DXVIIAnno diCristoDXVII. IndizioneX.Ormisdapapa 4.Anastasioimperadore 27.Teodericore 25 e 7.ConsoliFlavio AnastasioedAgapito.Fu d'opinione il cardinal Baronio che questoFlavio Anastasio, console orientale nell'anno presente, fosse il medesimoAnastasioimperadore, e però il chiamòconsole per la quarta volta. Così ancora han tenuto altri. Ma prima d'ora hanno osservato il Du-Cange[Du-Cange, Famil. Byzant.], il cardinal Noris[Noris, Ep. Consol.]e il padre Pagi[Pagius, Crit. Baron.], non sussistere punto che Anastasio Augusto abbia preso il quarto consolato. Gli antichi Fasti e le iscrizioni ci fan conoscere, essere stato persona privata questo console; ed in fatti egli fu nipote o pronipote dell'imperadore, come osservò ilsuddetto Du-Cange. Però è da stupire come Pietro Relando[Reland., in Fast.]ultimamente ne' suoi Fasti seguitasse a spacciare per console di quest'anno l'imperadore stesso.Agapitoconsole occidentale si trova intitolatoprefetto del pretorionelle lettere di Cassiodoro, e presso Ennodio ha il titolo di patrizio. Terminò il corso di sua vita, secondochè pretende il padre Pagi, in quest'anno, o pure nel precedente, come ha Mario Aventicense[Marius Aventicensis, in Chron.],Gundobado, re de' Borgognoni, il cui regno fu di grande estensione nella Gallia, perchè abbracciava la Borgogna moderna, la Savoia, il Delfinato, il Lionese, l'Avignonese ed altri paesi di quei contorni. Morì nella credenza ariana, dalla quale, per quante diligenze usasse sant'Avitovescovo di Vienna, egli non giunse mai a staccarsi per paura della sua nazione infetta de' medesimi errori. A lui attribuisceAgobardoarcivescovo di Lione la legge che autenticava l'abuso dei duelli, contra del quale scrisse un opuscolo lo stesso Agobardo, come disopra accennammo. Lasciò dopo di sè due figliuoli, cioèSigismondoeGundomaro. Ma il solo Sigismondo, che fu poi riguardato come re santo, ebbe il titolo regio e il governo di que' popoli.Caratenesua madre, principessa cattolica e di rara pietà, l'aveva allevato nella sua religione; il perchè imbevuto di questo latte, e coi buoni esempii della madre, arrivò poi a risplendere per molte virtù. Lo stesso Mario storico scrive che nell'anno 515 egli fabbricò ilmonistero agaunense, oggidìdi San Maurizio, nelle contrade de' Valesi, cioè uno de' monisteri più celebri di quel tempo, quantunque si pretenda dagli eruditi che san Sigismondo solamente il rifabbricasse, perchè fondato molto prima. Gregorio Turonense[Gregor. Turonensis, lib. 3, cap. 5.]scrive che tal fabbrica fu fatta dappoichè egli succedette nel regno al padre, e però non già nell'anno 515, ma dopo il presente.Quantunque fosse riuscita infruttuosa la spedizione dei legati pontificii a Costantinopoli, ed eglino fossero ritornati a Roma per significare a papaOrmisdalo stato infelice delle chiese d'Oriente, senza speranza di profitto, a cagione dell'empio imperadore che fomentava le eresie e della memoria di Acacio, ad abolir la quale non si sapevano indurre varii popoli, e massimamente quello di Costantinopoli: tuttavia il romano pontefice non rallentò le sue premure e diligenze per la causa di Dio. Scrisse pertanto varie lettere in quest'anno ad Anastasio Augusto, ai vescovi orientali e ad altre persone; ed inoltre tornò a spedire a Costantinopoli per suoi legati il medesimoEnnodiovescovo di Pavia, che vi era stato prima, ePellegrinovescovo di Miseno, con dar loro nuove istruzioni, sperando pure di battere tanto il chiodo, che l'animo di Anastasio si movesse a dar fine a sì perniciosa division delle chiese[Anastas. Bibl., in Vit. Hormisdae.]. Andarono i legati, ma in vece di convertire l'empio Augusto, tentò egli di pervertire i medesimi coll'esibizione di regali. Trovata in loro la costanza che conveniva a sacri ministri e legati della santa Sede, andò nelle furie, ed ordinò che s'imbarcassero e fossero condotti in Italia, senza che potessero avere ingresso in alcuna città. Abbiamo tali notizie da Anastasio bibliotecario; e sappiamo da altri storici che per questa ostinazione di Anastasio Augusto insolentirono sempre più gli eretici, ed incrudelirono ancora contra de' cattolici, fra' quali trecento cinquanta monaci maroniti nella Siria furono trucidati, perchè difendevano il concilio calcedonese, degni perciò di aver luogo nel Martirologio romano, siccome veri martiri della Chiesa di Dio. Cominciarono circa questi tempi, per attestato di Gregorio Turonense[Gregor. Turonensis, lib. 3, cap. 5.], a farsi sentire nella Gallia i corsari danesi, popoli pagani del Baltico, de' quali ne' secoli susseguenti s'andrà udendo frequentee sempre funesta menzione. Teodeberto, figliuolo di Teoderico re de' Franchi, con una forte armata navale gli assalì, gli sconfisse, uccise Clochilarco loro re, e ritolse a' medesimi il bottino che asportavano dalle spiagge della Gallia.
Consoli
Flavio AnastasioedAgapito.
Fu d'opinione il cardinal Baronio che questoFlavio Anastasio, console orientale nell'anno presente, fosse il medesimoAnastasioimperadore, e però il chiamòconsole per la quarta volta. Così ancora han tenuto altri. Ma prima d'ora hanno osservato il Du-Cange[Du-Cange, Famil. Byzant.], il cardinal Noris[Noris, Ep. Consol.]e il padre Pagi[Pagius, Crit. Baron.], non sussistere punto che Anastasio Augusto abbia preso il quarto consolato. Gli antichi Fasti e le iscrizioni ci fan conoscere, essere stato persona privata questo console; ed in fatti egli fu nipote o pronipote dell'imperadore, come osservò ilsuddetto Du-Cange. Però è da stupire come Pietro Relando[Reland., in Fast.]ultimamente ne' suoi Fasti seguitasse a spacciare per console di quest'anno l'imperadore stesso.Agapitoconsole occidentale si trova intitolatoprefetto del pretorionelle lettere di Cassiodoro, e presso Ennodio ha il titolo di patrizio. Terminò il corso di sua vita, secondochè pretende il padre Pagi, in quest'anno, o pure nel precedente, come ha Mario Aventicense[Marius Aventicensis, in Chron.],Gundobado, re de' Borgognoni, il cui regno fu di grande estensione nella Gallia, perchè abbracciava la Borgogna moderna, la Savoia, il Delfinato, il Lionese, l'Avignonese ed altri paesi di quei contorni. Morì nella credenza ariana, dalla quale, per quante diligenze usasse sant'Avitovescovo di Vienna, egli non giunse mai a staccarsi per paura della sua nazione infetta de' medesimi errori. A lui attribuisceAgobardoarcivescovo di Lione la legge che autenticava l'abuso dei duelli, contra del quale scrisse un opuscolo lo stesso Agobardo, come disopra accennammo. Lasciò dopo di sè due figliuoli, cioèSigismondoeGundomaro. Ma il solo Sigismondo, che fu poi riguardato come re santo, ebbe il titolo regio e il governo di que' popoli.Caratenesua madre, principessa cattolica e di rara pietà, l'aveva allevato nella sua religione; il perchè imbevuto di questo latte, e coi buoni esempii della madre, arrivò poi a risplendere per molte virtù. Lo stesso Mario storico scrive che nell'anno 515 egli fabbricò ilmonistero agaunense, oggidìdi San Maurizio, nelle contrade de' Valesi, cioè uno de' monisteri più celebri di quel tempo, quantunque si pretenda dagli eruditi che san Sigismondo solamente il rifabbricasse, perchè fondato molto prima. Gregorio Turonense[Gregor. Turonensis, lib. 3, cap. 5.]scrive che tal fabbrica fu fatta dappoichè egli succedette nel regno al padre, e però non già nell'anno 515, ma dopo il presente.Quantunque fosse riuscita infruttuosa la spedizione dei legati pontificii a Costantinopoli, ed eglino fossero ritornati a Roma per significare a papaOrmisdalo stato infelice delle chiese d'Oriente, senza speranza di profitto, a cagione dell'empio imperadore che fomentava le eresie e della memoria di Acacio, ad abolir la quale non si sapevano indurre varii popoli, e massimamente quello di Costantinopoli: tuttavia il romano pontefice non rallentò le sue premure e diligenze per la causa di Dio. Scrisse pertanto varie lettere in quest'anno ad Anastasio Augusto, ai vescovi orientali e ad altre persone; ed inoltre tornò a spedire a Costantinopoli per suoi legati il medesimoEnnodiovescovo di Pavia, che vi era stato prima, ePellegrinovescovo di Miseno, con dar loro nuove istruzioni, sperando pure di battere tanto il chiodo, che l'animo di Anastasio si movesse a dar fine a sì perniciosa division delle chiese[Anastas. Bibl., in Vit. Hormisdae.]. Andarono i legati, ma in vece di convertire l'empio Augusto, tentò egli di pervertire i medesimi coll'esibizione di regali. Trovata in loro la costanza che conveniva a sacri ministri e legati della santa Sede, andò nelle furie, ed ordinò che s'imbarcassero e fossero condotti in Italia, senza che potessero avere ingresso in alcuna città. Abbiamo tali notizie da Anastasio bibliotecario; e sappiamo da altri storici che per questa ostinazione di Anastasio Augusto insolentirono sempre più gli eretici, ed incrudelirono ancora contra de' cattolici, fra' quali trecento cinquanta monaci maroniti nella Siria furono trucidati, perchè difendevano il concilio calcedonese, degni perciò di aver luogo nel Martirologio romano, siccome veri martiri della Chiesa di Dio. Cominciarono circa questi tempi, per attestato di Gregorio Turonense[Gregor. Turonensis, lib. 3, cap. 5.], a farsi sentire nella Gallia i corsari danesi, popoli pagani del Baltico, de' quali ne' secoli susseguenti s'andrà udendo frequentee sempre funesta menzione. Teodeberto, figliuolo di Teoderico re de' Franchi, con una forte armata navale gli assalì, gli sconfisse, uccise Clochilarco loro re, e ritolse a' medesimi il bottino che asportavano dalle spiagge della Gallia.