CDXXVIIIAnno diCristoCDXXVIII. IndizioneXI.Celestinopapa 7.Teodosio IIimper. 27 e 21.Valentiniano IIIimperad. 4.ConsoliFlavio FeliceeTauro.Una iscrizione da me data alla luce[Thesaur. Novus Inscript., p. 403.]fa conoscere che il primo console era appellatoFlavio Costanzo Felice. Vedesi continuata la guerra in Africa contra di Bonifacio conte. Generale dell'armata cesarea eraSegisvalto, per quanto scrive Prospero[Prosper, in Chron. apud Labb.], goto di nazione, ariano di credenza, ma senza che si sappia ciò ch'egli operasse. Nasce qui un gruppo difficile di cronologia intorno al passaggio de' Vandali in Africa, colà invitati nella sua disperazione da esso Bonifacioconte. Nell'anno precedente il sopra mentovato Prospero notò questo avvenimento; altrettanto scrisse Cassiodoro[Cassiod., in Chron.]; e furono in ciò seguitati dal Sigonio. La Cronica Alessandrina, il cardinal Baronio ed altri scrissero che in quest'anno avvenne la trasmigrazione di quei Barbari nell'Africa. Ma il padre Pagi sostiene che solamente nell'anno 429 susseguente succedette la lor mossa; perciocchè Idacio[Idacius, in Chron. apud Sirmond.]nella Cronica nell'anno 2444 di Abramo, che comincia nel primo di ottobre del presente anno, lasciò scritto che Genserico re de' Vandali, abbandonata la Spagna, passò in Africanel mese di maggio, il quale viene a cadere nell'anno susseguente. Anche sant'Isidoro[Isidorus, in Chron. Vandal.]attesta che Genserico nell'era 467 succedette a Gunderico re de' Vandali, e fece il passaggio nell'Africa. Quell'anno corrisponde al 429 dell'epoca volgare. Finalmente varie leggi si leggono di Valentiniano Augusto, indirizzate prima del maggio dell'anno susseguente a Celere proconsole dell'Africa, nelle quali non apparisce vestigio alcuno delle calamità dell'Africa. Ma può ben restar qualche dubbio intorno a questa cronologia, confessando il Pagi molti altri falli d'Idacio, o per colpa sua, o per difetto de' copisti. Nè le allegate leggi bastano a decidere questo punto, perciocchè da che furono entrati i Vandali, conquistarono sol poca parte dell'Africa. E siccome nella legge trentesima terzade Susceptoribus, data nell'anno 430, si parla delle provincie Proconsolare e Bisacena dell'Africa, senza che si dica parola della guerra dei Vandali, i quai pure lo stesso Pagi concede passati nell'Africa nel 429; così nulla si può dedurre dalle leggi date in esso anno 429 da Valentiniano. Comunque sia, mi fo io lecito di rammentar qui il funestissimo ingresso di que' Barbari nelle provincie africane, alle quali erano stati iniquamente invitati da Bonifacioconte.Gensericore loro, per quanto abbiam da Procopio[Procop., de Bell. Vand., lib. 1, cap. 3.], fu principe di gran prodezza nell'armi, e di mirabile diligenza nelle sue azioni. E, secondochè scrive Giordano storico[Jordan., cap. 33, de Reb. Get.], era di statura mezzana, zoppo per una caduta dal suo cavallo, cupo nei suoi pensieri, di poche parole, sprezzatore della lussuria, inclinato all'ira, avido di conquiste, sollecito al maggior segno in muovere le sue genti, ed accorto per seminar dissensioni e promuover odii, dove gli tornava il conto. Signoreggiava costui insieme colla nazione nella Betica, ed era padron di Siviglia[Idacius, in Chronic.]. Nel mentre che egli si disponeva alla partenza verso l'Africa, intese cheErmigarioSvevo metteva a sacco le vicine provincie, e senza perdere tempo mossosi contra di lui, il raggiunse nella Lusitania non lungi da Merida, dove uccise non pochi dei di lui seguaci, ed Ermigario stesso fuggendo si annegò nel fiume Ana. Dopo questa vittoria Genserico, che avea raunata gran quantità di navi, per lo stretto di Gibilterra traghettò la sua gente nell'Africa, e sulle prime s'impadronì della Mauritania. Era l'Africa, per attestato di Salviano[Salvian., lib. 7 de Gubern.], il più ricco paese che s'avesse l'imperio romano, perchè fin a questi tempi era stato esente dai malanni, che a cagion dei Barbari settentrionali aveano sofferto l'Italia, la Gallia e la Spagna. Ma non andò molto che divenne il teatro della povertà e delle miserie per l'ingresso de' Vandali. Nè solamente Genserico seco trasse i suoi nazionali, ma con esso lui s'unirono assaissimi Alani, Goti, ed altri di altre barbare nazioni, come racconta Possidio scrittore contemporaneo[Possid., in Vita sancti Augustini, cap. 28.], tutti isperanziti d'inestimabil bottino, di maniera che riuscì formidabile la sua armata, e a lui facile il far quei progressi che diremo. In quest'annoProspero[Prosper, in Chron.]e Cassiodoro[Cassiodorus, in Chronic.]scrivono che quella parte della Gallia ch'è vicina al Reno, dov'erano passati, e s'erano annidati i Franchi, fu colla strage di molti di loro ricuperata al romano imperio per la bravura d'Aezio. E Teodosio piissimo imperadore pubblicò in questo medesimo anno un insigne editto[L. 65, lib. 16, tit. 8, Codic. Theodos.]contra di tutti gli eretici, nominandoli ad uno ad uno. Ma per disgrazia della Chiesa cattolica Nestorio nello stesso tempo fu creato vescovo di Costantinopoli, e cominciò tosto a propalare le perverse opinioni sue.
Consoli
Flavio FeliceeTauro.
Una iscrizione da me data alla luce[Thesaur. Novus Inscript., p. 403.]fa conoscere che il primo console era appellatoFlavio Costanzo Felice. Vedesi continuata la guerra in Africa contra di Bonifacio conte. Generale dell'armata cesarea eraSegisvalto, per quanto scrive Prospero[Prosper, in Chron. apud Labb.], goto di nazione, ariano di credenza, ma senza che si sappia ciò ch'egli operasse. Nasce qui un gruppo difficile di cronologia intorno al passaggio de' Vandali in Africa, colà invitati nella sua disperazione da esso Bonifacioconte. Nell'anno precedente il sopra mentovato Prospero notò questo avvenimento; altrettanto scrisse Cassiodoro[Cassiod., in Chron.]; e furono in ciò seguitati dal Sigonio. La Cronica Alessandrina, il cardinal Baronio ed altri scrissero che in quest'anno avvenne la trasmigrazione di quei Barbari nell'Africa. Ma il padre Pagi sostiene che solamente nell'anno 429 susseguente succedette la lor mossa; perciocchè Idacio[Idacius, in Chron. apud Sirmond.]nella Cronica nell'anno 2444 di Abramo, che comincia nel primo di ottobre del presente anno, lasciò scritto che Genserico re de' Vandali, abbandonata la Spagna, passò in Africanel mese di maggio, il quale viene a cadere nell'anno susseguente. Anche sant'Isidoro[Isidorus, in Chron. Vandal.]attesta che Genserico nell'era 467 succedette a Gunderico re de' Vandali, e fece il passaggio nell'Africa. Quell'anno corrisponde al 429 dell'epoca volgare. Finalmente varie leggi si leggono di Valentiniano Augusto, indirizzate prima del maggio dell'anno susseguente a Celere proconsole dell'Africa, nelle quali non apparisce vestigio alcuno delle calamità dell'Africa. Ma può ben restar qualche dubbio intorno a questa cronologia, confessando il Pagi molti altri falli d'Idacio, o per colpa sua, o per difetto de' copisti. Nè le allegate leggi bastano a decidere questo punto, perciocchè da che furono entrati i Vandali, conquistarono sol poca parte dell'Africa. E siccome nella legge trentesima terzade Susceptoribus, data nell'anno 430, si parla delle provincie Proconsolare e Bisacena dell'Africa, senza che si dica parola della guerra dei Vandali, i quai pure lo stesso Pagi concede passati nell'Africa nel 429; così nulla si può dedurre dalle leggi date in esso anno 429 da Valentiniano. Comunque sia, mi fo io lecito di rammentar qui il funestissimo ingresso di que' Barbari nelle provincie africane, alle quali erano stati iniquamente invitati da Bonifacioconte.Gensericore loro, per quanto abbiam da Procopio[Procop., de Bell. Vand., lib. 1, cap. 3.], fu principe di gran prodezza nell'armi, e di mirabile diligenza nelle sue azioni. E, secondochè scrive Giordano storico[Jordan., cap. 33, de Reb. Get.], era di statura mezzana, zoppo per una caduta dal suo cavallo, cupo nei suoi pensieri, di poche parole, sprezzatore della lussuria, inclinato all'ira, avido di conquiste, sollecito al maggior segno in muovere le sue genti, ed accorto per seminar dissensioni e promuover odii, dove gli tornava il conto. Signoreggiava costui insieme colla nazione nella Betica, ed era padron di Siviglia[Idacius, in Chronic.]. Nel mentre che egli si disponeva alla partenza verso l'Africa, intese cheErmigarioSvevo metteva a sacco le vicine provincie, e senza perdere tempo mossosi contra di lui, il raggiunse nella Lusitania non lungi da Merida, dove uccise non pochi dei di lui seguaci, ed Ermigario stesso fuggendo si annegò nel fiume Ana. Dopo questa vittoria Genserico, che avea raunata gran quantità di navi, per lo stretto di Gibilterra traghettò la sua gente nell'Africa, e sulle prime s'impadronì della Mauritania. Era l'Africa, per attestato di Salviano[Salvian., lib. 7 de Gubern.], il più ricco paese che s'avesse l'imperio romano, perchè fin a questi tempi era stato esente dai malanni, che a cagion dei Barbari settentrionali aveano sofferto l'Italia, la Gallia e la Spagna. Ma non andò molto che divenne il teatro della povertà e delle miserie per l'ingresso de' Vandali. Nè solamente Genserico seco trasse i suoi nazionali, ma con esso lui s'unirono assaissimi Alani, Goti, ed altri di altre barbare nazioni, come racconta Possidio scrittore contemporaneo[Possid., in Vita sancti Augustini, cap. 28.], tutti isperanziti d'inestimabil bottino, di maniera che riuscì formidabile la sua armata, e a lui facile il far quei progressi che diremo. In quest'annoProspero[Prosper, in Chron.]e Cassiodoro[Cassiodorus, in Chronic.]scrivono che quella parte della Gallia ch'è vicina al Reno, dov'erano passati, e s'erano annidati i Franchi, fu colla strage di molti di loro ricuperata al romano imperio per la bravura d'Aezio. E Teodosio piissimo imperadore pubblicò in questo medesimo anno un insigne editto[L. 65, lib. 16, tit. 8, Codic. Theodos.]contra di tutti gli eretici, nominandoli ad uno ad uno. Ma per disgrazia della Chiesa cattolica Nestorio nello stesso tempo fu creato vescovo di Costantinopoli, e cominciò tosto a propalare le perverse opinioni sue.