DXVAnno diCristoDXV. IndizioneVIII.Ormisdapapa 2.Anastasioimperadore 25.Teodericore 23 e 5.ConsoliAntemioeFiorenzo.Credesi cheAntemiofosse console orientale eFiorenzooccidentale. Non aveva il reTeodericofigliuolo maschio alcuno, a cui potesse tramandare la corona del suo regno. Un'unica figliuola del matrimonio diAudefeldasorella diClodoveore de' Franchi, per nomeAmalasunta, gli restava; e giacchè questa dovea essere l'erede sua, cominciò per tempo a pensare in chi si avesse da collocare questo prezioso pegno. La famigliaAmalafra i Goti era considerata la più nobile delle altre; da questa era uscito Teoderico stesso; e da questa purdiscendeaEutaricosoprannominatoCillica. Lui dunque elesse Teoderico per suo genero, e nel presente anno seguirono le nozze con Amalasunta. Credette intanto il ponteficeOrmisdacheAnastasioimperadore daddovero si fosse applicato a trattar di pace ed unità della Chiesa, e fosse per dar mano alla celebrazione del concilio destinato ad Eraclea; e però inviò a Costantinopoli i suoi legati. Furono questiEnnodio(scorrettamente chiamato Evodio da Teofane) celebre scrittore di questi tempi, già divenuto vescovo di Pavia;Fortunatovescovo (forse di Todi),Venanzioprete eVitalianodiacono. Andarono i legati, seco portando le istruzioni della Sede apostolica, riferite dal cardinal Baronio; furono ben accolti da Anastasio, ma si trovarono in fine delusi delle loro speranze. Anastasio altro in mente non avea che di calmare i moti del popolo di Costantinopoli, e di far deporre l'armi a Vitaliano scita che si protestava difensor della Chiesa e della vera dottrina. Perchè i legati pretendeano che si abolisse la memoria d'Acacio, che era tuttavia cara ai Costantinopolitani, si servì Anastasio di questa lor pretensione per iscreditar essi presso il popolo, e nel medesimo tempo per guadagnare in favor suo il popolo stesso. Abbiamo da Teofane[Theoph., in Chronogr.]che Ormisda fu sollecitato alla spedizione de' suddetti legati anche per parte del re Teoderico e di Vitaliano: segno che Teoderico ne doveva avere ricevuti gl'impulsi o da Anastasio Augusto o da Vitaliano, col quale probabilmente egli manteneva buona intelligenza per tener basso l'imperadore dopo l'insulto fatto alle spiaggie d'Italia nell'anno 508. Terminò i suoi giorni nel corrente anno, per testimonianza di Marcellino conte[Marcellin. Comes, in Chron.],Ariannaimperadrice, malcontenta d'aver preso per marito e creato imperadore chi era poi divenuto persecutor della Chiesa. Non merita essail brutto epitafio che le fece il cardinal Baronio, dacchè sappiamo che anch'ella detestava la condotta dell'eretico consorte. Dal medesimo Marcellino e da Teofane intendiamo che gli Unni, cioè i Tartari, fecero varie scorrerie in questo anno, e barbaramente saccheggiarono l'Armenia, la Cappadocia, la Galazia e il Ponto: siccome ancora essere riuscito aSecondinoossiaSecondiano, di riavere libero dalle mani di Vitaliano il suo figliuoloIpazio, con pagargli una gran somma d'oro pel suo riscatto. Per altro, continuando lo stessoVitalianoconte più che mai la guerra contra di Anastasio, tornò questi ad inviargli de' senatori con ricchi regali per trattar di pace, e il dichiarò generale dell'armi cesaree per la Tracia.
Consoli
AntemioeFiorenzo.
Credesi cheAntemiofosse console orientale eFiorenzooccidentale. Non aveva il reTeodericofigliuolo maschio alcuno, a cui potesse tramandare la corona del suo regno. Un'unica figliuola del matrimonio diAudefeldasorella diClodoveore de' Franchi, per nomeAmalasunta, gli restava; e giacchè questa dovea essere l'erede sua, cominciò per tempo a pensare in chi si avesse da collocare questo prezioso pegno. La famigliaAmalafra i Goti era considerata la più nobile delle altre; da questa era uscito Teoderico stesso; e da questa purdiscendeaEutaricosoprannominatoCillica. Lui dunque elesse Teoderico per suo genero, e nel presente anno seguirono le nozze con Amalasunta. Credette intanto il ponteficeOrmisdacheAnastasioimperadore daddovero si fosse applicato a trattar di pace ed unità della Chiesa, e fosse per dar mano alla celebrazione del concilio destinato ad Eraclea; e però inviò a Costantinopoli i suoi legati. Furono questiEnnodio(scorrettamente chiamato Evodio da Teofane) celebre scrittore di questi tempi, già divenuto vescovo di Pavia;Fortunatovescovo (forse di Todi),Venanzioprete eVitalianodiacono. Andarono i legati, seco portando le istruzioni della Sede apostolica, riferite dal cardinal Baronio; furono ben accolti da Anastasio, ma si trovarono in fine delusi delle loro speranze. Anastasio altro in mente non avea che di calmare i moti del popolo di Costantinopoli, e di far deporre l'armi a Vitaliano scita che si protestava difensor della Chiesa e della vera dottrina. Perchè i legati pretendeano che si abolisse la memoria d'Acacio, che era tuttavia cara ai Costantinopolitani, si servì Anastasio di questa lor pretensione per iscreditar essi presso il popolo, e nel medesimo tempo per guadagnare in favor suo il popolo stesso. Abbiamo da Teofane[Theoph., in Chronogr.]che Ormisda fu sollecitato alla spedizione de' suddetti legati anche per parte del re Teoderico e di Vitaliano: segno che Teoderico ne doveva avere ricevuti gl'impulsi o da Anastasio Augusto o da Vitaliano, col quale probabilmente egli manteneva buona intelligenza per tener basso l'imperadore dopo l'insulto fatto alle spiaggie d'Italia nell'anno 508. Terminò i suoi giorni nel corrente anno, per testimonianza di Marcellino conte[Marcellin. Comes, in Chron.],Ariannaimperadrice, malcontenta d'aver preso per marito e creato imperadore chi era poi divenuto persecutor della Chiesa. Non merita essail brutto epitafio che le fece il cardinal Baronio, dacchè sappiamo che anch'ella detestava la condotta dell'eretico consorte. Dal medesimo Marcellino e da Teofane intendiamo che gli Unni, cioè i Tartari, fecero varie scorrerie in questo anno, e barbaramente saccheggiarono l'Armenia, la Cappadocia, la Galazia e il Ponto: siccome ancora essere riuscito aSecondinoossiaSecondiano, di riavere libero dalle mani di Vitaliano il suo figliuoloIpazio, con pagargli una gran somma d'oro pel suo riscatto. Per altro, continuando lo stessoVitalianoconte più che mai la guerra contra di Anastasio, tornò questi ad inviargli de' senatori con ricchi regali per trattar di pace, e il dichiarò generale dell'armi cesaree per la Tracia.