CDXLVIII

CDXLVIIIAnno diCristoCDXLVIII. IndizioneI.Leonepapa 9.TeodosioII imp. 47 e 41.ValentinianoIII imper. 24.ConsoliFlavio ZenoneeRufio Pretestato Postumiano.Postumiano, console occidentale, fu figliuolo diFlavio Avito Mariniano, che era anch'egli salito alla dignità del consolato nell'anno di Cristo 423, come si ha da una iscrizione del Grutero[Gruter., Inscript., pag. 464, num. 8.].Zenoneconsole orientale, per attestato di Damascio, nella Vita d'Isidoro presso Fozio, era tuttavia pagano, e si studiò di abolire la religion cristiana, ma con una morte violenta Dio tagliò la strada ai suoi disegni. Bisogna che costui avesse gran potere e credito, perchè Prisco istorico[Priscus, de Legationib., tom. I Hist. Byz.]nota aver Teodosio avuta paura che Zenone gli usurpasse l'imperio. E sappiamo ancora che fu generale di armata, e comandava a tutte le milizie dell'Oriente. Succedette in quest'anno un altro avvenimento famoso nella corte dell'imperadore d'Oriente, che viene narrato dalla Cronica Alessandrina[Chron. Alexandr.], da Teofane[Theoph., in Chron.]e dagli altri autori greci.Paolino, maggiordomo e favorito di Teodosio Augusto, godeva ancora non poco della grazia dell'imperadriceEudocia, siccome quegli che influì non poco ad alzarla dal basso suo stato al trono imperiale. Si trovava egli in letto per male di un piede, allorchè un pover'uomo presentò all'imperador Teodosio, come cosa rara, un pomo di straordinaria grandezza, nato nella Frigia. Teodosio gli fece subito donare centocinquanta scudi d'oro, e mandò il pomo in dono all'Augusta moglie Eudocia, ed ella il mandò a donare a Paolino, il quale, nulla sapendo ondel'imperadrice l'avesse avuto, lo spedì come cosa rarissima per regalo all'imperadore, a cui fu presentato mentre usciva di chiesa. Teodosio non sì tosto fu al palazzo, che chiese conto del pomo dalla moglie. Ella rispose di averlo mangiato. Di nuovo la interrogò, se lo avesse mangiato, oppure inviato a qualche persona; ed ella con giuramento replicò che lo avea mangiato. Questa menzogna mise certi sospetti in capo a Teodosio, di modo che ne seguì separazione e divorzio fra di loro; e fu cagione ch'esso Augusto, conceputo mal animo contro di Paolino, da lì a qualche tempo il fece ammazzare. Eudocia da questo colpo vedendo offesa pubblicamente la riputazione sua, perchè venne a palesarsi ad ognuno che per cagione di lei era incontrata ad esso Paolino quella disavventura, dimandò licenza all'imperadore di poter passare alla visita dei luoghi santi di Gerusalemme, e la ottenne. Allora fu ch'essa passò per Antiochia, secondochè abbiamo dalla Cronica Alessandrina[Chron. Alexandr.], e non già nell'anno 439, come ha Evagrio, dove ricevette di grandi onori. Di là poi si trasferì a Gerusalemme, e quivi si trattenne sino al fine della vita, con aver allora rifatte le mura tutte, e compartiti altri benefizii a quella santa città.Strano è che nella Cronica Alessandrina suddetta venga riferito un tal fatto sotto l'anno di Cristo 444, quando si è veduto che dopo l'assunzione di Flaviano alla sedia patriarcale, accaduta nel presente anno, Eudocia fu esaltata più che mai per la ritirata di Pulcheria Augusta. Ma finalmente il continuatore di essa Cronica, che si crede vivuto sotto l'imperadore Eraclio, potè sbagliare nei conti. Più strano può parere, come nella Cronica di Marcellino conte, più vicino a que' tempi, si truovi scritto molto più indietro, cioè all'anno 440[Marcell. Comes, in Chron.], che Paolino maestro degli uffizii, per ordine di Teodosio Augusto, fu ucciso in Cesareadi Cappadocia. Poscia all'anno 444 narra lo stesso Marcellino, cheSaturninoconte della guardia domestica di Teodosio, mandato apposta da esso Augusto, uccise Severo prete e Giovanni diacono, ministri dell'imperadrice Eudocia in Gerusalemme. Eudocia, irritata per questo fatto, fece tagliare a pezzi il medesimo Saturnino; laonde, per comandamento del marito Augusto, essa venne spogliata di tutti i reali ministri, ed in tale stato rimase dipoi fino alla morte nella suddetta città. Son certamente fuori di sito questi fatti. Teofane[Theoph., in Chronogr.]e Niceforo Callisto[Niceph., lib. 14, cap. 47.]più accuratamente gli scrivono succeduti dappoichè Eudocia si trasferì a Gerusalemme, e però tali omicidii dovettero seguire nell'anno seguente. Certo è bensì che avendo in quest'anno Flaviano patriarca di Costantinopoli congregato un concilio, in esso condannò l'eresiarcaEutichete: sopra che son da vedere gli Annali del cardinal Baronio e del padre Pagi. Allora Crisafio eunuco, potentissimo nella corte di Teodosio, e partigiano di quell'eretico, tanto più si accese di sdegno contro del santo vescovo, e ne giurò la rovina. Teodosio Augusto pubblicò bene in quest'anno un editto contro i fautori di Nestorio; ma non prese una buona guardia contro i nascenti errori dell'altro eretico. A questo anno riferisce il Pagi[Pagius, Crit. Baron.]la caduta diCiropanopolita, che abbiam veduto di sopra console, e che fu eziandio prefetto del pretorio e prefetto della città di Costantinopoli, e patrizio, uomo di gran prudenza e maneggi. Era questi, perchè amante della poesia, carissimo all'imperadrice Eudocia, poetessa anch'essa. Ma dappoichè ella cadde dalla grazia del marito Augusto, e si fu ritirata a Gerusalemme, succedette la rovina ancora di questo personaggio, il quale, secondo molti scrittori, fu creato dipoi vescovo diSmirna, o piuttosto, siccome accuratamente pruova il padre Pagi, fu vescovo di Cotieo città della Frigia. Si appoggia esso Pagi all'autorità di Suida[Suidas, in Lexico, verb.Cyrus.], per rapportare al presente anno la depressione di Ciro. Ma Teofane[Theoph., in Chronogr.]e Niceforo Callisto[Nicephorus, Hist. lib. 14, cap. 46.]fanno menzione di questo fatto due anni prima della elezione di san Flaviano, e tre prima della ritirata di Eudocia Augusta. Nulladimeno, soggiungendo Niceforo ch'egli cadde dopo il tremuoto dell'anno precedente, pare che in quest'anno seguisse il suo precipizio. E fu perchè avendo egli rifabbricato in parte le mura atterrate di Costantinopoli, il popolo gli fece plauso nel circo con gridare:Costantino fece, e Ciro rinnovò. V'era presente l'imperadore, e se l'ebbe a male; perciò, trovato il pretesto che costui era gentile, o se l'intendeva coi gentili, il degradò, e gli confiscò i beni. Se ne fuggì egli in chiesa, ed allora fu ordinato cherico, e poi, per compassione che n'ebbe Teodosio, fu creato vescovo, come ho detto, di Cotieo. In quest'anno (è Marcellino conte che lo narra) dall'India fu mandata in dono all'imperadore Teodosio una tigre domata; ed essendo bruciato il portico fabbricato di marmo di Troade in Costantinopoli colle due torri delle porte,Antiocoprefetto del pretorio rimise tutto nello stato di prima. Aggiunge ancora quello storico che, essendo venuti gli ambasciatori di Attila a richiedere il danaro pattuito, furono licenziati con isprezzo. Nell'agosto del presente anno diede fine ai suoi giorni, secondo Idacio[Idacius, in Chronico.],Rechilare degli Svevi in Merida, città della Lusitania, e morì pagano. Ebbe per successore nel regnoRechiariosuo figliuolo, cattolico di religione, quantunque all'innalzamento suo provasse qualche opposizione dai suoi. Appena egli si vide fermo sul trono, che si mise a saccheggiarle provincie romane vicine[Isidorus, in Chronico Svevor.]. Valentiniano Augusto in quest'anno confermò con suo decreto[Cod. Theod. Append. tom. 6, tit. 13.], inviato adAlbinoprefetto del pretorio, le leggi novelle di Teodosio imperadore d'Oriente, suocero suo, ma chiamato da lui padre per riverenza.

Consoli

Flavio ZenoneeRufio Pretestato Postumiano.

Postumiano, console occidentale, fu figliuolo diFlavio Avito Mariniano, che era anch'egli salito alla dignità del consolato nell'anno di Cristo 423, come si ha da una iscrizione del Grutero[Gruter., Inscript., pag. 464, num. 8.].Zenoneconsole orientale, per attestato di Damascio, nella Vita d'Isidoro presso Fozio, era tuttavia pagano, e si studiò di abolire la religion cristiana, ma con una morte violenta Dio tagliò la strada ai suoi disegni. Bisogna che costui avesse gran potere e credito, perchè Prisco istorico[Priscus, de Legationib., tom. I Hist. Byz.]nota aver Teodosio avuta paura che Zenone gli usurpasse l'imperio. E sappiamo ancora che fu generale di armata, e comandava a tutte le milizie dell'Oriente. Succedette in quest'anno un altro avvenimento famoso nella corte dell'imperadore d'Oriente, che viene narrato dalla Cronica Alessandrina[Chron. Alexandr.], da Teofane[Theoph., in Chron.]e dagli altri autori greci.Paolino, maggiordomo e favorito di Teodosio Augusto, godeva ancora non poco della grazia dell'imperadriceEudocia, siccome quegli che influì non poco ad alzarla dal basso suo stato al trono imperiale. Si trovava egli in letto per male di un piede, allorchè un pover'uomo presentò all'imperador Teodosio, come cosa rara, un pomo di straordinaria grandezza, nato nella Frigia. Teodosio gli fece subito donare centocinquanta scudi d'oro, e mandò il pomo in dono all'Augusta moglie Eudocia, ed ella il mandò a donare a Paolino, il quale, nulla sapendo ondel'imperadrice l'avesse avuto, lo spedì come cosa rarissima per regalo all'imperadore, a cui fu presentato mentre usciva di chiesa. Teodosio non sì tosto fu al palazzo, che chiese conto del pomo dalla moglie. Ella rispose di averlo mangiato. Di nuovo la interrogò, se lo avesse mangiato, oppure inviato a qualche persona; ed ella con giuramento replicò che lo avea mangiato. Questa menzogna mise certi sospetti in capo a Teodosio, di modo che ne seguì separazione e divorzio fra di loro; e fu cagione ch'esso Augusto, conceputo mal animo contro di Paolino, da lì a qualche tempo il fece ammazzare. Eudocia da questo colpo vedendo offesa pubblicamente la riputazione sua, perchè venne a palesarsi ad ognuno che per cagione di lei era incontrata ad esso Paolino quella disavventura, dimandò licenza all'imperadore di poter passare alla visita dei luoghi santi di Gerusalemme, e la ottenne. Allora fu ch'essa passò per Antiochia, secondochè abbiamo dalla Cronica Alessandrina[Chron. Alexandr.], e non già nell'anno 439, come ha Evagrio, dove ricevette di grandi onori. Di là poi si trasferì a Gerusalemme, e quivi si trattenne sino al fine della vita, con aver allora rifatte le mura tutte, e compartiti altri benefizii a quella santa città.

Strano è che nella Cronica Alessandrina suddetta venga riferito un tal fatto sotto l'anno di Cristo 444, quando si è veduto che dopo l'assunzione di Flaviano alla sedia patriarcale, accaduta nel presente anno, Eudocia fu esaltata più che mai per la ritirata di Pulcheria Augusta. Ma finalmente il continuatore di essa Cronica, che si crede vivuto sotto l'imperadore Eraclio, potè sbagliare nei conti. Più strano può parere, come nella Cronica di Marcellino conte, più vicino a que' tempi, si truovi scritto molto più indietro, cioè all'anno 440[Marcell. Comes, in Chron.], che Paolino maestro degli uffizii, per ordine di Teodosio Augusto, fu ucciso in Cesareadi Cappadocia. Poscia all'anno 444 narra lo stesso Marcellino, cheSaturninoconte della guardia domestica di Teodosio, mandato apposta da esso Augusto, uccise Severo prete e Giovanni diacono, ministri dell'imperadrice Eudocia in Gerusalemme. Eudocia, irritata per questo fatto, fece tagliare a pezzi il medesimo Saturnino; laonde, per comandamento del marito Augusto, essa venne spogliata di tutti i reali ministri, ed in tale stato rimase dipoi fino alla morte nella suddetta città. Son certamente fuori di sito questi fatti. Teofane[Theoph., in Chronogr.]e Niceforo Callisto[Niceph., lib. 14, cap. 47.]più accuratamente gli scrivono succeduti dappoichè Eudocia si trasferì a Gerusalemme, e però tali omicidii dovettero seguire nell'anno seguente. Certo è bensì che avendo in quest'anno Flaviano patriarca di Costantinopoli congregato un concilio, in esso condannò l'eresiarcaEutichete: sopra che son da vedere gli Annali del cardinal Baronio e del padre Pagi. Allora Crisafio eunuco, potentissimo nella corte di Teodosio, e partigiano di quell'eretico, tanto più si accese di sdegno contro del santo vescovo, e ne giurò la rovina. Teodosio Augusto pubblicò bene in quest'anno un editto contro i fautori di Nestorio; ma non prese una buona guardia contro i nascenti errori dell'altro eretico. A questo anno riferisce il Pagi[Pagius, Crit. Baron.]la caduta diCiropanopolita, che abbiam veduto di sopra console, e che fu eziandio prefetto del pretorio e prefetto della città di Costantinopoli, e patrizio, uomo di gran prudenza e maneggi. Era questi, perchè amante della poesia, carissimo all'imperadrice Eudocia, poetessa anch'essa. Ma dappoichè ella cadde dalla grazia del marito Augusto, e si fu ritirata a Gerusalemme, succedette la rovina ancora di questo personaggio, il quale, secondo molti scrittori, fu creato dipoi vescovo diSmirna, o piuttosto, siccome accuratamente pruova il padre Pagi, fu vescovo di Cotieo città della Frigia. Si appoggia esso Pagi all'autorità di Suida[Suidas, in Lexico, verb.Cyrus.], per rapportare al presente anno la depressione di Ciro. Ma Teofane[Theoph., in Chronogr.]e Niceforo Callisto[Nicephorus, Hist. lib. 14, cap. 46.]fanno menzione di questo fatto due anni prima della elezione di san Flaviano, e tre prima della ritirata di Eudocia Augusta. Nulladimeno, soggiungendo Niceforo ch'egli cadde dopo il tremuoto dell'anno precedente, pare che in quest'anno seguisse il suo precipizio. E fu perchè avendo egli rifabbricato in parte le mura atterrate di Costantinopoli, il popolo gli fece plauso nel circo con gridare:Costantino fece, e Ciro rinnovò. V'era presente l'imperadore, e se l'ebbe a male; perciò, trovato il pretesto che costui era gentile, o se l'intendeva coi gentili, il degradò, e gli confiscò i beni. Se ne fuggì egli in chiesa, ed allora fu ordinato cherico, e poi, per compassione che n'ebbe Teodosio, fu creato vescovo, come ho detto, di Cotieo. In quest'anno (è Marcellino conte che lo narra) dall'India fu mandata in dono all'imperadore Teodosio una tigre domata; ed essendo bruciato il portico fabbricato di marmo di Troade in Costantinopoli colle due torri delle porte,Antiocoprefetto del pretorio rimise tutto nello stato di prima. Aggiunge ancora quello storico che, essendo venuti gli ambasciatori di Attila a richiedere il danaro pattuito, furono licenziati con isprezzo. Nell'agosto del presente anno diede fine ai suoi giorni, secondo Idacio[Idacius, in Chronico.],Rechilare degli Svevi in Merida, città della Lusitania, e morì pagano. Ebbe per successore nel regnoRechiariosuo figliuolo, cattolico di religione, quantunque all'innalzamento suo provasse qualche opposizione dai suoi. Appena egli si vide fermo sul trono, che si mise a saccheggiarle provincie romane vicine[Isidorus, in Chronico Svevor.]. Valentiniano Augusto in quest'anno confermò con suo decreto[Cod. Theod. Append. tom. 6, tit. 13.], inviato adAlbinoprefetto del pretorio, le leggi novelle di Teodosio imperadore d'Oriente, suocero suo, ma chiamato da lui padre per riverenza.


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