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DXXVAnno diCristoDXXV. IndizioneIII.Giovannipapa 3.Giustinoimperadore 8.Teodericore 33 e 15.ConsoliFlavio Teodoro FilossenoedAnicio Probojuniore.Il primo di questi consoli fu creato in Oriente;Proboin Occidente. In alcune iscrizioni, che tutte si debbono riferire al presente anno, egli è chiamatoProbo juniore, e ne inferisce il padre Pagi esser egli stato della famiglia stessa di Probo, che fu console nell'anno 513. Se fosse differita fino al presente anno la morte del celebreBoezioè scuro tuttavia. Sappiamo bensì da Mario Aventicense[Marius Aventicensis, in Chron.]cheSimmacopatrizio, suocero d'esso Boezio, già stato console, ed unode' più illustri senatori di Roma, venerato da tutti per la nobiltà, pel sapere e per le virtù sue, fu anch'egli fatto morire dal re Teoderico. L'Anonimo Valesiano[Anonym. Vales.]ci fa sapere, che siccome una iniquità facilmente ne tira seco delle altre, così Teoderico, temendo che Simmaco, persona di tanto credito in Roma, per dolore della morte del genero, potesse tramar qualche trattato contra del suo regno, fattolo condurre a Ravenna, sotto colore di varii finti reati il privò di vita: con che maggiormente divenne presso i cattolici, e soprattutto presso i Romani, abbominevole il nome d'esso Teoderico. Ma qui non finì la di lui crudeltà. Narra Anastasio bibliotecario[Anastas. Bibliothec., in Johanne I.], che giunto papaGiovannipresso Costantinopoli, uscì incontro a lui tutta la città dodici miglia fuori della porta colle croci e coi doppieri, festeggiando tutti per la consolazione di mirare in quelle contrade un pontefice romano: cosa non mai più veduta ne' secoli antecedenti. L'imperadore stesso, inginocchiato ai suoi piedi, gli prestò quell'onore che si conviene ai vicarii di Gesù Cristo. Pare che qualche differenza insorgesse per la mano conEpifaniopatriarca di Costantinopoli, giacchè ogni di più cresceva la superbia de' vescovi di quella città. Ma Giovanni papa avendo sostenuto con vigore il primato dovuto alla sua sedia, per attestazione di Teofane[Theoph., in Chronogr.], ottenne il primo luogo sopra quel patriarca. Marcellino conte[Marcell. Comes, in Chron.]anch'egli scrive ch'esso papa fu accolto con sommo onore in Costantinopoli, ebbe il primo posto nella chiesa, e celebrò la Pasqua con sonora voce, e secondo i riti e la lingua romana in quella capitale. Sbrigate poi le sue faccende, ed ottenuto quanto voleva dall'imperadore Giustino, se ne tornò egli in Italia, seco portando ricchi doni, mandati da esso Augusto allechiese di Roma; e presentossi in Ravenna al reTeoderico. Credevasi da ognuno che fosse terminata la tragedia, perchè papa Giovanni avea impetrato da Giustino Augusto che si lasciassero in pace gli ariani, e che loro fossero restituite le chiese; giacchè fu necessario l'accomodarsi a tale spediente per placare l'ariano Teoderico, da cui veniva minacciato un egual trattamento ai cattolici, ed anche la morte ai vescovi e preti. Ciò non ostante, più che mai inferocito Teoderico, fece imprigionare il papa e i senatori con esso lui ritornati. Pretende il cardinal Baronio[Baron., Annal. Eccl.]che non sussista quanto gli antichi scrittori raccontano intorno all'aver papa Giovanni promossa in Oriente ed impetrata la pace degli ariani colla restituzion delle loro chiese; e che per questo egli fosse cacciato in prigione da Teoderico. All'incontro è di parere il padre Pagi[Pagius, Crit. Baron.]che, narrando non meno Anastasio bibliotecario, che l'autore della Miscella[Histor. Miscella, lib. 15.]e l'autore antichissimo della Cronica de' papi, pubblicata nel Propileo del padre Enschenio[Chronicon Pontific. apud Henschen., in Propileo.], la pace e restituzion suddetta, non s'abbia essa da mettere in dubbio; e massimamente essendo fattura d'Isidoro mercatore una lettera attribuita ad esso papa, su cui principalmente s'appoggia il Baronio. Deduce poi il Pagi la collera di Teoderico dal non avere papa Giovanni ottenuto del pari che fossero restituiti all'arianismo coloro che aveano abbracciata la fede cattolica; cosa che veramente non era lecito al papa di chiedere. Lasciò in oltre scritto il suddetto autore della Miscella, aver Teoderico avuto a male che tanti onori fossero stati compartiti in Oriente al papa, quasi che questi fossero indizii di secrete leghe fra i Romani e Greci in pregiudizio del suo stato. Ma non è improbabilel'opinion del Baronio, perchè vedremo nell'anno susseguente che Teoderico avea già risoluto di levar le chiese ai cattolici e di consegnarle agli ariani: il che c'induce a credere non essersi mutato registro per conto degli ariani nell'imperio orientale. In Cartagine daBonifaziovescovo di quella città fu celebrato un concilio di molti vescovi con giubilo di tutti i cattolici, i quali per la benignità del reIldericoaveano ricuperata la loro libertà.

Consoli

Flavio Teodoro FilossenoedAnicio Probojuniore.

Il primo di questi consoli fu creato in Oriente;Proboin Occidente. In alcune iscrizioni, che tutte si debbono riferire al presente anno, egli è chiamatoProbo juniore, e ne inferisce il padre Pagi esser egli stato della famiglia stessa di Probo, che fu console nell'anno 513. Se fosse differita fino al presente anno la morte del celebreBoezioè scuro tuttavia. Sappiamo bensì da Mario Aventicense[Marius Aventicensis, in Chron.]cheSimmacopatrizio, suocero d'esso Boezio, già stato console, ed unode' più illustri senatori di Roma, venerato da tutti per la nobiltà, pel sapere e per le virtù sue, fu anch'egli fatto morire dal re Teoderico. L'Anonimo Valesiano[Anonym. Vales.]ci fa sapere, che siccome una iniquità facilmente ne tira seco delle altre, così Teoderico, temendo che Simmaco, persona di tanto credito in Roma, per dolore della morte del genero, potesse tramar qualche trattato contra del suo regno, fattolo condurre a Ravenna, sotto colore di varii finti reati il privò di vita: con che maggiormente divenne presso i cattolici, e soprattutto presso i Romani, abbominevole il nome d'esso Teoderico. Ma qui non finì la di lui crudeltà. Narra Anastasio bibliotecario[Anastas. Bibliothec., in Johanne I.], che giunto papaGiovannipresso Costantinopoli, uscì incontro a lui tutta la città dodici miglia fuori della porta colle croci e coi doppieri, festeggiando tutti per la consolazione di mirare in quelle contrade un pontefice romano: cosa non mai più veduta ne' secoli antecedenti. L'imperadore stesso, inginocchiato ai suoi piedi, gli prestò quell'onore che si conviene ai vicarii di Gesù Cristo. Pare che qualche differenza insorgesse per la mano conEpifaniopatriarca di Costantinopoli, giacchè ogni di più cresceva la superbia de' vescovi di quella città. Ma Giovanni papa avendo sostenuto con vigore il primato dovuto alla sua sedia, per attestazione di Teofane[Theoph., in Chronogr.], ottenne il primo luogo sopra quel patriarca. Marcellino conte[Marcell. Comes, in Chron.]anch'egli scrive ch'esso papa fu accolto con sommo onore in Costantinopoli, ebbe il primo posto nella chiesa, e celebrò la Pasqua con sonora voce, e secondo i riti e la lingua romana in quella capitale. Sbrigate poi le sue faccende, ed ottenuto quanto voleva dall'imperadore Giustino, se ne tornò egli in Italia, seco portando ricchi doni, mandati da esso Augusto allechiese di Roma; e presentossi in Ravenna al reTeoderico. Credevasi da ognuno che fosse terminata la tragedia, perchè papa Giovanni avea impetrato da Giustino Augusto che si lasciassero in pace gli ariani, e che loro fossero restituite le chiese; giacchè fu necessario l'accomodarsi a tale spediente per placare l'ariano Teoderico, da cui veniva minacciato un egual trattamento ai cattolici, ed anche la morte ai vescovi e preti. Ciò non ostante, più che mai inferocito Teoderico, fece imprigionare il papa e i senatori con esso lui ritornati. Pretende il cardinal Baronio[Baron., Annal. Eccl.]che non sussista quanto gli antichi scrittori raccontano intorno all'aver papa Giovanni promossa in Oriente ed impetrata la pace degli ariani colla restituzion delle loro chiese; e che per questo egli fosse cacciato in prigione da Teoderico. All'incontro è di parere il padre Pagi[Pagius, Crit. Baron.]che, narrando non meno Anastasio bibliotecario, che l'autore della Miscella[Histor. Miscella, lib. 15.]e l'autore antichissimo della Cronica de' papi, pubblicata nel Propileo del padre Enschenio[Chronicon Pontific. apud Henschen., in Propileo.], la pace e restituzion suddetta, non s'abbia essa da mettere in dubbio; e massimamente essendo fattura d'Isidoro mercatore una lettera attribuita ad esso papa, su cui principalmente s'appoggia il Baronio. Deduce poi il Pagi la collera di Teoderico dal non avere papa Giovanni ottenuto del pari che fossero restituiti all'arianismo coloro che aveano abbracciata la fede cattolica; cosa che veramente non era lecito al papa di chiedere. Lasciò in oltre scritto il suddetto autore della Miscella, aver Teoderico avuto a male che tanti onori fossero stati compartiti in Oriente al papa, quasi che questi fossero indizii di secrete leghe fra i Romani e Greci in pregiudizio del suo stato. Ma non è improbabilel'opinion del Baronio, perchè vedremo nell'anno susseguente che Teoderico avea già risoluto di levar le chiese ai cattolici e di consegnarle agli ariani: il che c'induce a credere non essersi mutato registro per conto degli ariani nell'imperio orientale. In Cartagine daBonifaziovescovo di quella città fu celebrato un concilio di molti vescovi con giubilo di tutti i cattolici, i quali per la benignità del reIldericoaveano ricuperata la loro libertà.


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