DCCCIXAnno diCristoDCCCIX. IndizioneII.Leone IIIpapa 15.Carlo Magnoimperadore 10.Pippinore d'Italia 29.Fece gran rumore in quest'anno la teologica quistione della processione dello Spirito Santo non solo dal Padre, ma anche dal Figliuolo, commossa da un monaco in Gerusalemme. Fu perciò tenuto un concilio in Aquisgrana, e rimessane la decisione al romano pontefice, che faticò non poco per questo affare, nè volle permettere che ilFilioquesi aggiugnesse al simbolo della Fede per non irritare i Greci, non aderenti alla sentenza della Chiesa latina. Intorno a ciò son da vedere il cardinal Baronio, Natale Alessandro, il Pagi ed altri. Durò ancora in quest'anno la guerra conGotifredo re di Danimarca, il quale mostrò ben di voler placare Carlo Magno, e fece istanza per un abboccamento fra i suoi ministri e quei dell'imperadore, ma si sciolse in fumo tutto quel negoziato. Però continuarono le azioni militari in quelle parti.Trasiconeduca degli Sclavi Obotriti ricuperò il suo paese, ma restò poi ucciso per frode degli uomini di Gotifredo.Carlo Magnoallora determinò di mettere un po' di briglia alla tracotanza di costui, e prese ben le sue misure[Annal. Francor. Loiseliani.]; piantò nel marzo dell'anno seguente unacittà di là dal fiume Elba in un luogo appellato Essesfeld, e la fortificò. Per quel che riguarda l'Italia, noi abbiamo da varii Annali de' Franchi[Annal. Francor. Bertiniani. Annales Francor. Metenses.]che in quest'anno (il Cronista loiseliano ne parla all'anno precedente) spedita da Costantinopoli un'armata navale sotto il comando di Paolo, venne prima nella Dalmazia, e poscia alla città di Venezia, dove svernò. Ora una parte d'essa per voglia e speranza di occupar l'isola e città di Comacchio, posta al mare di là dal Po, grande in que' tempi, si portò ostilmente colà. Ma fu sì ben ricevuta dalla guarnigione ivi tenuta dalre Pippino, che messa in rotta fu forzata a salvarsi di nuovo in Venezia. Per questo il comandante della flotta Paolo cominciò a trattare con esso Pippino di pace, quasi che fosse stato unicamente spedito per questo dall'imperador greco suo padrone. Ma perchè s'avvide cheObelerio doge di Veneziae i suoi fratelli non solamente con segrete mine attraversavano i trattati d'essa pace, ma eziandio tramavano a lui delle insidie, stimò miglior partito l'andarsene con Dio. Così gli Annali de' Franchi. Raccontano i medesimi che parimente in quest'anno dai Greci chiamati Orobioti, cioè montanari, fu presa e saccheggiata la città di Populonia, situata sul lido del mare nella Toscana, di cui non restano più le vestigia. Inoltre dicono che i Mori di Spagna, venuti nell'isola di Corsica, nello stesso giorno santo di Pasqua, presero e misero a sacco una città di quell'isola, di cui non sappiamo il nome. Vien credutaAleriadal Sigonio, dal padre PagiMariana, oNebbio. A riserva del vescovo e di alcuni pochi vecchi ed infermi, condussero via schiavi tutti quegl'infelici abitanti. Per attestato poi di Teofane[Theoph., in Chronogr.], in questi tempiNiceforo imperador d'Orienteparea che si studiasse a tutto suo potere di tirarsi addosso l'odio universale delpopolo: tante furono le gravezze ed avanie ch'egli introdusse, annoverate da quello storico ad una ad una. Ma, siccome vedremo, non andò molto che ne pagò il fio.
Fece gran rumore in quest'anno la teologica quistione della processione dello Spirito Santo non solo dal Padre, ma anche dal Figliuolo, commossa da un monaco in Gerusalemme. Fu perciò tenuto un concilio in Aquisgrana, e rimessane la decisione al romano pontefice, che faticò non poco per questo affare, nè volle permettere che ilFilioquesi aggiugnesse al simbolo della Fede per non irritare i Greci, non aderenti alla sentenza della Chiesa latina. Intorno a ciò son da vedere il cardinal Baronio, Natale Alessandro, il Pagi ed altri. Durò ancora in quest'anno la guerra conGotifredo re di Danimarca, il quale mostrò ben di voler placare Carlo Magno, e fece istanza per un abboccamento fra i suoi ministri e quei dell'imperadore, ma si sciolse in fumo tutto quel negoziato. Però continuarono le azioni militari in quelle parti.Trasiconeduca degli Sclavi Obotriti ricuperò il suo paese, ma restò poi ucciso per frode degli uomini di Gotifredo.Carlo Magnoallora determinò di mettere un po' di briglia alla tracotanza di costui, e prese ben le sue misure[Annal. Francor. Loiseliani.]; piantò nel marzo dell'anno seguente unacittà di là dal fiume Elba in un luogo appellato Essesfeld, e la fortificò. Per quel che riguarda l'Italia, noi abbiamo da varii Annali de' Franchi[Annal. Francor. Bertiniani. Annales Francor. Metenses.]che in quest'anno (il Cronista loiseliano ne parla all'anno precedente) spedita da Costantinopoli un'armata navale sotto il comando di Paolo, venne prima nella Dalmazia, e poscia alla città di Venezia, dove svernò. Ora una parte d'essa per voglia e speranza di occupar l'isola e città di Comacchio, posta al mare di là dal Po, grande in que' tempi, si portò ostilmente colà. Ma fu sì ben ricevuta dalla guarnigione ivi tenuta dalre Pippino, che messa in rotta fu forzata a salvarsi di nuovo in Venezia. Per questo il comandante della flotta Paolo cominciò a trattare con esso Pippino di pace, quasi che fosse stato unicamente spedito per questo dall'imperador greco suo padrone. Ma perchè s'avvide cheObelerio doge di Veneziae i suoi fratelli non solamente con segrete mine attraversavano i trattati d'essa pace, ma eziandio tramavano a lui delle insidie, stimò miglior partito l'andarsene con Dio. Così gli Annali de' Franchi. Raccontano i medesimi che parimente in quest'anno dai Greci chiamati Orobioti, cioè montanari, fu presa e saccheggiata la città di Populonia, situata sul lido del mare nella Toscana, di cui non restano più le vestigia. Inoltre dicono che i Mori di Spagna, venuti nell'isola di Corsica, nello stesso giorno santo di Pasqua, presero e misero a sacco una città di quell'isola, di cui non sappiamo il nome. Vien credutaAleriadal Sigonio, dal padre PagiMariana, oNebbio. A riserva del vescovo e di alcuni pochi vecchi ed infermi, condussero via schiavi tutti quegl'infelici abitanti. Per attestato poi di Teofane[Theoph., in Chronogr.], in questi tempiNiceforo imperador d'Orienteparea che si studiasse a tutto suo potere di tirarsi addosso l'odio universale delpopolo: tante furono le gravezze ed avanie ch'egli introdusse, annoverate da quello storico ad una ad una. Ma, siccome vedremo, non andò molto che ne pagò il fio.