DCCCCXCII

DCCCCXCIIAnno diCristoDCCCCXCII. IndizioneV.GiovanniXV papa 8.OttoneIII re di Germania e d'Italia 10.Dacchè fu alzato alla dignità ducale in VeneziaPietro Orseolo II, siccome persona di grande attività e senno, spedì tosto a Costantinopoli i suoi legati, ed ottenne dagl'imperadoriBasilioeCostantinola bolla d'oro contenente la conferma di tutte le libertà ed esenzioni godute in addietro dal popolo di Venezia per tutto l'imperio d'Oriente. Studiossi ancora distabilir buona amicizia con tutti i principi de' Saraceni, a' quali per tal effetto mandò ambasciatori. Ma particolarmente ebbe cura di far confermare al reOttone IIIi vecchi patti. Si legge nella Cronica del Dandolo[Dandul., in Chronic., tom. 12 Rer. Ital.]il diploma di tal conferma, conceduta da esso reinterventu et petitione nostrae dilectissimae dominae aviae Adelheidae imperatricis Augustae: il che fa conoscere che la santa imperadrice tuttavia dimorava in Germania nella corte del re suo nipote. E il diploma è datoXIV kalendas augusti, anno dominicae Incarnationis DCCCCXCII, Indictione V, anno vero domni Ottonis III regnantis nono. Actum Molinhusen.Asserisce Lupo Protospata[Lupus Protospata, in Chronico.]che in quest'anno si provò una terribil carestia per tutta l'Italia. Non già nell'anno 991, come stimò il Sigonio[Sigonius, de Regno Ital., lib. 7.], ma bensì nel fine del presente, diede fine ai suoi giorniAloaraprincipessa di Capua, già moglie diPandolfo Capodiferro, la quale fin qui col figliuoloLandenolfo[Leo Ostiensis, Chron., lib. 2, cap. 10.]virilmente avea governato quegli Stati. Siccome osservò il cardinal Baronio[Baron., in Annal. Eccles.], ella avea fatto ammazzare un suo nipote conte, per paura ch'egli col suo credito potesse occupare il principato a' suoi figliuoli: perlochè sanNilo abbatele predisse che mancherebbe la stirpe sua, siccome in fatti da lì a non molto avvenne.

Dacchè fu alzato alla dignità ducale in VeneziaPietro Orseolo II, siccome persona di grande attività e senno, spedì tosto a Costantinopoli i suoi legati, ed ottenne dagl'imperadoriBasilioeCostantinola bolla d'oro contenente la conferma di tutte le libertà ed esenzioni godute in addietro dal popolo di Venezia per tutto l'imperio d'Oriente. Studiossi ancora distabilir buona amicizia con tutti i principi de' Saraceni, a' quali per tal effetto mandò ambasciatori. Ma particolarmente ebbe cura di far confermare al reOttone IIIi vecchi patti. Si legge nella Cronica del Dandolo[Dandul., in Chronic., tom. 12 Rer. Ital.]il diploma di tal conferma, conceduta da esso reinterventu et petitione nostrae dilectissimae dominae aviae Adelheidae imperatricis Augustae: il che fa conoscere che la santa imperadrice tuttavia dimorava in Germania nella corte del re suo nipote. E il diploma è datoXIV kalendas augusti, anno dominicae Incarnationis DCCCCXCII, Indictione V, anno vero domni Ottonis III regnantis nono. Actum Molinhusen.Asserisce Lupo Protospata[Lupus Protospata, in Chronico.]che in quest'anno si provò una terribil carestia per tutta l'Italia. Non già nell'anno 991, come stimò il Sigonio[Sigonius, de Regno Ital., lib. 7.], ma bensì nel fine del presente, diede fine ai suoi giorniAloaraprincipessa di Capua, già moglie diPandolfo Capodiferro, la quale fin qui col figliuoloLandenolfo[Leo Ostiensis, Chron., lib. 2, cap. 10.]virilmente avea governato quegli Stati. Siccome osservò il cardinal Baronio[Baron., in Annal. Eccles.], ella avea fatto ammazzare un suo nipote conte, per paura ch'egli col suo credito potesse occupare il principato a' suoi figliuoli: perlochè sanNilo abbatele predisse che mancherebbe la stirpe sua, siccome in fatti da lì a non molto avvenne.


Back to IndexNext