DCIV

DCIVAnno diCristoDCIV. IndizioneVII.Sabinianopapa 1.Focaimperadore 3.Agilolfore 14.L'anno I dopo il consolato diFoca Augusto.Sul principio di quest'anno possiam credere data una lettera disan Gregoriopapa alla reginaTeodelinda[Gregor. Magnus, lib. 2, ep. 14.]. Se tuttavia si volesse riferire al fine dell'anno prossimo passato, non potrebbe provarsi il contrario. In essa dice il santo padre di avere ricevuto il foglio che la stessa regina gli aveva inviatodalle parti di Genova: parole, dalle quali pare che si possa dedurre che Genova allora fosse in potere dei Longobardi. Vien poi a rallegrarsi con esso lei, perchè Dio le abbia dato un maschio, e quel che è più, un maschio già battezzato nella fede cattolica. Quindi si scusa per non poter ora rispondere alla scrittura diSecondoabbate, di cui parlammo di sopra, per trovarsi egli sì maltrattato dalla gotta, che appena potea parlare; ma intanto le manda copia del concilio quinto generale, contro di cui si scorge che Secondo avea scritto, con aggiugnere che l'accettar questo concilio non si opponeva punto alla venerazione dovuta ai quattro precedenti concilii generali. E finalmente le dice d'inviaredei filatterii per l'eccellentissimo nostro figliuolo Adaloaldo re,cioè delle reliquie legate in oro o argento, da portare addosso per custodia e difesa delle persone: con pregarla ancora di ringraziare il re suo consorteper la pace fatta, e di animarlo a conservarlaper l'avvenire. Veggiam dunque comprovato da un'autentica testimonianza, che nel precedente anno 603 fu stipulata la tregua fra i Greci e i Longobardi. Ma non dovea già valersi il padre Pagi di questa lettera per credere e far credere cheAdaloaldofosse nato sul fine di esso anno 603. Se abbiam la chiara asserzione di Paolo Diacono che egli fu battezzato nel dì 7 aprile d'esso anno 603, come potrà poi essere nato nel dicembre seguente? Non altro dice il santo papa, se non che egliavea participato dell'allegrezza di Teodelinda, per avere inteso che le fosse nato un figliuolo, e, quel che più importava, che questo figliuolo, mercè del sacro battesimo, fosse stato aggregato alla fede cattolica. Solamente negli ultimi mesi dell'anno 603 Teodelinda, in occasione di mandare al papa la scrittura di Secondo abbate, gli diede anche avviso del battesimo del figliuolo, celebrato secondo il rito cattolico. San Gregorio si congratula per la nascita che era seguita tanto prima e pel battesimo ultimamente fatto, unendo insieme quei due fatti, ma senza indicare in qual tempo l'uno e l'altro fossero succeduti. Quel sì che dee dar da pensare, si è che san Gregorio tratta già con titolo di re Adaloaldo, eppure, se vogliam seguitare l'ordine di Paolo Diacono, non fu dichiarato questo fanciullo collega nel regno da Agilolfo suo padre se non dopo la morte di san Gregorio, che seguì nell'anno presente.In fatti fece Roma, anzi tutta la Cristianità, sì gran perdita in quest'anno, avendo voluto Iddio chiamare a miglior vita questo impareggiabil pontefice nel dì 12 di marzo; pontefice, dissi, d'immortale memoria, e che si riguardi la sua sapienza, prudenza e zelo per la cattolica religione, o si contempli la dottrina, l'eloquenza, la santità de' costumi, troppo è superiore alle nostre lodi, e giustamente, per consenso d'ognuno, meritò il titolo digrande. Paolo Diacono attesta che quel verno, cioè il precedentealla di lui morte, fu sì rigido, che si seccarono quasi dappertutto le viti. E che i raccolti de' grani parte furono guasti dai topi, e parte dal vento brucione affatto distrutti. Anche Anastasio bibliotecario[Anastas. Bibliothec.]e Giovanni[Johann. Diacon., in Vit. S. Gregor., lib. 4, cap. 69.]attestano che dopo la morte di san Gregorio si patì in Roma una fierissima carestia. Ma il buon Paolo Diacono in iscrivendo che questo gran pontefice morì nell'anno secondo di Foca, correndo l'ottava indizione, colpì benissimo nell'anno dell'imperio, ma non già nell'indizione, essendo, per consenso di tutti gli eruditi, certissimo ch'egli terminò la sua vita nellasettima indizione, la quale fu in corso nell'anno presente fino al settembre. Ebbe per successoreSabinianodiacono, nato in Volterra, che era stato suo nunzio o ministro alla corte imperiale, essendosi già introdotto di eleggere al pontificato romano que' diaconi che aveano sostenuto quell'impiego in Costantinopoli, siccome più noti ed accetti agli imperadori, e più informati de' pubblici affari. Credesi che dopo sei mesi e un giorno di sede vacante, e dopo esser venuta l'approvazion della sua elezione da Foca Augusto, fosse Sabiniano consecrato nel dì 13 di settembre. Dopo aver Paolo Diacono narrata la morte di san Gregorio, ci vien dicendo[Paulus Diaconus, lib. 4, cap. 31.]chenella state seguente e nel mese di luglio, raunata la gran dieta della nazion longobardanel circo di Milano,Adaloaldofu proclamato re, ossia collega d'Agilolfosuo padre; e che a quella solennissima funzione furono presenti non solamente esso re Agilolfo, ma ancora gli ambasciatori diTeodeberto IIre di Metz, ossia dell'Austrasia. Uno dei maggiori pensieri di Agilolfo era quello di mantenere una buona armonia coi re franchi, perchè possedendo essi quasi tutte le Gallie e buona parte della Germania, non v'era potenza confinante all'Italia, di cui piùche di quella avessero da temere i Longobardi. Perciò affine di stringere maggiormente il nodo dell'amicizia con Teodeberto, il più possente di quei re, Agilolfo, conchiuse un matrimonio fra il suo figliuolo Adaloaldo e una figliuola d'esso Teodeberto. Erano sì l'un come l'altra fanciulli di ben tenera età: contuttociò seguirono gli sponsali fra essi, e restò sigillata la funzione collo stabilimento di una pace perpetua fra i due re, genitori degli sposi. Il cardinal Baronio ed altri differirono sino all'anno venturo l'innalzamento di Adaloaldo al trono; ma sembra più verisimile che ciò avvenisse in quest'anno, e che laseguente statedi Paolo Diacono sia quella che venne dopo il marzo dell'anno presente, in cui san Gregorio il grande compiè la gloriosa carriera del suo pontificato. Credesi ancora che in quest'anno desse fine al suo vivereMarinianoarcivescovo di Ravenna[Bacchinius, ad Agnell., tom. 2 Rer. Ital.], al quale succedetteGiovanniterzo di questo nome. E perchè era spirata la tregua fra i Greci e Longobardi, nel mese di novembre si rinnovò essa per un anno avvenire[Paulus Diaconus, lib. 4, cap. 33.].

L'anno I dopo il consolato diFoca Augusto.

Sul principio di quest'anno possiam credere data una lettera disan Gregoriopapa alla reginaTeodelinda[Gregor. Magnus, lib. 2, ep. 14.]. Se tuttavia si volesse riferire al fine dell'anno prossimo passato, non potrebbe provarsi il contrario. In essa dice il santo padre di avere ricevuto il foglio che la stessa regina gli aveva inviatodalle parti di Genova: parole, dalle quali pare che si possa dedurre che Genova allora fosse in potere dei Longobardi. Vien poi a rallegrarsi con esso lei, perchè Dio le abbia dato un maschio, e quel che è più, un maschio già battezzato nella fede cattolica. Quindi si scusa per non poter ora rispondere alla scrittura diSecondoabbate, di cui parlammo di sopra, per trovarsi egli sì maltrattato dalla gotta, che appena potea parlare; ma intanto le manda copia del concilio quinto generale, contro di cui si scorge che Secondo avea scritto, con aggiugnere che l'accettar questo concilio non si opponeva punto alla venerazione dovuta ai quattro precedenti concilii generali. E finalmente le dice d'inviaredei filatterii per l'eccellentissimo nostro figliuolo Adaloaldo re,cioè delle reliquie legate in oro o argento, da portare addosso per custodia e difesa delle persone: con pregarla ancora di ringraziare il re suo consorteper la pace fatta, e di animarlo a conservarlaper l'avvenire. Veggiam dunque comprovato da un'autentica testimonianza, che nel precedente anno 603 fu stipulata la tregua fra i Greci e i Longobardi. Ma non dovea già valersi il padre Pagi di questa lettera per credere e far credere cheAdaloaldofosse nato sul fine di esso anno 603. Se abbiam la chiara asserzione di Paolo Diacono che egli fu battezzato nel dì 7 aprile d'esso anno 603, come potrà poi essere nato nel dicembre seguente? Non altro dice il santo papa, se non che egliavea participato dell'allegrezza di Teodelinda, per avere inteso che le fosse nato un figliuolo, e, quel che più importava, che questo figliuolo, mercè del sacro battesimo, fosse stato aggregato alla fede cattolica. Solamente negli ultimi mesi dell'anno 603 Teodelinda, in occasione di mandare al papa la scrittura di Secondo abbate, gli diede anche avviso del battesimo del figliuolo, celebrato secondo il rito cattolico. San Gregorio si congratula per la nascita che era seguita tanto prima e pel battesimo ultimamente fatto, unendo insieme quei due fatti, ma senza indicare in qual tempo l'uno e l'altro fossero succeduti. Quel sì che dee dar da pensare, si è che san Gregorio tratta già con titolo di re Adaloaldo, eppure, se vogliam seguitare l'ordine di Paolo Diacono, non fu dichiarato questo fanciullo collega nel regno da Agilolfo suo padre se non dopo la morte di san Gregorio, che seguì nell'anno presente.

In fatti fece Roma, anzi tutta la Cristianità, sì gran perdita in quest'anno, avendo voluto Iddio chiamare a miglior vita questo impareggiabil pontefice nel dì 12 di marzo; pontefice, dissi, d'immortale memoria, e che si riguardi la sua sapienza, prudenza e zelo per la cattolica religione, o si contempli la dottrina, l'eloquenza, la santità de' costumi, troppo è superiore alle nostre lodi, e giustamente, per consenso d'ognuno, meritò il titolo digrande. Paolo Diacono attesta che quel verno, cioè il precedentealla di lui morte, fu sì rigido, che si seccarono quasi dappertutto le viti. E che i raccolti de' grani parte furono guasti dai topi, e parte dal vento brucione affatto distrutti. Anche Anastasio bibliotecario[Anastas. Bibliothec.]e Giovanni[Johann. Diacon., in Vit. S. Gregor., lib. 4, cap. 69.]attestano che dopo la morte di san Gregorio si patì in Roma una fierissima carestia. Ma il buon Paolo Diacono in iscrivendo che questo gran pontefice morì nell'anno secondo di Foca, correndo l'ottava indizione, colpì benissimo nell'anno dell'imperio, ma non già nell'indizione, essendo, per consenso di tutti gli eruditi, certissimo ch'egli terminò la sua vita nellasettima indizione, la quale fu in corso nell'anno presente fino al settembre. Ebbe per successoreSabinianodiacono, nato in Volterra, che era stato suo nunzio o ministro alla corte imperiale, essendosi già introdotto di eleggere al pontificato romano que' diaconi che aveano sostenuto quell'impiego in Costantinopoli, siccome più noti ed accetti agli imperadori, e più informati de' pubblici affari. Credesi che dopo sei mesi e un giorno di sede vacante, e dopo esser venuta l'approvazion della sua elezione da Foca Augusto, fosse Sabiniano consecrato nel dì 13 di settembre. Dopo aver Paolo Diacono narrata la morte di san Gregorio, ci vien dicendo[Paulus Diaconus, lib. 4, cap. 31.]chenella state seguente e nel mese di luglio, raunata la gran dieta della nazion longobardanel circo di Milano,Adaloaldofu proclamato re, ossia collega d'Agilolfosuo padre; e che a quella solennissima funzione furono presenti non solamente esso re Agilolfo, ma ancora gli ambasciatori diTeodeberto IIre di Metz, ossia dell'Austrasia. Uno dei maggiori pensieri di Agilolfo era quello di mantenere una buona armonia coi re franchi, perchè possedendo essi quasi tutte le Gallie e buona parte della Germania, non v'era potenza confinante all'Italia, di cui piùche di quella avessero da temere i Longobardi. Perciò affine di stringere maggiormente il nodo dell'amicizia con Teodeberto, il più possente di quei re, Agilolfo, conchiuse un matrimonio fra il suo figliuolo Adaloaldo e una figliuola d'esso Teodeberto. Erano sì l'un come l'altra fanciulli di ben tenera età: contuttociò seguirono gli sponsali fra essi, e restò sigillata la funzione collo stabilimento di una pace perpetua fra i due re, genitori degli sposi. Il cardinal Baronio ed altri differirono sino all'anno venturo l'innalzamento di Adaloaldo al trono; ma sembra più verisimile che ciò avvenisse in quest'anno, e che laseguente statedi Paolo Diacono sia quella che venne dopo il marzo dell'anno presente, in cui san Gregorio il grande compiè la gloriosa carriera del suo pontificato. Credesi ancora che in quest'anno desse fine al suo vivereMarinianoarcivescovo di Ravenna[Bacchinius, ad Agnell., tom. 2 Rer. Ital.], al quale succedetteGiovanniterzo di questo nome. E perchè era spirata la tregua fra i Greci e Longobardi, nel mese di novembre si rinnovò essa per un anno avvenire[Paulus Diaconus, lib. 4, cap. 33.].


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