DCXXXIV

DCXXXIVAnno diCristoDCXXXIV. IndizioneVII.Onorio Ipapa 10.Eraclioimperatore 25.Arioaldore 10.L'anno XXIII dopo il consolato diEraclio Augusto.Venne in quest'anno a morteAbubacarecalifa, ossia principe de' Saraceni. Costui aveva fatta la guerra[Theoph., in Chronogr.]contro l'imperadore Eraclio nella Palestina, ed occupato nel presente anno tutto il paese di Gaza verso il monte Sina. Perchè contra di que' masnadieri uscì in campagna con poca genteSergiogovernatore di Cesarea di Palestina, egli restò con tutti i suoi tagliato a pezzi. Però i Saraceni presero anche la città di Bostra, messa da alcuni nella Soria, e da altri nella Palestina, e poscia conquistarono altre città, dalle quali condussero via un gran bottino ed assaissimi prigioni. Viene attribuito a questo Abubacare l'aver messo insieme il libro dell'Alcorano, che dianzi era disperso a pezzi e bocconi. Ebbe costui per successoreOmaro, terzo de' califi, il quale non tardò a far guerra anche a' Persiani, profittando delle lor divisioni. L'imperadoreEracliotrovandosi in questo mentre nella città di Edessa, spedìTeodorosuo fratello con un'armata contra de' Saraceni; ma avendo questi attaccata battaglia, fu da loro sconfitto, e tornossene col capo basso ad Edessa. Eraclio inviò un altro corpo di gente sotto il comando diBaanee diTeodorosacellario. Riuscì loro di dare una rotta ai Saraceni verso la città di Emesa, e di seguitarli fino a quella di Damasco. Tuttavia l'imperadore, conoscendo la forza dei nemici e il pericolo in cui si trovava Gerusalemme, asportò di colà il legno della Croce santa, e condottolo a Costantinopoli, quivi lo ripose nella metropolitana. Bollendo più che mai la nuova eresia de' monoteliti, in quest'annoSergio, patriarca di Costantinopoli,fautore della medesima, ne scrisse a papaOnorioper sapere il suo sentimento. Il papa propose dei ripieghi con due lettere rapportate dal cardinal Baronio[Baron., Annal. Eccl.]. E perciocchè udì cheCiropatriarca alessandrino seguitava a predicare una sola volontà in Cristo, mandò lettere anche a lui, imponendogli silenzio. Col tempo andò sì innanzi il calore di questa controversia, che a cagione delle suddette lettere fu mossa guerra anche alla memoria di papa Onorio, moltissimi anni dopo la sua morte, quasichè egli, se non aveva abbracciati gli errori de' monoteliti, gli avesse almeno colla sua connivenza fomentati. Ma i cardinali Baronio e Bellarmino, il De-Marca, Natale Alessandro, il padre Pagi ed altri valentuomini hanno così ben difesa l'innocenza e retta credenza di questo papa, che è superfluo il più disputarne.Sofroniopatriarca di Gerusalemme fu in questi tempi il più prode campione della Chiesa, e fece costare con assaissimi passi de' santi padri che conveniva ammettere in Cristo due volontà e due operazioni, corrispondenti alle due nature divina ed umana.

L'anno XXIII dopo il consolato diEraclio Augusto.

Venne in quest'anno a morteAbubacarecalifa, ossia principe de' Saraceni. Costui aveva fatta la guerra[Theoph., in Chronogr.]contro l'imperadore Eraclio nella Palestina, ed occupato nel presente anno tutto il paese di Gaza verso il monte Sina. Perchè contra di que' masnadieri uscì in campagna con poca genteSergiogovernatore di Cesarea di Palestina, egli restò con tutti i suoi tagliato a pezzi. Però i Saraceni presero anche la città di Bostra, messa da alcuni nella Soria, e da altri nella Palestina, e poscia conquistarono altre città, dalle quali condussero via un gran bottino ed assaissimi prigioni. Viene attribuito a questo Abubacare l'aver messo insieme il libro dell'Alcorano, che dianzi era disperso a pezzi e bocconi. Ebbe costui per successoreOmaro, terzo de' califi, il quale non tardò a far guerra anche a' Persiani, profittando delle lor divisioni. L'imperadoreEracliotrovandosi in questo mentre nella città di Edessa, spedìTeodorosuo fratello con un'armata contra de' Saraceni; ma avendo questi attaccata battaglia, fu da loro sconfitto, e tornossene col capo basso ad Edessa. Eraclio inviò un altro corpo di gente sotto il comando diBaanee diTeodorosacellario. Riuscì loro di dare una rotta ai Saraceni verso la città di Emesa, e di seguitarli fino a quella di Damasco. Tuttavia l'imperadore, conoscendo la forza dei nemici e il pericolo in cui si trovava Gerusalemme, asportò di colà il legno della Croce santa, e condottolo a Costantinopoli, quivi lo ripose nella metropolitana. Bollendo più che mai la nuova eresia de' monoteliti, in quest'annoSergio, patriarca di Costantinopoli,fautore della medesima, ne scrisse a papaOnorioper sapere il suo sentimento. Il papa propose dei ripieghi con due lettere rapportate dal cardinal Baronio[Baron., Annal. Eccl.]. E perciocchè udì cheCiropatriarca alessandrino seguitava a predicare una sola volontà in Cristo, mandò lettere anche a lui, imponendogli silenzio. Col tempo andò sì innanzi il calore di questa controversia, che a cagione delle suddette lettere fu mossa guerra anche alla memoria di papa Onorio, moltissimi anni dopo la sua morte, quasichè egli, se non aveva abbracciati gli errori de' monoteliti, gli avesse almeno colla sua connivenza fomentati. Ma i cardinali Baronio e Bellarmino, il De-Marca, Natale Alessandro, il padre Pagi ed altri valentuomini hanno così ben difesa l'innocenza e retta credenza di questo papa, che è superfluo il più disputarne.Sofroniopatriarca di Gerusalemme fu in questi tempi il più prode campione della Chiesa, e fece costare con assaissimi passi de' santi padri che conveniva ammettere in Cristo due volontà e due operazioni, corrispondenti alle due nature divina ed umana.


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