DCVIIAnno diCristoDCVII. Indiz.X.Bonifazio IIIpapa 1.Focaimperadore 6.Agilolfore 17.L'anno IV dopo il consolato diFoca Augusto.Venute finalmente da Costantinopoli le tanto sospirate risposte, fu consecrato in quest'annoBonifazio IIIgià eletto pontefice romano, stato anch'egli apocrisario di s. Gregorio alla corte dell'imperadore. Fu assai breve la vita di questo papa: contuttociò non fece egli poco per avere ottenuto, secondochè lasciarono scritto Paolo Diacono[Paulus Diaconus, lib. 4, cap. 33 et 36.]ed Anastasio bibliotecario[Anast., in Vit. Bonifacii III.], che Foca con un suo decreto dichiarasse, qualmente la Chiesa romana ècapo di tutte le chiese, non già che il primato del romano pontefice, conosciuto e confessato anche per tutti i secoli addietro, avesse bisogno di un decreto tale; ma per tagliar l'ali all'ambizione de' patriarchi di Costantinopoli, i quali, siccome vedemmo, aveano cominciato nei tempi di s. Gregorio, e continuarono fin qua ad intitolarsivescovi ecumenici, quasi che pretendessero di far divenire prima e capo di tutte le chiese la loro chiesa. Per buona ventura nacquero in questi tempi dei dissapori tra Foca Augusto e il patriarca Costantinopoli: e ciò diede occasione all'imperadore di abbassar l'orgoglio di que' patriarchi. Celebrò ancora questo papa in Roma un concilio di settantadue vescovi, in cui fu decretato che vivente il papa, siccome ancora viventi gli altri vescovi, non si potesse trattare del loro successore, ma che solamente tre dì dopo la lor morte fosse lecito di farlo nelle forme prescritte dai canoni. Ma papa Bonifazio non godè che otto mesi e ventidue giorni il papato, essendo mancato di vita, per quanto crede il padre Pagi, nel dì 19 di novembre dell'anno presente. AvevaTeodericore della Borgogna, contro il parere della reginaBrunechildeavola sua, conchiuso il suo matrimonio conErmenbergafigliuola diVitterico re de' Visigotiin Ispagna[Fredegar., in Chron., cap. 30 et 31.]. Fu condotta questa principessa a Chalons sopra la Saona, e ricevuta da Teoderico con grande onore. Ma Brunechilde gran fabbricatrice d'iniquità, unitasi conTeodelanasorella di esso re, tanto fece e disse, che impedì per un anno la consumazione, ed in fine rendè sì disgustosa al nipote la persona e presenza di questa principessa, ch'egli la rimandò vergognosamente in Ispagna, e, quel che è peggio, spogliata de' tesori che avea seco portati. Irritato il re di Spagna da sì enorme oltraggio, spedì degli ambasciatori in Francia aClotariore di Soissons, per invitarlo ad una lega contra di Teoderico; e il ritrovò dispostissimo per l'odio che passava già da gran tempo fra questi principi. Andarono dipoi gli stessi ambasciatori a far le medesime proposizioni aTeodebertore dell'Austrasia, che non ebbe difficoltà di collegarsi ai danni del fratello Teoderico, contra del quale era disgustato anche egli non poco. Non bastò questo al re di Spagna: unitisi co' suoi ambasciatori quei di Clotario, vennero anche in Italia per tirare nella medesima lega il reAgilolfo, il quale conoscendo i vantaggi che gliene poteano provenire, non si fece molto pregare ad accettar l'offerta. Certo è che tutti e quattro questi re misero in ordine e in moto le loro truppe per assalire gli stati della Borgogna; e sarebbe probabilmente riuscito loro facile di spogliare quel re di tutto; ma o perchè Brunechilde regina usasse qualche tiro della sua disinvoltura, o che occorresse qualche accidente, di cui la storia non parla, noi sappiamo che restò dissipato tutto questo temporale, nè seguì vendetta alcuna dell'affronto fatto al re di Spagna. Se crediamo a Leone Ostiense[Leo Ostiensis, Chronicon Casinensis, lib. 1, cap. 3.], sottoil suddetto Bonifazio III papa, e circa questi tempi,Faustomonaco, discepolo di s. Benedetto; mandato già con sanMauronelle Gallie, tornò a Roma, dove scrisse la vita del medesimo s. Mauro. Altri pretendono ch'egli venisse ai tempi di Bonifazio IV. Ma noi non abbiam quella vita tal quale fu scritta da lui.
L'anno IV dopo il consolato diFoca Augusto.
Venute finalmente da Costantinopoli le tanto sospirate risposte, fu consecrato in quest'annoBonifazio IIIgià eletto pontefice romano, stato anch'egli apocrisario di s. Gregorio alla corte dell'imperadore. Fu assai breve la vita di questo papa: contuttociò non fece egli poco per avere ottenuto, secondochè lasciarono scritto Paolo Diacono[Paulus Diaconus, lib. 4, cap. 33 et 36.]ed Anastasio bibliotecario[Anast., in Vit. Bonifacii III.], che Foca con un suo decreto dichiarasse, qualmente la Chiesa romana ècapo di tutte le chiese, non già che il primato del romano pontefice, conosciuto e confessato anche per tutti i secoli addietro, avesse bisogno di un decreto tale; ma per tagliar l'ali all'ambizione de' patriarchi di Costantinopoli, i quali, siccome vedemmo, aveano cominciato nei tempi di s. Gregorio, e continuarono fin qua ad intitolarsivescovi ecumenici, quasi che pretendessero di far divenire prima e capo di tutte le chiese la loro chiesa. Per buona ventura nacquero in questi tempi dei dissapori tra Foca Augusto e il patriarca Costantinopoli: e ciò diede occasione all'imperadore di abbassar l'orgoglio di que' patriarchi. Celebrò ancora questo papa in Roma un concilio di settantadue vescovi, in cui fu decretato che vivente il papa, siccome ancora viventi gli altri vescovi, non si potesse trattare del loro successore, ma che solamente tre dì dopo la lor morte fosse lecito di farlo nelle forme prescritte dai canoni. Ma papa Bonifazio non godè che otto mesi e ventidue giorni il papato, essendo mancato di vita, per quanto crede il padre Pagi, nel dì 19 di novembre dell'anno presente. AvevaTeodericore della Borgogna, contro il parere della reginaBrunechildeavola sua, conchiuso il suo matrimonio conErmenbergafigliuola diVitterico re de' Visigotiin Ispagna[Fredegar., in Chron., cap. 30 et 31.]. Fu condotta questa principessa a Chalons sopra la Saona, e ricevuta da Teoderico con grande onore. Ma Brunechilde gran fabbricatrice d'iniquità, unitasi conTeodelanasorella di esso re, tanto fece e disse, che impedì per un anno la consumazione, ed in fine rendè sì disgustosa al nipote la persona e presenza di questa principessa, ch'egli la rimandò vergognosamente in Ispagna, e, quel che è peggio, spogliata de' tesori che avea seco portati. Irritato il re di Spagna da sì enorme oltraggio, spedì degli ambasciatori in Francia aClotariore di Soissons, per invitarlo ad una lega contra di Teoderico; e il ritrovò dispostissimo per l'odio che passava già da gran tempo fra questi principi. Andarono dipoi gli stessi ambasciatori a far le medesime proposizioni aTeodebertore dell'Austrasia, che non ebbe difficoltà di collegarsi ai danni del fratello Teoderico, contra del quale era disgustato anche egli non poco. Non bastò questo al re di Spagna: unitisi co' suoi ambasciatori quei di Clotario, vennero anche in Italia per tirare nella medesima lega il reAgilolfo, il quale conoscendo i vantaggi che gliene poteano provenire, non si fece molto pregare ad accettar l'offerta. Certo è che tutti e quattro questi re misero in ordine e in moto le loro truppe per assalire gli stati della Borgogna; e sarebbe probabilmente riuscito loro facile di spogliare quel re di tutto; ma o perchè Brunechilde regina usasse qualche tiro della sua disinvoltura, o che occorresse qualche accidente, di cui la storia non parla, noi sappiamo che restò dissipato tutto questo temporale, nè seguì vendetta alcuna dell'affronto fatto al re di Spagna. Se crediamo a Leone Ostiense[Leo Ostiensis, Chronicon Casinensis, lib. 1, cap. 3.], sottoil suddetto Bonifazio III papa, e circa questi tempi,Faustomonaco, discepolo di s. Benedetto; mandato già con sanMauronelle Gallie, tornò a Roma, dove scrisse la vita del medesimo s. Mauro. Altri pretendono ch'egli venisse ai tempi di Bonifazio IV. Ma noi non abbiam quella vita tal quale fu scritta da lui.