DCCCCLXXXAnno diCristoDCCCCLXXX. Indiz.VIII.BenedettoVII papa 6.OttoneII imperadore 14 e 8.Era fin qui durata la nimicizia diOttone IIimperatore conLottario redi Francia, a cagione della Lorena, provincia allora di grande estensione fra la Germania e la Gallia. In quest'anno ebbe fine. Seguì un abboccamento fra loro, e, per attestato di Ditmaro[Ditmarus, in Chron., lib. 3.],Lutharius rex cum filio suimet, ac muneribus magnificis ad Ottonem venit, et sibi satis faciens, amicitiam ejus firmiter acquisivit. Così hanno altri scrittori[Annales Hildeshemenses. Annalista Saxo.]. E Sigeberto aggiugne[Sigebert., in Chron.], cherex Lotharius Lotharingiam abjurat. Ma il continuatore di Frodoardo[Continuator Frodoardi, apud Du-Chesne, tom. 2 Rer. Franc.]scrive che Ottone Augusto riconobbe quel paese in feudo dal re di Francia:Lotharius rex Francorum contra voluntatem principum regni sui Remis pacificatus est cum Othone imperatore, deditque Othoni in beneficium Lotharingiae ducatum: quod magis corda praedictorum principum contristavit. Lascerò io disputare intorno a questo punto gli eruditi franzesi e tedeschi; perchè quel continuatore non è di tale antichità da potersi riposar sul suo detto. In questa maniera avendo l'Augusto Ottone assicurata la quiete della Germania, rivolse i suoi pensieri all'Italia. Stavagli ai fianchi l'imperadriceTeofaniasua moglie, che gli andava mettendo in capo delle pretensioni sopra gli stati posseduti dai greci Augusti in Italia, per esser ella figliuola d'un greco imperatore: con che s'invogliò il marito di tentare la conquista. Se si ha da credere ad un continuatore della Cronica di Frodoardo[Idem, Ibidem.]presso il Du-Chesne, fu egli in oltre chiamato in Italia dal papa, per provvedere ai mali umori chepiù che mai serpeggiavano in Roma:Evocatus a papa, ut Ecclesiae succurreret, in Italiam, ubi Apuliam et Calabriam Italiae provincias ad jus imperii Graecorum appendentes, ad imperium romanum conatus transferre. In quest'anno, per testimonianza dell'Annalista sassone[Annalista Saxo, apud Eccardum.], la suddetta imperadrice Teofania partorì all'Augusto marito un figliuolo, appellatoOttone III, che fu poi re ed imperatore. Calò dunque in Italia Ottone II imperadore nell'autunno dell'anno corrente, e, giunto a Pavia, quivi si pacificò colla santa imperadriceAdelaidesua madre. Non van d'accordo su questo punto santoOdilone abbate[Odilo, in Vita S. Adelheidis.]di Clugnì, e Siro monaco abbate d'esso monistero[Syrus, in Vita S. Majoli.]prima di Odilone. Secondo il suddetto Odilone, pentito l'imperadore dei disgusti dati alla madre, spedì aCorrado redi Borgogna e a sanMaiolodei messi, con pregarli d'interporsi per la riconciliazione, e di condurre Adelaide a Pavia. Venne ella in fatti a quella città, abboccossi col figliuolo, ed amendue non senza lagrime si pacificarono. Siro all'incontro scrive che non attentandosi alcuno dei buoni cortigiani di aprir bocca in favor d'Adelaide, sollecitato san Majolo da molti, si portò alla corte, e con generosa franchezza talmente ne parlò all'imperadore, ch'egli si diede per vinto, e andò a gittarsi a' piedi della madre. Nelle annotazioni alle leggi longobardiche[Rer. Ital., P. II, tom. 1.]ho io scritto che questa riconciliazione seguì in Verona nell'anno 983. Ma essa è indubitatamente da riferirsi all'anno presente. Da Pavia passò l'Augusto Ottone a Ravenna, dove, per relazione dell'Annalista sassone, celebrò il santo Natale. Della sua permanenza in quella città ne abbiamo anche la testimonianza in un diploma[Antiquit. Ital., Dissert. XVIII.]da me dato alla luce, in cui egli confermò ai canonici di Parmainterventu ac petitione dominae nostrae matris Adelaidae, (già riconciliata con lui) tutti i loro privilegii,V kalendas januarii, anno dominicae Incarnationis DCCCCLXXX, Indictione nona, regni vero domni Ottonis XXII(dovrebbe essereXX)imperii autem ejus XIII(dee essere XIIII, facile errore del copista).Actum Ravennae.Vuole il Sigonio[Sigonius, de Regno Ital., lib. 7.]che Ottone, appena arrivato in Italia, tenesse nel mese d'agosto una solennissima dieta dei principi italiani in Roncaglia sul Piacentino, dove si fece giustizia di chi avea mosse sedizioni in Italia, e furono conferiti feudi a varie persone, e fra le altre aLanfranco Braccifortepiacentino. Aggiugne cheTedaldo, figliuolo diAlberto Azzoconte ed avolo dellacontessa Matilde, fu dichiarato marchese di Mantova. Ma nulla di ciò sussiste. Nel dì 7 di ottobre era tuttavia di là da' monti l'imperadore Ottone II, come con un suo diploma pruova il padre Mabillone[Mabill., Annal. Benedict., ad ann. 980.]. In que' tempi non v'era marchese di Mantova. Senza dubbioTedaldoportò il titolo dimarchese, ma con restare tuttavia ignoto onde a lui venisse questa denominazione. Ed è una favola quella del Bracciforte.
Era fin qui durata la nimicizia diOttone IIimperatore conLottario redi Francia, a cagione della Lorena, provincia allora di grande estensione fra la Germania e la Gallia. In quest'anno ebbe fine. Seguì un abboccamento fra loro, e, per attestato di Ditmaro[Ditmarus, in Chron., lib. 3.],Lutharius rex cum filio suimet, ac muneribus magnificis ad Ottonem venit, et sibi satis faciens, amicitiam ejus firmiter acquisivit. Così hanno altri scrittori[Annales Hildeshemenses. Annalista Saxo.]. E Sigeberto aggiugne[Sigebert., in Chron.], cherex Lotharius Lotharingiam abjurat. Ma il continuatore di Frodoardo[Continuator Frodoardi, apud Du-Chesne, tom. 2 Rer. Franc.]scrive che Ottone Augusto riconobbe quel paese in feudo dal re di Francia:Lotharius rex Francorum contra voluntatem principum regni sui Remis pacificatus est cum Othone imperatore, deditque Othoni in beneficium Lotharingiae ducatum: quod magis corda praedictorum principum contristavit. Lascerò io disputare intorno a questo punto gli eruditi franzesi e tedeschi; perchè quel continuatore non è di tale antichità da potersi riposar sul suo detto. In questa maniera avendo l'Augusto Ottone assicurata la quiete della Germania, rivolse i suoi pensieri all'Italia. Stavagli ai fianchi l'imperadriceTeofaniasua moglie, che gli andava mettendo in capo delle pretensioni sopra gli stati posseduti dai greci Augusti in Italia, per esser ella figliuola d'un greco imperatore: con che s'invogliò il marito di tentare la conquista. Se si ha da credere ad un continuatore della Cronica di Frodoardo[Idem, Ibidem.]presso il Du-Chesne, fu egli in oltre chiamato in Italia dal papa, per provvedere ai mali umori chepiù che mai serpeggiavano in Roma:Evocatus a papa, ut Ecclesiae succurreret, in Italiam, ubi Apuliam et Calabriam Italiae provincias ad jus imperii Graecorum appendentes, ad imperium romanum conatus transferre. In quest'anno, per testimonianza dell'Annalista sassone[Annalista Saxo, apud Eccardum.], la suddetta imperadrice Teofania partorì all'Augusto marito un figliuolo, appellatoOttone III, che fu poi re ed imperatore. Calò dunque in Italia Ottone II imperadore nell'autunno dell'anno corrente, e, giunto a Pavia, quivi si pacificò colla santa imperadriceAdelaidesua madre. Non van d'accordo su questo punto santoOdilone abbate[Odilo, in Vita S. Adelheidis.]di Clugnì, e Siro monaco abbate d'esso monistero[Syrus, in Vita S. Majoli.]prima di Odilone. Secondo il suddetto Odilone, pentito l'imperadore dei disgusti dati alla madre, spedì aCorrado redi Borgogna e a sanMaiolodei messi, con pregarli d'interporsi per la riconciliazione, e di condurre Adelaide a Pavia. Venne ella in fatti a quella città, abboccossi col figliuolo, ed amendue non senza lagrime si pacificarono. Siro all'incontro scrive che non attentandosi alcuno dei buoni cortigiani di aprir bocca in favor d'Adelaide, sollecitato san Majolo da molti, si portò alla corte, e con generosa franchezza talmente ne parlò all'imperadore, ch'egli si diede per vinto, e andò a gittarsi a' piedi della madre. Nelle annotazioni alle leggi longobardiche[Rer. Ital., P. II, tom. 1.]ho io scritto che questa riconciliazione seguì in Verona nell'anno 983. Ma essa è indubitatamente da riferirsi all'anno presente. Da Pavia passò l'Augusto Ottone a Ravenna, dove, per relazione dell'Annalista sassone, celebrò il santo Natale. Della sua permanenza in quella città ne abbiamo anche la testimonianza in un diploma[Antiquit. Ital., Dissert. XVIII.]da me dato alla luce, in cui egli confermò ai canonici di Parmainterventu ac petitione dominae nostrae matris Adelaidae, (già riconciliata con lui) tutti i loro privilegii,V kalendas januarii, anno dominicae Incarnationis DCCCCLXXX, Indictione nona, regni vero domni Ottonis XXII(dovrebbe essereXX)imperii autem ejus XIII(dee essere XIIII, facile errore del copista).Actum Ravennae.Vuole il Sigonio[Sigonius, de Regno Ital., lib. 7.]che Ottone, appena arrivato in Italia, tenesse nel mese d'agosto una solennissima dieta dei principi italiani in Roncaglia sul Piacentino, dove si fece giustizia di chi avea mosse sedizioni in Italia, e furono conferiti feudi a varie persone, e fra le altre aLanfranco Braccifortepiacentino. Aggiugne cheTedaldo, figliuolo diAlberto Azzoconte ed avolo dellacontessa Matilde, fu dichiarato marchese di Mantova. Ma nulla di ciò sussiste. Nel dì 7 di ottobre era tuttavia di là da' monti l'imperadore Ottone II, come con un suo diploma pruova il padre Mabillone[Mabill., Annal. Benedict., ad ann. 980.]. In que' tempi non v'era marchese di Mantova. Senza dubbioTedaldoportò il titolo dimarchese, ma con restare tuttavia ignoto onde a lui venisse questa denominazione. Ed è una favola quella del Bracciforte.