DCLVIIAnno diCristoDCLVII. IndizioneXV.Vitalianopapa 1.Costantino, dettoCostante, imperadore 17.Aribertore 5.Nel primo giorno di giugno di questo anno venne a morte papaEugenio, dopo aver governata la Chiesa romana per due anni, otto mesi e ventiquattro giorni. Stette vacante la sede pontificia un mese e ventinove giorni, e finalmente fu consecrato papaVitaliano, nativo di Segna, città episcopale della Campania. Abbiamo da Anastasio bibliotecario[Anastas., in Vitalian.]ch'egli spedì tosto i suoi apocrisarii a Costantinopoli, per significarela sua assunzione al papato ai due imperadoriCostanteeCostantino. Siccome papaEugenionon avea scritto aPaoloallora patriarca di Costantinopoli, così neppur egli pare che scrivesse a Pietro succeduto nel governo di quella Chiesa. Non ben apparisce come si contenessero il pontefice Vitaliano e i suoi nunzii, per conto delle controversie della fede coll'imperador Costante protettore de' monoteliti. Solamente sappiamo da Anastasio ch'esso ponteficeregulam ecclesiasticam et vigorem, ut mos erat, omni modo conservavit; siccome ancora che il suddetto imperadore fece buona ciera ai ministri pontificii, confermò i privilegii alla santa Chiesa romana, e mandò per i medesimi a donare a san Pietro di Roma il libro dei Vangeli, legato con tavole d'oro tempestate di gemme bianche di mirabil grandezza. Contendevano intanto per l'imperio saracenicoAlìeMuavia. I due loro nemici eserciti, come s'ha da Teofane[Theoph., in Chronogr.], furono a fronte presso l'Eufrate. Muavia generale veterano ebbe l'accortezza di occupar le rive di quel fiume; rimasto superiore in un conflitto, lasciò che per la sete si disfacesse il resto dall'armata nemica. Elmacino scrive[Elmac., lib. 1, cap 4.]che seguirono fra questi due rivali assaissime altre zuffe; che si trattò d'aggiustamento, e furono scelti gli arbitri; ma che in fine la spada fu quella che decise.
Nel primo giorno di giugno di questo anno venne a morte papaEugenio, dopo aver governata la Chiesa romana per due anni, otto mesi e ventiquattro giorni. Stette vacante la sede pontificia un mese e ventinove giorni, e finalmente fu consecrato papaVitaliano, nativo di Segna, città episcopale della Campania. Abbiamo da Anastasio bibliotecario[Anastas., in Vitalian.]ch'egli spedì tosto i suoi apocrisarii a Costantinopoli, per significarela sua assunzione al papato ai due imperadoriCostanteeCostantino. Siccome papaEugenionon avea scritto aPaoloallora patriarca di Costantinopoli, così neppur egli pare che scrivesse a Pietro succeduto nel governo di quella Chiesa. Non ben apparisce come si contenessero il pontefice Vitaliano e i suoi nunzii, per conto delle controversie della fede coll'imperador Costante protettore de' monoteliti. Solamente sappiamo da Anastasio ch'esso ponteficeregulam ecclesiasticam et vigorem, ut mos erat, omni modo conservavit; siccome ancora che il suddetto imperadore fece buona ciera ai ministri pontificii, confermò i privilegii alla santa Chiesa romana, e mandò per i medesimi a donare a san Pietro di Roma il libro dei Vangeli, legato con tavole d'oro tempestate di gemme bianche di mirabil grandezza. Contendevano intanto per l'imperio saracenicoAlìeMuavia. I due loro nemici eserciti, come s'ha da Teofane[Theoph., in Chronogr.], furono a fronte presso l'Eufrate. Muavia generale veterano ebbe l'accortezza di occupar le rive di quel fiume; rimasto superiore in un conflitto, lasciò che per la sete si disfacesse il resto dall'armata nemica. Elmacino scrive[Elmac., lib. 1, cap 4.]che seguirono fra questi due rivali assaissime altre zuffe; che si trattò d'aggiustamento, e furono scelti gli arbitri; ma che in fine la spada fu quella che decise.