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DIIAnno diCristoDII. IndizioneX.Simmacopapa 5.Anastasioimperadore 12.Teodericore 10.ConsoliFlavio Avienojuniore eProbo.QuestoAvienoconsole occidentale era figliuolo diFaustopatrizio, a cui è indirizzata una lettera di Ennodio[Ennod., Epist. V, lib. 1.]; e quantunque in età giovanile, venne promosso a quell'illustre dignità da Teoderico, principe che studiava tutte le maniere di affezionarsi i primarii, ed anche lo stesso popolo di Roma.Probovien creduto dal Panvinio[Panvin., in Fast. Consul.]e dal padre Pagi[Pagius, Crit. Baron.]console orientale e nipote d'Anastasio imperadore per via di un suo fratello o d'una sua sorella; ma è da vedere all'anno 513 disottoProbo junioreche lascia qualche dubbio intorno alla famiglia di questo Probo. Secondo le osservazioni del padre Pagi fu in quest'anno tenuto il terzo concilio romano da papa Simmaco sul principio di novembre, in cui la sacra assemblea dichiarò nullo ed insussistente un decreto fatto dal reOdoacre, o pure daBasilioprefetto del pretorio a' tempi di quel re,di non eleggere o consecrare il papa, senza prima consultare il re o per lui il prefetto del pretorio. Si rinnovarono ancora i divieti di alienare gli stabili ed ornamenti delle chiese. Ma per quanto dica il padre Pagi, tuttavia resta scura la storia degli Atti di papa Simmaco e il tempo de' concili tenuti da lui in Roma, supponendo sempre il Pagi che il competitoreLorenzofosse creato vescovo di Nocera nell'anno 509, quando, per le ragioni addotte di sopra, è più probabile che quel vescovato gli fosse conferito nell'anno precedente, ed avendo dovuto esso Pagi alterar le date di essi concilii, per accomodarle al suo sistema. Teofane[Theoph., in Chronogr.]e Marcellino conte[Marcell. Comes, in Chron.]notano che in quest'anno i Bulgari tornarono a fare un'incursione nella Tracia, e senza trovar chi loro resistesse, devastarono il paese. Colla medesima crudeltà trattarono anche l'Illirico. Dai tempi di Teoderico juniore aveano i Persiani conservata la pace fino al presente anno coll'imperio d'Oriente. OraCoade, ossiaCabade, re di quella nazione, richiese danari da Anastasio imperadore. Rispose questi che ne darebbe in prestito, purchè se gli desse una buona sigurtà, e non in altra maniera. Allora i Persiani con un possente esercito entrati nell'Armenia, presero Teodosiopoli per tradimento diCostantinosenatore, generale delle milizie cesaree. Passati dipoi nella Mesopotamia, posero l'assedio ad Amida, città ricchissima, che fece gagliarda difesa, e si sarebbe sostenuta, se alcuni monaci non l'avessero tradita, i quali nel sacco dato ad essa città rimasero anch'essi, colla maggior parte di que' cittadini, tagliati a pezzi. In questi tempi ancoraClodoveore de' Franchi, che cercava dappertutto pretesti ed occasioni di sempre più ingrandirsi, mosse guerra alla Bretagna minore, ed obbligò il re di quella nazione a sottoporsi al di lui dominio: dopo di che non piùre, ma conti furono appellati i capi di quel popolo, per quanto scrive Gregorio Turonense[Gregor. Turonensis, lib. 1, cap. 15.]. Nondimeno ho io osservato nelle note al poema di Ermoldo Nigello[Rer. Ital. Script., part. 2 tom. 2.], che anche da lì innanzi i Britanni minori affrettarono di dare il titolo direal principe loro.

Consoli

Flavio Avienojuniore eProbo.

QuestoAvienoconsole occidentale era figliuolo diFaustopatrizio, a cui è indirizzata una lettera di Ennodio[Ennod., Epist. V, lib. 1.]; e quantunque in età giovanile, venne promosso a quell'illustre dignità da Teoderico, principe che studiava tutte le maniere di affezionarsi i primarii, ed anche lo stesso popolo di Roma.Probovien creduto dal Panvinio[Panvin., in Fast. Consul.]e dal padre Pagi[Pagius, Crit. Baron.]console orientale e nipote d'Anastasio imperadore per via di un suo fratello o d'una sua sorella; ma è da vedere all'anno 513 disottoProbo junioreche lascia qualche dubbio intorno alla famiglia di questo Probo. Secondo le osservazioni del padre Pagi fu in quest'anno tenuto il terzo concilio romano da papa Simmaco sul principio di novembre, in cui la sacra assemblea dichiarò nullo ed insussistente un decreto fatto dal reOdoacre, o pure daBasilioprefetto del pretorio a' tempi di quel re,di non eleggere o consecrare il papa, senza prima consultare il re o per lui il prefetto del pretorio. Si rinnovarono ancora i divieti di alienare gli stabili ed ornamenti delle chiese. Ma per quanto dica il padre Pagi, tuttavia resta scura la storia degli Atti di papa Simmaco e il tempo de' concili tenuti da lui in Roma, supponendo sempre il Pagi che il competitoreLorenzofosse creato vescovo di Nocera nell'anno 509, quando, per le ragioni addotte di sopra, è più probabile che quel vescovato gli fosse conferito nell'anno precedente, ed avendo dovuto esso Pagi alterar le date di essi concilii, per accomodarle al suo sistema. Teofane[Theoph., in Chronogr.]e Marcellino conte[Marcell. Comes, in Chron.]notano che in quest'anno i Bulgari tornarono a fare un'incursione nella Tracia, e senza trovar chi loro resistesse, devastarono il paese. Colla medesima crudeltà trattarono anche l'Illirico. Dai tempi di Teoderico juniore aveano i Persiani conservata la pace fino al presente anno coll'imperio d'Oriente. OraCoade, ossiaCabade, re di quella nazione, richiese danari da Anastasio imperadore. Rispose questi che ne darebbe in prestito, purchè se gli desse una buona sigurtà, e non in altra maniera. Allora i Persiani con un possente esercito entrati nell'Armenia, presero Teodosiopoli per tradimento diCostantinosenatore, generale delle milizie cesaree. Passati dipoi nella Mesopotamia, posero l'assedio ad Amida, città ricchissima, che fece gagliarda difesa, e si sarebbe sostenuta, se alcuni monaci non l'avessero tradita, i quali nel sacco dato ad essa città rimasero anch'essi, colla maggior parte di que' cittadini, tagliati a pezzi. In questi tempi ancoraClodoveore de' Franchi, che cercava dappertutto pretesti ed occasioni di sempre più ingrandirsi, mosse guerra alla Bretagna minore, ed obbligò il re di quella nazione a sottoporsi al di lui dominio: dopo di che non piùre, ma conti furono appellati i capi di quel popolo, per quanto scrive Gregorio Turonense[Gregor. Turonensis, lib. 1, cap. 15.]. Nondimeno ho io osservato nelle note al poema di Ermoldo Nigello[Rer. Ital. Script., part. 2 tom. 2.], che anche da lì innanzi i Britanni minori affrettarono di dare il titolo direal principe loro.


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