DCXLVAnno diCristoDCXLV. IndizioneIII.Teodoropapa 4.Costantino, dettoCostante, imperadore 5.Rotarire 10.Intanto gli errori de' monoteliti turbavano a dismisura la Chiesa di Dio,Paolo, succeduto aPirronella cattedra di Costantinopoli, era uno de' più gagliardi campioni di questa eresia, benchè il volpone con delle belle lettere a papaTeodoroandasse alquanto coprendo il suo cuor guasto. Il peggio era, che lo imperadorCostante, o vogliam dirloCostantino, s'era imbevuto di quella falsa opinione, e proteggeva a spada tratta chi combatteva per essa. La Sede apostolica, all'incontro, costantemente tenea per la vera dottrina, e con essa lei si univano i vescovi dell'Africa, di Cipri e dell'Occidente tutto. Avvenne in questi tempi chePirro, dopo aver deposto il pastorale di Costantinopoli, ritiratosi in Africa, quivi ebbe una disputa celebre consan Massimoabbate, gran difensore delle due volontà in Cristo, alla presenza di molti vescovi africani e diGregorioprefetto del pretorio dell'Africa, nelmese di luglio, correndo la terza indizione. Tante ragioni addusse il dotto e santo abbate, che Pirro si diede per vinto. La disputa suddetta si legge stampata negli Annali ecclesiastici del Baronio e nelle raccolte dai concilii. Si sa dipoi dagli Atti disan Martinopapa e dalla storia Miscella[Miscell., lib. 18, pag. 132, tom. 1 Rer. Ital.], che Pirro, consigliato dai vescovi dell'Africa, sen venne a Roma, e presentò a papa Teodoro la profession della sua fede, dove condannava chiunque ammetteva una sola volontà nel Signor nostro Gesù Cristo. Le accoglienze a lui benignamente fatte dal papa furono molte, e suntuoso il trattamento;non credo già certa la sua venuta nell'anno presente a Roma. Teofane[Theoph., in Chronogr.]mette circa questi tempi la morte diOmarocaliffo, ossia principe de' Saraceni, gran conquistatore della Persia, dell'Egitto, della Palestina, della Soria e di altri paesi. Un disertore persiano quegli fu che, appostatolo quando facea orazione, gli ficcò uno stocco nel ventre. Ebbe per successoreUlmano, chiamato da altriOsmano. Elmacino il fa morto prima. Godeva in questo mentre l'Italia una mirabil quiete, stante la pace o tregua stabilita fra i Romani e Longobardi. Il credito del reRotariteneva in dovere gli Unni Avari e gli Schiavoni. Dalla parte poi dei re franchi non v'era da temere, perchè regnavano alloraClodoveo IIeSigeberto II, principi per l'animo e per l'età spossati, sotto de' quali cominciò a declinare la regale autorità, e a crescere quelle de' maggiordomi, anzi a crescere tanto, che giunse in fine a detronizzare il medesimo re. Circa questi tempi, per attestata del suddetto Elmacino[Elmacin., Hist. Saracen., lib. 1, cap. 4.],Muaviasaraceno, governatore della Siria, continuava in quelle parti la guerra contro al romano impero, e prese molte città, delle quali non si sa il nome.
Intanto gli errori de' monoteliti turbavano a dismisura la Chiesa di Dio,Paolo, succeduto aPirronella cattedra di Costantinopoli, era uno de' più gagliardi campioni di questa eresia, benchè il volpone con delle belle lettere a papaTeodoroandasse alquanto coprendo il suo cuor guasto. Il peggio era, che lo imperadorCostante, o vogliam dirloCostantino, s'era imbevuto di quella falsa opinione, e proteggeva a spada tratta chi combatteva per essa. La Sede apostolica, all'incontro, costantemente tenea per la vera dottrina, e con essa lei si univano i vescovi dell'Africa, di Cipri e dell'Occidente tutto. Avvenne in questi tempi chePirro, dopo aver deposto il pastorale di Costantinopoli, ritiratosi in Africa, quivi ebbe una disputa celebre consan Massimoabbate, gran difensore delle due volontà in Cristo, alla presenza di molti vescovi africani e diGregorioprefetto del pretorio dell'Africa, nelmese di luglio, correndo la terza indizione. Tante ragioni addusse il dotto e santo abbate, che Pirro si diede per vinto. La disputa suddetta si legge stampata negli Annali ecclesiastici del Baronio e nelle raccolte dai concilii. Si sa dipoi dagli Atti disan Martinopapa e dalla storia Miscella[Miscell., lib. 18, pag. 132, tom. 1 Rer. Ital.], che Pirro, consigliato dai vescovi dell'Africa, sen venne a Roma, e presentò a papa Teodoro la profession della sua fede, dove condannava chiunque ammetteva una sola volontà nel Signor nostro Gesù Cristo. Le accoglienze a lui benignamente fatte dal papa furono molte, e suntuoso il trattamento;non credo già certa la sua venuta nell'anno presente a Roma. Teofane[Theoph., in Chronogr.]mette circa questi tempi la morte diOmarocaliffo, ossia principe de' Saraceni, gran conquistatore della Persia, dell'Egitto, della Palestina, della Soria e di altri paesi. Un disertore persiano quegli fu che, appostatolo quando facea orazione, gli ficcò uno stocco nel ventre. Ebbe per successoreUlmano, chiamato da altriOsmano. Elmacino il fa morto prima. Godeva in questo mentre l'Italia una mirabil quiete, stante la pace o tregua stabilita fra i Romani e Longobardi. Il credito del reRotariteneva in dovere gli Unni Avari e gli Schiavoni. Dalla parte poi dei re franchi non v'era da temere, perchè regnavano alloraClodoveo IIeSigeberto II, principi per l'animo e per l'età spossati, sotto de' quali cominciò a declinare la regale autorità, e a crescere quelle de' maggiordomi, anzi a crescere tanto, che giunse in fine a detronizzare il medesimo re. Circa questi tempi, per attestata del suddetto Elmacino[Elmacin., Hist. Saracen., lib. 1, cap. 4.],Muaviasaraceno, governatore della Siria, continuava in quelle parti la guerra contro al romano impero, e prese molte città, delle quali non si sa il nome.