DCCCCXVIIIAnno diCristoDCCCCXVIII. Indiz.VI.GiovanniX papa 5.Berengarioimperadore 4.Benchè molti sieno gli scrittori sì antichi che moderni, i quali riferiscono all'anno seguente la morte diCorradore di Germania, pure Epidanno[Epidannus, in Chron.], ErmannoContratto[Hermann. Contractus, in Chron.]ed altri[Marian. Scottus, in Chronico et alii.]storici, seguitati in ciò dal padre Pagi, dall'Eccardo e da altri moderni, la mettono accaduta nell'anno presente, prima del Natale del Signore. Fu principe di gran valore, e di non minor prudenza e pietà. Contra degli Ungheri ebbe più volte da sfoderar la spada, e continuò la guerra contro diArrigo ducadi Sassonia, chiamato dagli storici, per distinzione dagli altri Arrighi, l'Aucupe, cioè l'Uccellatore. Pure, venuto a morte, anteponendo l'amore del pubblico bene alle private sue passioni, egli fu che consigliò ai principi del regno germanico di eleggere per suo successore lo stesso Arrigo, principe ben meritevole di quella dignità[Continuator Rheginonis, in Chronico.]. A questo fine gl'inviò lo scettro, la corona e gli altri ornamenti reali. Da un diploma, da me dato alla luce[Antiquit. Italic., Dissert. XXXVI.], apprendiamo che l'imperador Berengariosi trovava in Pavia nel dì 20 d'aprile dell'anno presente, dove confermò ai canonici di Padova i lor privilegii e beni. Leggonsi ivi queste note:Data XII kalendas maii, anno dominicae Incarnationis DCCCCXVII; domni vero Berengarii piissimi regis XXXVI, imperii anno III, Indictione VI. Actum civitate Papiae.Ma si dee scrivereanno DCCCCXVIII, seppure non si vuol ricorrere all'anno pisano: il che difficilmente m'induco io a credere. Son guasti ancora gli anni del regno, perchè allora era in corso l'anno XXXI. Ho io parimente pubblicato[Ibid., Dissert. IX.]un bel placito, tenuto in Milanoanno imperii domni Berengarii imperatoris tercio, mense aprilis, Indictione VI, cioè nell'anno presente. Il suo principio è questo:Dum in Dei nomine civitate Mediolani, curte ducati in laubia ejusdem curtis in judicio resideret Berengarius nepus et missus domni et gloriosissimi Berengarii serenissimi imperatoris avio et senior ejus, qui in comitatu mediolanense abipso imperatore missus esset constitutus, tamquam comes et missus discurrens, ec. QuestoBerengarioera figliuolo diAdalberto marchesed'Ivrea, e diGislafigliuola dell'Augusto Berengario. Noi il vedremo a suo tempo re d'Italia. Lacorte del ducato, che si vede in Milano, significa il palazzo, dove solevano abitare i duchi. In altre città s'incontra lacorte ducale, che vuol dire lo stesso. Le carte poi di questi tempi ci fanno vedere in Roma e nel suo ducato molti nobili che insieme sono appellaticonsoli e duchi, siccome ho mostrato altrove[Antiq. Ital. Dissert. V, pag. 161 et seq.]: probabilmenteconsoli, perchè membra del senato romano, il quale tuttavia durava; educhi, perchè governatori di qualche città. Riuscì in quest'anno, oppure nel seguente, ai Siciliani e Mori ribelli[Chron. Arab., P. II, tom. 1, Rer. Ital.]di costringere alla resa nel dì 12 di marzo la città di Palermo dopo sei mesi d'assedio, con lasciare la libertà al presidio africano. Salem fu creato Amira, ossia governator generale della Sicilia. E sul fine dell'anno venne fatto ai Mori di occupare anche la città di Reggio in Calabria.
Benchè molti sieno gli scrittori sì antichi che moderni, i quali riferiscono all'anno seguente la morte diCorradore di Germania, pure Epidanno[Epidannus, in Chron.], ErmannoContratto[Hermann. Contractus, in Chron.]ed altri[Marian. Scottus, in Chronico et alii.]storici, seguitati in ciò dal padre Pagi, dall'Eccardo e da altri moderni, la mettono accaduta nell'anno presente, prima del Natale del Signore. Fu principe di gran valore, e di non minor prudenza e pietà. Contra degli Ungheri ebbe più volte da sfoderar la spada, e continuò la guerra contro diArrigo ducadi Sassonia, chiamato dagli storici, per distinzione dagli altri Arrighi, l'Aucupe, cioè l'Uccellatore. Pure, venuto a morte, anteponendo l'amore del pubblico bene alle private sue passioni, egli fu che consigliò ai principi del regno germanico di eleggere per suo successore lo stesso Arrigo, principe ben meritevole di quella dignità[Continuator Rheginonis, in Chronico.]. A questo fine gl'inviò lo scettro, la corona e gli altri ornamenti reali. Da un diploma, da me dato alla luce[Antiquit. Italic., Dissert. XXXVI.], apprendiamo che l'imperador Berengariosi trovava in Pavia nel dì 20 d'aprile dell'anno presente, dove confermò ai canonici di Padova i lor privilegii e beni. Leggonsi ivi queste note:Data XII kalendas maii, anno dominicae Incarnationis DCCCCXVII; domni vero Berengarii piissimi regis XXXVI, imperii anno III, Indictione VI. Actum civitate Papiae.Ma si dee scrivereanno DCCCCXVIII, seppure non si vuol ricorrere all'anno pisano: il che difficilmente m'induco io a credere. Son guasti ancora gli anni del regno, perchè allora era in corso l'anno XXXI. Ho io parimente pubblicato[Ibid., Dissert. IX.]un bel placito, tenuto in Milanoanno imperii domni Berengarii imperatoris tercio, mense aprilis, Indictione VI, cioè nell'anno presente. Il suo principio è questo:Dum in Dei nomine civitate Mediolani, curte ducati in laubia ejusdem curtis in judicio resideret Berengarius nepus et missus domni et gloriosissimi Berengarii serenissimi imperatoris avio et senior ejus, qui in comitatu mediolanense abipso imperatore missus esset constitutus, tamquam comes et missus discurrens, ec. QuestoBerengarioera figliuolo diAdalberto marchesed'Ivrea, e diGislafigliuola dell'Augusto Berengario. Noi il vedremo a suo tempo re d'Italia. Lacorte del ducato, che si vede in Milano, significa il palazzo, dove solevano abitare i duchi. In altre città s'incontra lacorte ducale, che vuol dire lo stesso. Le carte poi di questi tempi ci fanno vedere in Roma e nel suo ducato molti nobili che insieme sono appellaticonsoli e duchi, siccome ho mostrato altrove[Antiq. Ital. Dissert. V, pag. 161 et seq.]: probabilmenteconsoli, perchè membra del senato romano, il quale tuttavia durava; educhi, perchè governatori di qualche città. Riuscì in quest'anno, oppure nel seguente, ai Siciliani e Mori ribelli[Chron. Arab., P. II, tom. 1, Rer. Ital.]di costringere alla resa nel dì 12 di marzo la città di Palermo dopo sei mesi d'assedio, con lasciare la libertà al presidio africano. Salem fu creato Amira, ossia governator generale della Sicilia. E sul fine dell'anno venne fatto ai Mori di occupare anche la città di Reggio in Calabria.