DCX

DCXAnno diCristoDCX. IndizioneXIII.Bonifazio IVpapa 3.Eraclioimperadore 1.Agilolfore 20.L'anno VII dopo il consolato diFoca Augusto.Questo fu l'anno che diede fine alla tirannia diFocaimperatore. Nel dì 3, oppure nel dì 4 di ottobre, comparve alla vista di Costantinopoli l'armata navale[Chron. Alexandr.]spedita contro di costui daEracliogovernatore dell'Africa, comandata dal giovaneEracliosuo figliuolo. Erano cariche di combattenti tutte queste navi. Per terra eziandio s'incamminò la cavalleria[Theoph., in Chronogr. Nicephorus in Breviar.], condotta daNicetafigliuolo diGregorapatrizio; ma non giunse al dì della festa. Tutti erano animati a liberar la terra da quel mostro. Alla vista di sì poderoso aiuto coraggiosamente si mossero nel dì cinque d'esso mese i senatori congiurati contra del tiranno; e le fazioni prasina e veneta presero anche esse l'armi. Teofane scrive che seguì battaglia colle genti di Foca, le quali rimasero sconfitte. La Cronica Alessandrina nulla dice di questa zuffa. Quel che è certo, daFoziocuratore del palazzo di Placidia, alla cui moglie il tiranno aveva usata violenza, e daProbopatrizio tratto fu per forza Foca dal palazzo dell'Arcangelo, spogliato di tutte le vesti e condotto alla presenza d'Eraclio. Poco si stette a mettere in pezzi il tiranno, e posto il suo capo sopra una picca, fu portato come in trionfo per mezzo alla città a saziar gli occhi del popolo. Nel medesimo giornoquinto di ottobreEraclioil giovine, eletto dal senato, proclamato dal popolo, coronato daSergiopatriarca, salì sul trono imperiale. Aggiunge Teofane che in Costantinopoli si trovavaEpifaniamadre d'esso Eraclio, e seco parimente eraEudociafigliuola diRogatoafricano, già promessa in moglie al medesimo Eraclio. Foca, allorchè questo turbine gli veniva addosso, saputo che in città dimoravano queste due dame, le fece prendere e rinserrar sotto buona guardia nel monistero imperiale, chiamato della nuova Penitenza. Ora uno de' primi pensieri di Eraclio, entrato che fu in Costantinopoli, fu di chieder conto della madre e della sposa; e però nel medesimo tempo ch'egli ricevette la corona imperiale, sposòEudocia, e dichiaratala Augusta, la fece coronare imperadrice dal patriarca suddetto. Era succeduto questo patriarca Sergio nella sedia costantinopolitana aTommaso, uomo di santa vita, morto nel dì 20 di marzo dell'anno presente. Vivente ancora Foca, per attestato di Beda[Beda, Hist. Angl. lib. 2, cap. 4.], papaBonifazio IV, nel dì 27 di febbraio tenne un concilio in Roma per togliere alcune differenze insorte in Inghilterra, dove alcuni del clero secolare pretendeano non permesso ai monaci il sacerdozio, nè la facoltà di battezzare ed assolvere i penitenti. Fu deciso in favore dei monaci, ed intimata la scomunica contro chi si opponesse. Sopra ciò scrisse il pontefice delle lettere al santo reEdelbertoe aLorenzoarcivescovo di Cantuaria che era succeduto in quella cattedra al celebre s.Agostinoapostolo dell'Inghilterra.

L'anno VII dopo il consolato diFoca Augusto.

Questo fu l'anno che diede fine alla tirannia diFocaimperatore. Nel dì 3, oppure nel dì 4 di ottobre, comparve alla vista di Costantinopoli l'armata navale[Chron. Alexandr.]spedita contro di costui daEracliogovernatore dell'Africa, comandata dal giovaneEracliosuo figliuolo. Erano cariche di combattenti tutte queste navi. Per terra eziandio s'incamminò la cavalleria[Theoph., in Chronogr. Nicephorus in Breviar.], condotta daNicetafigliuolo diGregorapatrizio; ma non giunse al dì della festa. Tutti erano animati a liberar la terra da quel mostro. Alla vista di sì poderoso aiuto coraggiosamente si mossero nel dì cinque d'esso mese i senatori congiurati contra del tiranno; e le fazioni prasina e veneta presero anche esse l'armi. Teofane scrive che seguì battaglia colle genti di Foca, le quali rimasero sconfitte. La Cronica Alessandrina nulla dice di questa zuffa. Quel che è certo, daFoziocuratore del palazzo di Placidia, alla cui moglie il tiranno aveva usata violenza, e daProbopatrizio tratto fu per forza Foca dal palazzo dell'Arcangelo, spogliato di tutte le vesti e condotto alla presenza d'Eraclio. Poco si stette a mettere in pezzi il tiranno, e posto il suo capo sopra una picca, fu portato come in trionfo per mezzo alla città a saziar gli occhi del popolo. Nel medesimo giornoquinto di ottobreEraclioil giovine, eletto dal senato, proclamato dal popolo, coronato daSergiopatriarca, salì sul trono imperiale. Aggiunge Teofane che in Costantinopoli si trovavaEpifaniamadre d'esso Eraclio, e seco parimente eraEudociafigliuola diRogatoafricano, già promessa in moglie al medesimo Eraclio. Foca, allorchè questo turbine gli veniva addosso, saputo che in città dimoravano queste due dame, le fece prendere e rinserrar sotto buona guardia nel monistero imperiale, chiamato della nuova Penitenza. Ora uno de' primi pensieri di Eraclio, entrato che fu in Costantinopoli, fu di chieder conto della madre e della sposa; e però nel medesimo tempo ch'egli ricevette la corona imperiale, sposòEudocia, e dichiaratala Augusta, la fece coronare imperadrice dal patriarca suddetto. Era succeduto questo patriarca Sergio nella sedia costantinopolitana aTommaso, uomo di santa vita, morto nel dì 20 di marzo dell'anno presente. Vivente ancora Foca, per attestato di Beda[Beda, Hist. Angl. lib. 2, cap. 4.], papaBonifazio IV, nel dì 27 di febbraio tenne un concilio in Roma per togliere alcune differenze insorte in Inghilterra, dove alcuni del clero secolare pretendeano non permesso ai monaci il sacerdozio, nè la facoltà di battezzare ed assolvere i penitenti. Fu deciso in favore dei monaci, ed intimata la scomunica contro chi si opponesse. Sopra ciò scrisse il pontefice delle lettere al santo reEdelbertoe aLorenzoarcivescovo di Cantuaria che era succeduto in quella cattedra al celebre s.Agostinoapostolo dell'Inghilterra.


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