DCCCCLVIAnno diCristoDCCCCLVI. IndizioneXIV.GiovanniXII papa 1.BerengarioII re d'Italia 7.Adalbertore d'Italia 7.Fu questo l'ultimo anno della vita di papaAgapito II, pontefice, le cui rare virtù e gesta è da dolere che non sieno state tramandate dalla penna di alcuno ai posteri, oppure non sieno giunte sino ai dì nostri. AvevaOttaviano, dopo la morte diAlbericopatrizio suo padre, occupata la signoria di Roma; fu consigliato dai suoi di occupare anche la sedia di san Pietro; nè gli fu difficile l'ottenere l'intento. Venne dunque creato papa; ma, per quanto osserva il cardinal Baronio, in età impropria ed incapace di sì sublime e sacrosanta dignità , perchèforse non arrivava all'età di diciannove anni. Egli nell'anno 963 si vedrà tuttavia chiamato[Liutprandus, Hist., lib. 6, cap. 6.]puerdall'imperadoreOttone. Scaldasi forte, e giustamente, contra di sì fatta elezione il cardinale annalista, ma con saggiamente conchiudere, che essendo questo novello papa stato accettato dalla Chiesa universale per vero e legittimo pontefice, per tale ancora si dee ora riconoscerlo. Non sarebbe stato se non bene che il dottissimo porporato avesse fatto uso di questa massima per alcuno ancora de' precedenti pontefici. Certo è poi cheOttavianoin questa occasione mutò il proprio nome in quello diGiovanni XII; e però vien creduto il primo che introducesse l'uso di cambiare il nome de' novelli papi, con servirsi poi di due nomi, cioè d'Ottavianonelle cose temporali e diGiovanninelle spirituali: rito osservato in parte anche oggidì dai papi. È anche fuor di dubbio che non ha fondamento alcuno il dirsi da alcuni storici, essere stata la potenza diAlbericopatrizio suo padre che promosse al pontificato questo suo figliuol giovinetto; perciocchè sappiam di certo che Alberico avea cessato di vivere nell'anno 954. E pure anche Gregorio monaco, autore della Cronica farfense[Chron. Farfense, P. II, tom. 2 Rer. Ital., pag. 472.], che vivea nel secolo susseguente, lasciò scritto cheAlberico principe migrante, filius ejus Johannes, qui patre vivente papa ordinatus est, ec. Ho io prodotta altrove[Antiquit. Ital., Dissert. V.]una donazione fatta al monistero di Subiaco daGrazianoconsole e duca, e scrittaanno Deo propitio pontificatus domni Johannis summi pontificis et universatis XII papae in sacratissima sede beati Petri apostoli primo, Indictione XV, mense novembrio, die XIIII, cioè nell'anno presente.Fu in quest'anno devastata da una terribil pestilenza la Germania. Contuttociò ilre Ottone, che oramai respiravadalle guerre interne o vicine, pensò a reprimere l'insolenza del reBerengario, che ad onta sua perseguitavaAlberto Azzo, raccomandato suo. A questo fine scelseLodolfoossiaLitolfosuo figliuolo, con cui s'era pacificato, e lo spedì in Italia con una armata[Annalista Saxo, ad hunc ann.]. Era l'assediata Canossa già in agonia, vicina a rendersi per la fame, quando si seppe l'arrivo di Lodolfo a Verona: il che incoraggiò i difensori. A grandi giornate passò Lodolfo il Po e venne alla volta di Canossa, perlochè senza aspettarlo se ne andarono con Dio gli assedianti. Confessa Donizone[Donizo, in Vit. Mathild., lib. 1, cap. 1.]che l'assedio di quella fortezza duròsemis simul et tribus annis, e che fu incominciato dappoichè Ottone colla regina Adelaide fu ritornato in Germania. Però non si può immaginar altro, se non che la liberazione di Canossa accadesse in quest'anno per la venuta e pel soccorso di Lodolfo. Per altro, convien confessare che Leone Ostiense e lo stesso Donizone, siccome autori del secolo susseguente, avendo preso dalla tradizion dei vecchi gli avvenimenti di questo tempo, confusero non poco il vero col falso. L'Ostiense s'ingannò, scrivendo che la regina Adelaide fosse per tre anni assediata in Canossa. Ingannossi forte anche Donizone con iscrivere che Ottone il Grande calò in persona a liberar Canossa; e che, venuto alle mani col re Berengario nel prato di Fontana, lo sconfisse, l'ebbe vivo nelle mani, ed inviollo prigione in Germania, dove terminò i suoi giorni; e che poscia fu creato reAlberto(lo stesso è cheAdalberto) suo figliuolo, il quale tornò all'assedio di Canossa. Aggiugne ancora, che spedito dal re Ottone in Italia il duca Litolfo suo figliuolo, restò ucciso in una battaglia di man propria da esso re Alberto: il che inteso Ottone, frettolosamente con una armata venne in Italia, e qui fu creato re d'Italia ed imperadore. Somma confusion di tempi e di fatti si scuopre inquesto racconto, per quel che vedremo. Per ora sappiamo di certo coll'autorità dell'Annalista sassone[Annalista Saxo, ad hunc ann.]e di Frodoardo[Frodoardus, in Chronico, ad ann. 957.], che Lodolfo nel corso di questo annoin Italiam ad comprimendam Berengarii tyrannidem dirigitur, et in brevi expulso Berengario, totius Italiae possessor efficitur. Ermanno Contratto[Hermannus Contractus, in Chron.]anche egli scrive sotto il presente anno:Liutolfus dux Italiam hostiliter invasit, fugatoque Berengario et filio ejus, Papia urbe, provinciaque potitus est. Arnolfo storico milanese del secolo susseguente[Arnulf., Hist. Mediolanens. lib. I, cap. 6.]non discorda da tali scrittori, con dire che Berengario, odiato dagl'Italiani principalmente per la crudeltà sua, e per l'avarizia diGuillasua moglie, non si attentò di venire a battaglia con Litolfo spedito dal padre in Italia;sed ingressus, quod dicitur sancti Julii, inexpugnabile municipium(nel lago d'Orta distretto di Novara)resedit invalidus. Dice di più, che tradito da' suoi Berengario, fu dato in mano di Litolfo; ma che questi con eroica magnanimità il lasciò andar libero, volendolo vincere coll'armi e non colla perfidia. Altro che questo a noi non suggerisce intorno ad un tale avvenimento la storia d'Italia. Se allora succedesse la battaglia accennata da Donizone nel prato di Fontana, in cui egli (con errore, a mio credere) fu sconfitto e preso il re Berengario, nol saprei dire. Credo eziandio che Litolfo conquistasse parte della Lombardia, ma non già tutta l'Italia, come scriveva l'Annalista sassone. Il Continuatore di Reginone non altro dice, se non che eglitotius paene Italiae possessor efficitur.
Fu questo l'ultimo anno della vita di papaAgapito II, pontefice, le cui rare virtù e gesta è da dolere che non sieno state tramandate dalla penna di alcuno ai posteri, oppure non sieno giunte sino ai dì nostri. AvevaOttaviano, dopo la morte diAlbericopatrizio suo padre, occupata la signoria di Roma; fu consigliato dai suoi di occupare anche la sedia di san Pietro; nè gli fu difficile l'ottenere l'intento. Venne dunque creato papa; ma, per quanto osserva il cardinal Baronio, in età impropria ed incapace di sì sublime e sacrosanta dignità , perchèforse non arrivava all'età di diciannove anni. Egli nell'anno 963 si vedrà tuttavia chiamato[Liutprandus, Hist., lib. 6, cap. 6.]puerdall'imperadoreOttone. Scaldasi forte, e giustamente, contra di sì fatta elezione il cardinale annalista, ma con saggiamente conchiudere, che essendo questo novello papa stato accettato dalla Chiesa universale per vero e legittimo pontefice, per tale ancora si dee ora riconoscerlo. Non sarebbe stato se non bene che il dottissimo porporato avesse fatto uso di questa massima per alcuno ancora de' precedenti pontefici. Certo è poi cheOttavianoin questa occasione mutò il proprio nome in quello diGiovanni XII; e però vien creduto il primo che introducesse l'uso di cambiare il nome de' novelli papi, con servirsi poi di due nomi, cioè d'Ottavianonelle cose temporali e diGiovanninelle spirituali: rito osservato in parte anche oggidì dai papi. È anche fuor di dubbio che non ha fondamento alcuno il dirsi da alcuni storici, essere stata la potenza diAlbericopatrizio suo padre che promosse al pontificato questo suo figliuol giovinetto; perciocchè sappiam di certo che Alberico avea cessato di vivere nell'anno 954. E pure anche Gregorio monaco, autore della Cronica farfense[Chron. Farfense, P. II, tom. 2 Rer. Ital., pag. 472.], che vivea nel secolo susseguente, lasciò scritto cheAlberico principe migrante, filius ejus Johannes, qui patre vivente papa ordinatus est, ec. Ho io prodotta altrove[Antiquit. Ital., Dissert. V.]una donazione fatta al monistero di Subiaco daGrazianoconsole e duca, e scrittaanno Deo propitio pontificatus domni Johannis summi pontificis et universatis XII papae in sacratissima sede beati Petri apostoli primo, Indictione XV, mense novembrio, die XIIII, cioè nell'anno presente.
Fu in quest'anno devastata da una terribil pestilenza la Germania. Contuttociò ilre Ottone, che oramai respiravadalle guerre interne o vicine, pensò a reprimere l'insolenza del reBerengario, che ad onta sua perseguitavaAlberto Azzo, raccomandato suo. A questo fine scelseLodolfoossiaLitolfosuo figliuolo, con cui s'era pacificato, e lo spedì in Italia con una armata[Annalista Saxo, ad hunc ann.]. Era l'assediata Canossa già in agonia, vicina a rendersi per la fame, quando si seppe l'arrivo di Lodolfo a Verona: il che incoraggiò i difensori. A grandi giornate passò Lodolfo il Po e venne alla volta di Canossa, perlochè senza aspettarlo se ne andarono con Dio gli assedianti. Confessa Donizone[Donizo, in Vit. Mathild., lib. 1, cap. 1.]che l'assedio di quella fortezza duròsemis simul et tribus annis, e che fu incominciato dappoichè Ottone colla regina Adelaide fu ritornato in Germania. Però non si può immaginar altro, se non che la liberazione di Canossa accadesse in quest'anno per la venuta e pel soccorso di Lodolfo. Per altro, convien confessare che Leone Ostiense e lo stesso Donizone, siccome autori del secolo susseguente, avendo preso dalla tradizion dei vecchi gli avvenimenti di questo tempo, confusero non poco il vero col falso. L'Ostiense s'ingannò, scrivendo che la regina Adelaide fosse per tre anni assediata in Canossa. Ingannossi forte anche Donizone con iscrivere che Ottone il Grande calò in persona a liberar Canossa; e che, venuto alle mani col re Berengario nel prato di Fontana, lo sconfisse, l'ebbe vivo nelle mani, ed inviollo prigione in Germania, dove terminò i suoi giorni; e che poscia fu creato reAlberto(lo stesso è cheAdalberto) suo figliuolo, il quale tornò all'assedio di Canossa. Aggiugne ancora, che spedito dal re Ottone in Italia il duca Litolfo suo figliuolo, restò ucciso in una battaglia di man propria da esso re Alberto: il che inteso Ottone, frettolosamente con una armata venne in Italia, e qui fu creato re d'Italia ed imperadore. Somma confusion di tempi e di fatti si scuopre inquesto racconto, per quel che vedremo. Per ora sappiamo di certo coll'autorità dell'Annalista sassone[Annalista Saxo, ad hunc ann.]e di Frodoardo[Frodoardus, in Chronico, ad ann. 957.], che Lodolfo nel corso di questo annoin Italiam ad comprimendam Berengarii tyrannidem dirigitur, et in brevi expulso Berengario, totius Italiae possessor efficitur. Ermanno Contratto[Hermannus Contractus, in Chron.]anche egli scrive sotto il presente anno:Liutolfus dux Italiam hostiliter invasit, fugatoque Berengario et filio ejus, Papia urbe, provinciaque potitus est. Arnolfo storico milanese del secolo susseguente[Arnulf., Hist. Mediolanens. lib. I, cap. 6.]non discorda da tali scrittori, con dire che Berengario, odiato dagl'Italiani principalmente per la crudeltà sua, e per l'avarizia diGuillasua moglie, non si attentò di venire a battaglia con Litolfo spedito dal padre in Italia;sed ingressus, quod dicitur sancti Julii, inexpugnabile municipium(nel lago d'Orta distretto di Novara)resedit invalidus. Dice di più, che tradito da' suoi Berengario, fu dato in mano di Litolfo; ma che questi con eroica magnanimità il lasciò andar libero, volendolo vincere coll'armi e non colla perfidia. Altro che questo a noi non suggerisce intorno ad un tale avvenimento la storia d'Italia. Se allora succedesse la battaglia accennata da Donizone nel prato di Fontana, in cui egli (con errore, a mio credere) fu sconfitto e preso il re Berengario, nol saprei dire. Credo eziandio che Litolfo conquistasse parte della Lombardia, ma non già tutta l'Italia, come scriveva l'Annalista sassone. Il Continuatore di Reginone non altro dice, se non che eglitotius paene Italiae possessor efficitur.