DCCCCXLVII

DCCCCXLVIIAnno diCristoDCCCCXLVII. Indiz.V.AgapitoII papa 2.Lottariore d'Italia 17.Trovandosi in Provenza l'abbattutore Ugo,Raimondo principed'Aquitania, commosso dalla fama delle asportate ricchezze, gli fu alla vita, con esibirsi di metter insieme un grosso esercito, bastante ad atterrarBerengarioe a rimetterre lui sul trono. Tante glie ne disse, che giunse a cavargli dai cofani, e più dal cuore, una gran somma di danaro. Si seppe in Italia questa sparata di Raimondo. Liutprando, che era allora ai servigi di Berengario, scrive che se ne fecero le risate, essendo assai nota la viltà di quella gente, la quale in fatti nulla poi operò in aiuto d'esso Ugo. Aggiugne lo stesso storico che Ugo da lì a non molto diede fine a' suoi giorni, con lasciare il tesoro suo aBertasua nipote, vedova diBosone conted'Arles, sposata poco prima dal medesimo Raimondo, indegno per la sua sparutezza d'una sì bella moglie. Si può credere succeduta in questo anno la morte sua, perchè nelle Cronichette dei re d'Italia, da me date alla luce[Anecdot. Latin., tom. 2.], si legge ch'egliregnavit annos XXI expletos, et menses IX, et dies III. Computando gli anni che dopo lui regnòLottario suo figliuolo, viene a cadere la morte sua nel dì 24 d'aprile del presente 947. Scrive Leone Ostiense[Leo Ostiensis, lib. 1, cap. 61.], che Ugo lasciato il regno al figliuolo,in Burgundia cum omni thesauro suo, et universis divitiis recessit, ibique monasterium de propriis sumptibus ditissimum construens, quod sanctus Petrus de Arte nuncupatur, in eodem monachus est effectus. Ma si tien per fermo che l'Ostiense abbia fallato in credere fabbricato dal re Ugo quel monistero; ed, oltre a ciò, il padre Mabillone[Mabill., Annal. Benedict. ad annum 945.]mette in dubbio il di lui monacato. Nulla di questo dice Liutprando, che meglio seppe le azioni di lui; ma bensì dice che Ugo, tornato in Borgogna (sotto il qual nome si comprendeva allora anche la Provenza),brevi est viam universae carnis ingressus. Non è improbabile, che veggendo egli imminente la morte, vestisse l'abito monastico: che questo era uso d'allora. Restato intanto in Italia ilre Lottario, poco impaccio si dovette prender in governar i popoli, perchè governato daBerengariomarchese d'Ivrea: cioè agnello consegnato alla custodia del lupo. Abbiamo sotto quest'anno dal Protospata[Lupus Protospata, Chronic., tom. 5 Rer. Ital.], cheintroierunt Ungari in Italiam, et perrexerunt usque Hydruntum. Et Platopidi(generale de' Greci)sedit in civitate Cupersani. Et fuit eo anno boum interitus per omnem terram.Anche alla Lombardia circa questi tempi toccò un'indiscreta visita degli Ungheri, per attestato di Liutprando[Liutprandus, Hist., lib. 5, cap. 15.], essendo comparso in queste contradeTassire di que' Barbari con un copioso esercito. Berengario colla forza non delle armi, ma di gran quantità d'oro, il fece ritornare addietro; e non già coll'oro suo, ma con quello che raccolse dalle chiese e dal povero popolo, con avere imposto un testatico di un denaro d'argento per cadauna persona; e lo pagavano infino i fanciulli lattanti dell'unoe dell'altro sesso. Colla somma di tanto argento raccolto, con cui meschiò del rame, fece battere dieci moggia di denari, co' quali soddisfece all'accordo stabilito con gli Ungheri e per sè ritenne da buon economo tutto quanto egli avea tolto alle chiese. Non par credibile, per la lontananza de' paesi, che questo fosse il corpo d'Ungheri, di cui poco fa parlò Lupo Protospata, e che arrivò ad Otranto. Nella storia arabica di Abulphedà si legge[Chron. Arab., P. II, tom. 1 Rer. Ital.]che in quest'annoAlmansorere de' Saraceni africani diede l'isola di Sicilia in feudo ad Alassano figliuolo di Alì, che fu obbligato a far una gran guerra in quelle parti, ma con buon successo, perchè ridusse quasi tutta quell'isola sotto il suo dominio. Un'altra Cronica arabica asserisce che costui mise buon ordine in tutta la Sicilia, governandola con singolar rettitudine.

Trovandosi in Provenza l'abbattutore Ugo,Raimondo principed'Aquitania, commosso dalla fama delle asportate ricchezze, gli fu alla vita, con esibirsi di metter insieme un grosso esercito, bastante ad atterrarBerengarioe a rimetterre lui sul trono. Tante glie ne disse, che giunse a cavargli dai cofani, e più dal cuore, una gran somma di danaro. Si seppe in Italia questa sparata di Raimondo. Liutprando, che era allora ai servigi di Berengario, scrive che se ne fecero le risate, essendo assai nota la viltà di quella gente, la quale in fatti nulla poi operò in aiuto d'esso Ugo. Aggiugne lo stesso storico che Ugo da lì a non molto diede fine a' suoi giorni, con lasciare il tesoro suo aBertasua nipote, vedova diBosone conted'Arles, sposata poco prima dal medesimo Raimondo, indegno per la sua sparutezza d'una sì bella moglie. Si può credere succeduta in questo anno la morte sua, perchè nelle Cronichette dei re d'Italia, da me date alla luce[Anecdot. Latin., tom. 2.], si legge ch'egliregnavit annos XXI expletos, et menses IX, et dies III. Computando gli anni che dopo lui regnòLottario suo figliuolo, viene a cadere la morte sua nel dì 24 d'aprile del presente 947. Scrive Leone Ostiense[Leo Ostiensis, lib. 1, cap. 61.], che Ugo lasciato il regno al figliuolo,in Burgundia cum omni thesauro suo, et universis divitiis recessit, ibique monasterium de propriis sumptibus ditissimum construens, quod sanctus Petrus de Arte nuncupatur, in eodem monachus est effectus. Ma si tien per fermo che l'Ostiense abbia fallato in credere fabbricato dal re Ugo quel monistero; ed, oltre a ciò, il padre Mabillone[Mabill., Annal. Benedict. ad annum 945.]mette in dubbio il di lui monacato. Nulla di questo dice Liutprando, che meglio seppe le azioni di lui; ma bensì dice che Ugo, tornato in Borgogna (sotto il qual nome si comprendeva allora anche la Provenza),brevi est viam universae carnis ingressus. Non è improbabile, che veggendo egli imminente la morte, vestisse l'abito monastico: che questo era uso d'allora. Restato intanto in Italia ilre Lottario, poco impaccio si dovette prender in governar i popoli, perchè governato daBerengariomarchese d'Ivrea: cioè agnello consegnato alla custodia del lupo. Abbiamo sotto quest'anno dal Protospata[Lupus Protospata, Chronic., tom. 5 Rer. Ital.], cheintroierunt Ungari in Italiam, et perrexerunt usque Hydruntum. Et Platopidi(generale de' Greci)sedit in civitate Cupersani. Et fuit eo anno boum interitus per omnem terram.Anche alla Lombardia circa questi tempi toccò un'indiscreta visita degli Ungheri, per attestato di Liutprando[Liutprandus, Hist., lib. 5, cap. 15.], essendo comparso in queste contradeTassire di que' Barbari con un copioso esercito. Berengario colla forza non delle armi, ma di gran quantità d'oro, il fece ritornare addietro; e non già coll'oro suo, ma con quello che raccolse dalle chiese e dal povero popolo, con avere imposto un testatico di un denaro d'argento per cadauna persona; e lo pagavano infino i fanciulli lattanti dell'unoe dell'altro sesso. Colla somma di tanto argento raccolto, con cui meschiò del rame, fece battere dieci moggia di denari, co' quali soddisfece all'accordo stabilito con gli Ungheri e per sè ritenne da buon economo tutto quanto egli avea tolto alle chiese. Non par credibile, per la lontananza de' paesi, che questo fosse il corpo d'Ungheri, di cui poco fa parlò Lupo Protospata, e che arrivò ad Otranto. Nella storia arabica di Abulphedà si legge[Chron. Arab., P. II, tom. 1 Rer. Ital.]che in quest'annoAlmansorere de' Saraceni africani diede l'isola di Sicilia in feudo ad Alassano figliuolo di Alì, che fu obbligato a far una gran guerra in quelle parti, ma con buon successo, perchè ridusse quasi tutta quell'isola sotto il suo dominio. Un'altra Cronica arabica asserisce che costui mise buon ordine in tutta la Sicilia, governandola con singolar rettitudine.


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