DCXLII

DCXLIIAnno diCristoDCXLII. IndizioneXV.Teodoropapa 1.Costantino, dettoCostante, imperadore 2.Rotarire 7.Dovrei qui io notare il consolato diCostantino, ossiaCostanteAugusto, preso nell'anno presente, e proseguire distinguendo i susseguenti colpost consulatum. Ma perchè si scorge oramai di niuna conseguenza un tal rito, me ne dispenserò in avvenire. Essendo rotta la tregua fra i Romani e Longobardi, siccome abbiamo detto, e continuando il re Rotari le sue conquiste,Isaccoesarco di Ravenna, unì quante soldatesche potè per assalire il dominio de' Longobardi, e farli desistere da ulteriori progressi. Venne dunque a dirittura alla volta di Modena, ch'era allora frontiera del paese longobardo, verso le città dell'esarcato di Ravenna. Ma trovò l'armata del re Rotari, che s'era postata al fiumeScultenna, appellato oggidì da noiPanaro, ma che ritiene nella montagna l'anticosuo nome. Si venne dunque ad una giornata campale, in cui, per attestato di Paolo Diacono[Paulus Diaconus, lib. 4, cap. 47.], ebbero la peggio i Romani. Ottomila di essi rimasero estinti sul campo; agli altri le gambe salvarono la vita. Di ciò che succedesse dopo questa vittoria, a noi non resta memoria alcuna. Cessò di vivere nel presente annoGiovanni IVpapa, degno di gran lode per la sua singolar carità, la quale penetrò fino in Istria e Dalmazia. Avevano gli Schiavoni Gentili fatto di varie scorrerie in quelle provincie cristiane, e menata via gran quantità di schiavi. Stese il piissimo pontefice le mani della misericordia a quella povera gente, e mandata colà per mezzo diMartinoabate una buona somma di denaro, si studiò di riscattarne quanti mai ne potè. Questo Martino abate viene chiamatosantissimo e fedelissimoda Anastasio bibliotecario, senza che noi sappiamo di qual monistero egli avesse il governo. Ma la storia d'Italia in questi tempi è troppo mancante, ommettendo essa i grandi, non che i minuti avvenimenti d'allora. Succedette nella cattedra di san PietroTeodorodi nazione greco, nel dì 24 di novembre, secondo i conti del Pagi. E fino al presente anno condusseFredegariola storia sua dei Franchi. Abbiamo poi da Paolo Diacono[Idem, ibid., cap. 46.]cheAioneduca di Benevento governò solamenteun anno e cinque mesi, assistito daRadoaldoeGrimoaldo, dei quali abbiam parlato di sopra. Accadde che gli Sclavi, o Schiavoni, i quali è da credere che avessero presa se non tutta la Dalmazia, almeno parte d'essa, vennero con una gran parte di navi per bottinare vicino alla città di Siponto. Essendosi accampati in quelle parti, ed avendo fatte delle fosse, coperte intorno ai loro alloggiamenti, il duca Aione andato contra d'essi per isloggiarli, cadde col cavallo in una di quelle fosse, ed accorrendo gli Schiavoni, fu con alquanti dei suoi quivi miseramente ammazzato.Radoaldo, che non era ito col duca, avuto avviso della di lui sventura, accorse tosto colà, e parlando agli Schiavoni come un d'essi nella lor lingua, gli addormentò, con fare loro credere che non v'era più pericolo. Dopo di che con tutti i suoi si scagliò loro addosso, ne fece una gran strage, e forzò quei che vi restarono alla fuga. Venne appresso il medesimoRadoaldofigliuolo di Gisolfo già duca del Friuli, proclamatoduca di Benevento.

Dovrei qui io notare il consolato diCostantino, ossiaCostanteAugusto, preso nell'anno presente, e proseguire distinguendo i susseguenti colpost consulatum. Ma perchè si scorge oramai di niuna conseguenza un tal rito, me ne dispenserò in avvenire. Essendo rotta la tregua fra i Romani e Longobardi, siccome abbiamo detto, e continuando il re Rotari le sue conquiste,Isaccoesarco di Ravenna, unì quante soldatesche potè per assalire il dominio de' Longobardi, e farli desistere da ulteriori progressi. Venne dunque a dirittura alla volta di Modena, ch'era allora frontiera del paese longobardo, verso le città dell'esarcato di Ravenna. Ma trovò l'armata del re Rotari, che s'era postata al fiumeScultenna, appellato oggidì da noiPanaro, ma che ritiene nella montagna l'anticosuo nome. Si venne dunque ad una giornata campale, in cui, per attestato di Paolo Diacono[Paulus Diaconus, lib. 4, cap. 47.], ebbero la peggio i Romani. Ottomila di essi rimasero estinti sul campo; agli altri le gambe salvarono la vita. Di ciò che succedesse dopo questa vittoria, a noi non resta memoria alcuna. Cessò di vivere nel presente annoGiovanni IVpapa, degno di gran lode per la sua singolar carità, la quale penetrò fino in Istria e Dalmazia. Avevano gli Schiavoni Gentili fatto di varie scorrerie in quelle provincie cristiane, e menata via gran quantità di schiavi. Stese il piissimo pontefice le mani della misericordia a quella povera gente, e mandata colà per mezzo diMartinoabate una buona somma di denaro, si studiò di riscattarne quanti mai ne potè. Questo Martino abate viene chiamatosantissimo e fedelissimoda Anastasio bibliotecario, senza che noi sappiamo di qual monistero egli avesse il governo. Ma la storia d'Italia in questi tempi è troppo mancante, ommettendo essa i grandi, non che i minuti avvenimenti d'allora. Succedette nella cattedra di san PietroTeodorodi nazione greco, nel dì 24 di novembre, secondo i conti del Pagi. E fino al presente anno condusseFredegariola storia sua dei Franchi. Abbiamo poi da Paolo Diacono[Idem, ibid., cap. 46.]cheAioneduca di Benevento governò solamenteun anno e cinque mesi, assistito daRadoaldoeGrimoaldo, dei quali abbiam parlato di sopra. Accadde che gli Sclavi, o Schiavoni, i quali è da credere che avessero presa se non tutta la Dalmazia, almeno parte d'essa, vennero con una gran parte di navi per bottinare vicino alla città di Siponto. Essendosi accampati in quelle parti, ed avendo fatte delle fosse, coperte intorno ai loro alloggiamenti, il duca Aione andato contra d'essi per isloggiarli, cadde col cavallo in una di quelle fosse, ed accorrendo gli Schiavoni, fu con alquanti dei suoi quivi miseramente ammazzato.Radoaldo, che non era ito col duca, avuto avviso della di lui sventura, accorse tosto colà, e parlando agli Schiavoni come un d'essi nella lor lingua, gli addormentò, con fare loro credere che non v'era più pericolo. Dopo di che con tutti i suoi si scagliò loro addosso, ne fece una gran strage, e forzò quei che vi restarono alla fuga. Venne appresso il medesimoRadoaldofigliuolo di Gisolfo già duca del Friuli, proclamatoduca di Benevento.


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