CDXXIVAnno diCristoCDXXIV. IndizioneVII.Celestinopapa 3.Teodosio IIimper. 23 e 17.ConsoliCastinoeVittore.Castino, che procedette console nell'anno presente, è quel medesimo che di sopra vedemmo rotto dai Vandali nella Betica. Onorio Augusto nell'anno precedente lo avea disegnato console pel presente; ed egli senza scrupolo esercitò il consolato sotto il tiranno Giovanni, se pure lo stesso Giovanni quegli non fu che gli compartì questo onore, in ricompensa d'aver serrati gli occhi alla sua assunzione all'imperio, e non fattogli contrasto alcuno, ancorchè egli fosse generale delle milizie romane. Certamente Prospero scrive[Prosper, in Chron. apud Labb.]che Giovanni occupò, per quanto si credette, l'imperio a cagione della connivenza di Castino. E restano leggi di Teodosio, date in questo anno, con ivi memorarsi il soloVittoreconsole: segno che Teodosio era in collera contro di Castino, nè il volea riconoscere per console. Dal medesimo Prosperostorico sappiamo ancora che Giovanni tiranno suddetto fece in questo anno una spedizione in Africa, lusingandosi di poter tirar quelle provincie sotto il suo dominio. Ma Bonifazio conte, che quivi comandava, e che proteggeva gli affari di Placidia e di Valentiniano suo figliuolo, tal opposizione gli fece, che andò a monte tutto il di lui disegno. Intanto Teodosio Augusto, messa insieme una poderosa armata, la spedì a Tessalonica, ossia a Salonichi, insieme con Placidia sua zia, ch'egli allora solamente riconobbe perAugusta, e con Valentiniano di lei figliuolo, ch'era in età di cinque anni, a cui parimente diede il titolo dinobilissimo. Generali di quest'armata furono dichiaratiArdaburio[Olympiodorus, apud Photium, p. 198.], che dianzi nella guerra contro i Persiani avea fatto delle insigni prodezze, e con esso luiAsparesuo figliuolo. Fu loro aggiunto ancoraCandidiano, che in progresso di tempo creato conte si scoprì gran fautore di Nestorio eretico. Giunti che furono costoro a Salonichi, quivi, per attestato di Olimpiodoro e di Procopio[Procop., lib. 1, cap. 3, de Bell. Vand.], conferì Teodosio al cuginoValentinianoil nome e la dignità diCesare, avendo a tal fine inviato colà Elione maestro degli uffizii, ossia suo maestro di casa. E fin d'allora, per quanto scrive Marcellino conte[Marcell., in Chronico.], fu decretato il matrimonio d'esso Valentiniano conEudossiafigliuola di Teodosio. Divisa poi l'armata, Ardaburio colla fanteria posta nelle navi fece vela alla volta di Ravenna; ma infelicemente, perchè una fortuna di mare sconvolse tutta la flotta, ed egli, secondochè scrive Filostorgio[Philost., Hist. Eccl. lib. 12, cap. 13.], con due galere portato al lido, fu preso dalle genti del tiranno, e condotto prigione a Ravenna. Forse ancora la tempesta il colse nel venire da Salonichi per l'Adriatico, e il trasportò verso Ravenna, perchè, siccome dirò più abbasso, anche Placidia Augusta corsein quella navigazione gran pericolo per fortuna di mare, e ne attribuì la liberazione a san Giovanni Evangelista, a cui si votò. Aspare all'incontro figliuolo di Ardaburio, colla cavalleria passò per la Pannonia e pel resto dell'Illirico, ed arrivato a Salona città della Dalmazia, la prese per forza. Quindi con tanta sollecitudine continuò il viaggio con Placidia e Valentiniano, che arrivato all'improvviso sopra Aquileia, città allora una delle più grandi ed illustri dell'Italia, se ne impadronì. Ma giunta colà la nuova della disgrazia e prigionia di Ardaburio, tanto Aspare che Placidia, per attestato di Olimpiodoro, rimasero costernati e tutti pieni d'affanno; se non che da lì a qualche tempo arrivato Candidiano, glorioso per l'acquisto di varie città, li rallegrò, e fece ritornar loro in petto il coraggio.
Consoli
CastinoeVittore.
Castino, che procedette console nell'anno presente, è quel medesimo che di sopra vedemmo rotto dai Vandali nella Betica. Onorio Augusto nell'anno precedente lo avea disegnato console pel presente; ed egli senza scrupolo esercitò il consolato sotto il tiranno Giovanni, se pure lo stesso Giovanni quegli non fu che gli compartì questo onore, in ricompensa d'aver serrati gli occhi alla sua assunzione all'imperio, e non fattogli contrasto alcuno, ancorchè egli fosse generale delle milizie romane. Certamente Prospero scrive[Prosper, in Chron. apud Labb.]che Giovanni occupò, per quanto si credette, l'imperio a cagione della connivenza di Castino. E restano leggi di Teodosio, date in questo anno, con ivi memorarsi il soloVittoreconsole: segno che Teodosio era in collera contro di Castino, nè il volea riconoscere per console. Dal medesimo Prosperostorico sappiamo ancora che Giovanni tiranno suddetto fece in questo anno una spedizione in Africa, lusingandosi di poter tirar quelle provincie sotto il suo dominio. Ma Bonifazio conte, che quivi comandava, e che proteggeva gli affari di Placidia e di Valentiniano suo figliuolo, tal opposizione gli fece, che andò a monte tutto il di lui disegno. Intanto Teodosio Augusto, messa insieme una poderosa armata, la spedì a Tessalonica, ossia a Salonichi, insieme con Placidia sua zia, ch'egli allora solamente riconobbe perAugusta, e con Valentiniano di lei figliuolo, ch'era in età di cinque anni, a cui parimente diede il titolo dinobilissimo. Generali di quest'armata furono dichiaratiArdaburio[Olympiodorus, apud Photium, p. 198.], che dianzi nella guerra contro i Persiani avea fatto delle insigni prodezze, e con esso luiAsparesuo figliuolo. Fu loro aggiunto ancoraCandidiano, che in progresso di tempo creato conte si scoprì gran fautore di Nestorio eretico. Giunti che furono costoro a Salonichi, quivi, per attestato di Olimpiodoro e di Procopio[Procop., lib. 1, cap. 3, de Bell. Vand.], conferì Teodosio al cuginoValentinianoil nome e la dignità diCesare, avendo a tal fine inviato colà Elione maestro degli uffizii, ossia suo maestro di casa. E fin d'allora, per quanto scrive Marcellino conte[Marcell., in Chronico.], fu decretato il matrimonio d'esso Valentiniano conEudossiafigliuola di Teodosio. Divisa poi l'armata, Ardaburio colla fanteria posta nelle navi fece vela alla volta di Ravenna; ma infelicemente, perchè una fortuna di mare sconvolse tutta la flotta, ed egli, secondochè scrive Filostorgio[Philost., Hist. Eccl. lib. 12, cap. 13.], con due galere portato al lido, fu preso dalle genti del tiranno, e condotto prigione a Ravenna. Forse ancora la tempesta il colse nel venire da Salonichi per l'Adriatico, e il trasportò verso Ravenna, perchè, siccome dirò più abbasso, anche Placidia Augusta corsein quella navigazione gran pericolo per fortuna di mare, e ne attribuì la liberazione a san Giovanni Evangelista, a cui si votò. Aspare all'incontro figliuolo di Ardaburio, colla cavalleria passò per la Pannonia e pel resto dell'Illirico, ed arrivato a Salona città della Dalmazia, la prese per forza. Quindi con tanta sollecitudine continuò il viaggio con Placidia e Valentiniano, che arrivato all'improvviso sopra Aquileia, città allora una delle più grandi ed illustri dell'Italia, se ne impadronì. Ma giunta colà la nuova della disgrazia e prigionia di Ardaburio, tanto Aspare che Placidia, per attestato di Olimpiodoro, rimasero costernati e tutti pieni d'affanno; se non che da lì a qualche tempo arrivato Candidiano, glorioso per l'acquisto di varie città, li rallegrò, e fece ritornar loro in petto il coraggio.