DCVIIIAnno diCristoDCVIII. IndizioneXI.Bonifazio IVpapa 1.Focaimperadore 7.Agilolfore 18.L'anno V dopo il consolato diFoca Augusto.Dopo essere stata vacante la chiesa romana per dieci mesi e varii giorni, fu posto nella sedia di s. PietroBonifazio IVa dì 25 d'agosto. L'insigne tempio di Roma, appellato anticamente ilPanteon, perchè dedicato a tutti gli dii della gentilità, ed oggidì chiamato laRotonda, fabbrica maravigliosa, fatta per ordine di Marco Agrippa ai tempi d'Augusto, e che anche oggidì si mira con istupore dagli intendenti, avea fino ai tempi di questo pontefice mantenuta nel suo seno la superstizione pagana con ritenere le statue di quelle false divinità. O in quest'anno, oppure nel susseguente, tanto si studiò il suddetto papa Bonifazio, che l'impetrò in dono daFocaimperadore[Anastas. Biblioth., in Bonif. IV. Paulus Diaconus, lib. 4, cap. 37.]. Ciò fatto, ne levò tutte le sordidezze del paganesimo, e ridotta quella basilica al culto del vero Dio, la consecrò a lui in onore della santissima Vergine madre e di tutti i martiri, e lo stesso imperadore la dotò anche di molti beni. Ma se Foca per tener contenti e ben affetti al suo imperio i Romani, usava della sua liberalità verso di loro e del sommo pontefice, seguitava bene in Oriente ad esercitare la sua crudeltà. Ed intanto i Persiani andavano facendo nuovi progressi colla rovina dell'imperio romano. Già aveano presa l'Armenia e la Cappadocia,con isconfiggere l'armata imperiale. Impadronitisi poi della Galazia e della Patagonia, arrivarono fino a Calcedone, cioè in faccia di Costantinopoli, mettendo a sacco tutto il paese. Questi furono i frutti del matto popolo greco, che per non voler sofferire un principe con qualche difetto, amarono piuttosto d'avere un tiranno, atto bensì ad incrudelir contro le vite de' proprii sudditi, ma non già a ripulsare i nemici esterni.
L'anno V dopo il consolato diFoca Augusto.
Dopo essere stata vacante la chiesa romana per dieci mesi e varii giorni, fu posto nella sedia di s. PietroBonifazio IVa dì 25 d'agosto. L'insigne tempio di Roma, appellato anticamente ilPanteon, perchè dedicato a tutti gli dii della gentilità, ed oggidì chiamato laRotonda, fabbrica maravigliosa, fatta per ordine di Marco Agrippa ai tempi d'Augusto, e che anche oggidì si mira con istupore dagli intendenti, avea fino ai tempi di questo pontefice mantenuta nel suo seno la superstizione pagana con ritenere le statue di quelle false divinità. O in quest'anno, oppure nel susseguente, tanto si studiò il suddetto papa Bonifazio, che l'impetrò in dono daFocaimperadore[Anastas. Biblioth., in Bonif. IV. Paulus Diaconus, lib. 4, cap. 37.]. Ciò fatto, ne levò tutte le sordidezze del paganesimo, e ridotta quella basilica al culto del vero Dio, la consecrò a lui in onore della santissima Vergine madre e di tutti i martiri, e lo stesso imperadore la dotò anche di molti beni. Ma se Foca per tener contenti e ben affetti al suo imperio i Romani, usava della sua liberalità verso di loro e del sommo pontefice, seguitava bene in Oriente ad esercitare la sua crudeltà. Ed intanto i Persiani andavano facendo nuovi progressi colla rovina dell'imperio romano. Già aveano presa l'Armenia e la Cappadocia,con isconfiggere l'armata imperiale. Impadronitisi poi della Galazia e della Patagonia, arrivarono fino a Calcedone, cioè in faccia di Costantinopoli, mettendo a sacco tutto il paese. Questi furono i frutti del matto popolo greco, che per non voler sofferire un principe con qualche difetto, amarono piuttosto d'avere un tiranno, atto bensì ad incrudelir contro le vite de' proprii sudditi, ma non già a ripulsare i nemici esterni.