DCCCCXXXVIII

DCCCCXXXVIIIAnno diCristoDCCCCXXXVIII. Indiz.XI.Leone VIIpapa 3.Ugore d'Italia 13.Lottariore d'Italia 8.Dopo la morte diRodolfo IIre di Borgogna, ilre Ugointavolò un trattato di nozze col reCorradodi lui successore, e lo conchiuse nell'anno presente, se crediamo al padre Mabillone[Mabillon., Annal. Benedict. ad hunc annum.]e al padre Pagi[Pagius, ad Annal. Baron.]. Cioè essendo egli vedovo per la morte della reginaAldasua moglie, e riguardato per insussistente e nullo il suo matrimonio con Marozia patrizia romana, egli prese per moglieBerta[Liutprandus, Hist., lib. 4, cap. 6.]vedova del suddetto re Rodolfo. Stabilì ancora il matrimonio del reLottariosuo figliolo conAdelaidefigliuola del medesimo re Rodolfo, donna che per la sua santità e per le sue avventure divenne poi celebratissima nelle storie. Di che età fosse allora questa regal fanciulla, allorchè andò a marito, l'abbiamo dalla vita di lei, scritta da santoOdilone abbatedi Clugnì[Vita S. Adelhaidis apud Canisium et Surium, ad diem 16 decembris.]:Quum adhuc esset, dic'egli,juvencula, et sextumdecimum aetatis suae ageret annum, Deo donante, adepta est regale matrimonium, juncta scilicet regi Lothario, Hugonis ditissimi regis italici filio.La ragione per cui i suddetti scrittori giudicarono appartenere a quest'anno il matrimonio di Adelaide, è fondata sullo strumento dotale che tuttavia si conserva in Pavia nell'archivio dell'insigne monisterio di san Salvatore, e fu dato alla luce dal Margarino[Margarinius, in Bullar Casinens., tom. 2, Constit. XLIX.]. Da esso pare che tanto il re Ugo, quanto il re Lottario si fossero portati in Borgogna per ultimar quelle nozze. Fu scritto il diplomapridie idus decembris anno dominicae Incarnationis DCCCCXXXVIII, regni vero domni Hugonis XII, filii ejus Lotharii item regis VII, Indictione XI. Actum Curte, quae Columbaris dicitur. Ma queste note tutte indicano l'anno 937, essendo certissimo che nel dì 12 di dicembre d'esso anno correva l'anno XIIdi Ugo e ilVIIdi Lottario. L'indizione XIdoveva aver avuto principio nel settembre di esso anno. Però qui o è fallato l'anno, o esso è l'anno pisano; e quel 938, secondo me, ha da essere il nostro 937. Se poi quelli fossero gli sponsali solamente, oppure lo effettivo matrimonio, ne parleremo all'anno 950. Certo è che quivi Lottario dona ad Adelaide cinque corti, fra le quali son riguardevoli quella diMarengo, e l'altra diOlonna, oltre ancora a tre badie, secondo i costumi corrotti d'allora. La dote tutta a lei costituita da esso Lottario ascende a 4580 mansi di terra: dono veramente da re, se non v'entrassero anche i beni della Chiesa. Aggiugne Liutprando che il re Ugo perduto dietro alle concubine, non solamente mancò dell'amor maritale verso la nuova sua moglie Berta, ma in tutte le maniere mostrò averla in abbominazione. E che nella mandra d'esse sue concubine fu specialmente distinta dalla di lui parzialità Bezola, di vilissima nazione sveva, che gli partorì non solamenteBosone, creatovescovo di Piacenza dopo la morte diGuidonell'anno 940, ma ancheBertamaritata poi aRomanojuniore imperadore greco. Inoltre amò forte Roza, figliuola di quel medesimo Gualberto a cui egli avea fatto tagliare il capo, la quale gli partorì una bellissima figliuola; e finalmente Stefania romana, da cui ebbe un figliuolo Teobaldo, fatto dipoi arcidiacono della chiesa milanese. Era Ugo sì screditato presso d'ognuno per questa sua sfrenata patentissima disonestà, che il monaco autore della Cronica della Novalesa[Chron. Novaliciense, P. II, tom. 2 Rer. Ital.]lasciò correre una scandalosa diceria, che con tutta l'infame vita di questo re non dee meritar fede presso gli assennati lettori. Dopo aver egli detto che Ugo era uomo di estrema astuzia e malizia, e che teneva spie per tutte le città per indagar chi parlava male di lui, il che tal timore sparse in tutti,ut minime auderent palam loqui de eo, sed more scurrarum per calamos fossos ad invicem loquentes, sic insidias parabant ei; seguita poi a dire che Ugo ebbe un figliuolo appellatoLottario, al quale, giunto che fu alla convenevol età, diede moglie.Iste namque obtemperans monitis patris, conjugem accepit. Pater vero post dotem succensus face luxuriae, nurum vitiat, antequam ad filii perveniat thalamum. O nefas! o libido indomita!ec. Continuò in questo anno la guerra fra i Siciliani rivoltati e i Saraceni dominanti in quell'isola[Chronic. Arab., P. II, tom. 1 Rer. Ital.]. Sulle prime restarono in un fatto d'armi vincitori i Siciliani, sconfitti poscia in un altro. Venne dall'Africa un nuovo generale de' Mori con un copioso esercito a Palermo, e cominciò a smantellar le mura e le porte di quella città; la qual novità fu cagione che quei di Gergenti si ribellarono. Leggesi nel Bollario casinense[Bullar. Casinense, tom. 2, Constit. XLVIII.]un diploma di Ugo e Lottario, dato in favore del monistero delle sante Flora e Lucilla d'Arezzo,pridie kalendas junii, anno dominicae Incarnationis DCCCCXXXIX,regni domni Hugonis anno XII, filii ejus Lotharii regis VII, Indictione XI.Corrisponde all'anno presente l'indizione XI. Per conseguente, l'anno 959 dee essere secondo l'era pisana, cioè a dire il nostro 938. Ma che nel dì 31 di maggio di esso anno 938 corresse l'anno XII di Ugo e il VII di Lottario, nol so credere. Forse quel diploma è dell'anno 937.

Dopo la morte diRodolfo IIre di Borgogna, ilre Ugointavolò un trattato di nozze col reCorradodi lui successore, e lo conchiuse nell'anno presente, se crediamo al padre Mabillone[Mabillon., Annal. Benedict. ad hunc annum.]e al padre Pagi[Pagius, ad Annal. Baron.]. Cioè essendo egli vedovo per la morte della reginaAldasua moglie, e riguardato per insussistente e nullo il suo matrimonio con Marozia patrizia romana, egli prese per moglieBerta[Liutprandus, Hist., lib. 4, cap. 6.]vedova del suddetto re Rodolfo. Stabilì ancora il matrimonio del reLottariosuo figliolo conAdelaidefigliuola del medesimo re Rodolfo, donna che per la sua santità e per le sue avventure divenne poi celebratissima nelle storie. Di che età fosse allora questa regal fanciulla, allorchè andò a marito, l'abbiamo dalla vita di lei, scritta da santoOdilone abbatedi Clugnì[Vita S. Adelhaidis apud Canisium et Surium, ad diem 16 decembris.]:Quum adhuc esset, dic'egli,juvencula, et sextumdecimum aetatis suae ageret annum, Deo donante, adepta est regale matrimonium, juncta scilicet regi Lothario, Hugonis ditissimi regis italici filio.La ragione per cui i suddetti scrittori giudicarono appartenere a quest'anno il matrimonio di Adelaide, è fondata sullo strumento dotale che tuttavia si conserva in Pavia nell'archivio dell'insigne monisterio di san Salvatore, e fu dato alla luce dal Margarino[Margarinius, in Bullar Casinens., tom. 2, Constit. XLIX.]. Da esso pare che tanto il re Ugo, quanto il re Lottario si fossero portati in Borgogna per ultimar quelle nozze. Fu scritto il diplomapridie idus decembris anno dominicae Incarnationis DCCCCXXXVIII, regni vero domni Hugonis XII, filii ejus Lotharii item regis VII, Indictione XI. Actum Curte, quae Columbaris dicitur. Ma queste note tutte indicano l'anno 937, essendo certissimo che nel dì 12 di dicembre d'esso anno correva l'anno XIIdi Ugo e ilVIIdi Lottario. L'indizione XIdoveva aver avuto principio nel settembre di esso anno. Però qui o è fallato l'anno, o esso è l'anno pisano; e quel 938, secondo me, ha da essere il nostro 937. Se poi quelli fossero gli sponsali solamente, oppure lo effettivo matrimonio, ne parleremo all'anno 950. Certo è che quivi Lottario dona ad Adelaide cinque corti, fra le quali son riguardevoli quella diMarengo, e l'altra diOlonna, oltre ancora a tre badie, secondo i costumi corrotti d'allora. La dote tutta a lei costituita da esso Lottario ascende a 4580 mansi di terra: dono veramente da re, se non v'entrassero anche i beni della Chiesa. Aggiugne Liutprando che il re Ugo perduto dietro alle concubine, non solamente mancò dell'amor maritale verso la nuova sua moglie Berta, ma in tutte le maniere mostrò averla in abbominazione. E che nella mandra d'esse sue concubine fu specialmente distinta dalla di lui parzialità Bezola, di vilissima nazione sveva, che gli partorì non solamenteBosone, creatovescovo di Piacenza dopo la morte diGuidonell'anno 940, ma ancheBertamaritata poi aRomanojuniore imperadore greco. Inoltre amò forte Roza, figliuola di quel medesimo Gualberto a cui egli avea fatto tagliare il capo, la quale gli partorì una bellissima figliuola; e finalmente Stefania romana, da cui ebbe un figliuolo Teobaldo, fatto dipoi arcidiacono della chiesa milanese. Era Ugo sì screditato presso d'ognuno per questa sua sfrenata patentissima disonestà, che il monaco autore della Cronica della Novalesa[Chron. Novaliciense, P. II, tom. 2 Rer. Ital.]lasciò correre una scandalosa diceria, che con tutta l'infame vita di questo re non dee meritar fede presso gli assennati lettori. Dopo aver egli detto che Ugo era uomo di estrema astuzia e malizia, e che teneva spie per tutte le città per indagar chi parlava male di lui, il che tal timore sparse in tutti,ut minime auderent palam loqui de eo, sed more scurrarum per calamos fossos ad invicem loquentes, sic insidias parabant ei; seguita poi a dire che Ugo ebbe un figliuolo appellatoLottario, al quale, giunto che fu alla convenevol età, diede moglie.Iste namque obtemperans monitis patris, conjugem accepit. Pater vero post dotem succensus face luxuriae, nurum vitiat, antequam ad filii perveniat thalamum. O nefas! o libido indomita!ec. Continuò in questo anno la guerra fra i Siciliani rivoltati e i Saraceni dominanti in quell'isola[Chronic. Arab., P. II, tom. 1 Rer. Ital.]. Sulle prime restarono in un fatto d'armi vincitori i Siciliani, sconfitti poscia in un altro. Venne dall'Africa un nuovo generale de' Mori con un copioso esercito a Palermo, e cominciò a smantellar le mura e le porte di quella città; la qual novità fu cagione che quei di Gergenti si ribellarono. Leggesi nel Bollario casinense[Bullar. Casinense, tom. 2, Constit. XLVIII.]un diploma di Ugo e Lottario, dato in favore del monistero delle sante Flora e Lucilla d'Arezzo,pridie kalendas junii, anno dominicae Incarnationis DCCCCXXXIX,regni domni Hugonis anno XII, filii ejus Lotharii regis VII, Indictione XI.Corrisponde all'anno presente l'indizione XI. Per conseguente, l'anno 959 dee essere secondo l'era pisana, cioè a dire il nostro 938. Ma che nel dì 31 di maggio di esso anno 938 corresse l'anno XII di Ugo e il VII di Lottario, nol so credere. Forse quel diploma è dell'anno 937.


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