DXXX

DXXXAnno diCristoDXXX. IndizioneVIII.Bonifazio IIpapa 1.Giustinianoimperadore 4.Atalaricore 5.ConsoliFlavio LampadioedOreste.Hanno creduto il Panvinio[Panvin., in Fast. Cons.]e il padre Pagi[Pagius, Crit. Baron.]che amendue questi consoli fossero creati in Occidente. DiOrestesembra certo; non so se possa dirsi lo stesso diLampadio, al qual hoio aggiunto il nome diFlaviocoll'autorità di due marmi da me rapportati altrove[Thesaur. Nov. Inscript., pag. 425.]. Credesi che mancasse di vita in quest'annoFeliceIV papa, nel mese di ottobre, come ha Anastasio[Anastas. Biblioth., in Felice.], o pur di settembre, come pretende il padre Pagi. Ebbe per successoreBonifazioII, ma non senza scisma, perchè fu contra di lui eletto papaDioscoro. La morte poco dipoi accaduta di costui rimise la calma nella Chiesa romana. Finora aveaIldericore dei Vandali in Africa governato pacificamente quel regno e mantenuta un'ottima corrispondenza ed amicizia con Giustiniano, prima ancora del suo innalzamento al trono imperiale, mercè di molti regali che continuamente passavano fra loro. Presso del medesimo Ilderico, per attestato di Procopio[Procop., de Bell. Vandal., lib. 1, cap. 9.], era in grande autoritàGelimeresuo parente, perchè pronipote del fu re Genserico e il più vicino a succedergli nel regno, uomo bellicoso, ma insieme astuto e maligno. Costui tanto seppe far coi principali della nazion vandalica, con rappresentar loro la dappocaggine d'Ilderico, vinto nella precedente battaglia dai Mori, e l'intollerabil profusione dell'oro impiegato da lui per istar bene in grazia della corte di Costantinopoli, che s'indussero ad accettarlo per re, e ad imprigionare lo stesso Ilderico con alcuni suoi ministri. Non è improbabile cheAtalaricore d'Italia, o, per dir meglioAmalasunta, sua madre segretamente o accendessero o avvalorassero questo fuoco in vendetta diAmalafreda, uccisa per ordine di esso Ilderico. Portò di grandi conseguenze e mutazioni nell'Africa, siccome vedremo, la caduta di quel principe. Sotto questo anno, continuando tuttavia la guerra coi Persiani, narra Teofane[Theoph., in Chron.]cheGiustinianoimperadore mosse una gravissima persecuzione contra di quanti gentili ed eretici si trovavano nell'imperio d'Oriente,con cacciarli da tutti i pubblici impieghi, confiscare i loro beni, e dar loro il tempo di soli tre mesi per ravvedersi. Procopio[Procop., in Hist. Arcan., cap. II.]anch'egli fa fede di questi editti e processi, fatti da esso Augusto (se vogliamo credere a lui) non per buono zelo, ma per occupare i beni e ricchezze de' montanisti, sabbaziani ed altri molti eretici. Le chiese specialmente degli ariani erano piene di vasi e di suppellettili preziose d'oro e di argento, e di pietre e gemme di gran valore. Tutto passò nell'erario imperiale. Moltissimi furono tagliati a pezzi dal popolo, altri dalla giustizia uccisi, e grande fu il numero di coloro che abbracciarono la religion cristiana e cattolica in apparenza, ma con ritenere internamente gli errori delle lor sette. Seguitò ancora nel presente anno lo stesso Augusto la guerra contro ai Giudei e Samaritani ribelli, con incredibile strage dei medesimi, e col guasto di tutto il paese, tanto che furono i rimasti in vita costretti ad implorare il perdono dell'imperadore, rimanendo ancora involti in quelle sciagure i cristiani di quelle contrade, perchè obbligati a pagar da lì innanzi dei gravi tributi. Circa questi tempi fioriva per virtù e per miracolisan Benedetto, ristauratore e propagatore del monachismo in Italia, e a poco a poco per tutto l'Occidente. Altri monasteri e monachi prima di lui si videro in queste parti, ma non così bene regolati come i fondati poscia da lui. Da Subbiaco, dov'egli visse per alcun tempo, passò a Monte Casino, e quivi edificò il celebre suo monistero, dal quale poi presero norma tutti gli altri sì d'uomini che di vergini sacre, che o si sottoposero alla regola prescritta con tanta discrezione e prudenza dal santo abate, o furono fondati a tenore della medesima. In quest'anno, per relazion di Marcellino conte[Marcell. Comes, in Chron.], quel Mundone, che vedemmo all'anno 505 vincitore dei Greci coll'aiuto del re Teoderico nell'Illirico, creato poi da Giustiniano Augustogenerale delle milizie in esso Illirico, valorosamente costrinse alla fuga i Goti orientali venuti ad infestar quella provincia. Ed altrettanto fece coi Bulgari che erano iti a bottinar nella Tracia.

Consoli

Flavio LampadioedOreste.

Hanno creduto il Panvinio[Panvin., in Fast. Cons.]e il padre Pagi[Pagius, Crit. Baron.]che amendue questi consoli fossero creati in Occidente. DiOrestesembra certo; non so se possa dirsi lo stesso diLampadio, al qual hoio aggiunto il nome diFlaviocoll'autorità di due marmi da me rapportati altrove[Thesaur. Nov. Inscript., pag. 425.]. Credesi che mancasse di vita in quest'annoFeliceIV papa, nel mese di ottobre, come ha Anastasio[Anastas. Biblioth., in Felice.], o pur di settembre, come pretende il padre Pagi. Ebbe per successoreBonifazioII, ma non senza scisma, perchè fu contra di lui eletto papaDioscoro. La morte poco dipoi accaduta di costui rimise la calma nella Chiesa romana. Finora aveaIldericore dei Vandali in Africa governato pacificamente quel regno e mantenuta un'ottima corrispondenza ed amicizia con Giustiniano, prima ancora del suo innalzamento al trono imperiale, mercè di molti regali che continuamente passavano fra loro. Presso del medesimo Ilderico, per attestato di Procopio[Procop., de Bell. Vandal., lib. 1, cap. 9.], era in grande autoritàGelimeresuo parente, perchè pronipote del fu re Genserico e il più vicino a succedergli nel regno, uomo bellicoso, ma insieme astuto e maligno. Costui tanto seppe far coi principali della nazion vandalica, con rappresentar loro la dappocaggine d'Ilderico, vinto nella precedente battaglia dai Mori, e l'intollerabil profusione dell'oro impiegato da lui per istar bene in grazia della corte di Costantinopoli, che s'indussero ad accettarlo per re, e ad imprigionare lo stesso Ilderico con alcuni suoi ministri. Non è improbabile cheAtalaricore d'Italia, o, per dir meglioAmalasunta, sua madre segretamente o accendessero o avvalorassero questo fuoco in vendetta diAmalafreda, uccisa per ordine di esso Ilderico. Portò di grandi conseguenze e mutazioni nell'Africa, siccome vedremo, la caduta di quel principe. Sotto questo anno, continuando tuttavia la guerra coi Persiani, narra Teofane[Theoph., in Chron.]cheGiustinianoimperadore mosse una gravissima persecuzione contra di quanti gentili ed eretici si trovavano nell'imperio d'Oriente,con cacciarli da tutti i pubblici impieghi, confiscare i loro beni, e dar loro il tempo di soli tre mesi per ravvedersi. Procopio[Procop., in Hist. Arcan., cap. II.]anch'egli fa fede di questi editti e processi, fatti da esso Augusto (se vogliamo credere a lui) non per buono zelo, ma per occupare i beni e ricchezze de' montanisti, sabbaziani ed altri molti eretici. Le chiese specialmente degli ariani erano piene di vasi e di suppellettili preziose d'oro e di argento, e di pietre e gemme di gran valore. Tutto passò nell'erario imperiale. Moltissimi furono tagliati a pezzi dal popolo, altri dalla giustizia uccisi, e grande fu il numero di coloro che abbracciarono la religion cristiana e cattolica in apparenza, ma con ritenere internamente gli errori delle lor sette. Seguitò ancora nel presente anno lo stesso Augusto la guerra contro ai Giudei e Samaritani ribelli, con incredibile strage dei medesimi, e col guasto di tutto il paese, tanto che furono i rimasti in vita costretti ad implorare il perdono dell'imperadore, rimanendo ancora involti in quelle sciagure i cristiani di quelle contrade, perchè obbligati a pagar da lì innanzi dei gravi tributi. Circa questi tempi fioriva per virtù e per miracolisan Benedetto, ristauratore e propagatore del monachismo in Italia, e a poco a poco per tutto l'Occidente. Altri monasteri e monachi prima di lui si videro in queste parti, ma non così bene regolati come i fondati poscia da lui. Da Subbiaco, dov'egli visse per alcun tempo, passò a Monte Casino, e quivi edificò il celebre suo monistero, dal quale poi presero norma tutti gli altri sì d'uomini che di vergini sacre, che o si sottoposero alla regola prescritta con tanta discrezione e prudenza dal santo abate, o furono fondati a tenore della medesima. In quest'anno, per relazion di Marcellino conte[Marcell. Comes, in Chron.], quel Mundone, che vedemmo all'anno 505 vincitore dei Greci coll'aiuto del re Teoderico nell'Illirico, creato poi da Giustiniano Augustogenerale delle milizie in esso Illirico, valorosamente costrinse alla fuga i Goti orientali venuti ad infestar quella provincia. Ed altrettanto fece coi Bulgari che erano iti a bottinar nella Tracia.


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