DCCCCLXXIV

DCCCCLXXIVAnno diCristoDCCCCLXXIV. Indiz.II.DonoII papa 1.OttoneII imperadore 8 e 2.Duravano tuttavia i mali umori in Roma. Ad alcuni potenti non piaceva punto la dipendenza dall'imperador dei Romani, siccome avvezzi, prima cheOttone il Grandemettesse loro la briglia, ad una sregolata licenza in quell'augusta città. Pertanto, cessato che fu il timore d'esso imperadore Ottone per la sua morte accaduta nell'anno addietro, eglino senza mettersi pensiero del regnante imperadore di lui figliuolo, perchè lontano e giovane, passarono ad un'orrida iniquità.Bonifaziosoprannominato Francone, figliuolo di Ferruccio, di nazione romano e cardinal diacono, ma uomo scelleratissimo, mise le mani addosso a papaBenedetto VI, cacciollo in prigione, e quivi crudelmente il fece dopo qualche tempo strangolare. Quindi non per legittima elezione, ma colla violenza, vivente anche lo stesso vero papa, occupò il pontificato romano, rendendosi perciòimmeritevole d'essere annoverato fra i legittimi papi. Ma questo pseudo-pontefice e tiranno poco godè il frutto delle sue scelleraggini; perciocchè, secondo Ermanno Contratto[Hermannus Contract., in Chron., edition. Canis.],post unum mensem expulsus, Constantinopolim postea petiit. Secondo lui, fuCrescenziofigliuolo di Teodota che fece imprigionar Benedetto. Dal Sigonio[Sigonius, de Regno Italiae, lib. 7.]è chiamatoCencio, siccome ancora nella cronica del Volturno. Aggiugne il cardinal Baronio[Baron., in Annal. Eccles.]che Bonifazio prima di abbandonare Roma, spogliò del suo tesoro e di tutti i sacri arredi la basilica vaticana, e tutto portò con seco a Costantinopoli, coronando con questo gli altri suoi sacrilegii. Di questo fatto abbiamo anche menzione presso il Dandolo[Dandul., in Chron., tom. 12 Rer. Ital.]. E tali enormità commettevano e commisero anche prima e dipoi i Romani d'allora, contra dei quali sarebbono state più a proposito le doglianze del cardinal Baronio, che contro i principi di que' tempi infelici. Cacciato via l'usurpatore, se crediamo a Sigeberto[Sigebertus, in Chron.], a Mariano Scoto[Marian. Scottus, in Chron.], a Martino Polacco[Martinus Polonus, in Chron.]e ad altri scrittori, fu alzato al trono pontificaleDono II, delle cui azioni nulla ci ha conservato l'antica storia, la quale anzi è confusissima nell'assegnare il tempo e la successione de' papi d'allora. Abbiamo dal suddetto Dandolo che in quest'annoOttone IIAugustoexistens Verhelae(oggidìVerlanella Vestfalia, se pure non èVerdaossiaVerden)privilegium concessit Audoino capellano et nuntio Vitalis gradensis patriarchae, confirmans gradensem ecclesiam metropolitanam, exemtiones et immunitates et libertates, quas Otto I eidem ecclesiae concesserat, per privilegium renovavit. Crede lo Struvio[Struv., Corp. Hist. Germ.]chenell'anno presente venisse in Italia il suddetto Ottone II, e andasse fino in Calabria, con allegare intorno a ciò l'autorità di Leone Ostiense[Leo Ostiensis, Chron., lib. 2, cap. 9.], il quale scrive:Sequenti anno, defuncto primo Ottone, Otto secundus imperator filius ejus cognomento Rufus, venit Capuam, et abiit Tarentum ac Metapontum, et deinde Calabriam: unde prospere ad sua reversus. Ma è certo che questo imperadore non si mosse di Germania nell'anno presente, perchè quivi impegnato per la guerra insorta fra lui edArrigo IIil Rissoso, duca di Baviera, suo cugino[Sigebertus, in Chronico.]. Ilsequenti annodell'Ostiense riguarda la succession degli arcivescovi di Capoa, nè altro vuol indicare se non l'anno 980, in cui, siccome vedremo, Ottone II arrivò fino in Calabria. Secondo i conti di Camillo Pellegrino, qui convien riferire una rivoluzione accaduta nel principato di Salerno, e narrata dall'Anonimo salernitano[Anonym. Salern., P. I, tom. 2 Rer. Ital.]. AveaGisolfo I principedi Salerno non solamente accolto, ma eziandio colmato di beni e d'altri benefiziiLandolfofigliuolo diAtenolfo IIprincipe di Benevento e suo cugino. Costui con esecrabil ingratitudine, sul fine dell'anno precedente, una notte con assai congiurati fece prigione il suo benefattor Gisolfo e la principessaGemmadi lui moglie, con varii loro attinenti, ed usurpossi il principato di Salerno.Marino ducadi Napoli,Monsone ducadi Amalfi teneano con esso Landolfo. Ne era afflittissimo il popolo di Salerno, perchè non poco amava il suo principe Gisolfo. Riuscì in quest'anno ad alcuni parenti del principe medesimo di muoverePandolfo principedi Benevento in aiuto di lui, giacchè esso Pandolfo non avea caro che Landolfo suo parente alzasse la testa. Ed in fatti portatosi egli con un potente esercito sotto Salerno, talmente strinse quella città, che l'usurpatore coi suoi fu necessitato a capitolare. Fu rimesso in libertàGisolfo, e riebbe il dominio suo. Per ricompensa di sì rilevante servigio recatogli da Pandolfo, giacchè non aveva figliuoli suoi proprii, adottò per suo figliuoloPandolfoossiaPaldolfo, secondogenito del medesimo principe Pandolfo.

Duravano tuttavia i mali umori in Roma. Ad alcuni potenti non piaceva punto la dipendenza dall'imperador dei Romani, siccome avvezzi, prima cheOttone il Grandemettesse loro la briglia, ad una sregolata licenza in quell'augusta città. Pertanto, cessato che fu il timore d'esso imperadore Ottone per la sua morte accaduta nell'anno addietro, eglino senza mettersi pensiero del regnante imperadore di lui figliuolo, perchè lontano e giovane, passarono ad un'orrida iniquità.Bonifaziosoprannominato Francone, figliuolo di Ferruccio, di nazione romano e cardinal diacono, ma uomo scelleratissimo, mise le mani addosso a papaBenedetto VI, cacciollo in prigione, e quivi crudelmente il fece dopo qualche tempo strangolare. Quindi non per legittima elezione, ma colla violenza, vivente anche lo stesso vero papa, occupò il pontificato romano, rendendosi perciòimmeritevole d'essere annoverato fra i legittimi papi. Ma questo pseudo-pontefice e tiranno poco godè il frutto delle sue scelleraggini; perciocchè, secondo Ermanno Contratto[Hermannus Contract., in Chron., edition. Canis.],post unum mensem expulsus, Constantinopolim postea petiit. Secondo lui, fuCrescenziofigliuolo di Teodota che fece imprigionar Benedetto. Dal Sigonio[Sigonius, de Regno Italiae, lib. 7.]è chiamatoCencio, siccome ancora nella cronica del Volturno. Aggiugne il cardinal Baronio[Baron., in Annal. Eccles.]che Bonifazio prima di abbandonare Roma, spogliò del suo tesoro e di tutti i sacri arredi la basilica vaticana, e tutto portò con seco a Costantinopoli, coronando con questo gli altri suoi sacrilegii. Di questo fatto abbiamo anche menzione presso il Dandolo[Dandul., in Chron., tom. 12 Rer. Ital.]. E tali enormità commettevano e commisero anche prima e dipoi i Romani d'allora, contra dei quali sarebbono state più a proposito le doglianze del cardinal Baronio, che contro i principi di que' tempi infelici. Cacciato via l'usurpatore, se crediamo a Sigeberto[Sigebertus, in Chron.], a Mariano Scoto[Marian. Scottus, in Chron.], a Martino Polacco[Martinus Polonus, in Chron.]e ad altri scrittori, fu alzato al trono pontificaleDono II, delle cui azioni nulla ci ha conservato l'antica storia, la quale anzi è confusissima nell'assegnare il tempo e la successione de' papi d'allora. Abbiamo dal suddetto Dandolo che in quest'annoOttone IIAugustoexistens Verhelae(oggidìVerlanella Vestfalia, se pure non èVerdaossiaVerden)privilegium concessit Audoino capellano et nuntio Vitalis gradensis patriarchae, confirmans gradensem ecclesiam metropolitanam, exemtiones et immunitates et libertates, quas Otto I eidem ecclesiae concesserat, per privilegium renovavit. Crede lo Struvio[Struv., Corp. Hist. Germ.]chenell'anno presente venisse in Italia il suddetto Ottone II, e andasse fino in Calabria, con allegare intorno a ciò l'autorità di Leone Ostiense[Leo Ostiensis, Chron., lib. 2, cap. 9.], il quale scrive:Sequenti anno, defuncto primo Ottone, Otto secundus imperator filius ejus cognomento Rufus, venit Capuam, et abiit Tarentum ac Metapontum, et deinde Calabriam: unde prospere ad sua reversus. Ma è certo che questo imperadore non si mosse di Germania nell'anno presente, perchè quivi impegnato per la guerra insorta fra lui edArrigo IIil Rissoso, duca di Baviera, suo cugino[Sigebertus, in Chronico.]. Ilsequenti annodell'Ostiense riguarda la succession degli arcivescovi di Capoa, nè altro vuol indicare se non l'anno 980, in cui, siccome vedremo, Ottone II arrivò fino in Calabria. Secondo i conti di Camillo Pellegrino, qui convien riferire una rivoluzione accaduta nel principato di Salerno, e narrata dall'Anonimo salernitano[Anonym. Salern., P. I, tom. 2 Rer. Ital.]. AveaGisolfo I principedi Salerno non solamente accolto, ma eziandio colmato di beni e d'altri benefiziiLandolfofigliuolo diAtenolfo IIprincipe di Benevento e suo cugino. Costui con esecrabil ingratitudine, sul fine dell'anno precedente, una notte con assai congiurati fece prigione il suo benefattor Gisolfo e la principessaGemmadi lui moglie, con varii loro attinenti, ed usurpossi il principato di Salerno.Marino ducadi Napoli,Monsone ducadi Amalfi teneano con esso Landolfo. Ne era afflittissimo il popolo di Salerno, perchè non poco amava il suo principe Gisolfo. Riuscì in quest'anno ad alcuni parenti del principe medesimo di muoverePandolfo principedi Benevento in aiuto di lui, giacchè esso Pandolfo non avea caro che Landolfo suo parente alzasse la testa. Ed in fatti portatosi egli con un potente esercito sotto Salerno, talmente strinse quella città, che l'usurpatore coi suoi fu necessitato a capitolare. Fu rimesso in libertàGisolfo, e riebbe il dominio suo. Per ricompensa di sì rilevante servigio recatogli da Pandolfo, giacchè non aveva figliuoli suoi proprii, adottò per suo figliuoloPandolfoossiaPaldolfo, secondogenito del medesimo principe Pandolfo.


Back to IndexNext