DCLVIII

DCLVIIIAnno diCristoDCLVIII. IndizioneI.Vitalianopapa 2.Costantino, dettoCostante, imperadore 18.Aribertore 6.Le dissensioni che bollivano fra i principi de' Saraceni, diedero campo in quest'anno all'imperadoreCostante, per quanto vien raccontato da Teofane[Theoph., ibidem.], di passar coll'esercito suo ne' paesi possedutidegli Sclavi o vogliam dire Schiavoni, che negli anni addietro aveano danneggiato cotanto le provincie del romano imperio. Se si ha da prestar fede a quello storico, che solo ci dà lume per gli avvenimenti della Grecia in questi tempi, a lui riuscì di soggiogare il loro paese, e di condur via una gran copia di prigioni. Ma si stenterà a credere che egli sottomettesse al suo dominio quei Barbari, dacchè noi li troveremo più vigorosi che mai, andando innanzi. Forse tolse loro qualche parte delle loro contrade, ma non già tutto il regno loro. Lasciò scritto il medesimo storico che in quest'anno esso imperador Costante, ad istigazione de' monoteliti, fece tagliar la lingua a sanMassimoabate, cioè a quell'infaticabile e glorioso campione, che in questi tempi fu il flagello dei monoteliti, e valentissimo difensore della vera dottrina della Chiesa. Ma il Pagi pretende che ciò succedesse molto più tardi. Elmacino poi[Elmacinus, lib. 1, cap. 4, pag. 38.]ci fa sapere che fu disputato forte in quest'anno tra i due pretendenti Saraceni il possesso dell'Egitto, e che in fine riuscì aMuaviadi abbattere in quelle parti gli uffiziali diAlì, e di diventarne padrone: il che si dee intendere fatto anche della Palestina. Nè si legge che l'imperador Costante fin qui profittasse punto del tempo propizio che gli offeriva la fortuna di poter ricuperare alcuno dei tanti paesi occupati al greco imperio dalla nazione arabica. Solamente nell'anno seguente l'addormentato principe si dovette svegliare.

Le dissensioni che bollivano fra i principi de' Saraceni, diedero campo in quest'anno all'imperadoreCostante, per quanto vien raccontato da Teofane[Theoph., ibidem.], di passar coll'esercito suo ne' paesi possedutidegli Sclavi o vogliam dire Schiavoni, che negli anni addietro aveano danneggiato cotanto le provincie del romano imperio. Se si ha da prestar fede a quello storico, che solo ci dà lume per gli avvenimenti della Grecia in questi tempi, a lui riuscì di soggiogare il loro paese, e di condur via una gran copia di prigioni. Ma si stenterà a credere che egli sottomettesse al suo dominio quei Barbari, dacchè noi li troveremo più vigorosi che mai, andando innanzi. Forse tolse loro qualche parte delle loro contrade, ma non già tutto il regno loro. Lasciò scritto il medesimo storico che in quest'anno esso imperador Costante, ad istigazione de' monoteliti, fece tagliar la lingua a sanMassimoabate, cioè a quell'infaticabile e glorioso campione, che in questi tempi fu il flagello dei monoteliti, e valentissimo difensore della vera dottrina della Chiesa. Ma il Pagi pretende che ciò succedesse molto più tardi. Elmacino poi[Elmacinus, lib. 1, cap. 4, pag. 38.]ci fa sapere che fu disputato forte in quest'anno tra i due pretendenti Saraceni il possesso dell'Egitto, e che in fine riuscì aMuaviadi abbattere in quelle parti gli uffiziali diAlì, e di diventarne padrone: il che si dee intendere fatto anche della Palestina. Nè si legge che l'imperador Costante fin qui profittasse punto del tempo propizio che gli offeriva la fortuna di poter ricuperare alcuno dei tanti paesi occupati al greco imperio dalla nazione arabica. Solamente nell'anno seguente l'addormentato principe si dovette svegliare.


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