DCCCCLXXIXAnno diCristoDCCCCLXXIX. Indiz.VII.BenedettoVII papa 5.OttoneII imperadore 13, 7.Per attestato del Dandolo[Dandul., in Chron., tom. 12 Rer. Ital.],Vitale Candiano, creato doge di Venezia nell'anno precedente, dopo aver passato solamente un anno e due mesi nel governo colla sanità sempre languente ed afflittada varii malori, infermossi gravemente; e però quattro giorni prima di morire, fattosi portare al monistero di sant'Ilario, quivi preso l'abito monastico, e fatta la professione, passò a miglior vita. Tale era allora il pio costume di molti, persuasi di assicurarsi in tal maniera l'eterna loro salute. E resta tuttavia qualche vestigio di quest'uso nell'abito religioso, con cui molti, e non men de' buoni che de' cattivi, si fanno portare alla sepoltura, eleggendo allora alcuni ciò che forse sprezzarono e derisero in loro vita. Fu in luogo di Vitale proclamato doge di VeneziaTribuno Memmo, persona assai facoltosa, sotto il quale per poca sua cura accaddero varii scandali e sconcerti in quella nobil città. Perciocchè nata nimicizia fra i Caloprini e Morosini, potenti famiglie di Venezia, i primi un giorno, spalleggiati dal medesimo doge, presero l'armi contra degli altri, che ebbero la fortuna di salvarsi, fuorchè Domenico Morosino, che restò vittima del furor de' nemici. Io non so onde abbia tratto il Sigonio[Sigonius, de Regno Ital., lib. 7.]ciò che egli racconta sotto l'anno presente. Cioè che insorse una gran guerra in Italia,quippe Basilius et Constantinus imperatores turpe rati, se vetere tot annorum Apuliae, Calabriaeque fuisse possessione dejectos, Sarracenis, quos nuper Creta exegerant(abbiam veduto che l'isola di Candia fu ritolta ai Saraceni l'anno 961 sotto Romano juniore imperadore)magna mercede conductis, Italiam invaserunt, et Barrio, ac Matera expugnatis, Apuliam primum, deinde, nemine prohibente, Calabriam receperunt. Ma a chi ritolsero i Greci quelle contrade? Se i Saraceni erano in loro aiuto, dalle mani di chi le avran ricuperate i Greci? A me non è venuto sotto gli occhi antico scrittore alcuno, che parli di sì fatto avvenimento. E noi vedremo in breve i Saraceni potenti in Calabria. Lupo Protospata sotto quest'anno scrive[Lupus Protospata, in Chron.]:OcciditPorphyrius Protospata Andream episcopum oriensem mense augusti. Altra avventura di conseguenza non dovette egli sapere. E poscia all'anno 982 nota che la città di Bari fu consegnata ai Greci: come dunque se ne impadronirono in quest'anno? Per altro è certo che pochi anni prima aveano i Greci perduta la città di Bari, e seco, come si può credere, la Puglia. Cedreno l'attesta[Cedrenus, in Annal.], favellando di Basilio e Costantino Augusti greci:In Italia, dice egli,quidam, vir potens, unus de iis, qui Barim incolebant, nomine Meles, concitatis Longobardis, contra Romanos(tal nome attribuivano a sè stessi i Greci)movit. Quumque imperator adversus hunc misisset Basilium Argyrum Sami, et Contoleonem Cephalleniae praefectos, Meles illustri eos praelio vicit, multis caesis, haud paucis captis, reliquis turpi fuga vitam tutatis.È da stupire come Lupo Protospata nulla parli di questo fatto, quando sia vero. Tanto l'Ughelli[Ughell., Ital. Sacr., tom. 2.], quanto il Bordoni[Bordon., Thesaur. Eccles. Parmens.]rapportano a quest'anno un privilegio conceduto aSigefredo vescovodi Parma con queste note:Data nonis aprilis, anno dominicae Incarnationis DCCCCLXXIX, Indictione VII, anno tertii Othonis regni regnante sexto. Actum Quitelemburgi:senza punto badar essi che Ottone terzo non era per anche nato in quest'anno, e che allora regnava Ottone secondo imperadore, e non già suo figliuolo, e che l'indizione VIInon s'accorda coll'anno VIdi Ottone III. Sarà forse un diploma vero, ma alterato dai copisti ignoranti.Mansoneimperiale patrizio ed antipato, cioè proconsole, si truova duca di Amalfi[Antiq. Ital., tom. 1, pag. 210.]. Questi nell'anno 892 fu degradato daOferiosuo fratello, il quale, dopo avere regnato un anno e nove mesi, mancò di vita, e diede adito al suddetto Mansone di riassumere il governo di Amalfi.
Per attestato del Dandolo[Dandul., in Chron., tom. 12 Rer. Ital.],Vitale Candiano, creato doge di Venezia nell'anno precedente, dopo aver passato solamente un anno e due mesi nel governo colla sanità sempre languente ed afflittada varii malori, infermossi gravemente; e però quattro giorni prima di morire, fattosi portare al monistero di sant'Ilario, quivi preso l'abito monastico, e fatta la professione, passò a miglior vita. Tale era allora il pio costume di molti, persuasi di assicurarsi in tal maniera l'eterna loro salute. E resta tuttavia qualche vestigio di quest'uso nell'abito religioso, con cui molti, e non men de' buoni che de' cattivi, si fanno portare alla sepoltura, eleggendo allora alcuni ciò che forse sprezzarono e derisero in loro vita. Fu in luogo di Vitale proclamato doge di VeneziaTribuno Memmo, persona assai facoltosa, sotto il quale per poca sua cura accaddero varii scandali e sconcerti in quella nobil città. Perciocchè nata nimicizia fra i Caloprini e Morosini, potenti famiglie di Venezia, i primi un giorno, spalleggiati dal medesimo doge, presero l'armi contra degli altri, che ebbero la fortuna di salvarsi, fuorchè Domenico Morosino, che restò vittima del furor de' nemici. Io non so onde abbia tratto il Sigonio[Sigonius, de Regno Ital., lib. 7.]ciò che egli racconta sotto l'anno presente. Cioè che insorse una gran guerra in Italia,quippe Basilius et Constantinus imperatores turpe rati, se vetere tot annorum Apuliae, Calabriaeque fuisse possessione dejectos, Sarracenis, quos nuper Creta exegerant(abbiam veduto che l'isola di Candia fu ritolta ai Saraceni l'anno 961 sotto Romano juniore imperadore)magna mercede conductis, Italiam invaserunt, et Barrio, ac Matera expugnatis, Apuliam primum, deinde, nemine prohibente, Calabriam receperunt. Ma a chi ritolsero i Greci quelle contrade? Se i Saraceni erano in loro aiuto, dalle mani di chi le avran ricuperate i Greci? A me non è venuto sotto gli occhi antico scrittore alcuno, che parli di sì fatto avvenimento. E noi vedremo in breve i Saraceni potenti in Calabria. Lupo Protospata sotto quest'anno scrive[Lupus Protospata, in Chron.]:OcciditPorphyrius Protospata Andream episcopum oriensem mense augusti. Altra avventura di conseguenza non dovette egli sapere. E poscia all'anno 982 nota che la città di Bari fu consegnata ai Greci: come dunque se ne impadronirono in quest'anno? Per altro è certo che pochi anni prima aveano i Greci perduta la città di Bari, e seco, come si può credere, la Puglia. Cedreno l'attesta[Cedrenus, in Annal.], favellando di Basilio e Costantino Augusti greci:In Italia, dice egli,quidam, vir potens, unus de iis, qui Barim incolebant, nomine Meles, concitatis Longobardis, contra Romanos(tal nome attribuivano a sè stessi i Greci)movit. Quumque imperator adversus hunc misisset Basilium Argyrum Sami, et Contoleonem Cephalleniae praefectos, Meles illustri eos praelio vicit, multis caesis, haud paucis captis, reliquis turpi fuga vitam tutatis.È da stupire come Lupo Protospata nulla parli di questo fatto, quando sia vero. Tanto l'Ughelli[Ughell., Ital. Sacr., tom. 2.], quanto il Bordoni[Bordon., Thesaur. Eccles. Parmens.]rapportano a quest'anno un privilegio conceduto aSigefredo vescovodi Parma con queste note:Data nonis aprilis, anno dominicae Incarnationis DCCCCLXXIX, Indictione VII, anno tertii Othonis regni regnante sexto. Actum Quitelemburgi:senza punto badar essi che Ottone terzo non era per anche nato in quest'anno, e che allora regnava Ottone secondo imperadore, e non già suo figliuolo, e che l'indizione VIInon s'accorda coll'anno VIdi Ottone III. Sarà forse un diploma vero, ma alterato dai copisti ignoranti.Mansoneimperiale patrizio ed antipato, cioè proconsole, si truova duca di Amalfi[Antiq. Ital., tom. 1, pag. 210.]. Questi nell'anno 892 fu degradato daOferiosuo fratello, il quale, dopo avere regnato un anno e nove mesi, mancò di vita, e diede adito al suddetto Mansone di riassumere il governo di Amalfi.