DCLV

DCLVAnno diCristoDCLV. IndizioneXIII.Eugeniopapa 1.Costantino, dettoCostante, imperadore 15.Aribertore 3.Stette in prigione il santo ponteficeMartinosino al dì 15 di marzo del presente anno, e di là preso ed imbarcato, segretamente fu condotto alla città di Chersona, o Chersonesa, luogo destinato pel suo esilio nel Chersoneso, ossia nella penisola, oggidì appellata la Crimea. Dalle lettere ch'egli scrisse in questo anno si conoscono i gravi patimenti suoi, sì per le continue malattie, come per la mancanza di tutte le cose, anche di quelle che sono necessarie al vitto. Ma finalmente venne Iddio a visitarlo, cioè a trarlo dalle miserie del mondo presente, per coronare e ricompensare nell'altro l'ammirabile sua costanza nel sostenere le vera fede e l'egual sua pazienza in sopportar tanti travagli, per i quali la Chiesa latina l'ha sempre onorato ed onora qual glorioso martire, e la greca qual insigne confessore. Succedette la morte sua nel dì 16 di settembre del presente anno, benchè Teofane la rapporti più tardi; ma si celebra la festa sua nel dì 12 di novembre, giorno, in cui, trasferito il suo sacro corpo a Roma, ebbe onorata sepoltura. Crede il cardinal Baronio che dopo la sua morte fosse convalidata la elezion diEugeniopapa suo successore con un consenso nuovo del clero. Ma di ciò niun vestigio resta nella storia antica. Certo è che Eugenio fu eletto e riconosciuto per vero papa nell'anno precedente, e quantunque ragion voglia che finchè visse san Martino, s'abbia esso da tenere per non decaduto dal pontificato: pure fa stranezza e lo sconcerto di questi tempi fece passare per legittima l'elezione e consecrazione di papa Eugenio, anche vivente san Martino.APaolopatriarca di Costantinopoli defunto fu finalmente sostituito in quella chiesaPirrodianzi deposto. Ma costui non godè se non quattro mesi e ventitrè giorni della sua fortuna, perchè fu chiamato da Dio al rendimento de' conti. Dopo lui entrò in quella sedia patriarcalePietro, prete della medesima chiesa, che la governò dodici anni e sette mesi. A quest'anno ancora può essere che appartenga ciò che narra Teofane dopo la morte di Paolo patriarca: cioè cheMuaviageneral dei Saraceni fece un gran preparamento di navi e d'armati per procedere alla volta di Costantinopoli. L'imperadorCostante, anch'egli con una buona flotta andò ne' porti della Licia, e quivi arrivato che fu il nemico, attaccò seco battaglia. Vi fu gran sangue; ma infine la peggio toccò ai cristiani; e l'imperadore, se non era l'accortezza di un valoroso cristiano, che trattolo fuori della capitana e messolo travestito in un'altra nave, gli diede campo di salvarsi colla fuga, egli cadeva nelle mani d'essi Saraceni, che a forza d'armi sottomisero poco appresso la medesima capitana.

Stette in prigione il santo ponteficeMartinosino al dì 15 di marzo del presente anno, e di là preso ed imbarcato, segretamente fu condotto alla città di Chersona, o Chersonesa, luogo destinato pel suo esilio nel Chersoneso, ossia nella penisola, oggidì appellata la Crimea. Dalle lettere ch'egli scrisse in questo anno si conoscono i gravi patimenti suoi, sì per le continue malattie, come per la mancanza di tutte le cose, anche di quelle che sono necessarie al vitto. Ma finalmente venne Iddio a visitarlo, cioè a trarlo dalle miserie del mondo presente, per coronare e ricompensare nell'altro l'ammirabile sua costanza nel sostenere le vera fede e l'egual sua pazienza in sopportar tanti travagli, per i quali la Chiesa latina l'ha sempre onorato ed onora qual glorioso martire, e la greca qual insigne confessore. Succedette la morte sua nel dì 16 di settembre del presente anno, benchè Teofane la rapporti più tardi; ma si celebra la festa sua nel dì 12 di novembre, giorno, in cui, trasferito il suo sacro corpo a Roma, ebbe onorata sepoltura. Crede il cardinal Baronio che dopo la sua morte fosse convalidata la elezion diEugeniopapa suo successore con un consenso nuovo del clero. Ma di ciò niun vestigio resta nella storia antica. Certo è che Eugenio fu eletto e riconosciuto per vero papa nell'anno precedente, e quantunque ragion voglia che finchè visse san Martino, s'abbia esso da tenere per non decaduto dal pontificato: pure fa stranezza e lo sconcerto di questi tempi fece passare per legittima l'elezione e consecrazione di papa Eugenio, anche vivente san Martino.APaolopatriarca di Costantinopoli defunto fu finalmente sostituito in quella chiesaPirrodianzi deposto. Ma costui non godè se non quattro mesi e ventitrè giorni della sua fortuna, perchè fu chiamato da Dio al rendimento de' conti. Dopo lui entrò in quella sedia patriarcalePietro, prete della medesima chiesa, che la governò dodici anni e sette mesi. A quest'anno ancora può essere che appartenga ciò che narra Teofane dopo la morte di Paolo patriarca: cioè cheMuaviageneral dei Saraceni fece un gran preparamento di navi e d'armati per procedere alla volta di Costantinopoli. L'imperadorCostante, anch'egli con una buona flotta andò ne' porti della Licia, e quivi arrivato che fu il nemico, attaccò seco battaglia. Vi fu gran sangue; ma infine la peggio toccò ai cristiani; e l'imperadore, se non era l'accortezza di un valoroso cristiano, che trattolo fuori della capitana e messolo travestito in un'altra nave, gli diede campo di salvarsi colla fuga, egli cadeva nelle mani d'essi Saraceni, che a forza d'armi sottomisero poco appresso la medesima capitana.


Back to IndexNext