DCVIAnno diCristoDCVI. IndizioneIX.Sederomana vacante.Focaimperadore 5.Agilolfore 16.L'anno III dopo il consolato diFoca Augusto.Secondo i conti del padre Pagi, mancò di vita in quest'annoSabinianopapa nel dì 22 di febbrajo, pontefice poco ben veduto dai Romani, perchè diverso dal santissimo suo predecessore; e per tutto quest'anno stette vacante la cattedra di san Pietro, verisimilmente perchè Foca non la finì di mandar l'approvazion dell'eletto[Paul. Diaconus, lib. 4, cap. 33 et 36.]. Terminò in quest'anno la tregua fatta fra l'esarco di Ravenna e il re Agilolfo. Si può credere che l'esarco quegli fosse che, considerato l'infelice stato dell'imperio in questi tempi, si ingegnasse d'ottenerne la continuazione. Paolo Diacono scrive ch'essa fu conchiusa per tre anni avvenire. Ma prima che questa si conchiudesse, l'armi dei Longobardi s'impadronirono di due città della Toscana, cioè diBagnarea, città probabilmente nata sotto il regno dei Goti, e diOrvieto, città nominataUrbs Vetus, ma non conosciuta sotto questo nome dagli antichi Romani. Poscia il medesimo storico racconta più sotto, che Agilolfo mandò (non si sa in qual anno)Stabilicianosuo notaio a Costantinopoli per trattar di una stabil pace conFoca Augusto, perch'egli contento di quel che possedeva, non ansava dietro a sempre nuove conquiste, come tant'altri re hanno usato; e desiderava di lasciar godere la quiete ai sudditi suoi. Altro non risultò da questo negoziato, se non la tregua di un anno. Foca nondimeno per dimostrare la stima che faceva del re Agilolfo, col ritorno di Stabiliciano gl'inviò anche egli degli ambasciatori, ed insieme dei regali da presentargli.
L'anno III dopo il consolato diFoca Augusto.
Secondo i conti del padre Pagi, mancò di vita in quest'annoSabinianopapa nel dì 22 di febbrajo, pontefice poco ben veduto dai Romani, perchè diverso dal santissimo suo predecessore; e per tutto quest'anno stette vacante la cattedra di san Pietro, verisimilmente perchè Foca non la finì di mandar l'approvazion dell'eletto[Paul. Diaconus, lib. 4, cap. 33 et 36.]. Terminò in quest'anno la tregua fatta fra l'esarco di Ravenna e il re Agilolfo. Si può credere che l'esarco quegli fosse che, considerato l'infelice stato dell'imperio in questi tempi, si ingegnasse d'ottenerne la continuazione. Paolo Diacono scrive ch'essa fu conchiusa per tre anni avvenire. Ma prima che questa si conchiudesse, l'armi dei Longobardi s'impadronirono di due città della Toscana, cioè diBagnarea, città probabilmente nata sotto il regno dei Goti, e diOrvieto, città nominataUrbs Vetus, ma non conosciuta sotto questo nome dagli antichi Romani. Poscia il medesimo storico racconta più sotto, che Agilolfo mandò (non si sa in qual anno)Stabilicianosuo notaio a Costantinopoli per trattar di una stabil pace conFoca Augusto, perch'egli contento di quel che possedeva, non ansava dietro a sempre nuove conquiste, come tant'altri re hanno usato; e desiderava di lasciar godere la quiete ai sudditi suoi. Altro non risultò da questo negoziato, se non la tregua di un anno. Foca nondimeno per dimostrare la stima che faceva del re Agilolfo, col ritorno di Stabiliciano gl'inviò anche egli degli ambasciatori, ed insieme dei regali da presentargli.