzò un libro della fede e verginitàalle regine figliuole d'Arcadio imperadore, vi comprende ancora questa principessa, molto lodata per la sua pietà e per altre virtù. Finì ancora di vivere nel presente anno sanCirillo, celebre vescovo d'Alessandria, e scrittore insigne della Chiesa di Dio, al cui zelo principalmente si dee l'abbattimento di Nestorio e della sua eresia. Era contra di lui esacerbatoTeodoreto, famoso vescovo di Ciro, e dopo la di lui morte ne sparlò non poco; ma le virtù di Cirillo sono sopra le appassionate dicerie di Teodoreto. Sotto questo anno mette l'autore della Cronica Alessandrina[Chron. Alexand.]la discordia nata fra Teodosio Augusto ed Eudocia sua moglie. Ma perchè il padre Pagi pretende ciò accaduto anche più tardi, ne parleremo più abbasso. Certo la cronologia si truova ben imbrogliata in questi tempi. San Leone papa seguitò nel presente anno a scoprire tutte le ribalderie de' manichei in Roma, e pubblicò il processo fatto contra di loro. Essendo poi stato in luogo di san Cirillo eletto vescovo di Alessandria Dioscoro, egli non tardò a spedire un'ambasceria al romano pontefice. Costui era creduto uomo di rara pietà, e certamente fu nemico di Nestorio; ma non tardò a scoprirsi sotto la pelle di agnello un lupo. Veggonsi in quest'annoalcune leggi di Teodosio e Valentiniano[Append. tom. 6, Cod. Theodos.]che riguardano le esenzioni e i tributi da pagarsi.