CDXVAnno diCristoCDXV. IndizioneXIII.Innocenzopapa 15.Onorioimperad. 23 e 21.Teodosio IIimp. 14 e 8.ConsoliOnorio Augustoper la decima volta eTeodosio Augustoper la sesta.Abbiamo dalle leggi del Codice Teodosiano prefetto in Roma in quest'annoGracco. Passato che fu Ataulfo re de' Goti in Ispagna, s'impadronì di Barcellona, ed ivi poi stabilì la sua residenza[Olimpiod., apud Photium, pag. 187.]. Gli partorì in quella città Galla Placidia un figliuolo, a cui fu posto il nome di Teodosio: del che sommamente si rallegrò esso Ataulfo, e prese più amore alla repubblica romana. Ma all'allegrezza succedette da lì a non molto la tristezza, essendo mancato di vita questo loro germoglio, che con gran duolo de' genitori fu seppellito entro una cassa d'argento in una delle chiese di Barcellona. Ma peggio avvenne poco appresso, perchè lo stesso Ataulfo fu anch'egli tolto dal mondo, mentre nella scuderia visitava, secondo il costume, i suoi cavalli da un suo domestico, appellato Dubbio. Costui, perchè il suo vecchio padrone, re di una parte de' Goti, era stato ammazzato da Ataulfo, non gliela perdonò mai più, finchè ne fece nella forma suddetta la vendetta. Giordano[Jordan., de Rebus Getic., c. 31.]chiama il di lui uccisore Vernulfo, aggiugnendo, che costui irritato, perchè il re metteva in burla la sua corta statura, gli cacciò la spada nella pancia. E se a tale storico prestiam fede, già Ataulfo s'era inoltrato nella Spagna, ed avea cominciato a combatterecoi Vandali ed Alani in favore dell'imperio romano. Filostorgio[Philost., lib. 12. c. 4.]attribuisce la di lui morte a varie crudeltà da lui commesse in collera. Prima di morire, Ataulfo raccomandò a suo fratello, di cui non sappiamo il nome, che restituisse all'imperadore Onorio la sorella Placidia, e procurasse, in qualunque modo che potesse, di stabilir pace e lega coll'imperio romano. Si figurava egli che questo suo fratello gli avesse a succedere nel regno; ma s'ingannò.Singerico, fratello di quel Saro che disopra vedemmo trucidato per ordine dello stesso Ataulfo, non in vigore della legge o della parentela, ma colla violenza fu creato re[Olymp., apud Photium, pag. 187.]. Nè tardò costui a far la vendetta del fratello, perchè strappati dalle braccia diSigesarovescovo (non so se dei Goti stessi, oppure di Barcellona) i figliuoli di Ataulfo, a lui nati dal primo matrimonio, crudelmente li fece ammazzare. Oltre a ciò, in onta del re defunto fece camminar la stessa regina Placidia a piedi davanti al suo cavallo, mischiata con altri prigionieri per lo spazio di dodici miglia. Ma questo Barbaro in capo a sette dì fu anche egli scannato, ed ebbe per successoreVallia. Ambrosio Morales[Morales, Hist. Hisp. lib. 2.], e dopo lui il Baronio[Baron., Annal. Eccl.]rappresentano un epitafio posto al re Ataulfo in Barcellona, dove si dice seppellito con sei figliuoli, uccisi dalla sua gente. Eccolo di nuovo.Bellipotens valida natvs de gente gothorvm.Hic cvm sex natis rex ataulphe jaces.Avsvs es hispanas primus descendere in orasQvem comitabantvr millia mvlta virum.Gens tva tvnc natos, et invidiosa peremit.Qvem post amplexa est barcino magna gemens.Se antica, o de' secoli susseguenti, sia quest'iscrizione, alcuno ha dubitato, e ne dubito più d'essi anch'io, parendo che non convenga assai colla storia quel terzo esametro verso:Avsvs es hispanas primus descendere in orasMa certo egli fu il primo de' re Goti che fissassero la sua residenza in Ispagna. Potrebbe ben servire ad assicurarci che fosse composto allora esso epitafio l'autorità di Flavio Destro, storico di que' tempi, perch'egli scrive che era fattura sua. Ma oggidì è conchiuso fra i letterati, tinti alquanto di critica, e liberi dalle passioni spagnuole, che la storia pubblicata sotto nome di Flavio Destro, e commentata dal Bivario, è una solenne impostura di questi ultimi tempi, e ne sappiamo anche l'autore, o gli autori, che con altre simili merci hanno sporcata la storia e il martirologio della Spagna e del Portogallo. Secondo la Cronica Alessandrina, giunse a Costantinopoli la nuova della morte d'Ataulfo nel dì 24 di settembre dell'anno presente, e se ne fece festa.In quest'anno Onorio Augusto pubblicò una legge[L. 20, tit. 10, lib. 16. Cod. Theod.]severissima contra dei pagani, con istenderla non solamente per tutta l'Africa, ma per tutto ancora il romano imperio. In essa comandò egli che dovessero uscir di Cartagine e da tutte le città metropolitane i sacerdoti del paganesimo. Unì al fisco tutti i loro luoghi sacri e le entrate che da loro dianzi s'impiegavano in sagrifizii e conviti, a riserva di quanto era già stato donato alle chiese de' Cristiani. Si era in altre leggi mostrato questo imperadore assai favorevole ai Giudei. Anche nel presente anno loro concedette il poter tenere schiavi cristiani[Lib. 16, tit. 9, l. 3. Cod. Theodos.], purchè loro lasciassero la libertà della religione, nè li seducessero. Editto disdicevole ad un imperador cristiano, e concessione riprovata molto prima da Costantino il Grande. E perciocchè essi Giudei gli rappresentarono che parecchi della loro setta abbracciavano la fede cristiana, non con animo vero, ma solamente per ischivar le pene de' lor delitti e i tributi imposti ai Giudei, Onorio permise a costoro di ripigliare la lor setta, credendo egli che non tornasse ilconto neppure alla religion cristiana l'aver in seno questi finti cristiani. Sono ben diverse in questo proposito le leggi de' nostri tempi. All'incontro Teodosio Augusto con altri editti represse l'insolenza d'essi Giudei. E sappiamo dalla Cronica Alessandrina che nel presente anno terminò i suoi giorniTermanziafigliuola di Stilicone, e moglie d'Onorio imperadore, ma ripudiata da lui. Succedettero ancora in quest'anno dei fieri tumulti nella città d'Alessandria, per i quali di colà furono scacciati i Giudei. Socrate storico[Socrates, lib. 7, c. 15 Hist. Eccl.]incolpa forte di tali scandaliCirillovescovo di quella città, e i monaci di Nitria; ma sopra ciò è da vedere il cardinale Baronio.
Consoli
Onorio Augustoper la decima volta eTeodosio Augustoper la sesta.
Abbiamo dalle leggi del Codice Teodosiano prefetto in Roma in quest'annoGracco. Passato che fu Ataulfo re de' Goti in Ispagna, s'impadronì di Barcellona, ed ivi poi stabilì la sua residenza[Olimpiod., apud Photium, pag. 187.]. Gli partorì in quella città Galla Placidia un figliuolo, a cui fu posto il nome di Teodosio: del che sommamente si rallegrò esso Ataulfo, e prese più amore alla repubblica romana. Ma all'allegrezza succedette da lì a non molto la tristezza, essendo mancato di vita questo loro germoglio, che con gran duolo de' genitori fu seppellito entro una cassa d'argento in una delle chiese di Barcellona. Ma peggio avvenne poco appresso, perchè lo stesso Ataulfo fu anch'egli tolto dal mondo, mentre nella scuderia visitava, secondo il costume, i suoi cavalli da un suo domestico, appellato Dubbio. Costui, perchè il suo vecchio padrone, re di una parte de' Goti, era stato ammazzato da Ataulfo, non gliela perdonò mai più, finchè ne fece nella forma suddetta la vendetta. Giordano[Jordan., de Rebus Getic., c. 31.]chiama il di lui uccisore Vernulfo, aggiugnendo, che costui irritato, perchè il re metteva in burla la sua corta statura, gli cacciò la spada nella pancia. E se a tale storico prestiam fede, già Ataulfo s'era inoltrato nella Spagna, ed avea cominciato a combatterecoi Vandali ed Alani in favore dell'imperio romano. Filostorgio[Philost., lib. 12. c. 4.]attribuisce la di lui morte a varie crudeltà da lui commesse in collera. Prima di morire, Ataulfo raccomandò a suo fratello, di cui non sappiamo il nome, che restituisse all'imperadore Onorio la sorella Placidia, e procurasse, in qualunque modo che potesse, di stabilir pace e lega coll'imperio romano. Si figurava egli che questo suo fratello gli avesse a succedere nel regno; ma s'ingannò.Singerico, fratello di quel Saro che disopra vedemmo trucidato per ordine dello stesso Ataulfo, non in vigore della legge o della parentela, ma colla violenza fu creato re[Olymp., apud Photium, pag. 187.]. Nè tardò costui a far la vendetta del fratello, perchè strappati dalle braccia diSigesarovescovo (non so se dei Goti stessi, oppure di Barcellona) i figliuoli di Ataulfo, a lui nati dal primo matrimonio, crudelmente li fece ammazzare. Oltre a ciò, in onta del re defunto fece camminar la stessa regina Placidia a piedi davanti al suo cavallo, mischiata con altri prigionieri per lo spazio di dodici miglia. Ma questo Barbaro in capo a sette dì fu anche egli scannato, ed ebbe per successoreVallia. Ambrosio Morales[Morales, Hist. Hisp. lib. 2.], e dopo lui il Baronio[Baron., Annal. Eccl.]rappresentano un epitafio posto al re Ataulfo in Barcellona, dove si dice seppellito con sei figliuoli, uccisi dalla sua gente. Eccolo di nuovo.
Bellipotens valida natvs de gente gothorvm.Hic cvm sex natis rex ataulphe jaces.Avsvs es hispanas primus descendere in orasQvem comitabantvr millia mvlta virum.Gens tva tvnc natos, et invidiosa peremit.Qvem post amplexa est barcino magna gemens.
Bellipotens valida natvs de gente gothorvm.
Hic cvm sex natis rex ataulphe jaces.
Avsvs es hispanas primus descendere in oras
Qvem comitabantvr millia mvlta virum.
Gens tva tvnc natos, et invidiosa peremit.
Qvem post amplexa est barcino magna gemens.
Se antica, o de' secoli susseguenti, sia quest'iscrizione, alcuno ha dubitato, e ne dubito più d'essi anch'io, parendo che non convenga assai colla storia quel terzo esametro verso:
Avsvs es hispanas primus descendere in oras
Avsvs es hispanas primus descendere in oras
Ma certo egli fu il primo de' re Goti che fissassero la sua residenza in Ispagna. Potrebbe ben servire ad assicurarci che fosse composto allora esso epitafio l'autorità di Flavio Destro, storico di que' tempi, perch'egli scrive che era fattura sua. Ma oggidì è conchiuso fra i letterati, tinti alquanto di critica, e liberi dalle passioni spagnuole, che la storia pubblicata sotto nome di Flavio Destro, e commentata dal Bivario, è una solenne impostura di questi ultimi tempi, e ne sappiamo anche l'autore, o gli autori, che con altre simili merci hanno sporcata la storia e il martirologio della Spagna e del Portogallo. Secondo la Cronica Alessandrina, giunse a Costantinopoli la nuova della morte d'Ataulfo nel dì 24 di settembre dell'anno presente, e se ne fece festa.
In quest'anno Onorio Augusto pubblicò una legge[L. 20, tit. 10, lib. 16. Cod. Theod.]severissima contra dei pagani, con istenderla non solamente per tutta l'Africa, ma per tutto ancora il romano imperio. In essa comandò egli che dovessero uscir di Cartagine e da tutte le città metropolitane i sacerdoti del paganesimo. Unì al fisco tutti i loro luoghi sacri e le entrate che da loro dianzi s'impiegavano in sagrifizii e conviti, a riserva di quanto era già stato donato alle chiese de' Cristiani. Si era in altre leggi mostrato questo imperadore assai favorevole ai Giudei. Anche nel presente anno loro concedette il poter tenere schiavi cristiani[Lib. 16, tit. 9, l. 3. Cod. Theodos.], purchè loro lasciassero la libertà della religione, nè li seducessero. Editto disdicevole ad un imperador cristiano, e concessione riprovata molto prima da Costantino il Grande. E perciocchè essi Giudei gli rappresentarono che parecchi della loro setta abbracciavano la fede cristiana, non con animo vero, ma solamente per ischivar le pene de' lor delitti e i tributi imposti ai Giudei, Onorio permise a costoro di ripigliare la lor setta, credendo egli che non tornasse ilconto neppure alla religion cristiana l'aver in seno questi finti cristiani. Sono ben diverse in questo proposito le leggi de' nostri tempi. All'incontro Teodosio Augusto con altri editti represse l'insolenza d'essi Giudei. E sappiamo dalla Cronica Alessandrina che nel presente anno terminò i suoi giorniTermanziafigliuola di Stilicone, e moglie d'Onorio imperadore, ma ripudiata da lui. Succedettero ancora in quest'anno dei fieri tumulti nella città d'Alessandria, per i quali di colà furono scacciati i Giudei. Socrate storico[Socrates, lib. 7, c. 15 Hist. Eccl.]incolpa forte di tali scandaliCirillovescovo di quella città, e i monaci di Nitria; ma sopra ciò è da vedere il cardinale Baronio.